Chi comanda davvero?

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70461

    #1

    Chi comanda davvero?

    E' tempo che rifletto sulle effettive forze del potere politico rispetto a quello economico. Mi sono fatta anche una mia personale idea, ma la esporrò in un secondo momento. Ora mi interessa sapere voi cosa ne pensate. Chi comanda davvero gli Stati? Chi ha davvero in mano le redini del potere? Noi ci accaniamo contro Monti, contro Berlusconi, contro Bersani, ma comandano davvero loro? E l'Europa?
    So che l'argomento non è facile e sicuramente cadremo nella fantapolitica, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate!
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Il potere che si concretizza con le scelte del momento è una risultante di numerose pressioni ciascuna delle quali è un potere con i suoi momenti di alti e bassi in funzione del contesto corrente.
    Se sei indebitato è conseguente che i creditori assumano un potere che non avrebbero qualora la tua situazione economica fosse stata più tranquilla, ma la scelta di indebitarti l'hai fatta prima quando potevi fare certe considerazioni fra il mantenerti un pieno potere interno con i suoi disagi, o metterti in meno ai creditori con i suoi vantaggi.
    Al contorno, nel momento in cui le tue scelte influenzano le situazioni altrui è normale che gli altrui mettano bocca e facciano azione di pressione sulle tue scelte e la sovranità limitata è cosa normale per chi non è una superpotenza autosufficiente e deve chiedere.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24582

      #3
      posta così, la domanda è essa stessa una risposta, nel senso che induce ad immaginare una qualche "regia" egemonica, coerente ed intenzionale;

      all'osservazione, il sistema politico-economico contempla molteplici attori con maggiore o minore peso politico, le cui strategie mutano in itinere man mano che interagiscono con quelle degli altri;

      gli avvenimenti politici, sociali ed economici che si producono possono essere letti correttamente solo come una risultante di forze ad intensità variabile, più o meno misurabili; altrimenti, la scelta degli attori osservati contempla già una tesi interpretativa;

      per rispondere ad una domanda del genere, si dovrebbe procedere ad un censimento ponderato dei macro-attori socio economici e poi seguirne le mosse in modo ordinato per tempi e contesti, tenendo sempre conto che le ipotesi che si possono fare sono sempre estremamente approssimative; es:
      che linearità e coerenza si può attribuire al percorso tecnico-politico di Monti che, appoggiato in modo più o meno convinto e/o a tratti riluttante da PD e PDL, decide di avvicinarsi in qualche modo ad una candidatura contro entrambi, con l'appoggio della casa-madre di uno dei due ?
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • BiO-dEiStA
        Eufonista
        • 22/02/10
        • 5403

        #4
        Chi comanda davvero? Comandano i produttori di armi, di petrolio e di materie prime in genere, ovvero quelli che in combutta riescono nel miracolo di far pagare le loro guerre a noi, e gonfiarsi le tasche loro. Comandano le banche, che a costoro concedono crediti illimitati e interessi di favore, mentre ci strozzano e chiedono allo stato (cioè a noi) di salvarle.
        Scendendo la scala, comandano via via quelli che in varia misura subiscono le decisioni dei primi, ma riescono grazie anche ad accordi di cartello a mantenere inalterato il loro margine di profitto scaricando il tutto, come al solito, sul consumatore finale. Certo, in fin dei conti siamo tutti consumatori finali, ma qualcuno può permettersi il lusso di scaricare i propri pesi sulla schiena degli altri, mentre la gran massa è puro e semplice bestiame da soma.
        Originariamente Scritto da Careful with that
        i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
        Originariamente Scritto da Ned Flanders
        Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Tutto il sistema naturale poggia sull'azione delle forze quindi semmai ci sarebbe da valutare quali dinamiche complesse hanno posto quelle forze in mano a chi le detiene in quel momento.
          Es le necessità alimentari vanno a costituire una forza in mano a chi le può soddisfare, ma se rinunci alla tua autosufficienza alimentare per altri scopi, come uno sviluppo industriale, poi c'è da vedere chi è l'oppressore e chi l'improvvido che sbagliò a vivere.

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70461

            #6
            Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
            Chi comanda davvero? Comandano i produttori di armi, di petrolio e di materie prime in genere, ovvero quelli che in combutta riescono nel miracolo di far pagare le loro guerre a noi, e gonfiarsi le tasche loro. Comandano le banche, che a costoro concedono crediti illimitati e interessi di favore, mentre ci strozzano e chiedono allo stato (cioè a noi) di salvarle.
            Scendendo la scala, comandano via via quelli che in varia misura subiscono le decisioni dei primi, ma riescono grazie anche ad accordi di cartello a mantenere inalterato il loro margine di profitto scaricando il tutto, come al solito, sul consumatore finale. Certo, in fin dei conti siamo tutti consumatori finali, ma qualcuno può permettersi il lusso di scaricare i propri pesi sulla schiena degli altri, mentre la gran massa è puro e semplice bestiame da soma.
            Questa è l'analisi che più si avvicina al mio pensiero.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • BiO-dEiStA
              Eufonista
              • 22/02/10
              • 5403

              #7
              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
              Questa è l'analisi che più si avvicina al mio pensiero.
              Aspetta a dirlo, il topic è appena partito.
              Originariamente Scritto da Careful with that
              i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
              Originariamente Scritto da Ned Flanders
              Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                In generale comanda sempre chi è in grado di dare ciò che gli altri vogliono, quindi la partita si gioca sulla capacità propria di essere autosufficienti.
                Nel momento in cui una qualunque capacità di rsposta propria alle più svariate domande di interesse proprio decade si delega in parallelo pure la propria autonomia di scelta.

