Tagli alla scuola: la Ue tira le orecchie all'Italia

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70460

    #1

    Tagli alla scuola: la Ue tira le orecchie all'Italia

    L'Italia si conquista il triste primato di Paese europeo che ha più tagliato sulla scuola, tanto da subire un vero e proprio richiamo da Bruxelles.
    Uno studio della Commissione europea rivela che tra i 27 il nostro è il Paese che ha ridotto di più i bilanci del settore: -10,4% tra il 2010 e i…


    Cosa ne pensate? In tempi di crisi si dovrebbe investire ugualmente sull'istruzione, o ha un senso tagliare indiscriminatamente un po' ovunque, perché comunque di soldi non ce ne sono?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Un problema classico, non devi sforare il bilancio, ma devi investire, il che si traduce nel cosa tagliare dove ogni tagliato griderà per il dolore e per la rabbia, minacciando e attuando, ove ne ha la possibilità, ritorsioni su chi ha fatto quella scelta di sacrificarlo.
    E ovviamente non si può alimentare un servizio tagliandone un altro pure quello indispensabile che solleva le stesse problematiche del primo.
    Ciò comporta quei tagli lineari che sappiamo a cui si può ovviare con una difficilissima soluzione, ovvero operare sulla spesa che non genera servizi, ma che ha il problema di essere così frantumata che per identificarla ed eliminarla richiede una analisi estremamente capillare dei processi elementari di spesa e operarci sopra, sempre con feroci resistenze perché ogni perdita di qualcuno è sussistenza, più o meno ricca, per qualcun altro che si troverà a battersi pe la sua sopravvivenza fisica.

    La concretezza di questo percorso è data dal fatto che per ogni euro investito in ambito ue 85 centesimi si ritrovano in servizi e 15 centesimi in costi in costi improduttivi di funzionamento, in italia per ogni euro investito, 55 centesimi si ritrovano in servizi e 45 se ne vanno in costi di funzionamento.
    A grandi linee in italia si spendono improduttivamente, i costi di funzionamento non sono azzerabili completamente e del tutto inutilmente, sempre considerando massimo il rendimento europeo, 30 centesimi per ogni euro di spesa pubblica.
    Riportato alle cifre complessive significa che su 800 miliardi di spesa annuale intorno ai 220 miliardi evaporano senza produrre nulla oltre al loro essere evaporati.
    A ciò si possono aggiungere gli ammanchi di gettito.

    Senza mettere mano a questa discrepanza ogni monito, minaccia, invito etc resta puro commento perché le attuali disponibilità sono quelle che sono, debiti non se ne possono fare e ogni taglio produce buchi da tappare con gli stessi moniti

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    • SilviaR
      Sylvia
      • 10/03/12
      • 1139

      #3
      In tempo di crisi è giusto spendere in modo oculato ma io credo che un paese con la scuola ridotta all'osso è un paese morto. Spendere nella scuola significa spendere sul nostro futuro , ma ovviamente non importa a nessuno, perchè per molti è più comodo mantenere il popolo più ignorante possibile ( tipico delle dittature). Ci sarebbe molto altro da tagliare ma finchè non si avrà la forza di tagliare davvero dove serve, finchè ci saranno dei vigliacchi a governare siamo e saremo un paese morto.
      Io sono il problema e io la soluzione
      "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Però quelli che sono usciti dall'ignoranza della dittatura si direbbero di qualità superiore a quelli usciti dalla scolarizzazione di massa tanto che allora con la terza media eri in grado di dirigere una filiale di banca, ora con un master ci potrebbero essere difficoltà a dirigere una tabaccheria.
        Anche il tagliare non è semplice e va saputo fare, emblematica è la rinuncia dei presidenti delle camere agli appartamenti riservati presso i palazzi, cosa che si è rivelata più costosa che utilizzarli visto l'anello di protezione che ora tocca pagargli a casa loro.

