Crisi o benessere?

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  • Morwen
    Cinnamon Girl
    • 03/12/09
    • 7242

    #16
    Originariamente Scritto da thorpe Visualizza Messaggio
    a livello di psicologia dei consumi, l'esperienza del wellness ha una presa molto forte. ci sono moltissimi fattori che spingono a destinare denaro su questi canali e il fine ultimo è proprio quello di fare un investimento che produce risultati immediati su sé stessi. paradossalmente, c'è chi disinveste da voci di spesa più "importanti" come alimentazione o vestiario proprio per potersi concedere una parentesi di benessere. lavoro nel settore bagni di lusso/spa e a breve passerò alla cosmetica, conosco queste dinamiche molto bene
    Questo è vero, ho notato anche io che gli italiani preferiscono tagliare la spesa alimentari (discount, pasta al posto della carne ecc) per non rinunciare a prodotti di bellezza, manicure, colore e permanente, massaggi, creme ecc.
    Non è insolito vedere in fila al discout signore impellicciate, con stivaletti di pelle, capelli che hanno la chiara firma di un parrucchiere e unghie appena sistemate.
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    "Find what you love and let it kill you"

    Charles Bukowsky

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #17
      Il cibo ora ha perso la sua funzione di status symbol come poteva essere nel dopoguerra sostituito da altri indicatori sociali.
      Una volta dovevi dimostrare l'abbondanza, ora la "ricchezza" si dimostra con l'immagine e magari l'aspetto patito da dieta spinta seguita da un dietologo di fama e pure il risparmiare può fare tanto in e cultura.

      Anche la macchina grossa ha perso quella funzione e non è un caso che siano proposte 500 da 20.000 euro

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      • thorpe
        I run these tracks
        • 13/01/05
        • 3473

        #18
        ecco l'importante è che questo trend permanga ancora per qualche anno. devo vendere io zioccan.
        "Well, it's a dog eat dog. Eat cat too. The French eat frog and I eat you"



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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #19
          Opera nelle tue possibilità per mantenerlo.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #20
            Originariamente Scritto da Frutto Visualizza Messaggio
            non può essere risultato del clima di disperazione che attanaglia la gente? un po' come la tagliata di angus che il condannato chiede prima della sedia elettrica..
            aspettando Stregatto, che verosimilmente può dire cose più documentate e aprire altre prospettive, ho l'impressione che - messa da parte la crisi - giochi molto un effetto di deprezzamento di altri prodotti di consumo tradizionale, inflazionati o ridimensionati nel loro rapporto tra prezzo e valore percepito:
            se osserviamo i feticci del consumo di massa degli ultimi 20 anni, quelli che più colpiscono l'immaginario, si nota che tutti i consumatori devono aver percepito una loro rapidissima obsolescenza:
            compri un prodotto tecnologico qualsiasi, pc, tablet o sm.phone ad un prezzo X, e dopo pochi mesi lo vedi "svenduto" alla metà; anche le automobili subiscono un deprezzamento rapido, che le porta intuitivamente a far corrispondere il prezzo al valore d'uso, e persino le case sono entrate in un cupo cono d'ombra relativamente alla percezione del loro valore reale, distinto dal prezzo dei tempi della corsa al mattone;

            in un quadro del genere, verosimilmente chi decide di spendere e può permetterselo tende a rivalutare quei servizi il cui valore/prezzo intuitivamente non può essere gonfiato e contratto più di tanto, come la ristorazione, i viaggi e altre spese per il benessere, perché il rapporto tra spesa e soddisfazione è percepito dal consumatore come qualcosa che ricade di più nel suo controllo;

            dato che da molti anni il mio modo di spendere è abbastanza eccentrico, nel senso che acquisto una proporzione notevole di beni che sono al di fuori del circuito tradizionale produzione industriale-pubblicità-commercio, da tempo mi chiedo se questo consolidato rapporto dei consumatori con beni di facile obsolescenza abbia prodotto un'onda lunga di disincanto nei confronti del consumo di prodotti industriali, o quantomeno di stabile scetticismo, giustificato o meno, e non so a che ritmo l'industria dovrà sfornare prodotti nuovi e appetibili per compensare questa tendenza.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #21
              La risposta non può che essere affermativa, Axe: E' il disincanto che si prova quando carichiamo di aspettative esagerate le cose materiali. Esse, per quanto attraenti al momento, per quanto "in" e alla moda, non placano la sete di vita piena che è dentro di noi...
              amate i vostri nemici

