Anche gli stranieri fuggono dall'Italia

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #1

    Anche gli stranieri fuggono dall'Italia

    Leggevo stamattina questo articolo

    Lavoratori, imprenditori e intere famiglie di immigrati che si spostano dall'Italia per ricominciare altrove. Che sia l'Europa o il paese d'origine


    Già da tempo sento parlare del fenomeno della fuga degli stranieri dall'Italia, e quindi ho pensato di prendere spunto per una discussione: per anni siamo stati la meta dei sogni, il Bengodi, attraendo migliaia di migranti. Oggi neppure gli stranieri vogliono più stare qui. Gli albanesi stanno rientrando sempre più numerosi nelle proprie terre, e così anche molte altre nazionalità stanno decidendo di allontanarsi da un Paese che non ha più nulla da offrire. Credo che questo sia uno dei più grandi segnali di quanto grave sia ormai la crisi italiana. Mi viene anche da pensare che in capo a una decina di anni - forse anche meno - saremo noi a cercar di migrare altrove, perché presto l'Italia non avrà più nulla neppure per noi. Che ne pensate?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Quelli vengono per i soldi e non per l'asilo come dicono.
    La crisi riduce le loro possibilita' in tal senso quindi seguono l'odore dei soldi andando dove questi girano.
    Se leconomia migliora poi tornano a chiedere trippa.

    Quanto al nostro emigrare non mi sembra ci siano sbocchi non standoci nessuno carente di operatori, anzi li hanno tutti in eccedenza, quindi o si risolve, o qui si muore non standoci vie di fuga per numeri significativi.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #3
      Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
      Leggevo stamattina questo articolo

      Lavoratori, imprenditori e intere famiglie di immigrati che si spostano dall'Italia per ricominciare altrove. Che sia l'Europa o il paese d'origine


      Già da tempo sento parlare del fenomeno della fuga degli stranieri dall'Italia, e quindi ho pensato di prendere spunto per una discussione: per anni siamo stati la meta dei sogni, il Bengodi, attraendo migliaia di migranti. Oggi neppure gli stranieri vogliono più stare qui. Gli albanesi stanno rientrando sempre più numerosi nelle proprie terre, e così anche molte altre nazionalità stanno decidendo di allontanarsi da un Paese che non ha più nulla da offrire. Credo che questo sia uno dei più grandi segnali di quanto grave sia ormai la crisi italiana. Mi viene anche da pensare che in capo a una decina di anni - forse anche meno - saremo noi a cercar di migrare altrove, perché presto l'Italia non avrà più nulla neppure per noi. Che ne pensate?
      Che hai largamente ragione su molti punti, ma egualmente sei troppo pessimista, Darkina. Il patrimonio artistico e naturalistico italiano non ha eguali al mondo: Si tratta solo di mettere in campo politiche mirate. Intelligenti. Accattivanti.
      amate i vostri nemici

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70446

        #4
        Si, Cono, te ne do atto, ma con il patrimonio artistico e naturalistico non ci mangiamo. Non più. Il problema è che l'Italia non ha più lavoro da offrire, non ha più sicurezze, e sta perdendo anche tutto il comparto sociale e assistenziale, che era uno dei nostri punti di forza.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • Durante
          Opinionista
          • 16/11/08
          • 2103

          #5
          [QUOTE=Il gatto;1382719]Quelli vengono per i soldi e non per l'asilo come dicono.
          La crisi riduce le loro possibilita' in tal senso quindi seguono l'odore dei soldi andando dove questi girano.
          Se leconomia migliora poi tornano a chiedere trippa.

          Credo che gli stranieri che scelgono di venire in Italia chiedendo asilo politico esso non si riduce in maniera perpetua di vivere di sussidi, quindi quando hanno messo le carte in regola con i permessi il lavoro diventa la cosa primaria, però venendo a mancare il lavoro è ovvio che scelgano altre nazioni. La prova di quanto dico lo dimostra che quando vanno in un'altra nazione dell'unione europea o extra che sia è molto più difficoltoso entrarci e ottenere permessi e lavoro che da noi perchè sono più fiscali.

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          • evalorn
            Opinionista
            • 28/01/06
            • 852

            #6
            Si, Cono, te ne do atto, ma con il patrimonio artistico e naturalistico non ci mangiamo. Non più. Il problema è che l'Italia non ha più lavoro da offrire, non ha più sicurezze, e sta perdendo anche tutto il comparto sociale e assistenziale, che era uno dei nostri punti di forza.
            Be', l'ultima spiaggia sarebbe tirar su un po' di grana dando in concessione tutto quello che abbiamo (e non è poco)...

