La cosa peggiore.

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  • Bruco
    Opinionista
    • 22/01/10
    • 1801

    #1

    La cosa peggiore.

    La cosa peggiore non e' la cattiveria dei malvagi ma il silenzio dei giusti.
    (Martin Luther King)

    In effetti, più i millenni passano e più la dignità umana è costretta sempre di più in un angolo, nel senso che, sembra aumentare il grado di sopportazione (ma io direi di vigliaccheria), davanti alle molteplici violenze cui è sottoposto l'uomo moderno.
    Questo è incominciato, a mio modo di vedere, da quando l'iniziale potere non ha avuto più bisogno del consenso popolare per essere eletto ma, tramandato, d'impero, da padre in figlio. Per esempio: i primi Re di Roma, dopo aver svolto il proprio lavoro riguardante le loro mansioni, tornavano insieme a tutti gli altri a zappare la terra e curare la campagna. In seguito, avendo il paese, la necessità di un esercito per difendersi dai vicini, lo stesso esercito fu utilizzato anche contro gli stessi cittadini, per imporre il passaggio di potere da padre in figlio. Questo lo insegna la storia ed è avvenuto in tutti i continenti.
    Per tornare al tema specifico e far meglio comprendere che cosa intendo, sulle memorie dell'imperatore Adriano, scritto da Marguerite Yourcenar, vi è riportato un episodio molto esplicito e indicativo, ed è questo: "Mentre l'imperatore Adriano sostava dentro la sua tenda da campo, per discutere i piani di battaglia, una vecchietta si avvicino alla tenda e chiese al soldato di guardia di poter parlare con l'imperatore. Il soldato entrò e disse all'Imperatore del desiderio della vecchia. Adriano, a voce alta, gli disse di mandarla via perché non aveva tempo da perdere.
    La vecchia, che da fuori senti le parole di Adriano, a sua volta gli grido: "Se tu non hai tempo per me, non hai tempo nemmeno per fare l'imperatore".
    Ecco! Per l’appunto: chi, ai tempi nostri, si permetterebbe di gridare la stessa cosa a un presidente, a un ministro, al papa ecc? Non solo questo ma, addirittura, qualsiasi istituzione statale, regionale, provinciale, comunale o privata che dovrebbe stare al servizio del cittadino, i suoi elementi, per il solo fatto di stare dentro la "tenda", pensano di poter usufruire di qualsiasi privilegio nel proprio confronto e sopruso verso i cittadini. In pratica, siamo arrivati al punto che, un qualsiasi scemo che porti una divisa, un camice o una tuta, perché si accaparri una fetta di potere che non gli spetta. Per comprendere meglio questi atteggiamenti, siete mai entrati in una caserma dei carabinieri, della polizia o della finanza? Oppure: entrando semplicemente in un cinema, dove vi sparano il sonoro a 120 dB, infischiandosene dei vostri timpani, oppure quando portate vostro figlio a vedere un film di topolino, magari durante le pause pubblicitarie gli fanno vedere dei ritagli di film porno o di violenza inaudita ecc. Ecco, la massima di Luther King, a mio modo di interpretare, si rivolgeva proprio al silenzio dei cittadini che, subiscono tutto questo senza reagire, trasformandosi in questo modo in sudditi del potere, nonostante il dignitoso precedente della vecchia nei confronti di Adriano.
    Last edited by Bruco; 12-08-2010, 11:27.
    [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
  • Gloucester
    Opinionista
    • 29/03/06
    • 5314

    #2
    Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
    Per esempio: i primi Re di Roma, dopo aver svolto il proprio lavoro riguardante le loro mansioni, tornavano insieme a tutti gli altri a zappare la terra e curare la campagna.
    Certo, come no. Basti il dire che la stessa zuccherosa idealizzazione del passato che ora stai tessendo, giusto per poter gridare o tempora, o mores!, ai romani non era affatto estranea.

