un tenore di vita di piccola agiatezza del non necessario induca le nuove generazioni ad elaborare anche momenti di condivisione più soddisfacenti.
Va da se che vivere situazioni "piacevoli" in compagnia rende la cosa più appagante, ma alla base resta il piacevole e il fatto che per farlo in compagnia la cosa non deve costituire un carico proibitivo per nessuno dei partecipanti e ciò comporta delle disponibilità adeguate per i tutti che fanno parte della comitiva, cosetta però sempre più problematica in una situazione generalmente grave.
Mediamente una realtà "tesa" porta allo scompaginargi delle comitive proprio perchè le diverse possibilità caricano diversamente i bilanci e anche una cena può diventare un problema per qualcuno e l'invito motivo di imbarazzo.
E bene hai detto con il i soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria, ma anche le sole ristrettezze.
Considera pure che una piacevolezza della compagnia è la diversa progettualità che i partecipanti portano, ma in ristrettezza resta solo la triste conservazione, o la spendig reviw domestica che certo non contribuiscono a sollevare il clima dell'ex allegra brigata.


, semmai tu saresti un triste facendo ciò che fa lui, ma lui non è te per cui i tuoi principi, desideri, ideali e quant'altro a lui non si applicano e non li cerca nemmeno, soddisfatto del suo che lascia a te il tuo e la tua soddisfazione.

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