            Si, il welfare italiano è sempre stato abbastanza buono... peccato che a nessuno sia mai venuto in mente di istituire un sussidio di disoccupazione ed altre misure per prevenire la povertà ... l'han fatto quasi tutti in Europa, solo la nostra classe politica ha sempre pensato (anche nel periodo del boom) che non ce ne fosse il bisogno... tanto se rimani senza lavoro a 40 o 50 anni ci sono (forse) i genitori con le loro pensioni. Perché preoccuparsi?
            "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
            l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
            questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Credo che gli stranieri che scelgono di venire in Italia chiedendo asilo politico esso non si riduce in maniera perpetua di vivere di sussidi
              Sussidi che sono molto precari e incerti, di certo qua c'è solo la possibilità di esercitare l'arte di arrangiarsi senza avere troppi fastidi il che dal loro punto di vista, che rifugge la fiscalità, non è disprezzabile.

              Comunque l'immagine evocata da Dark è chiara ed è quella dei topi che abbandonano la nave che affonda e il saggio dice di seguire i topi quando la nave affonda.
              Però una nazione non è una nave e ciascuno ha la sua imbarcazione al che nulla è detto e ciascuno deve valutare la propria situazione.
              E i topi a bordo non sono mai stati un punto di vanto per le navi, se se ne vanno si sarà più leggeri.

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              • Namas
                Opinionista
                • 15/04/12
                • 385

                #8
                Ricordo che un tempo il Belgio era considerato un inferno, tutti ne parlavano malissimo; i figli degli immigrati dovevano fare gli stessi mestieri dei padri e non esisteva alcun tipo d'integrazione sociale. Ora invece per i lavoratori è una meta più ambita dell'Italia. Be', questo dovrebbe farci riflettere!
                Quando i marocchini preferiscono andarsene in Svezia anziché restare nel nostro bel paese, vuol dire che come minimo crollano i luoghi comuni della dolce vita italiana. Il mare, il sole, la pizza e l'amore non bastano neanche ai più poveri.
                La manodopera italiana ormai non esiste più, ci hanno fatto diventare tutti ragionieri, geometri, professori, avvocati e dottori...in forte eccesso rispetto alle richieste del mercato occupazionale, quindi inutili e senza speranza di trovare una collocazione stabile all'estero, salvo qualche eccezione.
                Riccardi mi sa che è rimasto indietro di vent'anni. Gli italiani non volevano fare più certi mestieri e per un po' gliel'hanno permesso, ma se diventa necessario torneranno a farli: come si campa senza i soldi di mamma e papà, chi li versa i contributi per la pensione? E se vuoi sposarti, come la mantieni la famiglia?
                Vuol dire che i diplomati andranno a lavorare nei campi e nelle serre, o a fare le badanti al posto delle extracomunitarie. I laureati tutti in fabbrica o a gestire i panifici e le pizzerie invece dei pakistani...ma valeva la pena di dare tante illusioni alla gente? Ci voleva tanto a prevedere uno scenario del genere?
                Negli anni settanta l'ottimismo ci faceva volare alle stelle, sembravamo tutti fuori di testa.
                Un tale di mia conoscenza diceva "basta, non vogliamo più fare i servi ai nordeuropei, che li facciano loro i lavori umili, noi manderemo i nostri figli all'università perché diventino professionisti e comandino invece di ubbidire".
                Purtroppo questa logica dello scaricabarile regge finché c'è il poveraccio di turno, quando quello manca il barile cade e va in pezzi.
                Forse sarebbe tempo di gestire meglio la forza lavoro in Europa, in maniera meno scoordinata e casuale. La realtà è che ci comportiamo ancora da stati singoli e indipendenti, mentre dovremmo cominciare ad essere una vera federazione.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  mentre dovremmo cominciare ad essere una vera federazione
                  Chi sta discretamente ci pensa 24 volte prima di legarsi a chi sta male, poi decide di evitare ed è del tutto ragionevole

                  peccato che a nessuno sia mai venuto in mente di istituire un sussidio di disoccupazione ed altre misure per prevenire la povertà
                  Gli ammortizzatori sociali ci stanno, ma mi pare che tu pensi ad un reddito garantito di cittadinanza a cui hanno pensato in tanti, ma non piaceva a chi lo doveva finanziare con il proprio lavoro e tali introiti esistono dove ci sono notevoli risorse naturali del demanio, al che lo stato si finanzia senza pesare sui singoli e può distribuire utili invece di tasse.