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        • SilviaR
          Sylvia
          • 10/03/12
          • 1139

          #5
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Però quelli che sono usciti dall'ignoranza della dittatura si direbbero di qualità superiore a quelli usciti dalla scolarizzazione di massa tanto che allora con la terza media eri in grado di dirigere una filiale di banca, ora con un master ci potrebbero essere difficoltà a dirigere una tabaccheria.
          Anche il tagliare non è semplice e va saputo fare, emblematica è la rinuncia dei presidenti delle camere agli appartamenti riservati presso i palazzi, cosa che si è rivelata più costosa che utilizzarli visto l'anello di protezione che ora tocca pagargli a casa loro.
          Se controlli bene a livello europeo le nostre scuole erano considerate il top, prima dei tagli. Dalle nostre scuole escono un sacco di cervelloni che poi automaticamente ci rubano, o meglio sono costretti ad andarsene perchè qua a nessuno interessa crescere. Conosco gente che fa ricerca in America e là vengono trattati coi guanti gialli e pagati fior di soldini, mentre qua facevano la fame. E guarda che sono figli di questa scuola. Il discorso di cui parli lo attribuisco a delle carenze dovute alla mancanza di riscontro tra scuola e lavoro, ma non credo proprio che dipenda dalla scuola. Se prima la gente con la terza media sapeva dirigere non so cosa è perchè prima la vita quotidiana metteva tutti di fronte a problemi di tipo lavorativo che dovevano risolvere immediatamente e quindi avere la tenza media era solo un optional,infatti sapevano gestire delle imprese anche senza studiare grazie alla pratica e all'esperienza acquisita nel campo, adesso questa possibilità non c'è perchè non c'è il lavoro .Figurati che un mio amico pur di non dimenticare quello che aveva studiato ha proposto ad un'azienda di fare praticantato gratis, la risposta è stata negativa..che dire?
          Io sono il problema e io la soluzione
          "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Se non hai l'industria che produce e vende a valle della scienza ci fai poco con questa perche' non hai la struttura per matterla a reddito e le risorse per sostenerne i costi.
            Direi che puo' essere rappresentativo il giappone che ha realizzato una industria produttiva copiando l'esistente e realizzandolo a basso costo e una volta consolidato il supporto economico strutturale ne ha alimentato l'innovazione.
            La ricerca e' pagata dove rende, in usa dove tutto si paga ci esce quel reddito per chi innova perche' l'innovazione che funziona si traduce in fatturato e utili industriali.
            Qua l'impostazione e' diversa e siccome i servizi sono un diritto non si genera il fatturato e gli utili e quindi non c'e' il reddito a monte.

            Andrebbe valutato quindi il sistema generale che produce quei risultati perche' tradurre tutto in fonte di reddito da quei risultati, ma ne impedisce altri.

            E poi viene pagata bene la ricerca che trova soluzioni commerciabili in tempi certi, non quella che e' bella, che cerca in eterno e non riconosce come elemento guida gli utili di chi finanzia che dovrebbe scambiare valuta contro soddisfazione morale.
            In usa pervenire ad una innovazione medica significa moltiplicare gli utili dell'ospedale che vende guarigione a chi paga e non aumentare i costi per fornire un servizio a tutti a basso costo.

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            • SilviaR
              Sylvia
              • 10/03/12
              • 1139

              #7
              Ma che significa l'impostazione è diversa? evidentemente, visto il punto in cui siamo, è sbagliata, si deve cambiare.
              Se l'industria non produce e non vende non è colpa della scuola, è che abbiamo un sistema corrotto dove non esiste l'amore per la propria terra. Siamo avidi ed egocentrici, ci interessa solo guardare i nostri interessi e portare denaro all'estero sia nelle banche che investendo in nuove indistrie. Se siamo dove siamo, cioè nella merda, lo dobbiamo ai vigliacchi che si sono arricchiti alle spalle della povera gente, senza avere rispetto per niente e nessuno. La scuola lasciamola fuori, perchè fa quello il massimo pur avendo il minimo
              Io sono il problema e io la soluzione
              "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Non colpa della scuola, ma di una impostazione sociale orientata al diritto dei tutti che ha prodotto il sei politico a che il pezzo di carta diventasse un diritto che inflazionato e' senza valore.
                Purtroppo investimento e risultati non vengono attratti dalle grosse seie economiche, ma si orientano su prodotti di punta che esludono chi non tiene il ritmo.
                Quindi quella scuola permissiva che dava a tutti sul lungo periodo si e' trasformata in una trappola che invece di dare toglie a tutti.
                E una struttura decotta non attira senza una ristrutturazione radicale perche' mettendo soldi sui decotti li fai evaporare e basta visto che il finanziare un sistema sbagliato nell'impostazione fa aumentare la spesa senza incidere sui risultati.

