Originariamente Scritto da er diabolico coupè
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Fare della propria insoddisfazione personale un programma politico (attribuendola al governo in carica) io però la trovo una visione miope, così come trovo velleitaria e paurosamente piccolo borghese la soluzione "io me ne vado perchè l'Italia non è alla mia altezza".
Manco il paese dove sei nato fosse un villaggio turistico in cui paghi e hai diritto ad un servizio...
Cerco di spiegare perchè l'impostazione di base della lettera riportata di Piotr e da quello che tu elenchi auspicandoti di perdere la qualità di "italiano", sia per me profondamente sbagliata e immorale.
Tu elenchi una serie di atteggiamenti e comportamenti tuoi che derivano da scelte tue morali, elenchi una serie di cose che fai o non fai per essere coerente con il tuo modo di sentire e vedere la realtà in cui vivi.
Benissimo.
La coerenza è una grande virtù e io la apprezzo, ma è una virtù personale che uno coltiva per sè stesso principalmente.
Il salto logico e morale inaccettabile è il seguente: "siccome io sono una persona che ha una moralità voglio in cambio altrettanta moralità dal governo e dalle persone che lo rappresentano, se non ho in cambio quello che chiedo significa che l'Italia non mi merita e ne ripudio la cittadinanza".
E' inaccettabile perchè identifichi un popolo e una nazione con il suo governo (un po' come fanno quelli che identificano gli ebrei con Israele), è inaccettabile perchè la dimensione politica (il governo) ha ben poco a che vedere con la moralità, il singolo può auspicare che le due cose corrispondano ma non è detto, anzi, visti i danni provocati nella storia quando si è cercato di costruire uno stato etico, a volte non sarebbe nemmeno auspicabile.
Il discorso si estenderebbe troppo a questo punto perchè bisognerebbe affrontare l'eterna questione se il fine giustifichi o meno i mezzi e non ne ho molta voglia.
Intanto, se vuoi, rifletti su questo, poi vediamo...


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