Originariamente Scritto da conogelato
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I giovani e la destra
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Non sto incolpardo Dio per i nostri errori. Parto dal presupposto che Dio ci ha DONATO il libero arbitrio e che se lo ha fatto evidntemente ci ha CONCESSO di peccare, avrebbe potuto non farlo e lasciarci schiavi, sottomessi oppure perfetti...ma non l'ha fatto. Ci ha dato la possibilità di peccare perchè dobbiamo peccare , solo se conosciamo il peccato possiamo scegliere di non sceglierloIo sono il problema e io la soluzione
"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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Parliamo di due cose diverse. Io intendevo parlare di allontanamento da Dio dovuto al peccato. Col peccato originale l'uomo si allontana da Dio e diventa dio di se stesso.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioallontanato da Dio è un concetto molto sfuggente;
noi pensiamo retrospettivamente, attribuendo alle donne e agli uomini del passato le nostre capacità di ragionare e le nostre nozioni delle cose;
a parte pochissimi colti aristocratici o altoborghesi, religiosi, teologi o filosofi, la quasi totalità della popolazione italiana fino a un centinaio di anni fa aveva un'idea molto approssimativa di qualsiasi questione religiosa;
la quasi totalità della popolazione era analfabeta nelle campagne o al più semi-analfabeta nelle città, e l'unica educazione religiosa consisteva in rudimenti di catechismo impartiti a bambini e bambine di 7, 8 anni dai parroci, che in genere non erano nemmeno loro proprio dei dotti della Chiesa;
quindi, puoi immaginare quale potesse essere l'idea che in generale potevano avere le persone qualsiasi del significato della vicenda cristiana, e perciò valutare cosa si può intendere per quelle persone quando si parla di essere vicini o lontani da Dio;
per secoli, fino non molti decenni fa, nelle aree rurali un po' ovunque, le prediche domenicali dei parroci potevano pure trarre spunto da qualche parabola evangelica, ma nella quasi totalità dei casi finivano per parlare di "umiltà" e "obbedienza"; le donne dovevano obbedire ai padri e ai mariti, e gli uomini al padrone o all'autorità costituita;
per la maggior parte delle persone, la vita era durissima e scarna di occasioni romantiche, oppure oer elaborare pensieri "elevati", per come li concepiamo noi oggi; tutti i sentimenti in genere erano molto, ma molto diversi da quelli che noi chiamiamo oggi con gli stessi termini, gli affetti familiari, l'"amore" coniugale, e tutto il resto, incluso il sentimento religioso, che era certamente più presente di oggi, perché era molto più presente la morte, come dato quotidiano, ma non faceva certo di quella un'epoca migliore;
perciò, non ha molto senso dire che c'è stato un "allontanamento da Dio", anche perché quell'umanità del passato ne faceva di tutti i colori, e non è che fosse moralmente migliore di quella di oggi; considera che tanti comportamenti malvagi, in famiglia come in altri contesti, semplicemente non erano documentati, notati; non emergevano, non se ne parlava o si ritenevano addirittura normali;
quello che è successo invece, è che la società si è allontanata dalla tutela della Chiesa, si è secolarizzata, si è istruita ed ha acquisito strumenti di valutazione e di critica di quanto prima veniva imposto.
Appunto dicevo che Dio ha messo l'uomo in condizione di peccare, perchè gli ha dato il libero arbitrio, come un padre buono e così come un padre riesce ad accettare ed amare un figlio anche quando è malvagio così anche Dio lo fa con noi, ma ciò non toglie il fatto che Dio avrebbe potuto farci schiavi, senza libero arbitrio e noi non l'avremmo mai saputo ma sicuramente saremmo stati servizievoli e buoni, ma se non l'ha fatto è perchè nella sua perfezione ha deciso fosse la cosa migliore da fare ed ha previsto ventuali peccati ed errori umani.Io sono il problema e io la soluzione
"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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no, rassegnarci no;Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza MessaggioBene, ci sono. Pensi che dobbiamo rassegnarci? Quali alternative abbiamo?
tieni conto che negli ultimi secoli i pochi progresi fatti in Italia sono quasi sempre stati imposti da circostanze e soggetti esterni, in genere dopo gravissime crisi o sconfitte militari;
col processo di unificazione europea abbiamo fatto un passo avanti, scegliendo autonomamente, però a quanto pare abbiamo difficoltà ad europeizzarci;
ti devo confessare che la mia grande speranza nell'UE è esattamente stata quela di confluire in un contenitore più grande dove a governare fossero sempre meno italiani, e che alla fine ci sarebbe toccato adeguarci a prassi più virtuose;
ci spero ancora, ma sono un po' meno ottimista di prima...