                In ogni caso se l'ecomia non marcia puoi essere un genio che i soldi per pagare tale genialita' non si trovano.
                Viene infatti pagata la capacita' di produrre fatturato e utili, non la capacita' astratta per se stessa.
                Last edited by Il gatto; 30-03-2013, 09:54.

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                • SilviaR
                  Sylvia
                  • 10/03/12
                  • 1139

                  #9
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                  Non colpa della scuola, ma di una impostazione sociale orientata al diritto dei tutti che ha prodotto il sei politico a che il pezzo di carta diventasse un diritto che inflazionato e' senza valore.
                  Purtroppo investimento e risultati non vengono attratti dalle grosse seie economiche, ma si orientano su prodotti di punta che esludono chi non tiene il ritmo.
                  Quindi quella scuola permissiva che dava a tutti sul lungo periodo si e' trasformata in una trappola che invece di dare toglie a tutti.
                  E una struttura decotta non attira senza una ristrutturazione radicale perche' mettendo soldi sui decotti li fai evaporare e basta visto che il finanziare un sistema sbagliato nell'impostazione fa aumentare la spesa senza incidere sui risultati.

                  In ogni caso se l'ecomia non marcia puoi essere un genio che i soldi per pagare tale genialita' non si trovano.
                  Viene infatti pagata la capacita' di produrre fatturato e utili, non la capacita' astratta per se stessa.

                  Cosa c'è di sbagliato nel dare una possibilità a tutti? la scuola dovrebbe essere un privilegio? Non credo proprio. Nella Costituzione si parla di pari opportunità, di uguaglianza, di diritto all'educazione e allo studio..tu ivnece che proponi? Quelli meno bravi li buttiamo giù dalla rupe o cosa?
                  E poi non esiste chi è meno bravo, magari esiste qualcuno portato per qualcosa e altri portati per qualche altra cosa, l'importante è che la persona si possa esprimere al meglio con le potenzialità che ha e l'unico ente che può ottenere questi risultati è la scuola.
                  Poi che le industrie scelgano i mgiliori nel campo che gli interessa è un altro discorso, e se non lo fanno non è perchè studiano tutti ma perchè esistono i raccomandati, i figli di "qualcuno" che devono essere sistemati a discapito degli altri e dell'utenza . E' il sistema corrotto , non la scuola
                  Io sono il problema e io la soluzione
                  "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    E questa linea di pensiero sociale e' stata seguita e, non discriminando i relativamente piu' dotati per lanciarli, li si e' lasciati a marciare con gli ultimi, quelli che determinano la velocita' di tutti che percio' non sono andati lontani, raggiungendo comunque tutti il traguardo che si e' portato alla possibilita' dei tutti che insieme oltre non arrivavano.
                    Era cosa giusta e voluta, ma dare un titolo e' tanto piu' semplice che pagare uno stipendio di tasca propria, cosi' il bravo non e' mancato giustamente a nessuno mentre gli stipendi sono mancati.

                    Inoltre i tutti vanno a braccetto con i troppi che tali restavano a fronte delle posizioni retribuite adeguate alle aspettative e ogni raro posto occupato non si libera piu' fino a termine carrira.
                    Per cui se il giorno dopo capita il rarissimo genio per lui non c'e' posto non potendosi licenziare il primo per dare il suo stipendio al secondo, fermo restando che il soggetto particolarmente valido e adatto alla posizione e' veramente raro che capiti.