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    • Artemis
      Opinionista
      • 04/06/07
      • 5863

      #3
      ουδὲ τεθνάσι θανόντες

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      • Bruco
        Opinionista
        • 22/01/10
        • 1801

        #4
        Originariamente Scritto da Gloucester Visualizza Messaggio
        Certo, come no. Basti il dire che la stessa zuccherosa idealizzazione del passato che ora stai tessendo, giusto per poter gridare o tempora, o mores!, ai romani non era affatto estranea.
        Guarda Gloucester che, forse nella fretta di rispondere, non hai letto attentamente il mio post, poiché io non sto criticando i nostri tempi, ma i costumi di alcune categorie che hanno preso il sopravvento senza averne: né il diritto né le capacità. Quello che invece riguarda i nostri tempi, è una passività da parte di noi cittadini che, non è giustificata da nulla nel subire, se non un lavaggio sistematico del cervello verso un buonismo e il rispetto degli altri a tutti i costi, che ci ha portato pian piano ad essere sudditi invece di cittadini. Per altro, è vero che ho affermato che a quel tempo avveniva l'elezione del re da parte della popolazione (esigua), che poteva eleggere un'altro re anche alla fine di una giornata, se ritenevano che non fosse all'altezza; però poi ho aggiunto che con l'avvento degli eserciti questa usanza altamente democratica è andata perduta, lasciando il posto alla sostituzione ereditaria da padre in figlio; quindi non ho lodato quei tempi a scapito dei nostri, ma l'orgoglio e il senso dei propri diritti rappresentato dalla vecchietta che ha inveito contro l'imperatore Adriano, la dovrebbe dire lunga di quanto sia decaduto il nostro diritto alla protesta, sia diretta che indiretta. La domanda verteva su questo diritto negato sempre di più, tant'è che ormai tutti si sentono in dovere di prenderci a calci in faccia, si presume, te compreso. Per comprendere appieno il mio post, basterebbe che tu facessi un conto di quante volte tu, o i tuoi conoscenti, sei stato buggerato, offeso, villipeso, derubato, truffato o semplicemnte quante volte ti hanno mancato di rispetto, infischiandosene della tua persona; e questo, senza pagare pegno.
        Last edited by Bruco; 12-08-2010, 19:41.
        [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Forse pi

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          • Bruco
            Opinionista
            • 22/01/10
            • 1801

            #6
            Originariamente Scritto da Artemis Visualizza Messaggio
            Perdonami Artemis, ma ridere per i calci in faccia che si prendono tutti i giorni e senza reagire (ormai non ne siamo pi
            [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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            • Gloucester
              Opinionista
              • 29/03/06
              • 5314

              #7
              [QUOTE=Bruco;1226416]Per altro,

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Però il fatto che l'esempio non rappresenti niente di reale non cambia la questione posta, ovvero come mai un funzione di pubblico servizio è nella sua concretezza soprattutto una funzione di potere personale e ciò senza che ne derivi una totale e diffusa ribellione dell'entità popolare "assoggettata" per sbarazzarsi del tetrarca, così considerato essenzialmente in proprio.
                Visto che le situazioni è estremamente difficile che realizzino quei forti contrasti tanto comodi nel campo discorsivo.
                E non serve nemmeno ricorrere al re dei re visto che la funzione di servizio pubblico è giurata e spergiurata, a parole, nel sistema costitutivo della funzione stessa.

                Mo tutto da vedere perchè ne gli uni, ne gli altri fanno quello che in proprio gli si chiederebbe di fare, essere servi umili e sottomessi di ciascuno gli uni, essere forza ribelle in lotta continua per imporre il potere effettivo proprio gli altri.
                Last edited by Il gatto; 12-08-2010, 19:47.

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                • Bruco
                  Opinionista
                  • 22/01/10
                  • 1801

