I giovani e la destra

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  • SilviaR
    Sylvia
    • 10/03/12
    • 1139

    #16
    Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
    Stavo per scrivere qualcosa sull'Italia del sud pre-fascista, completamente abbandonata a se stessa, mentre durante il regime, tra una parata e un discorso, strade, ponti, edifici e bonifiche venivano costruiti dallo "stato". Che poi quello stato, era al tempo stesso, uno stato fascista, per la gente del sud, non faceva molta differenza. Ancora oggi vicino ad Augusta esiste, ed è anche in buono stato, un ponte, il ponte Marcellino, dove è possibile vedere ben quattro fasci littori, due per ogni lato... tanto per dire.

    E comunque axe ha spiegato bene perchè probabilmente gli anziani del sud hanno dei ricordi, tutto sommato, non così traumatizzanti del fascismo. Poi c'è da dire che i meridionali, siciliani specialmente, di popoli e regimi ne hanno visti passare tanti per la propria terra, senza mai scomporsi più di tanto..
    Quindi si giustificano largamente gli ideali di destra dei giovani...
    Io sono il problema e io la soluzione
    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #17
      Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
      Capisco e mi chiedo...abbiamo perso di vista l'obiettivo vero? Vorrei porre l'accento sul discorso chiesa -Cristo. Conservare dei sani principi come la famiglia , la vita significa esattamente essere di destra e che un individuo di sinistra ha idee assolutamente liberali da non volere valori?
      Il Gesù che conosco io è sì un conservatore ma, allo stesso tempo innovatore, rivoluzionario...
      Silvia, nel nostro caso Gesù non c'entra niente; tant'è che i cristiani nel mondo sono molto divisi, tra cattolici, ortodossi, protestanti, a loro volta ramificati in molte confessioni dove trovi tutto e il suo contrario e Gesù è buono per tutti;

      la chiesa cui ti riferisci deve essere valutata nella sua accezione di istituzione secolare, terrena, che storicamente è collusa col potere costituito e pertanto intrinsecamente conservatrice, come in generale il clero di ogni confessione governante (guarda il potere del clero islamico dove regna...);
      la dottrina e i precetti, la pratica religiosa, tendono ad associarsi e a rafforzare il potere costituito, e solo in rarissimi casi ad abbatterlo per sostituirlo con altro (vedi Polonia, era Woytila);

      ogni confessione si afferma dove trova il terreno sociale più adatto; perciò, nei paesi mediterranei e rurali, ad assetto feudale, il Cattolicesimo è dominante, perché si fonda su un etica dell'Obbedienza della cooptazione e del controllo, intrinsecamente conservatrice;
      guarda la nostra politica: nella destra hai un pupazzo obbediente come Alfano, messo lì dal padrone, che gli dà o toglie il permesso di dire e fare come vuole;
      a sinistra, dove le cose in teoria vanno un po' meglio, restano comunque più potenti quelli che non sfidano l'establishment, il potere è poco contendibile e l'opinione pevalente propende comunque per meccanismi di cooptazione e obbedienza; infatti, le facce son sempre le stesse da decenni;

      nei paesi del Nord, più moderni e meno feudalizzati e rurali, ha prevalso il Protestantesimo, con la sua etica della Responsabilità individuale, più adatta ad una società mercantile fondata sull'affidamento, perché altrimenti il capitalismo commerciale sarebbe impossibile, dato che la società troppo gerarchizzata produce inefficienza, e infatti, in politica c'è moto più ricambio; quando un leader viene sconfitto si ritira e magari torna in secnda o terza fila...
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • SilviaR
        Sylvia
        • 10/03/12
        • 1139

        #18
        L'obbedianza di cui parli mi riporta ai fratelli karamazov...hai proprio ragione obbedire è semplice e dà la possibilità di recriminare
        alla luce di ciò si può cadere in un tranello...obbedire è una forma di potere? è più forte chi comanda o chi obbedisce?
        Chi comanda ha pur sempre delle responsabilità ed è sempre sotto l'occhio del ciclone, chi obbedisce lo fa nell'ombra ed ha sempre la possibilità di scegliere...o no?