                    Se ad un eccesso di titolati rispetto al fabbisogno si somma il crollo il numero delle posizioni perche' vendendo meno serve meno gente e comuque mancano le entrate per gli stipendi succede quello che si vede.
                    Tanta scienza bella e giusta non trova chi la paga con in piu' la frustrazione che penalizza ulteriormente perche' non si assume un laureato per tenerlo a fare il magazziniere depresso.

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                    • SilviaR
                      Sylvia
                      • 10/03/12
                      • 1139

                      #11
                      Attenzione non sto giustificando chi non fa nulla o i raccomandati, sono d'accordo che venga licenziata la gente che non fa nulla, che mandino ispettori ovunque a controllare.
                      La scuola è chiamata a dare opportunità ma questo non giustifica il tuo pensiero. Se ci sono mille laureati e si devono selezionare i migliori , si fanno i concorsi non "truccati". Il problema non è l'opportunità ma è il sistema corrotto

                      Un popolo ignorante serve solo a chi vuole imporsi non per migliorare la situazione.
                      Io sono il problema e io la soluzione
                      "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Ciascuno si sceglie su criteri, pure piuttosto vari i, suoi i propri stipendiati uguale al privato che compra dove gli pare e chiama l'artigiano che gli pare.
                        Il concorso vale per lo stato che però faceva concorsi quando era un pozzo dove buttare esuberi di tutti i tipi per gestire la pressione sociale al che poco importava chi era il concorrente da mettere in congeltaore.
                        Ora quel pozzo si chiude e la tendenza è la decimazione di massa e poi un concorso per 10 posti dove si presentano in dieci mila non è un concorso, ma un mattatoio dove il problema è smaltire i cadaveri.
                        E stiamo pure parlando di posti meno che esecutivi.

                        C'è poi sempre una valutazione dell'essere adatti al ruolo, aspetto che pesa ben di più di una preparazione che comunque si acquisisce standoci mentre per essere adatto ci devi nascere.


                        si devono selezionare i migliori
                        Si dice sempre il migliore, ma poi è la situazione che stabilisce chi sia il migliore in quella situazione, perché a dirigere il catasto magari un topo di ufficio è il migliore, che mi diventa l'elemento peggiore se dirige una piattaforma nell'oceano.
                        Il migliore quindi significa tante cose e ognuno si ritiene il migliore.

                        In usa c'è un sistema pragmatico per assicurarsi il meglio relativamente al compito, ogni responsabile si sceglie discrezionalmente i suoi collaboratori e da questi dipende per la sua sopravvivenza, se il risultato è insufficiente sgomma lui e tutti i suoi.
                        Ovviamente il capo ha facoltà di licenziare come assume e i contratti sono personali e calibrati su richiesta e offerta del singolo.

                        Però tale metodo che da certi risultati ha anche i suoi risvolti negativi non concependo nemmeno il concetto di tutti per diritto di nascita.
                        Last edited by Il gatto; 30-03-2013, 14:20.

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                        • SilviaR
                          Sylvia
                          • 10/03/12
                          • 1139

                          #13
                          Il sistema Usa è adottato anche da noi, non a caso ci sono medici che non sanno nemmeno curare un raffreddore ma sono figli del primario e allora il posto gli tocca per ovvi motivi, avvocati figli di avvocati etc

                          Se parliamo di fare delle selezioni più dure e che comprendano sia la teoria che la pratica , sono d'accordo, ma se diciamo che solo i migliori si devono permettere di andare a scuola mentre gli altri non si capisce bene che fine fanno...non ci siamo

                          In ogni caso questo discorso è a posteriori, il problema è che si sta cercando di eliminare la cultura, di rendere tutti un pò più ignoranti e questo in un paese democratico è inaccettabile
                          Io sono il problema e io la soluzione
                          "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Non che il biglietto a carico di pantalone la garantisca perché alla fine mi sembra che il punto stia sul disporre del passaggio pagato.
                            E poi si direbbe che il voluto non sia la conoscenza, ma il posto a reddito garantito che corrisponde al pezzo di carta, non che la cosa sia strettamente correlata alla cultura.