                  #9
                  Originariamente Scritto da Gloucester Visualizza Messaggio
                  Il ricordo dei re era ben radicato e non vi è alcun motivo di negare la realtà di una fase storica regia, ma è vano discutere per ricostruire il carattere, i poteri, la funzione dei re (E. Gabba).
                  Non so da dove tu tragga le tue fantasiose ed idealizzanti conclusioni ma sono del tutto sballate; il re non era eletto dalla popolazione, ma stando ai dati trasmessici dall'antiquaria era espressione dei patres, rappresentanti delle gentes patrizie. Quindi al massimo era espressione di una ristretta oligarchia.
                  Ma dal momento che era appunto inveterata tradizione della storiografia romana quella di proiettare nel passato istituzioni del presente di modo da conferire loro la dignità ed il prestigio dell'antichità, e che il processo di codificazione della storia arcaira romana si è avuto in epoca repubblicana, questa proiezione sull'epoca monarchica di una sorta di istituto pre-senatoriale è radicalmente sospetta ed inaffidabile.
                  Il tutto senza considerare che andrebbe distinta, peraltro, una monarchia etrusca del VI secolo, oramai caricata di incombenze militari (non per nulla a Servio Tullio, l'etrusco Mastarna, la tradizione attribuisce l'ordinamento timocratico dei comitia centuriata) da un precedente istituto monarchico latino di carattere, forse, prevalentemente sacrale: un predecessore del rex sacrorum repubblicano.
                  E la tirata su quanto sia decaduto il nostro tempo, tutta giocata sul paragone con un episodio, quello in cui una vecchia dimostra di poter inveire contro l'imperatore Adriano, ch'è solo nella fantasia della Yourcenar, dovrebbe dirla lunga su quanto i tuoi discorsi siano sbalestrati.
                  Potevi leggerti uno dei primi libri della storia d'Italia - Montanelli Gervasio - per trovare esattamente quello che ho descritto sui re di Roma, senza scervellarti a fare del copia e incolla.
                  In ogni caso la mia non voleva essere una lezione di storia, ma fare dei paragoni che fossero proiettati nel tempo. Infatti la domanda è ancora lì ad aspettare una tua risposta, mentre il Gatto, senza tanta prosopopea ha centrato il problema.
                  Per quanto riguarda le Memorie di Adriano, quanto l'autrice si sia inventata e quanto invece è stato ricopiato negli abbondanti e antichi carteggi su Adriano?
                  Tutto ciò che ha riportato su Antinoo e sulla città costruita in sua memoria; quello minuziosamente riportato su Villa Adriana, tutte le campagne di guerra e le opere da lui costruite, fanno parte della storia tangibile; per cui, bollare l'episodio della vecchia come falso, a mio modo di vedere nemmeno un esperto se lo potrebbe permettere, figuriamoci tu o wikipedia.
                  Per altro, anche se lo fosse, non cambierebbe nulla come esempio di confronto, perché se vuoi, te ne posso portare altri mille di esempi per farti comprendere come sono cambiati i tempi.
                  Per dirtene un'altra, Adriano e tutti gli altri imperatori andavano in guerra direttamente è, alcune volte morivano sul campo di battaglia come i comuni soldati: e questa è una sacrosanta verità. Guarda quanti capi, presidenti o elementi del governo vanno in guerra, da qualche secolo a questa parte.
                  A tale motivo il tuo intervento l'ho trovato velleitario, fazioso e inutile alla discussione, poiché hai voluto contestare con tutt'altri argomenti che non centrano nulla, poiché posteriori a quelli da me riportati, quello che vi è di vero nella storia d'Italia.
                  Last edited by Bruco; 12-08-2010, 20:32.
                  [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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                  • Bruco
                    Opinionista
                    • 22/01/10
                    • 1801

                    #10
                    [QUOTE=Il gatto;1226486]Per
                    [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Direi che stiamo comunque sul tema posto da conogelato nella discussione "combattere la rassegnazione" sollevato dalla cei e non è che si possa dare risposte molto diverse.

                      Uno stato di fatto deriva dall'equilibrio di forze reali per cui non c'è mai un oppressore e un popolo di oppressi passivi, ma solo due forze ampie che quello determinano e che vedono la situazione in modo diametralmente opposto, salvo l'infinita scala di grigi che sta in mezzo e che reagisce in modo discreto secondo ciò che la situazione propria e del contesto presenta.
                      Ciò accentuato da un meccanismo di deleghe che distribuisce funzioni, poteri e pure reazioni.
                      Al che es c'è la magistratura a fare certe cose e se c'è chi le fa per mestiere non ci vai individualmente da sprovveduto ad intrecciarti in cose di cui puoi parlare tanto e tuttavia muovertici tanto male e fare solo che danni, più a te stesso che a chi li vorresti fare.

                      Per l'agire come "un sol uomo" vale quanto detto per l'identificazione in ciò che ti sono e che ti rappresentano gli altri, nella loro massa fluida e ambigua nelle proprie posizioni verso di te.
                      Il che crea affinità elettive con chi chi si/ti ama e non ti fa amare i nemici, restando la realtà di fatto che i più ti sono solo ignoti da definire nella loro posizione, salvo che loro non vadano ad identificarsi con stereotipi già catalogati nel proprio al che, in assenza di motivazioni e occasioni più indicative, seguono il destino dello stereotipo non avendo l'individuo la possibilità di gestire realmente più di tanto.
                      anche questi interventi vanno annoverati tra le violenze psicologiche che dobbiamo subire, senza poter reagire adeguatamente
                      Su questa strada mica ne esci.
                      Vivendo ciò come oppressione a cui si "deve" opporre una reazione e per di più caricando gli altri del dover sostenere tale atteggiamento salvo diventare essi stessi oppressori non si arriva da nessuna parte salvo che a quel concetto di lotta continua senza pace, senza tregua e senza fine che ti brucia dall'interno e ti porta in breve all'autocombustione.
                      Last edited by Il gatto; 12-08-2010, 20:41.