        Ps lo so che forse sono andata un pò fuori dal seminato ma mi piace che ogni discussione si evolva in modo anche imprevedibile
        Io sono il problema e io la soluzione
        "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #19
          Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
          L'obbedianza di cui parli mi riporta ai fratelli karamazov...hai proprio ragione obbedire è semplice e dà la possibilità di recriminare
          alla luce di ciò si può cadere in un tranello...obbedire è una forma di potere? è più forte chi comanda o chi obbedisce?
          Chi comanda ha pur sempre delle responsabilità ed è sempre sotto l'occhio del ciclone, chi obbedisce lo fa nell'ombra ed ha sempre la possibilità di scegliere...o no?
          dipende: a volte chi comanda, quando le cose vanno male, si dilegua o scarica le responsabilità su altri o altro; lo fa persino chi subisce: guarda i nostri complottologhi, che ora incolpano euro, banche e finanza della crisi, ma dimenticano che mafia, corruzione, sprechi e inefficienze sono responsabilità tutte nostre;

          certo, obbedire in genere è più rassicurante, perché esonera dalle responsabilità implicite nella libertà, e spesso è premiato quantomeno con la promessa una carica di vassallagio; le dittature si fondano su questo principio; spesso però la realtà prima o poi presenta un conto salato agli struzzi con la testa piantata nella sabbia e il posteriore incustodito
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • bumble-bee
            ...

            • 10/12/09
            • 15569

            #20
            Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
            Quindi si giustificano largamente gli ideali di destra dei giovani...
            Quindi un bel niente. Si citavano gli anziani e.... "ignoranti" del sud.
            Bambol utente of the decade

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            • SilviaR
              Sylvia
              • 10/03/12
              • 1139

              #21
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              dipende: a volte chi comanda, quando le cose vanno male, si dilegua o scarica le responsabilità su altri o altro; lo fa persino chi subisce: guarda i nostri complottologhi, che ora incolpano euro, banche e finanza della crisi, ma dimenticano che mafia, corruzione, sprechi e inefficienze sono responsabilità tutte nostre;

              certo, obbedire in genere è più rassicurante, perché esonera dalle responsabilità implicite nella libertà, e spesso è premiato quantomeno con la promessa una carica di vassallagio; le dittature si fondano su questo principio; spesso però la realtà prima o poi presenta un conto salato agli struzzi con la testa piantata nella sabbia e il posteriore incustodito
              Quelli di cui parli sono solo dei paraculi che non meritano di essere anche solo considerati...anche se sono tantissimi.
              Pensandoci bene chi comanda sul serio dovrebbe essere al servizio dei cittadini e quindi dovrebbe avere poca libertà e poco potere di scelta perchè tutto dovrebbe essere una conseguenza diretta delle richieste e dei bisogni dei cittadini

              A quanto pare siamo un popolo che faa meno delle responsabilità...credi sia dovuto alla società? è sempre stato così?
              Io sono il problema e io la soluzione
              "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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              • SilviaR
                Sylvia
                • 10/03/12
                • 1139

                #22
                Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                Quindi un bel niente. Si citavano gli anziani e.... "ignoranti" del sud.
                Era ironica
                Io sono il problema e io la soluzione
                "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #23
                  Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                  A quanto pare siamo un popolo che faa meno delle responsabilità...credi sia dovuto alla società? è sempre stato così?
                  fondamentalmente non siamo un popolo, nell'accezione nazionale cui generalmente ci si riferisce, i Francesi, gli Inglesi, i Russi, ecc...
                  il che ti spiega i diversi momenti di frattura, implosione o disfacimento dei nostri sistemi di potere, dalle guerre gotiche fino al momento attuale, passando per l'8 settembre, fughe, crolli inaspettati di poteri che sembravano eterni...