                            Il costo della scuola. Indagine OCSE
                            Pochi mesi fa è stato pubblicato il consueto report del OCSE sulla scuola. I dati si riferiscono al 2006-2007.
                            Il PIL italiano del 2006 è stato di 1.480 miliardi di euro, nel corso di quell'anno lo Stato italiano ha speso circa 74 miliardi di euro per tutti i livelli scolastici fino all'Università.

                            Per uno studente che dalla prima elementare arriva al diploma di scuola media superiore, lo Stato italiano spende poco più di 100.000 dollari in totale.

                            Questa cifra è poco superiore alla media OCSE, in Europa solo alcuni Paesi più piccoli del nostro spendono di più: Danimarca, Austria, Islanda, Norvegia, Svizzera e Lussemburgo.
                            La spesa per l'Università ci vede sotto la media: circa 41.000 dollari per tutto l'arco dei cinque anni. Poco meno della Francia, ma molto meno di Germania e Gran Bretagna, che arrivano a circa 70.000 dollari.

                            Ma i valori assoluti non tengono conto della ricchezza disposizione dei singoli Stati.
                            E' molto interessante la spesa rispetto al PIL pro capite, che in Italia nel 2006 era di circa 29.000 dollari. I paesi più ricchi, cioè con il PIL maggiore, spendono di più, ovviamente. Ma i dati mostrano che in proporzione l'Italia spende circa il 27% del PIL pro capite, più di Francia, Germania e Gran Bretagna, per la scuola primaria e secondaria, mentre molto meno degli altri per l'istruzione universitaria.

                            Questo scarso peso dell'educazione universitaria si riflette nella spesa totale per la scuola rispetto al PIL nazionale. Mentre l'Italia spende circa il 4,9% del PIL, gli altri grandi Paesi europei spendono tutti più di noi: dalla Germania (5,2%) passando per Spagna, Olanda e Gran Bretagna, fino alla Francia (6,6%).
                            Da notare alcuni Paesi che stanno ai primi posti della classifica vicino al colosso americano: Islanda (8%), Israele (7,9%), USA (7,4%), Corea (7,4%), Danimarca (7,2)

                            La spesa pubblica in Italia copre quasi totalmente la scuola primaria e secondaria, mentre a livello universitario la spesa privata (compresa quella delle famiglie) copre circa il 28% del totale. E la ricerca non tiene conto del costo degli affitti per gli studenti fuori sede...

                            Dallo studio emerge che in Italia vi è sovrabbondanza di personale docente, in pratica da noi una classe media conta 18 studenti, contro i 23 di Francia e Germania e i 25 della Gran Bretagna.
                            Nonostante l'Italia abbia il calendario scolastico lunghissimo, secondo solamente al Cile, il tempo effettivo speso nell'insegnamento secondario è fra i più bassi di tutti.
                            Last edited by Il gatto; 30-03-2013, 17:59.

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                            • SilviaR
                              Sylvia
                              • 10/03/12
                              • 1139

                              #15
                              Quindi se l'Italia va male ed è diventata un casino è colpa della scuola. Perchè non provi a fare quattro conti in tasca ai vari portaborse, paraculi, politici etc

                              Hai già letto nella mente degli italiani e sai che chi studia lo fa per avere il posto fisso, nessuno studia perchè ha voglia di farlo, voglia di conoscere, scoprire, migliorarsi..o forse parli di te stesso che magari hai studiato per avere l'agognato posto che poi non è arrivato...io ti assicuro che quel poco che ho studiato l'ho fatto per me stessa, per amore verso la conoscenza e i libri, se il posto arriva ( cosa improbabile) tanto meglio, ma se non arriva nessuno potrà mai togliermi quello che ho dentro e di questo sono felice
                              Io sono il problema e io la soluzione
                              "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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