                Ora che c'è fame di capitale comanda, nel periodo, chi ne lo detiene, ma ciò non può essere scorporato dalla precedente decisione propria di dipendere eccessivamente da questo fattore.
                Last edited by Il gatto; 19-12-2012, 10:57.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24582

                  #9
                  Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
                  Chi comanda davvero? Comandano i produttori di armi, di petrolio e di materie prime in genere, ovvero quelli che in combutta riescono nel miracolo di far pagare le loro guerre a noi, e gonfiarsi le tasche loro. Comandano le banche, che a costoro concedono crediti illimitati e interessi di favore, mentre ci strozzano e chiedono allo stato (cioè a noi) di salvarle.
                  Scendendo la scala, comandano via via quelli che in varia misura subiscono le decisioni dei primi, ma riescono grazie anche ad accordi di cartello a mantenere inalterato il loro margine di profitto scaricando il tutto, come al solito, sul consumatore finale. Certo, in fin dei conti siamo tutti consumatori finali, ma qualcuno può permettersi il lusso di scaricare i propri pesi sulla schiena degli altri, mentre la gran massa è puro e semplice bestiame da soma.
                  questa è una spiegazione che poteva avere un qualche senso 25/30 annifa;
                  bisogna fare attenzione a non confondere il concetto di "comandare", nella sua accezione lineare e dirigista, con quello di "esercitare un'importante influenza, applicato ad una dinamica circolare, che rappresenta meglio l'effettivo dipanarsi delle relazioni economiche e politiche;

                  quei soggetti che citi, come tutti gli altri soggetti complessi, non sono antropomorfi e rispondono sempre a dinamiche contraddittorie, per tempi e obbiettivi in rapporto all'ambiente in cui operano;
                  pensa solo alle contraddizioni tra obbiettivi produttivi di m/lungo periodo e andamenti di borsa, oppure alle politiche suicide di saturazione dei mercati che creano strozzature economiche e crisi;
                  la stessa politica reaganiana intesa a "vincere2 la Guerra fredda, perorata dalla lobby degli armamenti, ha finito per distruggere tutto un set di vincoli politici e strategici che garantivano quello stesso oligopolio di produttori, aprendo una serie di rischiosissime incognite;

                  e così via per le banche, la finanza, ecc...

                  il punto è che, per quanto influente, non c'è nessuna entità o settore in grado di dirigere efficacemente politiche che si spingano oltre l'orizzonte di breve periodo, se non in modo molto, ma molto approssimativo ed il più delle volte fallace, perché le interazioni sono troppe e troppo complesse.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Magari la questione si può porre e nella nostra dimensione si pone nei termini non di chi comanda, ma di chi sono i comandati perchè, se è vero che le posizioni di comando sono molto incerte e volubili tanto che il grande vecchio non è identificabile se non in una risultante virtuale, è pure vero che a fare la parte dell'ortolano che intercetta i paduli volanti sono sempre gli stessi.
                    Quindi sul lato del comando, pur disponendo di un potere di influenza, nulla è garantito, invece sul lato dell'ortolano, non disponendo di una forza adeguata si è in balia dei venti caotici che, pur non concretizzando l'esistenza di un signore dei venti, concretizzano l'esistenza dei succubi.
                    Nello spicciolo se hai adeguate risorse tue non definisci i destini del mondo, ma hai buone possibilità di sottrarti ai venti a te contrari che il mondo fa soffiare, sicuramente hai più possibilità di chi quelle risorse non ha.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Cosa rende stupendamente simili i potenti ai poveracci? La morte. Nella bara nessuno porta con sè niente. A cosa serve, in quell'istante, il potere effimero di questo mondo?
                      amate i vostri nemici

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Anche la morte è differianzia da tante cose e poi la questione interessa i vivi che ne hanno la percezione, quando gli interessati sono assenti poco importano i commenti di chi resta.
                        E comunque ci sono le morti eccellenti per niente uguali a quelle dei nessuno, le prime generano forze che operano, anche pesantemente, post mortem, le altre non lasciano traccia.
                        Non per niente c'è chi conta di più da morto che da vivo, chi da vivo che da morto e chi non conta ne da vivo, ne da morto.

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #13
                          L'importante non è "contare", secondo me.
                          L'importante è amare. Povero o ricco che tu sia. Se ami, anche la morte non ti spaventa.
                          amate i vostri nemici

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Non si pone una questione di paura della morte, ma di essere più o meno padroni del proprio destino finchè si è vivi ed in questo contesto contano le dinamiche del potere e le risorse proprie che danno la possibilità di gestire con più o meno libertà il proprio quotidiano.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #15
                              Si diventa infatti padroni del nostro destino quando, comandi chi comandi, si e' felici di vivere

                              Ciao Gatto, à demaine!
                              amate i vostri nemici

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