                  ora, dare spiegazioni sarebbe un po' come fare brevi cenni sull'universo;
                  si può dire che la nostra storia non abbia mai favorito la formazione di un'identità e di un sentire comune; in gran parte, questo risultato è dovuto alla presenza strategica in mezzo alla penisola del Vaticano, che ha sempre ostacolato finché ha potuto la creazione di un regno centrale italico forte; questa cosa ti spiega anche il perché molti hanno visto nel Fascismo una speranza modernizzatrice, poi delusa dai Patti lateranensi e dal definitivo riellineamento del regime al clericalismo tradizionale;

                  la Chiesa, oltre all'aspetto politico, ha anche operato dopo la Controriforma per sostituire all'etica della legge dello stato, la sua propria morale alternativa, con un continuo compromesso tra ciò che è scritto e ciò che si pratica in realtà; il peccatore, dalla corruzione ai peccai carnali o altro, trova l'assoluzione nel confessionale se si sottomette e si pente; nel contempo però, in base allo stesso principio, non si fa alcun problema a mentire al confessore sul suo effettivo pentimento;

                  chiaramente, il clima di terrore e delazione avviato con la Controriforma, dove ogni idea originale o eccentrica, ogni invidia per chi poteva eccellere e generare progresso, rischiava con grandissima facilità di far finire davanti all'Inquisitore, ha insegnato agli italiani ancora di più che la straegia migliore è tacere, farsi i fatti proprii, obbedire e restare invisibili e mediocri;

                  una dittatura terrorizzante e durata oltre due secoli, tutti accumulati come ritardo nello sviluppo di scienza e progresso; sembrano cose lontane, ma ancora in giorni vicinissimii un papa come Ratzinger, nemmeno tra i più reazionari, si è pronunciato spesso contro l'Illuminismo e la Modernità...
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #24
                    Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                    Capisco e mi chiedo...abbiamo perso di vista l'obiettivo vero? Vorrei porre l'accento sul discorso chiesa -Cristo. Conservare dei sani principi come la famiglia , la vita significa esattamente essere di destra e che un individuo di sinistra ha idee assolutamente liberali da non volere valori?
                    Il Gesù che conosco io è sì un conservatore ma, allo stesso tempo innovatore, rivoluzionario...Mt 5,17-37 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento....ma in realtà fa comprendere che tutto quello che era stato fatto fino ad allora non era esattamente corretto perchè la legge era stata applicata senza un filtro che si chiama misericordia.
                    Il Gesù che conosco è quello che butta sottosopra il tempio quando si accorge che molta gente fa affari lì dentro, è quello che va a pranzo dagli usurai e perdona le meretrici...e molto altro ancora
                    Forse è l'equilibrio perfetto tra i due ...
                    Togli il forse, Silvia: Gesù Cristo è la perfezione assoluta! Molti ti diranno che la colpa di una società occidentale allo sfascio è di quello o di quell'altro, della Chiesa o dell'Illuminismo, di Marx o di Nietzsche ma, in realtà, tutto dipende dall'essersi allontanati da Lui....
                    amate i vostri nemici

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                    • SilviaR
                      Sylvia
                      • 10/03/12
                      • 1139

                      #25
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      fondamentalmente non siamo un popolo, nell'accezione nazionale cui generalmente ci si riferisce, i Francesi, gli Inglesi, i Russi, ecc...
                      il che ti spiega i diversi momenti di frattura, implosione o disfacimento dei nostri sistemi di potere, dalle guerre gotiche fino al momento attuale, passando per l'8 settembre, fughe, crolli inaspettati di poteri che sembravano eterni...

