[QUOTE=Il gatto;1173679]Resta il fatto che se non conosci i parametri e la la loro valorizzazione che hanno portato a tale risultato non sai nemmeno come regolarti per avere un risultato uguale sugli stessi parametri, non li conosci quindi che fai? stai al terzo posto ma perch
3 maggio
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Resta il fatto che due organizzazioni, entrambe indipendenti, danno un giudizio nettamente diverso il che ovviamente riduce di molto l'attendibilità di tali dati.
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E continuano a restarmi indefiniti dopo questa illustrazione
Release materials for the 2010 edition of Freedom of the Press-- including country scores, draft reports, the overview essay, and the methodology-- are now available.
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Freedom House has been at the forefront in monitoring threats to media independence since 1980. A free press plays a key role in sustaining and monitoring a healthy democracy, as well as in contributing to greater accountability, good government, and economic development. Most importantly, restrictions on media are often an early indicator that governments intend to assault other democratic institutions.
According to Freedom House’s Freedom of the Press index, after two decades of progress, press freedom is now in decline in almost every part of the world. Only 17 percent of the world's citizens live in countries that enjoy a free press. In the rest of the world, governments as well as non-state actors control the viewpoints that reach citizens and brutally repress independent voices who aim to promote accountability, good governance, and economic development.
The Freedom of the Press index an annual survey of media independence in 195 countries and territories, is at the core of Freedom House's press freedom project. The annual index contains the most comprehensive data set available on global media freedom and is a key resource for scholars, policymakers, and international institutions. The index assesses the degree of print, broadcast, and internet freedom in every country in the world, analyzing the events of each calendar year. It provides numerical rankings and rates each country's media as "Free," "Partly Free," or "Not Free." Country narratives examine the legal environment for the media, political pressures that influence reporting, and economic factors that affect access to information. Recent editions of the Freedom of the Press book is available for purchase from Rowman and Littlefield publishers.
Freedom House's historical data, spanning a time frame from 1980 to the present, is the most comprehensive data on global media freedom available and is a key resource for scholars, policymakers, and international institutions.
Freedom House also undertakes advocacy efforts through press releases and the publication of special reports, such as the recently released Freedom on the Net, a pilot study of 15 countries that analyzes the state of internet freedom and warns that the rights of internet and mobile phone users are increasingly at risk as governments, both repressive and democratic, expand their ability to monitor and control online activity. Freedom House is also actively involved with other groups in the global press freedom community in organizing events and programs designed to expand the space for free expression around the world.
Se poi quella che qui la chiamano indipendenza noi la tramutiamo in libertà di stampa, per me stiamo pure a parlare di una cosa diversa e che i media non siano indipendenti non c'è storia.
Dipendono dal gruppo editoriale proprietario e fanno quello che la proprietà gli dice di fare.
Come renderli, a questo punto tutti, indipendenti dalla proprietà lo lascio a chi ha fantasia.
E sarebbero dipendenti dalla proprietà anche nel caso questa si schierasse, per i suoi interessi, quelli sono dato fisso, con una parte politica o con una diversa.
Ovvero fanno in ogni caso tutti gli interessi grossi in cui la proprietà si può riconoscere, ma non i miei, salvo un caso accidentale che resta comunque a me estrarre, definire, valutare e poi comunque regolarmi sul mio.
Sarà una storia simile a quella sulla graduatoria dei migliori ristoranti del mondo venuta a galla su striscia, o volendo come la graduatoria dei nobel.Resta il fatto che due organizzazioni, entrambe indipendenti, danno un giudizio nettamente diverso il che ovviamente riduce di molto l'attendibilità di tali dati.Last edited by Il gatto; 06-05-2010, 13:36.
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[QUOTE=erin;1173519]Stavo per scriverlo io.
Tra l'altro vorrei mi si spiegasse come puamate i vostri nemici
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Se A dice: su quel tavolo ci sono tre fruttiOriginariamente Scritto da anaffettivo Visualizza MessaggioResta il fatto che due organizzazioni, entrambe indipendenti, danno un giudizio nettamente diverso il che ovviamente riduce di molto l'attendibilità di tali dati.
e B dice: ci sono due mele e una pera,
A e B dicono due cose diverse, ma non in conflitto fra loro.
Attento che ti ritiro fuori la storia dei mongoli.
[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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Capita spesso a chiOriginariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioE continuano a restarmi indefiniti dopo questa illustrazione[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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Già, capitano tante cose su questa terra, fuorchè quelle che si cerca di far capitare con ogni mezzo.
Della serie ciascuno ha una graduatoria sua, che valuta a modo suo e che gli da, forse, motivo di fare o non fare certe cose, sempre che sia nella possibilità di fare alcunchè di significativo o sttendere una sedimentazione della situazione nel bailame ripetitivo delle varie forze interessate al supporto del proprio, come ovvio e normale che sia.
Abbiamo scoperto che i media non sono indipendenti, ma chi risolve e come e quale indipendenza si vuol realizzare, perchè poi ciascuno ha il suo concetto di indipendenza.
Non sarà cosa ne facile, ne breve e tutti hanno il loro piccolo reame da salvaguardare che sarebbe messo in forse da qualunque reale sommovimento serio nel settore.
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In effetti sarebbero una decina i gruppi finanziari collegati al potere politico ed economico con in mano lo smodato potere di avere tutte le maggiori testate di qualunque tipo.
Spostare un potere da uno agli altri di questi lasciando anche inalterati i restanti non risolve granchè, se non non l'interesse evidente delle forze che si scontrano ora su un unico punto dove è in gioco il loro interesse attuale e meno il mio.
