Export - Import fai da te in EU

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • anaffettivo
    Opinionista
    • 02/09/08
    • 1336

    #31
    Pienamente d'accordo

    Comment

    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #32
      In tale situazione la differenza e' fatta se al comando ci sta un capo invece di un caporale capace solo di leggerti il manuale e magari mentre fuori sparano quello vuole il timbro per aprire il magazzino delle armi.

      Comment

      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #33
        Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
        Senza alcun dubbio, e senza alcun dubbio la quasi totalità degli europei avrà accolto con emozione speranza tale cambiamento.
        Però non capisco perché tale coscienza collettiva, riguardante il paesetto raso al suolo, dovrebbe tramandarsi a chi non ha visto affatto il paesetto raso al suolo (come Spagna e Svezia) e non dovrebbe invece tramandarsi a chi il paesetto l'ha visto sì rimanere in piedi, ma magari perdere un'intera generazione di abitanti (come è successo in Canada).
        Insomma, per tutte le sue vicende mi sembra più "europeo" il Canada che non molti nostri soci attuali, sia per le esperienze storiche istituzionali, che per la sensibilità che citavi prima (pena di morte, possesso di armi, ma anche sanità pubblica, diritti civili degli omossessuali, lotta alle disuguaglianze sociali, etc...).
        capisco questo punto di vista, e sicuramente sotto molti aspetti lo condivido pure; tutti amiamo il Canada per gli stessi motivi che hai elencato, sostanzialmente per lo stesso pattern che fa amare l'Olanda, versione liberal del vicino grosso e "antipatico";

        però gli effetti della storia condivisa secondo me producono consapevolezze molto più radicate rispetto al peso che attribuisci loro, per esempio nel caso argentino:


        Bà, secondo me più che l'esperienza l'intelligenza. Ha sbagliato a valutare il nemico proprio perché aveva osservato i recenti sviluppi e si aspettava reazioni ben diverse.
        ...
        la GB intervenne e ne scaturì in realtà giusto una scaramuccia ma che bastò a far vacillare un coverno di fessacchioni.
        ecco, qui non sono d'accordo; credo che proprio il fatto di essere europeo e dare per scontate alcune nozioni di sensibilità politica ti faccia percepire quella(e) scelta(e) come variabile idiosincratica, mentre secondo me è evidente come un elefante che caga in salotto il fatto che si tratta del frutto di sedimentate impostazioni culturali e sistemiche;

        nell'83 le propensioni caratteriali della Thatcher al governo da 3 anni erano note; senza scomodare le teorie politologiche sui rapporti fra dittature, democrazie e la guerra, se il personale diplomatico argentino a Londra non ha elaborato scenari adeguati e la junta non ha saputo chiederglieli; se è mancata la percezione di come quel regime fosse visto in Europa con tutte le sue pendenze penali, le suore francesi e tutte le storie che sostanzialmente li apparentavano ai nazisti, è tutta la cultura politica del paese che è coinvolta;

        i notabili franchisti post-45, che pure non brillavano per empiti democratici, e a prescindere da valutazioni prettamente politiche, avrebbero avuto troppe remore a mettere gente negli stadi o a farle volare dagli aerei in caso di opposizione radicale, perché qui c'erano stati i Campi, mentre l'Argentina e le altre dittature sudamericane i criminali nazisti in fuga li ospitavano tranquillamente e spesso preferibilmente; e magari andavano al potere; insomma...

        ora divago un po' pure io
        oltre al lavoro "serio", per tanti anni ho svolto un'attività commerciale molto divertente che mi ha fatto viaggiare molto, Europa e USA; in UK andavo spessissimo, cinque giorni al mese;

        chiunque avesse una frequentazione diuturna negoziale con gli inglesi avrebbe previsto che comunque la storia sarebbe stata rognosissima per la generale indole testarda di quelli, ma una soluzione che li avesse visti abbozzare avendo formalmente ragione sarebbe stata proprio da escludere, anche perché la Lady non se lo sarebbe potuto mai permettere;

        chissà se i generali hanno seguito anche un pregiudizio di genere, doppiamente malinteso perché in quel caso l'immagine evocata era esattamente quella di Elisabetta contro l'Invincibile Armada dei papisti latini e oscurantisti;

        Comunque, vista la separazione con i salari cinesi che si rappresenta meglio in scala logaritmica che lineare, è evidente che qualunque vantaggio competitivo della Corea sull'Italia risulta impercettibile rispetto alla controparte cinese. La Cina però, semplicemente, non può essere contemporaneamente un'autarchia ed un paese in crescita (come tutti del resto), quindi con qualcuno deve scambiare i beni (e quindi anche comprarne) ed gli immediati vicini, pur economie mature, hanno colto l'occasione subito, senza tante paure e pregiudizi, con il risultato che, pur essendo invasi da cazzate cinesi che costano due lire, la loro bilancia commerciale con la Cina è in attivo. Mentre la nostra, pur con il recinto protezionistico di Schenghen, è gravemente in passivo. Insomma il discorso è complessimo ed imprevedibile, e proprio per questo trovo assurdo declamare leggi assolute tipo "bisogna essere grandi per resistere alla Cina" quando paesi non solo molto più piccoli della UE ma anche molto più piccoli della sola Italia (o della sola Romania: Taiwan) riescono tranquillamente a trarre beneficio dal commercio con il nuovo gigante.
        in teoria sono d'accordo, in pratica, proprio perché si tratta di interazioni molto complesse in termini di divisione del lavoro e strutture produttive, la cosa sarebbe da approfondire;

        tuttavia, se isoli il profilo economico, il tuo ragionamento sembra funzionare; ma se poi la vedi anche prospetticamente in termini di peso politico e capacità negoziali, si aprono verosimilmente scenari diversi su molti fronti, anche perché a livello interno europeo potrebbero determinarsi nuove esigenze in termini di concentrazione dei capitali e regolazioni finanziarie che coinvolgerebbero anche il ruolo della City e altre variabili sistemiche;

