Dunque mi sembra d'aver capito che alcuni partecipanti a questa discussione si possono essere sentiti un po' offesi dalle mie "generalizzazioni" e siccome sono persone che stimo, io non ho problemi a scusarmi con loro dal momento che non era mia intenzione farlo.
Voglio però far presente che queste mie "generalizzazioni" non provengono da una persona che vive nella turris eburnea dall'alto della quale osserva e valuta i fenomeni senza prendervi parte.
Anch'io per anni ho frequentato gli stadi ed ho seguito la Cremonese per interi campionati in serie B (il campionato secondo me più bello di tutti e il più combattuto) quando giocava in casa e per brevi trasferte.
La partita era l'occasione per trovarsi con un gruppo di amici andare in trattoria, mangiare bere e rollare qualche canna.
Tanto nelle partite in casa che fuori casa.
Non abbiamo mai provocato nessuno nè tifosi avversari, tantomeno forze dell'ordine, questo però non ha risparmiato ad alcuni di noi di prendere qualche manganellata durante una carica a Cremona, di essere aggrediti e malmenati a freddo a Modena da ultras del Piacenza appositamente là convenuti allo scopo e ad altri di rimetterci qualche portiera, finestrino sfondato o fanale.
Si faceva una colletta in tutto il gruppo e si ammortizzava il danno subito.
Nessuno di noi ha mai girato nè in casa nè in trasferta con bandiere, sciarpe o altro però evidentemente non era abbastanza.
Quando la Cremonese fu promossa in serie A una domenica pomeriggio a Milano, in occasione di Milan-Cremonese un ragazzo di Cremona (socio di un Milan Club) fu accoltellato a morte nei pressi dello stadio.
Per un po' se ne parlò poi tutto riprese come prima.
Io ero a Milano e quando si sparse la notizia del delitto, invece di mettermi casco e armarmi di randello (come altri fecero), semplicemente, con i miei amici, abbandonammo lo stadio.
Io personalmente non ho più messo piede in uno stadio.
Qualcuno ha insistito ma poi ha mollato.
In quella disgraziata partita di Milano, la maggioranza dei tifosi, pur scioccata e addolorata dall'accaduto rimase a guardare la partita.
Questa mia esperienza non vuole dimostrare connivenze o complicità, però ora come allora (purtoppo sono passati tanti anni) mi chiedo tante cose, la principale delle quali è per quale motivo nessuno abbandonò come noi lo stadio.
Mi chiedo come mai nessuno dei tifosi "sani" sia mai riuscito ad impedire o fare quanto era in suo potere per evitare certi lutti.
Perchè il problema quando in un gruppo pacifico prende il sopravvento e il potere una minoranza violenta, screditando anche chi violento non è, è cercare di capire fino a che punto la maggioranza "pacifica" sia davvero pacifica, oppure, in qualche modo si senta bene o male rappresentata anche dai violenti.
Fino a che punto subisca e fino a che punto accetti la presenza delle frange violente.
Perchè quella tragica domenica a Milano quasi nessuno dei tifosi "non violenti" del Milan abbandonò lo stadio per esprimere raccapriccio e disgusto per quello era successo?
Quanti decisero per protesta di non seguire più la squadra provocando un danno economico alla società calcistica, costringendola forse a prendere provvedimenti contro questa minoranza che la faceva da padrona?
Vorrei che qualcuno riflettesse anche su questo invece di continuare a fare puntigliose distinzioni tra tifosi sani e tifosi delinquenti.
Voglio però far presente che queste mie "generalizzazioni" non provengono da una persona che vive nella turris eburnea dall'alto della quale osserva e valuta i fenomeni senza prendervi parte.
Anch'io per anni ho frequentato gli stadi ed ho seguito la Cremonese per interi campionati in serie B (il campionato secondo me più bello di tutti e il più combattuto) quando giocava in casa e per brevi trasferte.
La partita era l'occasione per trovarsi con un gruppo di amici andare in trattoria, mangiare bere e rollare qualche canna.
Tanto nelle partite in casa che fuori casa.
Non abbiamo mai provocato nessuno nè tifosi avversari, tantomeno forze dell'ordine, questo però non ha risparmiato ad alcuni di noi di prendere qualche manganellata durante una carica a Cremona, di essere aggrediti e malmenati a freddo a Modena da ultras del Piacenza appositamente là convenuti allo scopo e ad altri di rimetterci qualche portiera, finestrino sfondato o fanale.
Si faceva una colletta in tutto il gruppo e si ammortizzava il danno subito.
Nessuno di noi ha mai girato nè in casa nè in trasferta con bandiere, sciarpe o altro però evidentemente non era abbastanza.
Quando la Cremonese fu promossa in serie A una domenica pomeriggio a Milano, in occasione di Milan-Cremonese un ragazzo di Cremona (socio di un Milan Club) fu accoltellato a morte nei pressi dello stadio.
Per un po' se ne parlò poi tutto riprese come prima.
Io ero a Milano e quando si sparse la notizia del delitto, invece di mettermi casco e armarmi di randello (come altri fecero), semplicemente, con i miei amici, abbandonammo lo stadio.
Io personalmente non ho più messo piede in uno stadio.
Qualcuno ha insistito ma poi ha mollato.
In quella disgraziata partita di Milano, la maggioranza dei tifosi, pur scioccata e addolorata dall'accaduto rimase a guardare la partita.
Questa mia esperienza non vuole dimostrare connivenze o complicità, però ora come allora (purtoppo sono passati tanti anni) mi chiedo tante cose, la principale delle quali è per quale motivo nessuno abbandonò come noi lo stadio.
Mi chiedo come mai nessuno dei tifosi "sani" sia mai riuscito ad impedire o fare quanto era in suo potere per evitare certi lutti.
Perchè il problema quando in un gruppo pacifico prende il sopravvento e il potere una minoranza violenta, screditando anche chi violento non è, è cercare di capire fino a che punto la maggioranza "pacifica" sia davvero pacifica, oppure, in qualche modo si senta bene o male rappresentata anche dai violenti.
Fino a che punto subisca e fino a che punto accetti la presenza delle frange violente.
Perchè quella tragica domenica a Milano quasi nessuno dei tifosi "non violenti" del Milan abbandonò lo stadio per esprimere raccapriccio e disgusto per quello era successo?
Quanti decisero per protesta di non seguire più la squadra provocando un danno economico alla società calcistica, costringendola forse a prendere provvedimenti contro questa minoranza che la faceva da padrona?
Vorrei che qualcuno riflettesse anche su questo invece di continuare a fare puntigliose distinzioni tra tifosi sani e tifosi delinquenti.


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