in genere in Italia i riformatori sono in minoranza, semplicemente perché le maggioranze hanno qualcosa da perdere e non amano inimicarsi qualcun altro; perciò le minoranze che raccolgono il potere in tempi di crisi, volendo anche loro evitare contrasti, dicono: "bisogna fare così; non lo dico io, ce lo impone l'Europa, gli USA, la Società delle Nazioni, Napoleone, ecc"...c'è del lardo in Garfagnana
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sì, avevo capito, ma io rispondevo alla nozione non teologica, ma storicizzata, se così si può dire, di "allontanamento da Dio" che aveva espresso Conogelato:Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza MessaggioParliamo di due cose diverse. Io intendevo parlare di allontanamento da Dio dovuto al peccato. Col peccato originale l'uomo si allontana da Dio e diventa dio di se stesso.
la nozione teologica cui fai riferimento tu, si riferisce alla condizione umana originaria, senza tempo, società, storia;Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioTogli il forse, Silvia: Gesù Cristo è la perfezione assoluta! Molti ti diranno che la colpa di una società occidentale allo sfascio è di quello o di quell'altro, della Chiesa o dell'Illuminismo, di Marx o di Nietzsche ma, in realtà, tutto dipende dall'essersi allontanati da Lui....
l'allontanamento da Dio cui si riferisce Cono riguarda evidentemente altro, dato che parla di "sfascio della società occidentale", e credo lui intenda "allontanamento dalla Chiesa e dal suo magistero".c'è del lardo in Garfagnana
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La tua speranza è anche la mia. Ma che brutto però aver voglia di rinunciare alla propria identità , alle proprie origini ...Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiono, rassegnarci no;
tieni conto che negli ultimi secoli i pochi progresi fatti in Italia sono quasi sempre stati imposti da circostanze e soggetti esterni, in genere dopo gravissime crisi o sconfitte militari;
col processo di unificazione europea abbiamo fatto un passo avanti, scegliendo autonomamente, però a quanto pare abbiamo difficoltà ad europeizzarci;
ti devo confessare che la mia grande speranza nell'UE è esattamente stata quela di confluire in un contenitore più grande dove a governare fossero sempre meno italiani, e che alla fine ci sarebbe toccato adeguarci a prassi più virtuose;
ci spero ancora, ma sono un po' meno ottimista di prima...
in genere in Italia i riformatori sono in minoranza, semplicemente perché le maggioranze hanno qualcosa da perdere e non amano inimicarsi qualcun altro; perciò le minoranze che raccolgono il potere in tempi di crisi, volendo anche loro evitare contrasti, dicono: "bisogna fare così; non lo dico io, ce lo impone l'Europa, gli USA, la Società delle Nazioni, Napoleone, ecc"...Io sono il problema e io la soluzione
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a dirti la verità, io non mi sento di rinunciare ad un'identità; in Europa occidentale mi sento abbastanza a casa ovunque e non è che chi abita a Nizza o ad Augsburg per me è diverso da uno che sta a Udine;Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza MessaggioLa tua speranza è anche la mia. Ma che brutto però aver voglia di rinunciare alla propria identità , alle proprie origini ...
abbiamo tutti anche un'identità locale a cui non abbiamo rinunciato per essere italiani, e non vedo perché dobbiamo rinunciare in Europa;
Europa per me significa un'idea base di civiltà, democrazia, libertà, stato sociale, laicità, pari opportunità, rispetto per le minoranze, bando alla pena di morte, all'intolleranza religiosa;
tutto da perfezionare molto, ma si tratta di valori a cui abbiamo contribuito, e quindi se un giorno un commissario UE olandese riesce a farci finire la Sa-RC spendendo il giusto, può dispiacermi che non ci siamo riusciti da soli, ma ben venga
c'è del lardo in Garfagnana
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Sì sì, però europeizzarsi significa perdere un pò della propria identità , significa anche delegare gli altri di far per noi perchè non siamo capaci e questa cosa mi infastidisce parecchio. Abbiamo moltissimi plurilaureati con cervelli che fanno gola a tutti i paesi del mondo, abbiamo le idee, abbiamo la forza, abbiamo una storia dietro...eppure non riusciamo a concretizzare...perchè?????? Cosa c'è che non va ?Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioa dirti la verità, io non mi sento di rinunciare ad un'identità; in Europa occidentale mi sento abbastanza a casa ovunque e non è che chi abita a Nizza o ad Augsburg per me è diverso da uno che sta a Udine;
abbiamo tutti anche un'identità locale a cui non abbiamo rinunciato per essere italiani, e non vedo perché dobbiamo rinunciare in Europa;
Europa per me significa un'idea base di civiltà, democrazia, libertà, stato sociale, laicità, pari opportunità, rispetto per le minoranze, bando alla pena di morte, all'intolleranza religiosa;
tutto da perfezionare molto, ma si tratta di valori a cui abbiamo contribuito, e quindi se un giorno un commissario UE olandese riesce a farci finire la Sa-RC spendendo il giusto, può dispiacermi che non ci siamo riusciti da soli, ma ben venga
Io sono il problema e io la soluzione
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tutto quello che ho scritto prima non va; una cultura delle relazioni sociali e politiche che premia l'individualismo rispetto al "fare sistema";Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza MessaggioSì sì, però europeizzarsi significa perdere un pò della propria identità , significa anche delegare gli altri di far per noi perchè non siamo capaci e questa cosa mi infastidisce parecchio. Abbiamo moltissimi plurilaureati con cervelli che fanno gola a tutti i paesi del mondo, abbiamo le idee, abbiamo la forza, abbiamo una storia dietro...eppure non riusciamo a concretizzare...perchè?????? Cosa c'è che non va ?