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                      • Gloucester
                        Opinionista
                        • 29/03/06
                        • 5314

                        #12
                        [QUOTE=Bruco;1226542]Potevi leggerti uno dei primi libri della storia d'Italia - Montanelli Gervasio - per trovare esattamente quello che ho descritto sui re di Roma, senza scervellarti a fare del copia e incolla.
                        In ogni caso la mia non voleva essere una lezione di storia, ma fare dei paragoni che fossero proiettati nel tempo. Infatti la domanda

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                        • Bruco
                          Opinionista
                          • 22/01/10
                          • 1801

                          #13
                          Originariamente Scritto da Gloucester Visualizza Messaggio
                          Quel che ti ho riportato è il parere di Emilio Gabba, antichista fra più insigni ed ideale successore di Arnaldo Momigliano; il resto non ho certo avuto necessità di copiarlo perché costituisce un insieme di nozioni di base richieste a chiunque sia chiamato ad occuparsi di storia romana, giacché ti picchi di discettare in materia dovresti saperlo.
                          Se poi, nella tua crassa faciloneria, preferisci appoggiarti all'autorevolezza ed all'attendibilità di lavori pensati per il lettore medio-basso come quello che hai la sfacciataggine di segnalarmi, frutto delle fatiche di un semplice giornalista e di un cretino (che si chiama Gervaso, comunque, non Gervasio), non posso farci nulla; constato una volta di più, giacché di arroganza ne hai molta, che come spesso accade essa va di pari passo con l'ignoranza.
                          Quanto ai fantomatici abbondanti ed antichi carteggi che parlerebbero di Adriano, quali sarebbero di grazia? Perché, col tuo solito pressappochismo, stai procedendo nuovamente a tentoni: le fonti principali sulla vita di Adriano sono due, l'opera storica di Cassio Dione e la biografia dell'Historia Augusta, attribuita ad Elio Sparziano, che gli è dedicata; e quest'ultima, come l'Historia Augusta nel suo complesso, è peraltro scarsamente affidabile.
                          Non so, vogliamo tirare fuori anche il Breviarium di Eutropio, un'opera che come peraltro ti suggerisce il nome rappresenta un'epitome (confido quantomeno che tu sappia cosa voglia dire)? Non ricordo storie di vecchie in nessuna delle tre, e quanto alle famose campagne di Adriano la cui conoscenza millanti, abbiamo informazioni circostanziate solo su quella (minore) contro gli Alani grazie ad un promemoria di Arriano; mentre il massimo evento bellico del suo regno, la seconda e definitiva rivolta giudaica guidata da Bar Kochba, ci è nota solo per sommissimi capi.
                          Su, voglio essere buono e pensare che almeno in un caso tu sia incappato in una svista, forse volevi dire abbondanti ed antichi carteggi di e non su Adriano; peccato che in questo caso non troverai storie di vecchie nelle comunicazioni con i proconsoli, e nemmeno nei documenti che chiariscono l'introduzione, avvenuta sotto il suo regno, della cognitio extra ordinem.
                          Il vero problema, riscontrato qui da me come in altre occasioni da altri utenti, è che solitamente non hai la minima idea di ciò di cui presumi di poter parlare; misuri gli argomenti a spanne, infarcendoli di errori o, peggio, idiozie colte a destra e a manca come le ciliegie. E quando ti si fa notare cortesemente il cumulo di boiate che metti assieme hai anche l'ardire di innervosirti.
                          Quanto alle sacrosante verità degli imperatori morti sul campo di battaglia, poi, io ne ricordo solo due: Giuliano in Mesopotamia e Valente ad Adrianopoli. Non tutti gli imperatori accompagnavano le truppe sul campo, fra quelli che lo fecero non tutti risentivano del mito eroico del comando conformato al modello alessandrino, sempre esposto in prima linea; lo stile di comando romano, anzi, vedeva il generale di solito ben piazzato nelle retrovie, lontano dallo scontro e pertanto capace sia di dirigere i movimenti tattici delle truppe, sia di prendere nota degli atti di valore e di codardia commessi dai singoli soldati, sì da poter distribuire alla fine dello scontro premi e punizioni la cui largizione faceva parte delle sue precipue prerogative. Anche questo avresti dovuto sapere, mentre blateri di verità sacrosante; certo, potrei consigliarti una serie di buone pubblicazioni di Adrian Goldsworthy in merito, ma non credo che la loro utilità, per te, sia di molto superiore a quella della carta igienica.
                          Cara Gloucester, non volevo assolutamente impostare il mio thread sulla storia e, tantomeno entrare in competizione con la tua sapienza, ma mi devi dare atto che quello da me scritto è stato ripreso dalla storia d'Italia di Montanelli. Giornalista quanto ti pare e ci aggiungo, criticato dagli storici seri, ma non per le notizie riportate, ma per il mancato approfondimento dei particolari, poiché si è limitato a descrivere la storia d'Italia in solo 1.200 pagine. Quindi, la tua precisazione sull’elezione dei primi re di Roma era fuori luogo per due motivi, primo: perché hai citato un periodo di molto successivo a quello da me indicato, poiché già parlavi di senatori, di scelta dei votanti ecc. cosa che non avveniva nei primissimi tempi; secondo, la tua precisazione voleva solo innescare una polemica del cazzo che non centrava nulla con la domanda che ponevo nel thread cui, tra l'altro, devi ancora rispondere. Per quanto riguarda Adriano, avendo letto le "sue memorie" e avendo indicato l'autrice, dovevi comprendere che a me, nun me né poteva fregà de meno se la stessa ci ha aggiunto del suo per abbellire il racconto, tant'è che quello della Marguerite Yourcenar è stato accettato come un romanzo e non come le esatte memorie di Adriano, anche se lo scritto è pieno di reperti storici. Puntualizzato questo, tu non puoi venire qua a fare lo stronzo saputone, come se quelle che tu ritieni delle notizie sbagliate l'avessi scritto io, impostando il tuo intervento solo sull'esattezza dei dati storici, poiché il thread chiedeva tutt'altra cosa, e le citazioni servivano solo per l'introduzione al tema, giuste o sbagliate che fossero, in quanto ininfluenti.
                          Allora, adesso che hai scaricato il fiele che era in te solo per provocare e, da quello che sembra era parecchio che lo covavi, e magari spinto da qualche altro saputello come te, per non dirti altro, se sei interessato al tema rispondi, altrimenti togli il disturbo e lascia che altri possono dire la loro.
                          Per quanto riguarda le presunte cazzate, imprecisioni da me descritte o "crassa faciloneria", come la definisci tu, quando anche tu saprai impostare un thread che da solo ha ricevuto 1.200 risposte, allora potrai venire a criticarmi; altrimenti la tua, mi sembra di capire che, sia tutta boria impregnata d'invidia.
                          Last edited by Bruco; 13-08-2010, 05:27.
                          [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

