3 maggio

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #46
    Questa è la scheda che report fa circa l'italia e il problema si crea per le risorse economiche generate dalla raccolta pubblicitaria che vengono acquisite dalle tv più che dalla carta stampata, che però non dicono riceve i finanziamenti e non campa come altrove di risorse proprie.
    D'altra parte se la gente non ti legge proprio non la obblighi a leggerti e ancor meno a darti lei i soldi per farti dire quello che vuoi dire tu e non quello che vuol sentirti dire lei.
    Poi il giornale gratis su pc non facilita e non si paga ciò a cui si accede gratis.

    Poi sembra che i giornalisti non siano trattati come dei dai criminali che tanano, ma anche questo è difficile da risolvere convincendo i criminali ad astenersi.
    Alcuni vengono picchiati da chi viene danneggiato, ma entra nella casistica precedente e si lamenta che gli verrà vietato di pubblicare i segreti d'ufficio della magistratura, ma dse la magistratura non la puoi colpire per i reati che commette ecco che la cosa si sposta sui ricettatori di quel reato.
    Nessuno infatti nomina la pubblicazione di risultati di indagine propria, non la fanno se è il gidice a fare la spia e aindagare per te anziche per la funzione.

    ITALIA: La scheda riassuntiva di Reporters sans frontières
    I giornalisti in Italia affrontano quotidianamente la peggiore condizione lavorativa di tutta l’Unione Europea. Le principali difficoltà che un reporter deve affrontare in Italia nello svolgimento del suo lavoro si possono divedere in due macro gruppi: il primo di carattere giuridico/legale e il secondo che riguarda la sicurezza personale.
    Aspetti legati alle leggi o istituzionali
    E’ l’unico paese al mondo nel quale il presidente del Consiglio controlla direttamente la quasi totalità delle reti televisive nazionali: da una parte i tre canali della tv di Stato Rai in quanto primo ministro e dall’altra il più grande gruppo radiotelevsivo privato (tre canali nazionali, oltre a diversi giornali e a un network radiofonico).
    La politica continua ad avere, per legge, una forte ingerenza nelle nomine delle tv e delle radio di Stato e, in generale, ha sempre più influenza anche sui media che non sono di proprietà statali.
    La tv, in generale, rimane la principale fonte di informazione per oltre l’80% della popolazione e, in molti casi, è addirittura l’unica fonte. In questo scenario la tv attira altissime percentuali delle risorse pubblicitarie, cosa permessa da una legge che porta il nome del ministro Gasparri (che ha fatto parte del governo Berlusconi) che ha di fatto annullato qualsiasi limite di antitrust rispetto alle quote di raccolta.
    L’istituto privato Nielsen, inoltre, ha certificato come nei primi mesi del 2009, quando si è riflettuta la crisi anche sul mondo dei media, sia aumentato l’esodo di inserzionisti pubblicitari verso i canali tv nazionali, soprattutto verso quelli di proprietà della famiglia Berlusconi. Tutto questo limita le risorse per la maggior parte dei giornali e delle radio italiane, indebolendone l’autonomia e impoverendone la qualità.
    Per i giornalisti, inoltre, è molto difficile investigare sul mondo della politica e dell’economia. Molto spesso le istituzioni o i principali gruppi economici del paese si rifiutano di fornire informazioni ai giornalisti, facendosi scudo del diritto di privacy sancito dalla legge italiana, in realtà abusandone e non rispettandone le norme.
    Rimane, poi, anche il problema dell’accesso alla professione giornalistica, possibile solo attraverso un esame di stato e con l’obbligo di iscrizione a un ordine professionale, e la presenza nel corpo delle leggi dello Stato italiano di misure molto pesati per i giornalisti in caso di diffamazione, come il carcere e forti multe.
    Il problema della nuova legge sulla pubblicazione degli atti giudiziari
    Al parlamento, inoltre, è in discussione una legge (il cui iter legislativo è quasi concluso) che prevede la non pubblicazione di molti atti giudiziari, in particolare delle intercettazioni disposte dalla magistratura (sulle quali il governo ha comunque intenzione di porre un limite).
    Oggi la legge italiana prevede che tutti gli atti d’indagine, compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria, siano coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari.
    Il nuovo disegno di legge, invece, vieta di pubblicare qualsiasi atto (comprese e intercettazioni), anche per riassunto (oggi invece è consentito), fino alla chiusura indagini. Il divieto di pubblicazione è esteso a tutta la attività degli inquirenti, quindi anche ad arresti, sequestri o perquisizioni, dei quali non si potrà più dare notizia. E’ vietata sempre, invece, la pubblicazione di atti o di conversazioni o flussi di comunicazioni di cui sia stata ordinata la distruzione.
    Se questa legge passasse i giornalisti, di fatto, non potrebbero più scrivere nulla circa i reati e le indagini della magistratura fino a chiusura delle indagini (da sei mesi a oltre un anno).
    Chi viola il segreto rischia il carcere fino a sei mesi, oltre a pesanti sanzioni. Come pena accessoria c’è anche la possibile sospensione dall’attività giornalistica per tre mesi. Pesanti multe sono previste anche per gli editori.
    La sicurezza personale
    I giornalisti che indagano sulla criminalità organizzata, soprattutto al Sud (mafia, ‘ndrangheta e camorra), lo fanno a loro rischio e pericolo. Molti di loro, infatti, vengono minacciati. Sono ormai famosi i casi di Roberto Saviano, Lirio Abbate e Rosanna Capacchione che vivono costantemente sotto scorta per essere stati ripetutamente minacciati di morte. Altre decine, però, subiscono minacce e attacchi quotidiani (come l’auto o la porta di casa date alle fiamme). A Ravenna e Ivrea due giornalisti sono stati aggrediti fisicamente dai protagonisti dei loro articoli (il primo dall’imputato di un processo e il secondo per aver criticato alcuni lavori pubblici nel centro storico di un paese).
    Un nuovo fenomeno, infine, è quello delle minacce a giornalisti che si occupano di calcio da parte di gruppi ultra di alcune tifoserie, il più delle volte espresse con cori o con striscioni.
    http://rsfitalia.org/2010/05/03/ital...ns-frontieres/