                      ora, dare spiegazioni sarebbe un po' come fare brevi cenni sull'universo;
                      si può dire che la nostra storia non abbia mai favorito la formazione di un'identità e di un sentire comune; in gran parte, questo risultato è dovuto alla presenza strategica in mezzo alla penisola del Vaticano, che ha sempre ostacolato finché ha potuto la creazione di un regno centrale italico forte; questa cosa ti spiega anche il perché molti hanno visto nel Fascismo una speranza modernizzatrice, poi delusa dai Patti lateranensi e dal definitivo riellineamento del regime al clericalismo tradizionale;

                      la Chiesa, oltre all'aspetto politico, ha anche operato dopo la Controriforma per sostituire all'etica della legge dello stato, la sua propria morale alternativa, con un continuo compromesso tra ciò che è scritto e ciò che si pratica in realtà; il peccatore, dalla corruzione ai peccai carnali o altro, trova l'assoluzione nel confessionale se si sottomette e si pente; nel contempo però, in base allo stesso principio, non si fa alcun problema a mentire al confessore sul suo effettivo pentimento;

                      chiaramente, il clima di terrore e delazione avviato con la Controriforma, dove ogni idea originale o eccentrica, ogni invidia per chi poteva eccellere e generare progresso, rischiava con grandissima facilità di far finire davanti all'Inquisitore, ha insegnato agli italiani ancora di più che la straegia migliore è tacere, farsi i fatti proprii, obbedire e restare invisibili e mediocri;

                      una dittatura terrorizzante e durata oltre due secoli, tutti accumulati come ritardo nello sviluppo di scienza e progresso; sembrano cose lontane, ma ancora in giorni vicinissimii un papa come Ratzinger, nemmeno tra i più reazionari, si è pronunciato spesso contro l'Illuminismo e la Modernità...
                      Quindi dovremmo essere più evoluti ed intelligenti degli altri nel senso che ci siamo adattati così bene ai mutamenti, alle dominazioni, che siamo i migliori...in effetti abbiamo molta resistenza psicofisica ma non mi sembra esattamente un sinonimo di intelligenza in questo caso, mentre dovrebbe esserlo come presuppone l'adattamento


                      Certo il clima di terrore ha fatto la sua parte anche se io ho sempre attribuito molto peso alla mafia e al pensiero mafioso per quanto riguarda la sottomissione e il terrore. A proposito il punto di incontro tra mafia e chiesa qual'è?
                      I mafiosi sono grandi osservanti anche se non capisco a quale parte della Vangelo fanno riferimento quando sfruttano, uccidono etc
                      Io sono il problema e io la soluzione
                      "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                      • SilviaR
                        Sylvia
                        • 10/03/12
                        • 1139

                        #26
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Togli il forse, Silvia: Gesù Cristo è la perfezione assoluta! Molti ti diranno che la colpa di una società occidentale allo sfascio è di quello o di quell'altro, della Chiesa o dell'Illuminismo, di Marx o di Nietzsche ma, in realtà, tutto dipende dall'essersi allontanati da Lui....
                        Sì , certo, non lo metto in dubbio, è la perfezione. La colpa è dell'uomo anche se non condivido il discorso che l'uomo si è allontanato da Dio...o meglio lo ha fatto ma solo perchè Dio gli ha dato la possibilità di farlo.
                        Se non voglio che un bambino mangi dolciumi non lo lascio solo in una casa piena di dolciumi dicendogli...non li mangiare che ti fanno male...si sa che il bambino è curioso e goloso, è sicuro che li mangerà perchè è nella sua natura farlo...lo devo mettere in conto da subito, ed è colpa mia se l'ho tentato non sua per essersi fatto tentare
                        Io sono il problema e io la soluzione
                        "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #27
                          Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                          Quindi dovremmo essere più evoluti ed intelligenti degli altri nel senso che ci siamo adattati così bene ai mutamenti, alle dominazioni, che siamo i migliori...in effetti abbiamo molta resistenza psicofisica ma non mi sembra esattamente un sinonimo di intelligenza in questo caso, mentre dovrebbe esserlo come presuppone l'adattamento
                          evochi la distinzione tra intelligenza e furbizia, che è un'intelligenza di corto respiro