        Ovvio che sia diffuso tra i vecchi di tutto il mondo, ma vedi bene che i vecchi (che dal mio punto di vista vuol dire qualunque generazione prima della mia) in europa sono particolarmente significativi demograficamente e la loro opinione, già maggioritaria, tende a diventare preponderante ed onnipresente. Del resto se la UE stessa decide di incentrare la propria campagna di allargamento proprio su questi temi e non su altri, significa due cose alternative fra loro, o tale paura è estremamente diffusa ed è parte fondamentale del modo in cui l'europa vede sé stessa, oppure la ue cavalca subdolamente le paure che sa essere diffuse per raccogliere consenso, non meglio di un Bossi qualunque.
        ora c'è tutto e il suo contrario, però non dimenticare che anche i 30enni europei come te arriveranno a governare il continente, e perciò devi applicare analogamente lo stesso pattern osmotico che ci fa prevedere che i cinesi arricchiti diverranno consumatori e democratici;

        In realtà la stragrande maggioranza delle delocalizzazioni di aziende italiane è avvenuta intra europa. Persino nella ben più costosa Svizzera. Ed è dovuta alle inefficienze dello stato che tu denunci e delle quali i cinesi sono innocenti.
        sulla delocalizzazione in sé ti do ragione quanto a responsabilità delle burocrazie, anche se poi ci sono tutti i temi connessi delle relazioni industriali che chiamano comunque in causa delle deformità sociali e retributive del sistema italiano;

        quello che mi preoccupa di più, però, è che questo ordine di problemi in generale offusca la percezione della vitalità strutturale di tanti settori, che troppo spesso si assume come scontata;
        in altri termini, crisi e malgoverno mascherano anche altri profili di inefficienza strutturale del sistema produttivo e inducono a conti e aspettative che potrebbero essere sballate; poi, nel lungo periodo sa solo iddio...

        E anche dello strapotere di certi concorrenti entro i nostri confini (i cinesi di Prato) in gran parte la responsabilità è ancora di uno stato che latita e che ha un occhio particolarmente pigro quando c'è da notare l'illegalità diffusa.
        paradossalmente, nel caso pratese i cinesi in realtà hanno consentito alla città di sopravvivere alla meno peggio al loro modello locale assolutamente scellerato
        anche se ora gli imbecilli sinofobi li stanno facendo scappare, e allora sarà davvero maiala;

        Del resto io sono entusiasta di quello che ho chiamato il nuovo mondo spavaldo, ma non per questo sono per il "venghino siori venghino che c'è posto e si può far tutto", e ovviamente mi rode quando vede che in certi quartieri, anche centrali, delle città italiane spariscono tutti i variegati negozi per essere sostituiti da negozi cinesi di abbigliamento che quasi sempre violano tutte le norme (onerose) alle quali sottostanno i concorrenti (classico l'esempio delle vie intasate di carrelli).
        Ma di fronte a questo problema, causato unicamente della nostra incapacità di far rispettare le regole, non c'è ue che ci possa venire in soccorso.
        questo è un assunto morale e di fede, come quelli che ti lasciano perplesso, te ne accorgi ?

        in realtà, la storia italiana degli ultimi 500 anni sembrerebbe testimoniare che tutti i grandi cambiamenti strutturali sono avvenuti in seguito a crisi e turnover forzosi delle élites, con le nuove costrette a tradurre internamente gli imput riformatori esterni, con maggiore o minore successo

        Comunque, per sintetizzare il mio pensiero (che magari tra le varie divagazioni che tanto mi piacciono si perde), io in generale sono contrario alle assunzioni di fede e scettico di fronte alle verità rivelate, specie se poi nessuno ha la cortesia di spiegarmele.
        Per questo obiettavo al tuo primo intervento la sua generalità (secondo me infondata) riguardo il fatto che uno stato "piccolo" necessariamente non "vada da nessuna parte" quando invece mi pare siano numerosi i controesempi.
        Viceversa posso trovare valido il tuo successivo ragionamento, che invece di dare una legge generale, parla di un caso particolare, cioè il paese X, per le sue particolarità tal de'tali può trarre beneficio in un unione del tipo Y con altri paesi delle caratteristiche a, b, c.
        Ed ovviamente in ciò rientra pure un giudizio sulle frasi "assolute" riguardanti l'euro (positive o negative, ma ammetterai che dal alto istituzionale ne vengono più di positive ma comunque con un linguaggio più da uomini di fede che uomini di stato).
        fede e linguaggio in determinati momenti diventano componenti essenziali della politica; oggi siamo assuefatti ad un basso profilo modulato su una concezione economicista della politica che avvertiamo come egemone; ma non è detto, né probabile che questo resti indefinitamente l'unico pattern operante;

        Poi, del tutto separata, c'è la questione culturale e del sentimento di appartenenza sulla quale mi sa che siamo incompatibili.
        Posso immaginarmi insiemi nei quali inserire la mia cultura e la mia identità insieme ad altre, ma non riuscirei a mettermi in un insieme più stretto con la Svezia che non l'Argentina e non riesco ad immaginare una qualche identità collettiva che inglobi Italia, Francia, Spagna, Germania ed Inghilterra senza includere anche Canada, Argentina, Australia e perfino USA, che comunque mi sembrano più vicini della Polonia.
        Ovviamente, come giustamente dici, si tratta di sensibilità personali, però anche in questo caso vedo spesso presentata (ma mai approfontita nel dettaglio) una particolare scelta come fosse l'unica, soprattuto quando (già quando ero a scuola e ora nell'informazione) si cerca sempre di dipingere una visione "europea" da tutti condivisa da contrapporre a quella americana.
        La cosa mi sembra tanto più assurda proprio perché ho vissuto un anno con i miei coetanei di altri paesi europei e praticamente tutte le cose che avevamo in comune venivano solo ed esclusivamente dagli USA o dallo UK (in primis la lingua con cui parlavamo, ma anche gli argomenti di cui parlavamo, dalla musica al cinema).
        questo lo capisco, e contrariamente a quello che immagini è probabile che la maggior parte dei miei insiemi coincida coi tuoi;
        oltretutto, anche la donna che possiede il mio quore è nata in un posto non troppo distante da Tunisi

        è probabile che una serie di suggestioni culturali e generazionali mi ancorino più a motivi del secolo scorso, anche se poi i miei punti di riferimento in realtà sono affettivi e gravitano attorno al triangolo Londra-Parigi-Amsterdam, mentre il resto sono storie lontane e/o molto più mediate;
        ma capisco bene che uno della tua generazione, se ha avuto le giuste opportunità, la senta come te, e lo trovo un fatto molto positivo.
        Last edited by axeUgene; 08-07-2013, 22:21.
        c'è del lardo in Garfagnana

        Comment

        • arecata
          • 03/04/13
          • 5519

          #34
          Gatto : mi è piaciuto il paraustiello (piccola paragone) perchè sul manuale non c'è scritto che rispecchia fedelmente l'italiano di casta, quello in divisa e non, insomma tutti coloro che, pur avendo delle responsabilità, non vogliono assumersi l'onere di corregere gli errori atavici della gestione della res-publica.