    quindi ci sta a parlare di una concentrazione dell'informazione cosa diversa da un potere censorio esercitato a livello centrale che materialmente reprime il dire altrui fatto con mezzi propri.
    In tale situazione esce pure che in un sistema economico sviluppato dove la macchiana mediatica è una struttura finanziaria queste strutture si accentrino per i costi e le tecnologie che comportano e su tale criterio si finisca peggio dello zambia dove magari esistono 100 giornaletti del villaggio gestiti dai vari capitribù scollegati che quei problemi di mercati pubblicitari non li hanno.

    Fra l'altro l'italia è abbastanza grossa da produrre certe horlding, ma non abbastanza da fornire risorse sufficienti a tutti, al che l'alternativa sarebbero n giornaletti parrochiali e tv private dei maghi, ma sei sicura che tale risultato sarebbe preferito?
    Oppure tutto pay per vedere e leggere, ma anche questa soluzione sarebbe diffusamente preferita a quel che c'è?
    Last edited by Il gatto; 06-05-2010, 21:14.

    Comment

    • Xilinx23
      The Count
      • 01/06/05
      • 41139

      #47
      [QUOTE=Il gatto;1173679]E ti ho detto si, per
      Membro del Consiglio degli Admin


      [RIGHT][I]L'ironia

      Comment

      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #48
        Opinioni, come se gli sgravi non si contrattassero all'asta della carne e non a caso vengono dati secondo criteri specifici a vari settori.
        E tutti per ogni cosa ottengono i vantaggi che ottengono per eccezionali meriti sociali che hanno promosso e promuovono nei vari settori, a volte ci

        Comment

        • anaffettivo
          Opinionista
          • 02/09/08
          • 1336

          #49
          Originariamente Scritto da marimba Visualizza Messaggio
          DOVE SAREBBE L'APERTA CONTRADDIZIONE FRA FREEDOM HOUSE E RSF? NEL FATTO CHE UNO LA DA' AL 74 POSTO E UNO AL QUARANTANOVESIMO?
          Ti sei risposta da sola.
          49 è diverso da 74. Molto diverso. È basta davvera poca intelligenza per capirlo.
          E qualunque misurazione che produca risultati così diversi si basa su stumenti di misurazione inaffidabili.
          Ovviamente nell'ambito della misurazione gli errori sono normali, ma di solito sono contenuti in un margine di errore che si spera sia inferiore all ordine di grandezza di ciò che si misura. Così non è in questo caso, dove vediamo un margine di errore di più del 50%. Un simile margine di errore rende priva di significato la misurazione.
          Last edited by anaffettivo; 07-05-2010, 12:26.

          Comment

          • marimba
            In attesa di premio Nobel
            • 07/12/09
            • 1790

            #50
            [QUOTE=anaffettivo;1174488]Ti sei risposta da sola.
            49
            [I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges

            Comment

            • anaffettivo
              Opinionista
              • 02/09/08
              • 1336

              #51
              Originariamente Scritto da marimba Visualizza Messaggio
              Hai toppato
              Che 49 sia diverso da 74 mi pare oggettivo. Ed anche che differiscano del 50%. vorrei vedere se tale differenza comparisse d'improvviso sul tuo stipendio, magari in negativo, se la noteresti.
              Oppure se saliresti su un aereo il cui progetto permetteva margini di errore del 50%. Un errore della stesso ordine di grandezza della grandezza da misurare significa un'evidente inadeguatezza dei mezzi usati per la misurazione. Il fatto che tu finga di non capirlo

              Comment

              Working...