dark lady
Solo in alcune redazioni? Direi quasi in tutte. Il mondo del giornalismo e la meritocrazia non convergono neppure di striscio.
Solo in alcune redazioni? Direi quasi in tutte. Il mondo del giornalismo e la meritocrazia non convergono neppure di striscio.
Nella musica? Se solo si osserva la panoramica degli artisti di punta degli ultimi anni, si può tranquillamente concludere che non sanno neppure cosa sia, la meritocrazia.
Nel lavoro? Se pensiamo che ormai si trova lavoro solo su raccomandazione... non aggiungo altro.
Ebbene, a mio modo di vedere, quello che manca nel mondo del lavoro sono le specializzazioni; ma non quelle rilasciate dall'università, che non contano un fico secco, ma quelle che si apprendono sul campo, giorno per giorno. Secondo me, il 90% dei disoccupati congeniti (A parte l'attuale crisi mondiale), se andiamo ad analizzare non ha una vera e propria specializzazione, poiché nel mondo del lavoro il grosso problema per gli imprenditori è proprio quello di trovare gente che sappia fare e non combini casini. Certo, se dovessi addestrare un giovane per farlo diventare un tecnico, me lo scelgo tra le persone di cui ho ampia fiducia, non prendo mica il primo tizio dall’ufficio di collocamento. Caso mai, in tal senso, va sottolineato che vi è una grossa mancanza delle scuole e università che non hanno contatti con l'industria e l’artigianato, per meglio indirizzare e attuare i corsi specialistici.
Porto un esempio: nel mondo dell'oreficeria tutti gli studenti che escono dai corsi sono immediatamente assorbiti dalle industrie orafe, come in altri corsi, per esempio, quelli dei programmatori per computer, poiché in alcune scuole questi corsi sono stati preparati e condivisi in accordo con l’industria. Questa è la realtà: nel mondo del lavoro ci servono gli specialisti, non ci vogliono mica le chiacchiere.
No, decisamente meritocrazia è una parola del tutto sparita dal vocabolario italiano.

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