          Ed a proposito di export-import, oggi un'altra eccellenza cambia i colori del tricolore, la Loro-Piana passa, per l'80% alla bandiera francese

          Sono divenute assai poche e rare le eccellenze rimaste italiane.
          Pánta rhêi hōs potamós

          arecata è il 2° nick-name di Blasel

          Comment

          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #35
            Nel nostro caso pero' e' l'europa che dopo essersi fatta trovare impreparata ad una situazione di crisi ha vincolato tutti a delle procedure inadeguate fatte di teoria che contrastava con l'evidenza.

            Una problematica burocratica l'ho vista al lavoro e ad essere caporali sono stati i tedeschi.

            Un vettore sgancio' il satellite 600 km prima del punto previsto, secondo procedure tedesche il satellite era perso e non esistevano nemmeno le procedure di recupero tanto la situazione era anomala.
            Il direttore di missione, napoletano, di iniziativa preparo' al volo le manovre e stabilizzo' la situazione.
            Poi vene la parte difficile di carattere burocratico, perche' il satellite aveva dei motori speri mentali da collaudare una volta in orbita.
            Data la situazione invece dovevano essere attivati subito per essere usati come motori principali, salvo dire addio al satellite.
            Beh, la fabbrica tedesca di quei motori non voleva autorizzarne l'uso perche' non era previsto perdendo satellite, motori sperimentali e test di collaudo.
            Fu piu' difficile convincere quelli ad uscire dai binari che inventare al volo le manovre di volo.
            Per quelli era meglio perdere tutto che non attenersi al loro manuale.

            Comment

            • anaffettivo
              Opinionista
              • 02/09/08
              • 1336

              #36
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              però non dimenticare che anche i 30enni europei come te arriveranno a governare il continente, e perciò devi applicare analogamente lo stesso pattern osmotico che ci fa prevedere che i cinesi arricchiti diverranno consumatori e democratici;
              Io no ho previsto che diverranno democratici posso tutt'al più auspicarlo. Ho rilevato che sono già dei gran consumatori e i loro consumi sono in crescita. Non posso fare alcuna previsione sul quando e come gli attuali (NON ANCORA) 30 enni domineranno il continente, posso però rilevare che in una società a maggioranza di vecchi le idee vecchie si appropriano anche dei giovani, in quanto hanno il monopolio di qualunque mezzo di trasmissione delle idee.
              Quello che mi sembra plausibile è che quando i (non ancora) 30enni saranno al potere avranno visioni meno fantasiose/superstiziose del mondo, semplicemente perché l'avranno visto.
              paradossalmente, nel caso pratese i cinesi in realtà hanno consentito alla città di sopravvivere alla meno peggio al loro modello locale assolutamente scellerato
              anche se ora gli imbecilli sinofobi li stanno facendo scappare, e allora sarà davvero maiala;
              Bé, si son fatti notare anche per diverse irregolarità. Il sostenere "la necessità" dell'illegalità per sopravvivere alla meno peggio apre certe volte scenari pericolosi.

              questo è un assunto morale e di fede, come quelli che ti lasciano perplesso, te ne accorgi ?
              Ok, riformulo.
              Trovo estremamente improbabile che i leprecauni vengano di notte a farmi il bucato gratis, e trovo parimenti improbabile che una stortura che è parte del nostro carattere nazionale da quando esiste la lingua italiana possa sparire in pochi anni per via di un imput riformatore esterno che, tra l'altro, su tutt'altro pedale pare stia spingendo in quanto sembra molto più interessato ad un iperuranico "ordine nei conti" che non ad una legalità diffusa.

              questo lo capisco, e contrariamente a quello che immagini è probabile che la maggior parte dei miei insiemi coincida coi tuoi;
              oltretutto, anche la donna che possiede il mio quore è nata in un posto non troppo distante da Tunisi

              è probabile che una serie di suggestioni culturali e generazionali mi ancorino più a motivi del secolo scorso, anche se poi i miei punti di riferimento in realtà sono affettivi e gravitano attorno al triangolo Londra-Parigi-Amsterdam, mentre il resto sono storie lontane e/o molto più mediate;
              ma capisco bene che uno della tua generazione, se ha avuto le giuste opportunità, la senta come te, e lo trovo un fatto molto positivo.
              Sono felice che tu comprenda la mia opinione e ancor più felice (oltre che sorpreso) che in gran parte la condivida.
              Perà questa mia posizione, che come me convieni possa essere diffusa, è in negazione con il sentimento di "identità europea" soprattutto se immaginata come distinta e contrapposta all'identità americana (intendendo usa), canadese, australiana etc, dato che la percezione è proprio che quel minimo in comune che tiene insieme una conversazione tra europei di paesi diversi viene da "fuori" dell'europa (e terrebbe insieme allo stesso identico modo una conversazione con ragazzi degli altri paesi citati). E quindi appare improbabile che "nascano sempre più europei" dove al più, secondo me, nasceranno sempre più cosmopoliti.

              Comment

              • anaffettivo
                Opinionista
                • 02/09/08
                • 1336

                #37
                Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                Ed a proposito di export-import, oggi un'altra eccellenza cambia i colori del tricolore, la Loro-Piana passa, per l'80% alla bandiera francese
                Il che però non dovrebbe essere vissuto come un problema in sé, giacché il cambio di proprietà sposta magari la destinazione di alcuni dividenti ma non degli utili tutti, che qui vengono prodotti, qui vengono tassati e qui restano qualora siano investiti internamente all'azienda.
                Insomma, un'azienda italiana non diventa "meno italiana" se il signor Rossi vende la sua quota a mr Smith.
                Ben diverso però il caso delle aziende che citasti nell'altra discussione, in quel caso le aziende con il passaggio di proprietà rischiano fortemente di essere snaturate ed i loro prodotti di allinearsi a quelli della casa madre, perdendo qualunque identità, con una conseguenza di perdità di competenza in chi sta qui, se la parte a valore aggiunto (ideazione e progettazione) è centralizzata altrove.