Cosa per cui data anche la portata del sommovimento da realizzare si inventassero qualcosa di gradevole poi venissero a chiedere presentando tutto il corollario che gli potrebbe meritare un qualche appoggio se il tutto è complessivamente stimolante e credibile.
Qua in ogni caso più del dirci non è che si concluda, il votate-me è ovvio e scontato, ma ottiene pure quel che ha ottenuto in assenza di un insieme di condizioni collaterali.
Cosa per cui il settore media o si riesce a terremotarlo nel suo insieme rendendolo di fatto quel IV potere istituzionale in cui implicitamente lo si vorrebbe presentare o dubito fortemente che ci sarà un qualche seguito a tanto bailame pronto a dissolversi qualora cambi il vento come sempre avvenuto quando il vento cambiava, ma la situazione era la stessa.
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GiOriginariamente Scritto da marimba Visualizza MessaggioSe A dice: su quel tavolo ci sono tre frutti
e B dice: ci sono due mele e una pera,
A e B dicono due cose diverse, ma non in conflitto fra loro.
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Stessa situazione in campo economico, esempio due graduatorie che vogliono esprimere la valutazione nello stesso settore, profilo del rischio per l'emissione di titoli, fitch e modies, escono diverse per la stessa italia.
E su tali dati la gente ci sposta miliardi propri, quindi toppare le previsioni ha conseguenze proprie non secondarie.
La posizione di Moody's. L'agenzia di rating riconosce che le banche di questi paesi hanno di fronte diverse sfide di diverso livello ma avverte che "il rischio di contagio potrebbe diluire queste differenze e rappresentare una minaccia molto reale e comune a tutti". "L'Italia è uno dei paesi dove il sistema bancario è stato sino a oggi relativamente robusto", ma c'è comunque un rischio di contagio se "le pressioni dei mercati sui rating sovrani aumenteranno'', afferma Moody's.
E quella di Fitch. Di parere opposto un'altra agenzia di rating, Fitch, che obietta che l'Italia non ha alcun rischio di contagio: "Il rating della nostra agenzia sul debito sovrano italiano -spiega Christian Scarafia, senior director nel gruppo financial institutions di Fitch Italia - è di "AA-", con un andamento stabile per il prossimo futuro". Secondo Fitch "Le banche italiane hanno saputo reagire bene, grazie soprattutto ad un modello di business tradizionale basato principalmente sulla raccolta tra la clientela". E tuttavia, conclude Scarafia, il 2010 non sarà facile, la ripresa sarà lenta e le banche avranno altre importanti sfide da affrontare".Last edited by Il gatto; 06-05-2010, 19:29.
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Non so che dati hai visto di reporter sans frontiere. Quelli che ho trovato io dicono così:Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza MessaggioResta il fatto che due organizzazioni, entrambe indipendenti (reporter sf e freedom house, NDR), danno un giudizio nettamente diverso il che ovviamente riduce di molto l'attendibilità di tali dati.
La citazione non ha data. Però ne ho trovato un'altra abbastanza aggiornata. E' di ieri:Libertà di stampa?
L'Italia è al 40° posto, dopo Cile e Corea del Sud
"Reporter Sans Frontières" www.rsf.fr
Reporter sens frontière (Rsf) ha pubblicato la prima classifica mondiale della libertà di stampa e non sono mancate le sorprese. Innanzitutto va rilevato che, pluralismo e libertà nella diffusione delle notizie non sono una prerogativa dei paesi più ricchi e sviluppati. Basti pensare che il Costa Rica precede in classifica gli Stati Uniti e diverse nazioni europee. L'Italia, a causa dell'irrisolto conflitto di interessi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si piazza al quarantesimo posto, superata da paesi latinoamericani come Ecuador, Uruguay, Paraguay, Cile ed El Salvador, oltre che da Stati africani come Benin, Sudafrica e Namibia.
«Quanto dichiara il Presidente del consiglio, sulla "troppa libertà di stampa in Italia", suona amaramente come una di quelle minacciose dichiarazioni che erano pratica di governo di certi poteri che venivano definiti "latinoamericani"». Lo ha detto in serata Mimmo Candito, presidente della sezione italiana di Reporters sans Frontières e storico inviato de La Stampa. «Reporters sans Frontieres classifica l'Italia al 49esimo posto nella classifica mondiale sulla libertà di manifestazione del pensiero, ultima tra i paesi di democrazia avanzata
DOVE SAREBBE L'APERTA CONTRADDIZIONE FRA FREEDOM HOUSE E RSF? NEL FATTO CHE UNO LA DA' AL 74 POSTO E UNO AL QUARANTANOVESIMO?
Stai per meritare il premio Patacca d'oro 2010...
Last edited by marimba; 06-05-2010, 20:56.[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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Giusto per infierire, perchè quanno ce vo' ce vo', leggiamo ancora cosa dice reporter sans frontiere, che secondo qualcuno smentiva l'altro rapporto di freedom house:
Giornalisti epurati se dissenzienti, giornalisti premiati se servili, attacchi agli spazi di investigazione, normative penalizzanti del lavoro di cronaca politica, minacce continue contro le voci che denunciano un clima di pesante riduzione al conformismo, mistificazione spudorata della realtà, utilizzo spregiudicato del conflitto di interessi». «Altro che "troppa libertà" - dice ancora il presidente della sezione italiana di Reporters sans Frontières- si va instaurando una cultura dell'esercizio intollerante del potere che viene fatto passare come legittimo uso del voto popolare. Che è invece un tradimento dell'art. 1 della Costituzione italiana, che riconosce "la sovranità del popolo" ma ne condiziona la forza e la vigenza "nelle forme e nei limiti della Costituzione"»[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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