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                  • Namas
                    Opinionista
                    • 15/04/12
                    • 385

                    #10
                    La Germania dell'Est, l'Irlanda e la Scozia non erano angoli di Paradiso terrestre dal punto di vista finanziario, eppure sono stati finanziati e ristrutturati a carico della collettività. Tutto sta a quello che si vuole e a come si interviene; certo, se si integra come da noi in Italia con la cassa del mezzogiorno stiamo fritti. Quello però appartiene ad altri tempi.

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                    • Durante
                      Opinionista
                      • 16/11/08
                      • 2103

                      #11
                      Originariamente Scritto da Namas Visualizza Messaggio

                      Forse sarebbe tempo di gestire meglio la forza lavoro in Europa, in maniera meno scoordinata e casuale. La realtà è che ci comportiamo ancora da stati singoli e indipendenti, mentre dovremmo cominciare ad essere una vera federazione.
                      Non metto in dubbio che una vera federazione europea avrebbe una notevole valenza funzionale in tutti i gangli sociali e produttivi. Purtroppo quello che conta nella economia mercantile è solo una cosa: la domanda e l'offerta, quindi se la Cina, L'india, il Brasile e altri importanti paesi emergenti il solito prodotto gli viene a costare il 70% in meno non esiste federazione che regga. Quindi l'unica modalità per fargli concorrenza e essere agli stessi livelli esiste una sola strada ed è fare i medesimi prezzi, però per fare questo necessita un'adeguamento dello stile di vita che in termini pratici si chiama impoverimento del paese. Perchè ci si deve impoverire? Perchè il costo della mano d'opera deve essere ai livelli di questi paesi e se ci si fa caso parzialmente ci siamo già incamminati in quella direzione. Oppure a livello occidentale si crea una nuova economia con nuove ed efficaci fonti di energia rinnovabile che sostituisca le attuali. Un'altra alternativa è un nuovo ordine mondiale che si raggiunge con un confronto bellico internazionalo ma non è auspicabile perchè su questo nostro piccolo e unico pianeta sono in troppi a detenere le armi nucleari. alternative diverse non ne vedo, per un semplice motivo: perchè il buon senso non fa parte del genere umano. qualcuno penserà: ma che pessimista è Durante, la mia replica e la medesima: mi ritengo un'ottimista informato nei limiti della mia comprensione

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                      • bumble-bee
                        ...

                        • 10/12/09
                        • 15569

                        #12
                        Non c'è più speranza... sarà una lenta agonia che porterà alla disperazione... nei telegiornali hanno detto giorni fa che il nostro debito, nonostante imu e aumenti vari sia addirittura aumentato sfiorando quasi i due milioni di miliardi di euro... ma chi ci salva più?
                        Bambol utente of the decade

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Sono solo duemila miliardi, poco più del pil annuale.

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                          • Namas
                            Opinionista
                            • 15/04/12
                            • 385

                            #14
                            Originariamente Scritto da Durante Visualizza Messaggio
                            Non metto in dubbio che una vera federazione europea avrebbe una notevole valenza funzionale in tutti i gangli sociali e produttivi. Purtroppo quello che conta nella economia mercantile è solo una cosa: la domanda e l'offerta, quindi se la Cina, L'india, il Brasile e altri importanti paesi emergenti il solito prodotto gli viene a costare il 70% in meno non esiste federazione che regga. Quindi l'unica modalità per fargli concorrenza e essere agli stessi livelli esiste una sola strada ed è fare i medesimi prezzi, però per fare questo necessita un'adeguamento dello stile di vita che in termini pratici si chiama impoverimento del paese. Perchè ci si deve impoverire? Perchè il costo della mano d'opera deve essere ai livelli di questi paesi e se ci si fa caso parzialmente ci siamo già incamminati in quella direzione. Oppure a livello occidentale si crea una nuova economia con nuove ed efficaci fonti di energia rinnovabile che sostituisca le attuali. Un'altra alternativa è un nuovo ordine mondiale che si raggiunge con un confronto bellico internazionalo ma non è auspicabile perchè su questo nostro piccolo e unico pianeta sono in troppi a detenere le armi nucleari. alternative diverse non ne vedo, per un semplice motivo: perchè il buon senso non fa parte del genere umano. qualcuno penserà: ma che pessimista è Durante, la mia replica e la medesima: mi ritengo un'ottimista informato nei limiti della mia comprensione
                            Sì, anche perché le energie alternative ci sono già, basta cominciare ad usarle. Anzi, fra poco diventa un imperativo categorico: chi non ci pensa in tempo resta tagliato fuori.
                            Impoverirsi e lavorare come schiavi per tenere il passo con i cinesi nel produrre le stesse identiche merci mi pare un'assurdità totale, considerato poi che quelle cose gliel' abbiamo insegnato noi come fabbricarle.
                            Non è detto che dobbiamo competere con loro negli stessi settori.
                            La Cina e i paesi emergenti non potranno continuare per sempre a offrire prodotti a prezzi stracciati. E' capitato a tutti, anche a noi. Loro hanno dei governi più autoritari, quindi in grado di tenere i lavoratori sottomessi più a lungo, ma non si può tirare la corda all'infinito, il pianeta non dispone di risorse illimitate. Né potranno inquinare all'infinito il territorio, perché sono già sull'orlo di un tracollo ecologico.
                            L'occidente ha una bella opportunità in questo momento, attrezzarsi per le energie alternative. Non ci resta che puntare più di prima sulla qualità della vita, l'ecologia, la cultura, l'arte e il lusso, settori in cui finora non conosciamo rivali. Però ricordando che l'unione fa la forza, come abbiamo appreso dalla Cina.