                Comment

                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #38
                  Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                  Quello che mi sembra plausibile è che quando i (non ancora) 30enni saranno al potere avranno visioni meno fantasiose/superstiziose del mondo, semplicemente perché l'avranno visto.
                  hmmm, fai attenzione: il "mondo" non lo puoi mai vedere, perché quello che vedi è, e sarà sempre, una selezione degli stimoli mediata dalla cultura, dalla sensibilità e dalle esigenze funzionali; tu giustamente noti alcuni pregiudizi ideologici che magari cerchi di rettificare appoggiandoti a dati empirici; però non credo che l'ideologia e il pregiudizio termineranno con un salto generazionale; semplicemente saranno sostituiti da altre ideologie e pregiudizi, chiavi di interpretazione;
                  Ok, riformulo.
                  Trovo estremamente improbabile che i leprecauni vengano di notte a farmi il bucato gratis, e trovo parimenti improbabile che una stortura che è parte del nostro carattere nazionale da quando esiste la lingua italiana possa sparire in pochi anni per via di un imput riformatore esterno che, tra l'altro, su tutt'altro pedale pare stia spingendo in quanto sembra molto più interessato ad un iperuranico "ordine nei conti" che non ad una legalità diffusa.
                  le due cose in momenti di crisi spesso coincidono:
                  Bonaparte non era interessato di per sé al progresso civile italiano, se non come propaganda, ma a una gestione imperialista; il che non toglie che abbia rimosso alcuni ostacoli secolari e aperto spazi ideologici istituzionali, per il demos sensibile e limitato dell'epoca, a quelle poche idee illuministe sopravvissute alle forche caudine della Controriforma e dell'indice, come quelle di Beccaria e Filangieri; poi sono stati gli stranieri Savoia a istituzionalizzare tutto con la forza e con risultati discutibili; ma tant'è...

                  Wilson ha costretto una parte della classe dirigente italiana a ripensare completamente l'idea ottocentesca e pericolosamente obsoleta di potenza; in quel caso, non è bastato ed è stato come prendere l'antibiotico per un giorno solo invece che fare il ciclo completo; ma quella classe dirigente è stata in grado di orientarsi nella transizione del 43/45 e poi dopo: provenivano in gran parte dalla gestione democratica della "vittoria mutilata" nel biennio 20/21;

                  gli amerikani hanno letteralmente ricattato De Gasperi perché modernizzasse un'Italia che avrebbe dovuto investire i loro soldi e consumare; non è che fossero particolarmente motivati dalla sorte dei mezzadri del Materano o dal problema della laicità e dei diritti civili, ma hanno aperto spazi e offerto potere contrattuale a idee intrappolate dagli equilibri dominanti,

                  questo è un paese che non ha mai fatto rivoluzioni, né grandi riforme endogene, frutto di uno scontro interno di interessi consolidati e organizzati; le ricomposizioni degli assetti di potere sono sempre state il frutto dell'implosione funzionale e dell'operato di élites che hanno guidato transizioni imposte da circostanze esterne; non è che l'adozione dell'europeismo come opportunità di riforma sia stata una suggestione tanto peregrina; ora stiamo come Fabrizio del Dongo a Waterloo e non ci capiamo nulla; ma quando si sarà sollevato il fumo e la polvere sarà tornata in terra, alcuni cambiamenti rilevanti e probabile che siano stati avviati;


                  Sono felice che tu comprenda la mia opinione e ancor più felice (oltre che sorpreso) che in gran parte la condivida.
                  Perà questa mia posizione, che come me convieni possa essere diffusa, è in negazione con il sentimento di "identità europea" soprattutto se immaginata come distinta e contrapposta all'identità americana (intendendo usa), canadese, australiana etc, dato che la percezione è proprio che quel minimo in comune che tiene insieme una conversazione tra europei di paesi diversi viene da "fuori" dell'europa (e terrebbe insieme allo stesso identico modo una conversazione con ragazzi degli altri paesi citati). E quindi appare improbabile che "nascano sempre più europei" dove al più, secondo me, nasceranno sempre più cosmopoliti.
                  beh, le identità ovviamente sono entità discutibili, transitorie, ad assetto variabile;
                  ma, oltre a dipendere dalla percezione di chi ne è titolare, dipendono anche da quella di chi eventualmente l'identità te la attribuisce, magari generalizzando; pensa solo ai nippo-americani che nel 41 sono diventati "nemici", o ai tanti tedeschi ignari o dimentichi delle origini di qualche nonno costretti a "diventare" ebrei da Hitler;

                  per metodo mentale e per abitudine critica mutuata dalla politica, sono sempre stato diffidente nei confronti dei luoghi comuni sugli amerikani, il capitalismo, ecc... e ho sempre cercato di mantenere una certa vigilanza; però il wishful thinkin' non dovrebbe nemmeno operare al contrario;

                  questa discussione mi ha fatto censire il mio campione di frequentazioni americane dovute al caso, cioè per quel lavoro di cui dicevo, e non sulla base di affinità;
                  nota che per generazione e ambiente necessario, si tratta generalmente di 40/60enni molto freak'n'roll per alcuni aspetti - quindi un campione che andrebbe corretto ponderandone una certa inclinazione a sovra-rappresentare posizioni liberal - ma che esprime per diversi valori qualcosa che non esiteremmo a definire fascistoide;

                  tanto per fare alcuni esempi, il più coerente e affine a me è un iraniano benestante fuggito a Toronto dopo aver combattuto nella guerra con l'Irak; una persona pacifica e molto moralista e tradizionalista, diciamo bigotto, và, pur essendo avverso al regime teocratico del suo paese;

                  poi c'è il texano che vive della rendita di un brevetto di laundrette machine, che si fa le canne mentre ascolta Dylan nel suo ranch di confine, ma non disdegna di prendere a schioppettate i clandestini che individua di notte col binocolo a infrarossi;

                  il nippo-americano di Frisco che professa abbozzi di idee anarco-liberiste da Frontiera, è stato in Vietnam e assolutamente contrario a qualsiasi forma di social-security, anche se lui stesso personalmente ne avrebbe bisogno;
                  il commerciante decisamente "fascista" che perora lo sterminio di tutti gli islamici, e il mio amico Bob, psichiatra di Denver che intervenne a Columbine, favorevole alla pena di morte e alla libertà di girare armati, anche se qualche dubbio credo di averglielo istillato