                          Comment

                          • Gloucester
                            Opinionista
                            • 29/03/06
                            • 5314

                            #14
                            Te la spiego io l'utilità delle precisazioni storiche, perché sembri essertene dimenticato in preda alla fretta di glissare sull'ennesimo cumulo di vaccate che hai partorito.
                            Se tu imposti un discorso sulla decadenza dei tempi moderni tutta giocata sulla presunta autoreferenzialità delle istituzioni politiche, e per sottolineare quanto si sia caduti in basso tiri in ballo una serie di esempi tratti dal passato, nella misura in cui questi stessi esempi si rivelano essere rappresentazioni ideologicamente orientate che nulla hanno a che fare con la realtà il tuo discorso diviene spazzatura. Non puoi cannare i presupposti, provare a difenderli e quando ti accorgi che sono indifendibili, perché una volta di più dimostri di non avere idea precisa di quel che stai dicendo, dichiarare semplicemente che quei presupposti sono superflui, non hanno valore. Allora perché li hai enunciati?
                            Ti dirò io cosa è successo; che lungi dall'essere il mio lo sfoggio d'erudizione di cui mi accusi, tu hai voluto confezionare l'ennesima delle tue riflessioni qualunquiste infiocchettandola con qualche citazione storica a cazzo, nella presunzione di aver realizzato chissà cosa; se sfrondi il discorso dei fronzoli, ed è quello che mi sono limitato a fare, non c'è assolutamente nulla di cui sia sensato discutere.
                            Poi per carità, tacciarmi d'invidia perché tu sei un tipo da thread da 1.200 risposte, come se ci fosse l'Auditel a premiarti se riesci a mettere insieme più post, è una trovata talmente buffa che al più dimostra che sei un pover'uomo.

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                            • Bruco
                              Opinionista
                              • 22/01/10
                              • 1801

                              #15
                              [QUOTE=Gloucester;1226627]Te la spiego io l'utilit
                              [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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