                          dipende un po' dall'orizzonte; certamente la capacità di adattamento richiesta da situazioni difficili può selezionare per intelligenza; tuttavia, sempre entro i limiti concepibili per quell'ambiente, perché le soluzioni immaginate su quello si modellano, a prescindere dai risultati di lungo periodo;
                          la rassegnazione nei confronti dei poteri induce a cercare soluzioni private e individualiste ai problemi, disperando di poter fare diversamente;

                          Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                          Certo il clima di terrore ha fatto la sua parte anche se io ho sempre attribuito molto peso alla mafia e al pensiero mafioso per quanto riguarda la sottomissione e il terrore. A proposito il punto di incontro tra mafia e chiesa qual'è?
                          I mafiosi sono grandi osservanti anche se non capisco a quale parte della Vangelo fanno riferimento quando sfruttano, uccidono etc
                          la devozione particolare di certi mafiosi va ascritta alla loro necessità di legittimazione come difensori di un codice, di sentimenti popolari e radicati, come un preteso senso dell'onore, la tradizione, il buon costume nelle relazioni famigliari, ecc... il tutto perfettamente in coerenza col pilastro dell'obbedienza e cooptazione di tipo feudale su cui si regge l'organizzazione mafiosa;

                          di per sé, non c'è nessuna connivenza tra mafia e clero, a parte gli scandali finanziari, che qui non ci interessano; l'unico elemento culturale comune è il radicamento in una mentalità di tipo feudale, in cui i rapporti tra le persone sono retti da vincoli gerarchici di obbedienza;

                          il terrore controriformista ha avuto soprattutto l'effetto di addormentare l'Italia per oltre due secoli, impedendo la circolazione dei libri e delle idee, soprattutto scientifiche e filosofiche, privando i ceti potenzialmente più dinamici - mercanti e artigiani - di quegli strumenti concettuali che tra il XVI e il XVII secolo hanno creato le grandi borghesie del Nordeuropa.
                          c'è del lardo in Garfagnana

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66024

                            #28
                            Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                            Sì , certo, non lo metto in dubbio, è la perfezione. La colpa è dell'uomo anche se non condivido il discorso che l'uomo si è allontanato da Dio...o meglio lo ha fatto ma solo perchè Dio gli ha dato la possibilità di farlo.
                            Se non voglio che un bambino mangi dolciumi non lo lascio solo in una casa piena di dolciumi dicendogli...non li mangiare che ti fanno male...si sa che il bambino è curioso e goloso, è sicuro che li mangerà perchè è nella sua natura farlo...lo devo mettere in conto da subito, ed è colpa mia se l'ho tentato non sua per essersi fatto tentare
                            Ma Dio non si allontana affatto dall'uomo, Silvia. L'uomo sperimenta la propria debolezza soltanto DOPO che si è allontanato da Lui...
                            Cosa abbiamo ascoltato domenica scorsa alla Messa?

                            «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.
                            Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
                            Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». (Luca 15)

                            Non possiamo dunque incolpare Dio per i nostri peccati. Dio è amore: Sempre!
                            amate i vostri nemici

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #29
                              Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                              Sì , certo, non lo metto in dubbio, è la perfezione. La colpa è dell'uomo anche se non condivido il discorso che l'uomo si è allontanato da Dio...
                              allontanato da Dio è un concetto molto sfuggente;
                              noi pensiamo retrospettivamente, attribuendo alle donne e agli uomini del passato le nostre capacità di ragionare e le nostre nozioni delle cose;

                              a parte pochissimi colti aristocratici o altoborghesi, religiosi, teologi o filosofi, la quasi totalità della popolazione italiana fino a un centinaio di anni fa aveva un'idea molto approssimativa di qualsiasi questione religiosa;
                              la quasi totalità della popolazione era analfabeta nelle campagne o al più semi-analfabeta nelle città, e l'unica educazione religiosa consisteva in rudimenti di catechismo impartiti a bambini e bambine di 7, 8 anni dai parroci, che in genere non erano nemmeno loro proprio dei dotti della Chiesa;

