Anche gli stranieri fuggono dall'Italia

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #16
    Quando i marocchini preferiscono andarsene in Svezia anziché restare nel nostro bel paese, vuol dire che come minimo crollano i luoghi comuni della dolce vita italiana. Il mare, il sole, la pizza e l'amore non bastano neanche ai più poveri.
    La manodopera italiana ormai non esiste più, ci hanno fatto diventare tutti ragionieri, geometri, professori, avvocati e dottori...in forte eccesso rispetto alle richieste del mercato occupazionale, quindi inutili e senza speranza di trovare una collocazione stabile all'estero, salvo qualche eccezione.
    Riccardi mi sa che è rimasto indietro di vent'anni. Gli italiani non volevano fare più certi mestieri e per un po' gliel'hanno permesso, ma se diventa necessario torneranno a farli: come si campa senza i soldi di mamma e papà, chi li versa i contributi per la pensione? E se vuoi sposarti, come la mantieni la famiglia?
    In prima approssimazione la disoccupazione interna è pari al volume di immigrazione che ha incrementato la domanda di lavoro abbattendo il reddito di certi impieghi e demotivando l'innovazione tecnologica e organizzativa che richiedono investimenti immotivati quando si dispone di ore bestia a due soldi.
    Al contorno il volume valutario, comunque significativo, speso per questo lavoro prende la via estera delle rimesse e viene sottratto all'economia interne con conseguenze ovvie, sommandosi così il danno della fuoriuscita valutaria a quello della stagnazione degli investimenti.

    I nuovi scolarizzati certi mestieri non li vogliono fare, ma ciò è vero alle condizioni bestiali in cui si sono fatti ed è ragionevole pensare che un laureato mi approcci es l'attività agricola in modo diverso da un bracciante e la faccia diventare industria agricola, anzichè fatica bruta quale è, per cui con un aggiustamento del contesto è pensabile che la scolarizzazione dia risultati anche su quei lavori che sono manuali e di fatica perchè così approcciati al momento, ma che possono diventare ben altro in altre mani e con gli adatti presupposti al contorno.

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    • bumble-bee
      ...

      • 10/12/09
      • 15569

      #17
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Sono solo duemila miliardi, poco più del pil annuale.
      oh beh, allora vado a disfare le valigie
      Bambol utente of the decade

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        E' come se un privato facesse un debito pari al suo stipendio di un anno e mediamente con il mutuo della casa si va molto più in la senza che la cosa sia preoccupante, se il soggetto non è un debosciato e quel debito non è una spirale crescente di debiti.
        Alla fine il problema è dato dal debosciato e dalla spirale crescente.
        Un debito ottimale starebbe al 60% del pil, andare sotto non dovrebbe essere conveniente perchè la capacità di investimento che si genera con un debito ragionevole produce risultati superiori ai costi introdotti dallo stesso debito, andare sopra si collega a quello che si sa fare e alla serietà della gestione finanziaria propria.

        Da noi quindi diventa pericoloso pure avere 1000 eurini di debito per i soggetti politici e popolari che ci si attaccano grondando come sanguisughe appese a un corpo da dissanguare.

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