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                Ho l'impressione che quelli che rinunciano ai beni materiali, compreso il mangiare e quelli che esplorano le nuove frontire del benessere, non dello spirito, non siano le stesse persone al che è difficile vederci un distacco dai beni materiali per inseguire quelli mentali.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #23
                  Nessuno ha detto che i beni materiali non siano necessari, Gatto. E che tutti dobbiamo diventare asceti....monaci....eremiti....
                  E' l'aspettativa esagerata con la quale spesso carichiamo le cose terrene, che frega molta gente. Si privilegia smodatamente l'avere all'essere, il possedere al donare. Ma le cose di questo mondo (i beni, la bellezza, la salute...), fatalmente, passano: Non ci danno la vita, la vita vera!
                  amate i vostri nemici

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Non vedo però come la scelta dello spirito al posto dei beni si colleghi ad una crisi economica dove non c'è nessuna scelta, ma una semplice riduzione di disponibilità materiali anche oltre il fabbisogno minimo e a livello macro si nota uno spostamento di interesse fra varie categorie di consumi, sempreconcreti, ma magari di contenuti più immateriali come possono essere quelli venduti da un centro benessere.

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #25
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      E' l'aspettativa esagerata con la quale spesso carichiamo le cose terrene, che frega molta gente. Si privilegia smodatamente l'avere all'essere, il possedere al donare. Ma le cose di questo mondo (i beni, la bellezza, la salute...), fatalmente, passano: Non ci danno la vita, la vita vera!
                      sono d'accordo;
                      però la privazione e la rinuncia non glorificano alcunché e sono solo premessa di un imperio del triste;
                      soprattutto per chi crede, la Bellezza è stata creata per essere apprezzata, no?
                      e tanto più si apprezza, quanto più si condivide;

                      lo scorso fine settimana sono stato alle terme, in uno dei luoghi più belli del Pianeta, con il gruppone dei miei amici storici e famiglie, figli; 10 % del piacere, il luogo; 90% il fatto di starci con quella compagnia; quella è vita vera...
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • circolo.pickwick.ter
                        gattara
                        • 09/12/09
                        • 1196

                        #26
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        aspettando Stregatto, che verosimilmente può dire cose più documentate e aprire altre prospettive, ho l'impressione che - messa da parte la crisi - giochi molto un effetto di deprezzamento di altri prodotti di consumo tradizionale, inflazionati o ridimensionati nel loro rapporto tra prezzo e valore percepito:
                        se osserviamo i feticci del consumo di massa degli ultimi 20 anni, quelli che più colpiscono l'immaginario, si nota che tutti i consumatori devono aver percepito una loro rapidissima obsolescenza:
                        compri un prodotto tecnologico qualsiasi, pc, tablet o sm.phone ad un prezzo X, e dopo pochi mesi lo vedi "svenduto" alla metà; anche le automobili subiscono un deprezzamento rapido, che le porta intuitivamente a far corrispondere il prezzo al valore d'uso, e persino le case sono entrate in un cupo cono d'ombra relativamente alla percezione del loro valore reale, distinto dal prezzo dei tempi della corsa al mattone;

                        in un quadro del genere, verosimilmente chi decide di spendere e può permetterselo tende a rivalutare quei servizi il cui valore/prezzo intuitivamente non può essere gonfiato e contratto più di tanto, come la ristorazione, i viaggi e altre spese per il benessere, perché il rapporto tra spesa e soddisfazione è percepito dal consumatore come qualcosa che ricade di più nel suo controllo;

                        dato che da molti anni il mio modo di spendere è abbastanza eccentrico, nel senso che acquisto una proporzione notevole di beni che sono al di fuori del circuito tradizionale produzione industriale-pubblicità-commercio, da tempo mi chiedo se questo consolidato rapporto dei consumatori con beni di facile obsolescenza abbia prodotto un'onda lunga di disincanto nei confronti del consumo di prodotti industriali, o quantomeno di stabile scetticismo, giustificato o meno, e non so a che ritmo l'industria dovrà sfornare prodotti nuovi e appetibili per compensare questa tendenza.
                        dal mio angolo di mondo noto una diffusa insofferenza verso, non so come altro dire, la PIENEZZA DI VACUITA' con cui abbiamo riempito spazi materiali e anche immateriali. non credo all'ascetismo collettivo, ma una certa saturazione e insofferenza verso mille inutili copie c'è. del resto il circuito produco consumo producoconsumo è da un pezzo in evidente crisi. non mi azzardo oltre, ma apprezzo la tematica.
                        arpia certificata