è un po' come se il nostro orizzonte di sviluppo, e quindi di immaginazione del futuro, si sia permanentemente stabilizzato su una dimensione nana; le piccole e medie imprese, il concetto di Piccolo è bello, sono figli concettuali dei comuni medievali e delle compagnie di mercanti e banchieri che colonizzavano l'Europa nel Medioevo, ma senza uno stato alle spalle, e quindi restavano fragili di fronte ai cambiamenti e conflitti;
può darsi, che in tempi relativamente rapidi - qualche generazione - gliitaliani cambino mentalità e assimilino quello che c'è di buono negli standard di socialità di altre realtà - sempre posto che non è tutto buono ciò che c'è all'estero, né tutto da buttar via il nostro modo di intendere;
è solo che dobbiamo imparare a fare squadra, collettivo;
guarda se l'attuale stallo politico non è esattamente emblematico di quello che ho appena scritto: di fronte ad una crisi terribile, l'opinione pubblica ha espresso leadreship incompatibili tra loro, che in maggioranza presentano istanze a forte rischio di disgregazione, utopistiche oppure insufficienti e timide.c'è del lardo in Garfagnana
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Quindi siamo asociali e egocentrici, secondo te la cosa può derivare da un ego narcisista?
I bambini piccoli sono asociali ed egocentrici perchè vedono solo il loro punto di vista , esistono solo loro e tutto ciò che li circonda è per loro.
Ho capito la visione che abbiamo che a quanto pare è molto ristretta, come se ci fossimo fermati invece di andare avanti...però continuo a non capire il motivo. Siamo degli immaturi? La storia basta a giustificare questi atteggiamenti? L'uomo è intelligente perchè si adatta all'ambiente in cui vive, modificando i propri atteggiamenti a seconda delle necessità...cosa non torna?Io sono il problema e io la soluzione
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non credo dipenda dalla psicologia individuale, ma dalla cultura dei rapporti sociali che modella le aspettative e l'immaginazione;Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza MessaggioQuindi siamo asociali e egocentrici, secondo te la cosa può derivare da un ego narcisista?
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...però continuo a non capire il motivo. Siamo degli immaturi? La storia basta a giustificare questi atteggiamenti? L'uomo è intelligente perchè si adatta all'ambiente in cui vive, modificando i propri atteggiamenti a seconda delle necessità...cosa non torna?
ti faccio l'esempio di un "valore" di cui in questi giorni, in seguito all'elezione del nuovo papa si parla molto: la povertà:
si tratta di un valore che nella nostra cultura per molti motivi è quasi istintivamente percepito con simpatia, almeno fino a quando non si sperimenta la miseria
se però andiamo a vedere cosa concretamente comporti, nella società e nello sviluppo delle idee che guidano l'agire delle persone, l'apprezzamento della povertà e la parallela diffidenza nei confronti dell'idea di ricchezza e opulenza, si devono fare altre considerazioni; riflettiamo:
apprezzare la povertà significa certamente accontentarsi di poco, non perseguire il di più, giusto ?