                              quindi, puoi immaginare quale potesse essere l'idea che in generale potevano avere le persone qualsiasi del significato della vicenda cristiana, e perciò valutare cosa si può intendere per quelle persone quando si parla di essere vicini o lontani da Dio;

                              per secoli, fino non molti decenni fa, nelle aree rurali un po' ovunque, le prediche domenicali dei parroci potevano pure trarre spunto da qualche parabola evangelica, ma nella quasi totalità dei casi finivano per parlare di "umiltà" e "obbedienza"; le donne dovevano obbedire ai padri e ai mariti, e gli uomini al padrone o all'autorità costituita;

                              per la maggior parte delle persone, la vita era durissima e scarna di occasioni romantiche, oppure oer elaborare pensieri "elevati", per come li concepiamo noi oggi; tutti i sentimenti in genere erano molto, ma molto diversi da quelli che noi chiamiamo oggi con gli stessi termini, gli affetti familiari, l'"amore" coniugale, e tutto il resto, incluso il sentimento religioso, che era certamente più presente di oggi, perché era molto più presente la morte, come dato quotidiano, ma non faceva certo di quella un'epoca migliore;

                              perciò, non ha molto senso dire che c'è stato un "allontanamento da Dio", anche perché quell'umanità del passato ne faceva di tutti i colori, e non è che fosse moralmente migliore di quella di oggi; considera che tanti comportamenti malvagi, in famiglia come in altri contesti, semplicemente non erano documentati, notati; non emergevano, non se ne parlava o si ritenevano addirittura normali;

                              quello che è successo invece, è che la società si è allontanata dalla tutela della Chiesa, si è secolarizzata, si è istruita ed ha acquisito strumenti di valutazione e di critica di quanto prima veniva imposto.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • SilviaR
                                Sylvia
                                • 10/03/12
                                • 1139

                                #30
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                evochi la distinzione tra intelligenza e furbizia, che è un'intelligenza di corto respiro

                                dipende un po' dall'orizzonte; certamente la capacità di adattamento richiesta da situazioni difficili può selezionare per intelligenza; tuttavia, sempre entro i limiti concepibili per quell'ambiente, perché le soluzioni immaginate su quello si modellano, a prescindere dai risultati di lungo periodo;
                                la rassegnazione nei confronti dei poteri induce a cercare soluzioni private e individualiste ai problemi, disperando di poter fare diversamente;


                                la devozione particolare di certi mafiosi va ascritta alla loro necessità di legittimazione come difensori di un codice, di sentimenti popolari e radicati, come un preteso senso dell'onore, la tradizione, il buon costume nelle relazioni famigliari, ecc... il tutto perfettamente in coerenza col pilastro dell'obbedienza e cooptazione di tipo feudale su cui si regge l'organizzazione mafiosa;

                                di per sé, non c'è nessuna connivenza tra mafia e clero, a parte gli scandali finanziari, che qui non ci interessano; l'unico elemento culturale comune è il radicamento in una mentalità di tipo feudale, in cui i rapporti tra le persone sono retti da vincoli gerarchici di obbedienza;

                                il terrore controriformista ha avuto soprattutto l'effetto di addormentare l'Italia per oltre due secoli, impedendo la circolazione dei libri e delle idee, soprattutto scientifiche e filosofiche, privando i ceti potenzialmente più dinamici - mercanti e artigiani - di quegli strumenti concettuali che tra il XVI e il XVII secolo hanno creato le grandi borghesie del Nordeuropa.

                                Bene, ci sono. Pensi che dobbiamo rassegnarci? Quali alternative abbiamo?
                                Io sono il problema e io la soluzione
                                "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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