Classe 1968. Per forza di cose la mia adolescenza l'ho trascorsa durante i mitici anni 80. Ma cosa hanno di mitico gli anni 80?
Per quanto mi riguarda gli anni 80 per me hanno rappresentato la mia "libertà". Non esisteva internet. Non esistevano i cellulari. Trascorrevi i pomeriggi in cortile, con un pallone o una bicicletta e.... piano piano ti spingevi oltre quel perimetro quadrato che ti era stato proibito di varcare.
Giocare significava trascorrere il tempo all'aria aperta e, quando pioveva, guardavi malinconico dalla finestra.
E a 14 anni il motorino. Il bravo, lo ciao, ma anche il garelli vip3, il califfone, la vespa. Oggetti desiderati assiduamente, tanto da tenere i genitori in croce pur di ottenerli.
Le feste organizzate in casa, con tanto di giradischi e singoli a 45 giri (chissà che fine hanno fatto) da ballare in coppia, lentamente, stretti stretti, fino a quando lo scocciatore di turno di batteva sulla spalla e ti consegnava la "spazzola", che voleva dire di concedergli la dama, mentre genitori e nonni scrutavano dalla cucina.
C'è tanto altro da dire, naturalmente, ma lascio la parola a coloro che come me hanno vissuto quegli anni, così da scambiare piacevolmente due chiacchiere insieme, se vi fa piacere.
Per quanto mi riguarda gli anni 80 per me hanno rappresentato la mia "libertà". Non esisteva internet. Non esistevano i cellulari. Trascorrevi i pomeriggi in cortile, con un pallone o una bicicletta e.... piano piano ti spingevi oltre quel perimetro quadrato che ti era stato proibito di varcare.
Giocare significava trascorrere il tempo all'aria aperta e, quando pioveva, guardavi malinconico dalla finestra.
E a 14 anni il motorino. Il bravo, lo ciao, ma anche il garelli vip3, il califfone, la vespa. Oggetti desiderati assiduamente, tanto da tenere i genitori in croce pur di ottenerli.
Le feste organizzate in casa, con tanto di giradischi e singoli a 45 giri (chissà che fine hanno fatto) da ballare in coppia, lentamente, stretti stretti, fino a quando lo scocciatore di turno di batteva sulla spalla e ti consegnava la "spazzola", che voleva dire di concedergli la dama, mentre genitori e nonni scrutavano dalla cucina.
C'è tanto altro da dire, naturalmente, ma lascio la parola a coloro che come me hanno vissuto quegli anni, così da scambiare piacevolmente due chiacchiere insieme, se vi fa piacere.



? E' lì che è iniziato il cambiamento, nel dopo guerra, ha iniziato una retta crescente, senza segni di curve paraboliche
.
Poi, ricordo le tv private, quelle di città, naturalmente che, verso l'una e mezza / le due di notte, mandavano in onda un'immagine fissa con tre enormi "XXX", che voleva dire che da lì a poco, avrebbero trasmesso un film porno, magari con la mitica moana pozzi o cicciolina.... ed io mi dovevo alzare alle sei del mattino per poter prendere il bus che da Augusta mi portava a scuola a Siracusa..... che occhiaie!! in tutti i sensi 
(ecc. ecc.)
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