ora, se tu applichi questo principio ad un potente, già ricco, in realtà stai pensando più che altro alla sobrietà e alla parsimonia, che sono valori molto considerati nelle società ricche del Nord, mentre guardacaso, paradossalmente in quelle più povere prevale lo sfarzo, lo scialo e la pacchianeria, l'emulazione della ricchezza del principe;
quando predichi la povertà e l'umiltà come valore agli umili, a quelli già poveri e sottomessi, stai semplicemente indorando la pillola della rassegnazione, e a non perseguire la ricerca della ricchezza, poiché il denaro è lo sterco del Demonio;
se pensiamo all'antropologia culturale del nostro Sud, questa mentalità si vede benissimo, in modo lampante:
è dai tempi della dominazione spagnola che il modello umano più ambìto nel Sud è quello onorifico, del rentier che, appunto, vive di rendita, magari con le pezze al culo, ma senza intrapendere, cercare lo Sterco del Demonio; del caballero, dell'Hidalgo, dell'uomo inutile che, tradotto nella nostra storia significa il notabile, il don Qualcuno, unica risorsa per sfuggire alla miseria sociale della grande melma dei servi;
se vai a vedere cosa hanno studiato i nostri giovani del Sud per decenni, trovi tanti laureati in Legge o Lettere, per poi andare a rimpinguare i quadri dello stato o delle amministrazioni locali, o gli enti inutili, accontentandosi di poco in cambio di quel poco elargito da principe feudale; anche gli avvocati e avvocaticchi spesso se la passano male, ma col titolo si sentono un po' signori anche loro;
i giovani migliori e non raccomandati se ne vanno, magari all'estero, mentre quelli più intraprendenti ma con meno scrupoli fanno i mafiosi, ricreando un sistema feudale parallelo fondato sul taglieggio delle ricchezze prodotte da altri, cioè il solito modello spagnolo;
alla fine, come per nemesi, pure il boss mafioso, ricchissimo e potentissimo, è costretto a fare una vita di merda, in umiltà e rassegnazione, barricato nella stanzina segreta interrata nella orrenda villetta abusiva, in una sostanziale povertà che ricorda una cella francescana; però è uomo potente e rispettato, un don Qualcuno...
proviamo a pensare invece cosa succederebbe se, tanto per fare un solo esempio, lungo le coste di bellezza ineguagliabile del nostro Sud avessimo migliaia di piccoli proprietari, imprenditori autonomi del turismo, che invece di essere educati da secoli alla povertà e alla rassegnazione, perseguissero l'arricchimento onesto, frutto del lavoro e della speranza:
sarebbe stato possibile alle varie mafie scaricare residui tossici in mare o in terreni produttivi, deturpare l'ambiente e taglieggiare come fanno da decenni ?
sarà un caso se ancora oggi la provincia più illuminata e civicamente avanzata del nostro Sud è quella di Salerno, che ha ereditato le tracce culturali della repubblica marinara di Amalfi, con tutto l'indotto della propensione a produrre, commerciare, organizzare, migliorare, nonostante 600 anni di di successiva oppressione e soffocamento ?
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invece no, non bisogna piangere, ma affrontare la realtà delle cose e ripartire da quello che c'è di buono; però già sarebbe qualcosa diffidare di chi scarica sempre le colpe su altri che complottano ai nostri danni, come quelli che ora incolpano la finanza e le banche, o la Germania - entità che, beninteso, non fanno certo beneficienza, eh...- di guai che sono dovuti al nostro malcostume o alle nostre debolezze;Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio...è deprimente tutto ciò e non ci resta che piangere...
dobbiamo cambiare mentalità; voi giovani ce la farete; ci vorrà tempo, e noi più vecchiotti dobbiamo darvi gli strumenti perorentarvi e scegliere la strada migliore.c'è del lardo in Garfagnana
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No Silvia, stà attenta: Il peccato ha sempre una matrice negativa, per l'uomo. Dio ci ha dato (ci dà ogni giorno...) la libertà di scegliere fra Bene e Male. Quando scegliamo il primo, Dio se ne compiace. Quando scegliamo il secondo, Dio se ne rattrista. La Sua grandezza, in questo secondo caso, stà però nel fatto che cercherà (cerca!) in ogni modo di farci tornare a Lui. Anche facendoci sperimentare concretamente come si stà male a peccare.....Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza MessaggioNon sto incolpardo Dio per i nostri errori. Parto dal presupposto che Dio ci ha DONATO il libero arbitrio e che se lo ha fatto evidntemente ci ha CONCESSO di peccare, avrebbe potuto non farlo e lasciarci schiavi, sottomessi oppure perfetti...ma non l'ha fatto. Ci ha dato la possibilità di peccare perchè dobbiamo peccare , solo se conosciamo il peccato possiamo scegliere di non sceglierloamate i vostri nemici
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Secondo te perchè esiste il peccato? Solo perchè Dio si è distratto un attimo e l'uomo gliel'ha combinata? Non credo proprio. Il peccato esiste per essere sperimentato, solo quando lo conosci puoi scegliere di evitarlo. Ha sì una matrice negativa, ma non tutto il male viene per nuocere, il male esiste perchè esiste il bene, il bene esiste per essere scelto. Senza male non ci sarebbe termine di paragone e non potremmo scegliere.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioNo Silvia, stà attenta: Il peccato ha sempre una matrice negativa, per l'uomo. Dio ci ha dato (ci dà ogni giorno...) la libertà di scegliere fra Bene e Male. Quando scegliamo il primo, Dio se ne compiace. Quando scegliamo il secondo, Dio se ne rattrista. La Sua grandezza, in questo secondo caso, stà però nel fatto che cercherà (cerca!) in ogni modo di farci tornare a Lui. Anche facendoci sperimentare concretamente come si stà male a peccare.....Io sono il problema e io la soluzione
"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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