                  e poi tutta una serie di altre persone spesso umanamente pregevoli, ma analogamente segnate da un compound di valori che a noi "europei" appare come schizoide;

                  anche altri campioni casuali, derivanti da diverse frequentazioni "corporate" indirette presentavano comunque analoghe forme di quella che da noi sarebbe considerata come ideologia eterodossa, anche se in misura più attenuata, immagino anche dalla prassi di una comunicazione più diplomatica ed educata;
                  un po' di gente più organicamente "europea" l'ho incontrata tra i NYkers e gente di cultura e spettacolo d'élite, o accademici, che però passa quasi più tempo in Europa che a Manhattan o nel campus;

                  insomma, forse è molto anche un fatto generazionale, ma credo che alcune differenze rilevanti, a seconda dei topics, ci siano, anche se naturalmente tutto è in rapida evoluzione;

                  poi, se frequento via net il circolo lesbico delle appassionate di poesia esistenzialista francese, o dei fan di Nick Drake, è probabile che mi faccia un'idea più omogenea e confacente alle mie aspettative.
                  Last edited by axeUgene; 09-07-2013, 08:47.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • anaffettivo
                    Opinionista
                    • 02/09/08
                    • 1336

                    #39
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    hmmm, fai attenzione: il "mondo" non lo puoi mai vedere, perché quello che vedi è, e sarà sempre, una selezione degli stimoli mediata dalla cultura, dalla sensibilità e dalle esigenze funzionali; tu giustamente noti alcuni pregiudizi ideologici che magari cerchi di rettificare appoggiandoti a dati empirici; però non credo che l'ideologia e il pregiudizio termineranno con un salto generazionale; semplicemente saranno sostituiti da altre ideologie e pregiudizi, chiavi di interpretazione;
                    Infatti ho detto "meno", non ho detto "senza"

                    Bonaparte non era interessato di per sé al progresso civile italiano
                    In realtà non lo escluderei, sai? Per formazione oltre che militare era anche un matematico, non mi sento di escludere che fosse sinceramente interessato ad apportare certi "ammodernamenti" illuministi nei territori da lui amministrati (salvo quelli che avrebbero limitato il suo stesso potere )

                    gli amerikani [...] dal problema della laicità e dei diritti civili
                    Gli americani han fatto fare bei passi indietro alla laicità in Italia a mio parere, ad esempio finanziando la DC. Del resto sono statisticamente il paese più religioso dell'occidente.

                    e poi tutta una serie di altre persone spesso umanamente pregevoli, ma analogamente segnate da un compound di valori che a noi "europei" appare come schizoide;
                    Già, ma apparrebbe schizzoide allo stesso modo ad un canadese (o ad un cascadiano), ma molto meno ad un turco o un europeo dell'est. Questi "valori europei" sono molto diffusi solo nell'europa occidentale, nel Canada ed in pochi altri posti. Il Canada mi risulta quindi molto più "europeo" della Lituania.

                    Tra l'altro stai proponendo proprio il solito argomento che ti dicevo prima trovo estremamente limitativo: definire l'europa per contrasto rispetto agli usa.
                    Argomento che ovviamente va per la maggiore, e sempre viene ripetuto (da quando son bambino che a scuola ti dicono cose tipo "e questa cosa, così tipica della mentalità americana, può sembrare strana agli occhi di noi europei") si basa in realtà sull'ignorare totalmente che non esistono solo l'europa occidentale e gli USA.
                    C'è proprio un errore di metodo in questo argomento, pur molto utilizzato. Può servire al massimo per definire la particolarità americana rispetto al resto dell'occidente, non certo per definire i valori europei. Tralasciando tra l'altro che, come nel caso della pena di morte, si tratta principalmente di suggestioni "europee" di superiorità.

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #40
                      Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                      Gli americani han fatto fare bei passi indietro alla laicità in Italia a mio parere, ad esempio finanziando la DC. Del resto sono statisticamente il paese più religioso dell'occidente.
                      qui ti devo abbastanza contraddire, e con una certa cognizione di causa: è vero che gli americani sono una tra le popolazioni più animate da sentimento religioso, però si tratta della coniugazione protestante fondata inestricabilmente sul primato della coscienza e sull'estromissione dalla politica del clericalismo; la nozione di libertà e pluralismo implicita nelle dottrine protestanti è anche storicamente la base filosofica che ha consentito l'affermazione del pensiero laico, ma questo per gli italiani educati nella cultura cattolica è generalmente un concetto estraneo, e la religiosità viene assimilata tout-court a quello che da noi è semplice clericalismo;

                      ma il "god" delle formule americane di rito è tutt'altra cosa rispetto al crocifisso esposto nelle sedi istituzionali nostrane;

                      l'appoggio alla DC fu una scelta pragmatica, e la DC stessa era in effetti un partito relativamente molto laico e pluralista rispetto a quanto si può pensare oggi sulla base del nome;
                      tieni conto che l'Italia clericale e conservatrice del pontificato di Pio XII era molto ostile all'ipotesi di un'alleanza guidata da potenze protestanti e moderniste, e preferiva piuttosto una soluzione cattolico-mediterranea che andava dal Portogallo fino all'Ungheria, con tutto il contrasto tra "montiniani" e "tardiniani";
                      poi, il caso Mindszenty spinse Pio ad accettare molto malvolentieri il Patto Atlantico, ma lo stile di vita anglosassone che cominciava a proporsi era visto assolutamente come il fumo negli occhi da quegli ambienti, con una significativa sponda a sinistra, incapace di valutare certi contenuti di modernità per pregiudizio ideologico;

                      del resto, l'ingerenza politica USA non era deterministica più di tanto, e nulla impedì agli inglesi di giubilare l'eroe Churchill e mandare al governo i laburisti appena finita la guerra;

                      Già, ma apparrebbe schizzoide allo stesso modo ad un canadese (o ad un cascadiano), ma molto meno ad un turco o un europeo dell'est. Questi "valori europei" sono molto diffusi solo nell'europa occidentale, nel Canada ed in pochi altri posti. Il Canada mi risulta quindi molto più "europeo" della Lituania.
                      sugli esempi che fai posso pure convenire; ma non si tratta di paesi leader che possano essere adottati come campioni rappresentativi, anche per il loro peso politico e demografico;

