Al di là dell'età della pietra in cui alcuni utenti qui vivono e che mi vede concorde al 100% con Mat, vorrei rispondere invece ad alcune frasi di altri utenti:
Scusami Lisa... fammi capire... questa psicologia spicciola a cosa serve?
Perfetto. Sappiamo ora che se ci sentiamo sporche in caso di "molestia" fisica, verbale o psicologica, non è colpa nostra ma di coloro che hanno questo disagio sessuale interiore e lo esprimono così.
Ben. Perfetto. Felice di sapere (??) che lo sbagliato è il molestatore. (ci ero arrivata già in teoria....).
Però dico: E quindi?
Chino la testa felice e contenta perché tanto so che il problema è suo?
Scusami... non ci sono probabilmente arrivata al tuo discorso e se ho frainteso correggimi.
Ma la sensazione di disagio, di sporco, di paura, ansia e terrore rimarranno comunque dentro di me in caso di molestia...... non mi consolerà sapere che lui sta peggio di me.... Perché il corpo e la mente che subiscono violenza, sono i miei. E il problema diventa quindi mio.
Siamo sempre lì... come sopra.... non mi cambia nulla sapere che ai tempi dell'uomo delle caverne la donna veniva portata per i capelli o che è colpa del disagio maschile sessuale se ci sono certi atteggiamenti.
Io non sto a dire che il molestatore, fisico o psicologico, vada impallinato. Qui non si parla di questo.
Si parla della sensazione della donna. DELLA PAURA COSTANTE CHE QUEL GESTO DIVENTI UNA COSA FISICA.
Si parla dicome ci si sente.... e Lisa, quando ti trovi in uno scompartimento vuoto con un tizio che fa certi gesti nella tua direzione, o in un sottopassaggio, o in un parcheggio sola..... non stai lì a dire: oh povero che disagio interiore ha!
Stai lì a pensare (sempre che la testa fuznioni lucidamente inquei momenti): cazzo se mi prende per me è finita.
Non conoscendolo, pensi solo: e se quel gesto diventa realtà su di me?
Stiamo ragionando di ciò che si prova nel momento. Della paura e del terrore. Non di come ci si dovrebbe comportare e di come si dovrebbe guardare l'orso cattivo pensando che poi non è così cattivo in fondo perché non è colpa sua....
???? E quindi???
L'uomo non fa il primo passo... e quindi? Quando la donna si trova un coso in mezzo alle gambe, in un vicolo buio, con una mano sulla bocca..... ehm.... ha invitato lei lo stupratore? Ha lanciato lei l'invito???
Scusa.... questo off topic non l'ho capito... ti stavi riferendo ad un altro discorso non quotato?
(che poi in ogni caso, anche se non ti riferissi alla molestia, è una bischerata, perdonami.... l'uomo è un burattino che non muove un passo se non ha un invito da una donna, anche solo con gesto o sguardo? generalizziamo così adesso? boh....).
Ecco appunto... hai detto bene... "può conseguire un trauma psicologico o anche no".. e quindi di cossa stiamo parlando? Di coloro che non lo subiscono o di coloro che lo subiscono? E chi lo subisce che colpa ne ha?
Perché se ero una piscologa non ero qui! 
Non lo so perché... ma questa è la sensazione... è come se lo sguardo o il gesto in se di colui che lo ha fatto verso di te, ti si sia appoggiato addosso. E' come una sensazione che rimane attaccata e che vuoi lavare via.
Mi spiace tu abbia visto della retorica nella mia precedente risposta.... ho solo tentato di darti delle info precise sugli stati d'animo... che posso concepire, veramente e senza ironia, che tu non capisca fino in fondo... ciò che non comprendo è chi li sminuisce fino a ridicolizzarli colpevolizzando chi li prova.....
Anche qui perdonami...
So che parli con Lisa ma dico: non si tratta di essere d'accordo. Si tratta di comprendere un qualcosa che se tu non hai mai provato non significa che non esista o che debba essere sottovalutato con un semplice: ma che vuoi che sia?
Originariamente Scritto da Lisa
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Perfetto. Sappiamo ora che se ci sentiamo sporche in caso di "molestia" fisica, verbale o psicologica, non è colpa nostra ma di coloro che hanno questo disagio sessuale interiore e lo esprimono così.
Ben. Perfetto. Felice di sapere (??) che lo sbagliato è il molestatore. (ci ero arrivata già in teoria....).
Però dico: E quindi?
Chino la testa felice e contenta perché tanto so che il problema è suo?

Scusami... non ci sono probabilmente arrivata al tuo discorso e se ho frainteso correggimi.
Ma la sensazione di disagio, di sporco, di paura, ansia e terrore rimarranno comunque dentro di me in caso di molestia...... non mi consolerà sapere che lui sta peggio di me.... Perché il corpo e la mente che subiscono violenza, sono i miei. E il problema diventa quindi mio.
Originariamente Scritto da Lisa
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Io non sto a dire che il molestatore, fisico o psicologico, vada impallinato. Qui non si parla di questo.
Si parla della sensazione della donna. DELLA PAURA COSTANTE CHE QUEL GESTO DIVENTI UNA COSA FISICA.
Si parla dicome ci si sente.... e Lisa, quando ti trovi in uno scompartimento vuoto con un tizio che fa certi gesti nella tua direzione, o in un sottopassaggio, o in un parcheggio sola..... non stai lì a dire: oh povero che disagio interiore ha!
Stai lì a pensare (sempre che la testa fuznioni lucidamente inquei momenti): cazzo se mi prende per me è finita.
Non conoscendolo, pensi solo: e se quel gesto diventa realtà su di me?
Stiamo ragionando di ciò che si prova nel momento. Della paura e del terrore. Non di come ci si dovrebbe comportare e di come si dovrebbe guardare l'orso cattivo pensando che poi non è così cattivo in fondo perché non è colpa sua....
Originariamente Scritto da N3m0
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L'uomo non fa il primo passo... e quindi? Quando la donna si trova un coso in mezzo alle gambe, in un vicolo buio, con una mano sulla bocca..... ehm.... ha invitato lei lo stupratore? Ha lanciato lei l'invito???

Scusa.... questo off topic non l'ho capito... ti stavi riferendo ad un altro discorso non quotato?
(che poi in ogni caso, anche se non ti riferissi alla molestia, è una bischerata, perdonami.... l'uomo è un burattino che non muove un passo se non ha un invito da una donna, anche solo con gesto o sguardo? generalizziamo così adesso? boh....).
Originariamente Scritto da Insolente
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Originariamente Scritto da Insolente
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Non lo so perché... ma questa è la sensazione... è come se lo sguardo o il gesto in se di colui che lo ha fatto verso di te, ti si sia appoggiato addosso. E' come una sensazione che rimane attaccata e che vuoi lavare via.
Mi spiace tu abbia visto della retorica nella mia precedente risposta.... ho solo tentato di darti delle info precise sugli stati d'animo... che posso concepire, veramente e senza ironia, che tu non capisca fino in fondo... ciò che non comprendo è chi li sminuisce fino a ridicolizzarli colpevolizzando chi li prova.....
Originariamente Scritto da Insolente
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So che parli con Lisa ma dico: non si tratta di essere d'accordo. Si tratta di comprendere un qualcosa che se tu non hai mai provato non significa che non esista o che debba essere sottovalutato con un semplice: ma che vuoi che sia?



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