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #27
                          Originariamente Scritto da circolo.pickwick.ter Visualizza Messaggio
                          dal mio angolo di mondo noto una diffusa insofferenza verso, non so come altro dire, la PIENEZZA DI VACUITA' con cui abbiamo riempito spazi materiali e anche immateriali. non credo all'ascetismo collettivo, ma una certa saturazione e insofferenza verso mille inutili copie c'è
                          beh, per superare certi desideri, questi vanno in parte esauditi, altrimenti si trasformano solo in frustrazioni;
                          a meno di patologie e compulsioni gravi, fatte alcune esperienze si finisce col dare valore a gratificazioni più solide e confacenti ad esigenze che approssimativamente si potrebbero definire più autentiche;
                          un ruolo molto importante lo gioca la qualità delle relazioni umane e sociali, inversamente proporzionali alla compulsività dei consumi.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #28
                            Vabbè, ti annoi di ricomprare gli stessi giocattoli, materiali o immateriali che siano e ti orienti verso giocattoli più consistenti in cui hanno una incisività le relazioni umane, comunque supportate da un contesto di benessere che resta oneroso
                            Tornando al tuo esempio è chiaro come la rimpatriata possa costituire un appagamento, "alle terme il luogo più bello del mondo", in cui il fattore umano si amplifica, a fronte di quel contesto, fattore che con annessi e connessi, viaggio, alloggio, vitto, ingressi dei costi li produce, cosa che non si sarebbe verificata con una visita alla discarica comunale presso la residenza a costo nullo con la stessa presenza umana, ammesso che avesse ritenuto di partecipare per se stessa.
                            Ciò non significa che cambia la mentalità e le richieste, ma solo che emergono richieste più complesse da parte di chi se le può permettere mentre per gli altri resta la sopravvivenza di base, ammesso che resti.

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #29
                              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                              Tornando al tuo esempio è chiaro come la rimpatriata possa costituire un appagamento, "alle terme il luogo più bello del mondo", in cui il fattore umano si amplifica, a fronte di quel contesto, fattore che con annessi e connessi, viaggio, alloggio, vitto, ingressi dei costi li produce, cosa che non si sarebbe verificata con una visita alla discarica comunale presso la residenza a costo nullo con la stessa presenza umana, ammesso che avesse ritenuto di partecipare per se stessa.
                              no, guarda, posto che "i soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria!" , sottovaluti un po' troppo l'aspetto umano, e ti posso dire con una certa sicurezza che ci si diverte molto e si sta bene con pochissimo o niente quando hai accanto persone davvero care;

                              poi, se vogliamo dire che nella vita adulta sia più difficile organizzarsi in modo da intrattenere frequentazioni assidue, mi sembra ovvio e si tratta di un fattore che incide parecchio;
                              cercando di vedere il bicchiere della crisi mezzo pieno, una delle mie speranze è proprio che la difficoltà nel mantenere un tenore di vita di piccola agiatezza del non necessario induca le nuove generazioni ad elaborare anche momenti di condivisione più soddisfacenti.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • nahui
                                Astensionista

                                • 05/03/09
                                • 21040

                                #30
                                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                                Quando raggiungi lo stadio della disperazione non ti muovi più, aspetti la fine e basta.
                                Questi che si vedono sono fenomeni economici che intervengono prima, quando comunque si dispone di risorse che non potendo magari più essere indirizzate verso consumi più consistenti di medio/lungo periodo sono indirizzati verso consumi voluttuari di breve termine.
                                In una situazione più tranquila uno pensa di comprarsi la casa, poi si rende conto che l'obiettivo è uscito dalla sua portata e delle risorse gli rimangono disponibili al che prima che vadano dissolte se le scialacqua per i gusti del momento.
                                Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
                                Partendo dal presupposto che il mio benessere mentale passa anche per la cura della mia persona, faccio come posso.
                                Sono d'accordo con entrambi. Insomma, un conto è farsi le iniezioni di botulino una volta al mese, un altro concedersi ogni tanto qualcosa di gratificante e rasserenante. Io faccio tutto da sola, tranne il taglio dei capelli due o tre volte l'anno, e lo facevo anche quando avevo più soldi da spendere, per una specie di riservatezza ed orgoglio di cavarmela da sola. Però prendersi cura di sè, dall'estetista o a casa propria, è una cosa rilassante che fa bene allo spirito. Io godo come un riccio, un benessere fisico, nel mettermi le mie cremine prima di dormire. Non credo sia superficialità, è una coccola. E poi cosa comprende il settore benessere? Probabilmente ci sono anche attività e consumi legati alla salute, come attrezzi sportivi, integratori alimentari...
                                Dal punto di vista dell'estetica, rispetto a qualche decennio fa, ho notato una maggiore diffusione, quasi capillare, di alcune pratiche un tempo sconosciute, come la ricostruzione delle unghie, la depilazione totale , trucco pubblicizzato da reality e lezioni di make-up in ogni dove ed ad ogni ora... Ovviamente questo incrementa le entrate degli addetti
                                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                                (George Bernard Shaw)

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