                      Tra l'altro stai proponendo proprio il solito argomento che ti dicevo prima trovo estremamente limitativo: definire l'europa per contrasto rispetto agli usa.
                      Argomento che ovviamente va per la maggiore, e sempre viene ripetuto (da quando son bambino che a scuola ti dicono cose tipo "e questa cosa, così tipica della mentalità americana, può sembrare strana agli occhi di noi europei") si basa in realtà sull'ignorare totalmente che non esistono solo l'europa occidentale e gli USA.
                      C'è proprio un errore di metodo in questo argomento, pur molto utilizzato. Può servire al massimo per definire la particolarità americana rispetto al resto dell'occidente, non certo per definire i valori europei. Tralasciando tra l'altro che, come nel caso della pena di morte, si tratta principalmente di suggestioni "europee" di superiorità.
                      io non ho affatto "definito" i valori europei, perché in termini assoluti non ha molto senso; se procedi ad una comparazione, ovviamente i due termini si distinguono in modo relativo, ancorati ad un valore convenzionale di riferimento;
                      tantomeno ragiono in termini di "superiorità" o "inferiorità", anche se ovviamente esprimo delle preferenze, di valore in valore per uno o l'altro modello;

                      però poi le culture politiche delle democrazie rappresentative si traducono in scelte, e oggettivamente negli USA si compiono ancora esecuzioni (e anche le altre pene sono proporzionalmente molto più severe, in applicazione di un concetto diverso della necessità afflittiva rispetto a quella rieducativa) mentre in Europa, Bielorussia (la cui natura democratica però è discutibile) esclusa, no;

                      anche la maggiore o minore disponibilità a detenere ed impiegare un potenziale militare e il consenso che la cultura politica esprime a quelle scelte, devono essere considerati indicatori, che ovviamente possono non rispecchiare la mentalità delle nostre frequentazioni private, ma un senso
                      l'hanno di sicuro;

                      magari non senti affinità con gli svedesi o gli olandesi, ma nell'ipotesi di finire sotto processo, e da povero, e poi eventualmente in galera, è abbastanza preferibile essere soggetti alla nozione svedese di pena che a quella americana di, come nel complesso nascere nei primi anni 50 in UK, Francia, Italia o BRD si è dimostrato più vantaggioso che nascere negli USA, perché nessuno ti mandava in Vietnam;
                      ma Nixon non l'hanno mica estratto a sorte; se lo sono capato e votato (Johnson meno, l'hanno preso in offerta), così come Reagan e i Bush; se un paese esprime quelle leadership e quelle politiche, qualcosa, in termini di cultura politica dovrà significare, no ?
                      c'è del lardo in Garfagnana

                      Comment

                      • Durante
                        Opinionista
                        • 16/11/08
                        • 2103

                        #41
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        qui ti devo abbastanza contraddire, e con una certa cognizione di causa: è vero che gli americani sono una tra le popolazioni più animate da sentimento religioso, però si tratta della coniugazione protestante fondata inestricabilmente sul primato della coscienza e sull'estromissione dalla politica del clericalismo; la nozione di libertà e pluralismo implicita nelle dottrine protestanti è anche storicamente la base filosofica che ha consentito l'affermazione del pensiero laico




                        ma Nixon non l'hanno mica estratto a sorte; se lo sono capato e votato (Johnson meno, l'hanno preso in offerta), così come Reagan e i Bush; se un paese esprime quelle leadership e quelle politiche, qualcosa, in termini di cultura politica dovrà significare, no ?
                        Oltre il primato della coscienza il pensiero dei riformati si basa sulla predestinazione che giustifica l'azione dell'imprenditore e conseguenzialmente si rispecchia nell'atteggiarsi della società. Poi nell'esprimere le scelte di leadership riguardo a noi non necessitano tanti commenti. Se non altro gli U.S.A. rispetto agli italiani anche se hanno fatto clamorosi scivoloni non solo sulle bucce di banana sono dotati di pragmatismo a volte contradditorio ma prevalentemente si indirizza al loro beneficio, è ovvio a scapito dei loro partner del commercio stranieri.

                        Comment

                        • anaffettivo
                          Opinionista
                          • 02/09/08
                          • 1336

                          #42
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          la DC stessa era in effetti un partito relativamente molto laico e pluralista rispetto a quanto si può pensare oggi sulla base del nome;
                          mmm, se lo dici tu mi si apre uno spiraglio di dubbio, ma non riesco a dirmi convinto. A me per esempio fa impressione che negli anni 20 e 30 la tetta in un film normale ci potesse stare senza scandalo mentre dopo il passaggio americano nei primi decenni DC si era molto molto più bacchettoni, nei film e perfino nei fumetti. Insomma, una "laicità bacchettona e moralista" con la morale presa pari pari dalla religione mi sembra una laicità un po' sciapa.

                          sugli esempi che fai posso pure convenire; ma non si tratta di paesi leader che possano essere adottati come campioni rappresentativi, anche per il loro peso politico e demografico;
                          Questa obiezione non ha senso. Non stiamo facendo indagini a campione, né gli stati sono dei campioni. Tantomeno devo rappresentare alcunché. Tu hai sottolineato delle effettive differenza tra come negli USA una gran parte delle persone veda certi argomonti e come in europa occidentale una gran parte delle persone veda quegli stessi argomenti.
                          A questo ho risposto segnalandoti che questa differenza non riguarda però una differenza tra "america" ed "europa" ma solamente USA ed europa occidentale, citando il Canada come esempio di uno stato delle americhe con una sensibilità nettamente più vicina a quella europea occidentale che non a quella usa (come del resto anche Australia e NZ). Ciò per dire che L'ipotetica "base comune di valori europei" citata più volte da esimi persionaggi quali Barroso e Napolitano, e che sempre viene sostenuta portando l'esempio della contrapposizione con certe peculiarità USA, in realtà comprenderebbe a maggior titolo il Canada che non l'est europa.
                          Che poi, apro un'altra parentesi, proprio non capisco perché, se come Napi e Barri dicono, la base dell'identità europea deve essere una base di cultura e valori condivisi si deve poi contradditoriamente rimanere attaccati ad un'identità geografica che riguarda più efficacemente le roccie che non le idee.