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              La Germania dell'Est, l'Irlanda e la Scozia non erano angoli di Paradiso terrestre dal punto di vista finanziario, eppure sono stati finanziati e ristrutturati a carico della collettività
                              Considerando a parte che la germania est andava a rappresentare la riunificazione nazionale e lo sforzo fermò economicamente l'europa perchè la germania ritirò tutti gli investimenti esteri per concentrarli nella propria riunificazione ci sono le solite considerazioni

                              Germania est 16 milioni di abitanti 109000 kmq
                              Scozia 5 milioni di abitanti 80000 kmq
                              Irlanda 4,6 milioni di abitanti 70000 kmq

                              Meridione 21 milioni di abitanti 123000 kmq

                              Ovvero l'impero inglese e la locomotiva tedesca accusarono lo sforzo per risollevare complessivamente 25 milioni di bipedi acquisendo 290000 kmq di territorio

                              Il furgoncino italiano s'è invece fermato dovendo trainare 21 milioni di bipedi per 123000 kmq.

                              Si torna al problema dei numeri da trascinare e della dote che portano al seguito e i numeri erano a vantaggio di germania e inghilterra che di conseguenza hanno realizzato ben altri risultati sempre accusando lo sforzo.

                              la domanda e l'offerta, quindi se la Cina, L'india, il Brasile e altri importanti paesi emergenti il solito prodotto gli viene a costare il 70% in meno non esiste federazione che regga. Quindi l'unica modalità per fargli concorrenza e essere agli stessi livelli esiste una sola strada ed è fare i medesimi prezzi, però per fare questo necessita un'adeguamento dello stile di vita che in termini pratici si chiama impoverimento del paese. Perchè ci si deve impoverire? Perchè il costo della mano d'opera deve essere ai livelli di questi paesi e se ci si fa caso parzialmente ci siamo già incamminati in quella direzione.
                              Si potrebbe sempre realizzare una cortina di ferro commerciale dove il proprio mercato, sviluppato su criteri omogenei si alimenta di se stesso, ovviamente dimensionandosi demograficamente a che i volumi sviluppabili sostengano i numeri presenti.

                              La globalizzazione commerciale ha preso piede per ampliare in prospettiva i mercati visto che il mercato interno era insufficiente a sostenere la popolazione interna, però la cosa ci ha esposto a quello che sappiamo.
                              In prospettiva la cosa si assesterà, ma in propettiva saremo pure già morti, quindi la soluzione va trovata nel transitorio perchè da morti nessuna soluzione risolve niente.

                              Sì, anche perché le energie alternative ci sono già, basta cominciare ad usarle.
                              Tali energie però hanno costi di produzione superiori a quelle tradizionali e peggiorano il problema di economicità produttiva che si vorrebbe invece risolverci, per cui un loro uso massiccio ti butta fuori mercato più di quanto lo si è ora.
                              Diverso sarebbe con una economia chiusa e protetta dal commercio esterno.

                              In ogni caso le energie alternative hanno in comune il fatto che catturano energie naturali a bassissima densità, ciò comporta l'impegno di grandissime superfici territoriali da sottrarre ad altro, abitazioni e agricoltura tipicamente e ritorniamo sulla demografia compatibile con le soluzioni che si possono adottare.

                              E poi le energie alternative comportano soluzioni tecnoligiche che comportano notevoli investimenti iniziali, se mancano i soldi per mangiare da dove escono gli investimenti statali e famigliari per l'ecologia del futuro?
                              Last edited by Il gatto; 29-08-2012, 06:59.

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