                          io non ho affatto "definito" i valori europei, perché in termini assoluti non ha molto senso; se procedi ad una comparazione, ovviamente i due termini si distinguono in modo relativo, ancorati ad un valore convenzionale di riferimento;
                          Giustissimo. Tutte le distinzioni si fanno per comparazione, nel mondo reale. Però quando poi fai la comparazione e vedi che in effetti A è differente da B per certe cose, non ottieni informazioni solo su A e B, ma anche su qualunque cosa vorrai mai confrontare con l'una o con l'altra, e puoi vedere che C assomiglia più a B o ad A. Ed in questo caso, proprio partendo dalla distinzione per comparazione da te effettuata tra USA e i paesi dell'europa occidentale, risulta che il Canada apparterrebbe a pieno titolo all'insieme definito da questi ultimi.

                          però poi le culture politiche delle democrazie rappresentative si traducono in scelte, e oggettivamente negli USA si compiono ancora esecuzioni (e anche le altre pene sono proporzionalmente molto più severe, in applicazione di un concetto diverso della necessità afflittiva rispetto a quella rieducativa) mentre in Europa, Bielorussia (la cui natura democratica però è discutibile) esclusa, no;
                          In molti stati la pena di morte è stata abolita (in alcuni più di un secolo prima che nei più illuminati paesi d'europa) ed in quasi tutti non viene applicata dalla fine degli anni '70. Gli stati fortemente attaccati a tale pratica sono in realtà molto pochi. Questo vorrebbe dire che negli altri stati la cultura politica si è tradotta in scelte "europee" con un secolo d'anticipo sull'europa.

                          magari non senti affinità con gli svedesi o gli olandesi, ma nell'ipotesi di finire sotto processo, e da povero, e poi eventualmente in galera, è abbastanza preferibile essere soggetti alla nozione svedese di pena che a quella americana di, come nel complesso nascere nei primi anni 50 in UK, Francia, Italia o BRD si è dimostrato più vantaggioso che nascere negli USA, perché nessuno ti mandava in Vietnam;
                          Se fossi nato in Francia sì, l'hanno iniziata loro http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d%27Indocina e ci hanno perso anche 75000 uomini, mica uno scherzo (gli USA, 5 volte più grandi, persero "solo" 58000 uomini in Vietnam). E se avessi scampato i 9 anni di guerra in indocina, mi toccavano subito quelli in Algeria iniziata al finire dell'altra e durata altri 8 anni.
                          Insomma, non è che siano stati più tranquilli i francesi, han solo preso più schiaffi.
                          Magari nascendo in UK mi sarebbe andata meglio, l'UK ha fatto molte più guerre ma ha preso molti meno schiaffi, quindi sebbene sarei stato mandato in Corea, Aden, Indonesia, Cipro, Kenya e Malaya, avrei avuto più probabilità di tornare a casa che non un francese.
                          Persino fossi nato in Olanda tutto sommato non mi sarebbe andata tanto meglio del ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones, in quanto sarei stato mandato in Indonesia :S
                          E se si parla di quel periodo, certo avrei preferito finire sotto processo in numerosi stati degli USA che non in UK, Francia o Olanda (o anche la citata Svezia!) dove vigeva tranquillamente la pena di morte.

                          E han dato pure il premio (ig)nobel per la pace all'UE, dopo sto popò di curriculum e le spallucce alla Bosnia.

                          Comment

                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #43
                            Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                            mmm, se lo dici tu mi si apre uno spiraglio di dubbio, ma non riesco a dirmi convinto. A me per esempio fa impressione che negli anni 20 e 30 la tetta in un film normale ci potesse stare senza scandalo mentre dopo il passaggio americano nei primi decenni DC si era molto molto più bacchettoni, nei film e perfino nei fumetti. Insomma, una "laicità bacchettona e moralista" con la morale presa pari pari dalla religione mi sembra una laicità un po' sciapa.
                            la tetta di Doris Duranti nella Cena delle beffe è stata un caso quasi unico; mi pare ce ne sia un altro;

                            il senso di quello che ho detto però, è che l'atteggiamento democristiano era in generale la quintessenza della doppia morale, e pertanto pragmaticamente limitava il fervore sessuofobico del clero dell'epoca, e la tendenza si è accentuata dall'inizio degli anni '60, dopo che il caso Montesi/Piccioni aveva inibito le alzate moraliste tipo lo schiaffo di Scalfaro;

                            tieni conto che una valutazione ragionevole dovrebbe tener conto che anche gli ambienti comunisti erano parecchio sessuofobici e bacchettoni, anche se seguendo un'estetica diversa della materia;
                            erano abbastanza moralisti persino quei calvinisti di azionisti; gente troppo sobria...
                            la società era quella, e non è che ci fosse molto da scegliere, e alla fine, i democristiani sembravano i più pretescamente gaudenti;

                            Andreotti criticava "La dolce vita", ma Fellini era democristianissimo :

                            Questa obiezione non ha senso. Non stiamo facendo indagini a campione, né gli stati sono dei campioni. Tantomeno devo rappresentare alcunché. Tu hai sottolineato delle effettive differenza tra come negli USA una gran parte delle persone veda certi argomonti e come in europa occidentale una gran parte delle persone veda quegli stessi argomenti.
                            A questo ho risposto segnalandoti che questa differenza non riguarda però una differenza tra "america" ed "europa" ma solamente USA ed europa occidentale, citando il Canada come esempio di uno stato delle americhe con una sensibilità nettamente più vicina a quella europea occidentale che non a quella usa (come del resto anche Australia e NZ). Ciò per dire che L'ipotetica "base comune di valori europei" citata più volte da esimi persionaggi quali Barroso e Napolitano, e che sempre viene sostenuta portando l'esempio della contrapposizione con certe peculiarità USA, in realtà comprenderebbe a maggior titolo il Canada che non l'est europa.
                            Che poi, apro un'altra parentesi, proprio non capisco perché, se come Napi e Barri dicono, la base dell'identità europea deve essere una base di cultura e valori condivisi si deve poi contradditoriamente rimanere attaccati ad un'identità geografica che riguarda più efficacemente le roccie che non le idee.
                            alcune delle considerazioni che fai sono sensate, e certi discorsi identitari che citi sono approssimativi e propagandistici, come buona parte della retorica politica;


                            Giustissimo. Tutte le distinzioni si fanno per comparazione, nel mondo reale. Però quando poi fai la comparazione e vedi che in effetti A è differente da B per certe cose, non ottieni informazioni solo su A e B, ma anche su qualunque cosa vorrai mai confrontare con l'una o con l'altra, e puoi vedere che C assomiglia più a B o ad A. Ed in questo caso, proprio partendo dalla distinzione per comparazione da te effettuata tra USA e i paesi dell'europa occidentale, risulta che il Canada apparterrebbe a pieno titolo all'insieme definito da questi ultimi.
                            sono d'accordo: il Canada e anche l'Australia e la Nuova Zelanda in cui la cultura sociale è molto più affine a quella europea che a quella USA;
                            il punto che forse trascuri è che generalmente - a parte una minoranza di estrema destra - l'ideologia politica federativa europeista non ha mai avuto un tratto esclusivista e geografico, ma soprattutto aspirazionale; il brandello europeo della Turchia è un pretesto, e il dibattito si incentra molto sullo standard dei diritti, mentre gli oppositori la mettono sul piano religioso e la pippa dell'islamismo; però tieni conto che si parla persino di includere Israele, in nome dell'origine e della cultura europea dei suoi abitanti;

                            certo che per Canada e Australia nessuno si mette a fare ragionamenti, e oltretutto giustamente canadesi e australiani farebbero un gran pernacchione, anche perché appartengono ad un'altra cultura federativa settata sul Commonwealth :

                            In molti stati la pena di morte è stata abolita (in alcuni più di un secolo prima che nei più illuminati paesi d'europa) ed in quasi tutti non viene applicata dalla fine degli anni '70. Gli stati fortemente attaccati a tale pratica sono in realtà molto pochi. Questo vorrebbe dire che negli altri stati la cultura politica si è tradotta in scelte "europee" con un secolo d'anticipo sull'europa.

                            la Gallup fa frequenti sondaggi di opinione sulla pena di morte in USA; recentemente, è stato toccato il record negativo dei favorevoli, con "solo" il 61%, contro l'80 di pochi anni fa;
                            non ho dati freschi sull'Europa, ma poi li cerco meglio; però ho l'impressione che siano parecchio inferiori, soprattutto in Europa occidentale;

                            Se fossi nato in Francia sì, l'hanno iniziata loro http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d%27Indocina e ci hanno perso anche 75000 uomini, mica uno scherzo (gli USA, 5 volte più grandi, persero "solo" 58000 uomini in Vietnam). E se avessi scampato i 9 anni di guerra in indocina, mi toccavano subito quelli in Algeria iniziata al finire dell'altra e durata altri 8 anni.
                            Insomma, non è che siano stati più tranquilli i francesi, han solo preso più schiaffi.
                            Magari nascendo in UK mi sarebbe andata meglio, l'UK ha fatto molte più guerre ma ha preso molti meno schiaffi, quindi sebbene sarei stato mandato in Corea, Aden, Indonesia, Cipro, Kenya e Malaya, avrei avuto più probabilità di tornare a casa che non un francese.
                            Persino fossi nato in Olanda tutto sommato non mi sarebbe andata tanto meglio del ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones, in quanto sarei stato mandato in Indonesia :S
                            E se si parla di quel periodo, certo avrei preferito finire sotto processo in numerosi stati degli USA che non in UK, Francia o Olanda (o anche la citata Svezia!) dove vigeva tranquillamente la pena di morte.
                            sì, la Francia non so come l'abbia digitata, anche perché tutta la famiglia della mia ex era composta di militari, da entrambi i lati da infinite generazioni, fino al fratello, e ho ascoltato un sacco di storie su Indocina e Algeria, anche se lì mandavano esclusivamente professionisti e volontari in ruoli operativi;
                            e così in UK, dove la leva obbligatoria è stata abolita nel '58;

                            comunque, il raffronto che avevo espresso riguardava la politica bellicosa e interventista, e il suo significato in termini di cultura politica del paese in questione, e mi sembra che tra le propensioni USA e quelle della media degli stati europei ci sia una certa differenza, frutto di scelte politiche;

                            E han dato pure il premio (ig)nobel per la pace all'UE, dopo sto popò di curriculum e le spallucce alla Bosnia.
                            quello della Bosnia è stato un crimine; ma è anche il risultato di una soggettività politica zoppa, o proprio mutilata.
                            c'è del lardo in Garfagnana

                            Comment

                            • anaffettivo
                              Opinionista
                              • 02/09/08
                              • 1336

                              #44
                              Secondo me l'Australia non storcerebbe il naso se gli venisse offerto di entrare in un'area di libero scambio di uomini e merci con la UE, anzi, non fa che fare incentivi per "l'immigrazione bianca" dall'europa.
                              Il Canada giustamente è più in forse, visto che di fatto ha maggiori scambi commerciali con gli USA.
                              Poi ovviamente in quei paesi in cui la tradizione democratica è così più forte che da noi la questione sarebbe sottoposta all'opinione dei cittadini invece che fatta piovere dal cielo, qualunque essa sia.
                              Di sicuro, mentre è allettante per tutti il libero scambio, sono schifati come la peste i vincoli ed i lacciuoli ben raccontati da gatto che personalmente trovo tremendamente pericolosi.

                              Israele non l'ho citata ma secondo me è ovvio che culturalmente ci starebbe come e più di stati già presenti, il problema magari è, come citavi, quello dei diritti.
                              Per la Turchia però si è molto più accondiscendenti, si vede che i curdi han pochi santi in paradiso (il che è veramente bizzarro se si pensa ai gridi sdegnati levatii per le manganellate agli studenti).

                              In UK mi sembrava la leva fosse stata tolta nel 60, ma comunque non importa, si fa comunque in tempo a prendere tutti gli anni 50 di cui parlavamo ed un sacco di guerre
                              La Francia in Indocina mandò almeno inizialmente anche giovani di leva, però quando si iniziano a prendere schiaffi la cosa diventa molto impopolare.
                              L'Olanda in realtà l'ho citata a sproposito perché di sicurò mandò solo professionisti.

                              Comunque mi pare che alcuni stati europei non siano stati negli anni 50 più pacifisti dell'America; anche adesso UK e Francia si son fatte sfuggire pochissime guerre.

                              Comment

                              Working...