L'Italia sta dicendo addio all'aborto.

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Ailis
    Banana
    • 06/05/05
    • 5301

    #31
    Gente, stiamo perdendo di vista un particolare fondamentale: per ogni aborto che non viene eseguito in una struttura pubblica (o convenzionata), cioè pagata con i soldi del SSN, c'è un ginecologo che lavora in regime privato, facendosi pagare con tanti bei soldini, da parte della donna che non desidera la gravidanza.
    "Nulla si sa, tutto si immagina"
    Federico Fellini

    Comment

    • okno
      Party Crasher
      • 30/03/06
      • 15292

      #32
      Ne ha parlato arecata nel suo intervento, pensavo che lo si tenesse sempre a mente ma forse così non è.
      "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


      -=1313=-

      Comment

      • Ailis
        Banana
        • 06/05/05
        • 5301

        #33
        secondo me, tutta 'sta storia dell'essere obiettori di coscienza, è una palese facciata per medici paraculi!!

        una bella copertura, per non sporcarsi le mani e apparire tanto belli, bravi e buoni davanti alla curia (e quanta sanità, in Italia, è gestita e posseduta dalla Chiesa?), per avere un CV più "facile" e per recuperare denaro in altre vie.

        Tutto questo, fa davvero vomitare.
        "Nulla si sa, tutto si immagina"
        Federico Fellini

        Comment

        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #34
          per ogni aborto che non viene eseguito in una struttura pubblica (o convenzionata), cioè pagata con i soldi del SSN, c'è un ginecologo che lavora in regime privato, facendosi pagare con tanti bei soldini,
          Nessun privato è autorizzato a procurare aborti, fattibili solo nelle strutture definite per legge.

          L' aborto è legale solo se praticato presso una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale o strutture private convenzionate e autorizzate dalle Regioni.


          Quindi il privato è comunque soggetto alle sanzioni per aborto illegale, anche se opera all'interno delle condizioni che rendono l'aborto fattibile nelle strutture autorizzate.
          Rischiando comunque la galera e la radiazione va da se che il medico che opera illegalmente oltre alla prestazione si fa pagare pure il rischio, tanto più che dovendo comunque accedere a servizi illegali il grosso della clientela è pure fuori dalle condizioni che permettono l'aborto legale.

          Comment

          • Ailis
            Banana
            • 06/05/05
            • 5301

            #35
            eh maddai?

            anche lo spaccio di droga è illegale. però non mi sembra che la gente non si sfondi di cocaina..
            "Nulla si sa, tutto si immagina"
            Federico Fellini

            Comment

            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #36
              E che significa? l'alta probabilità di farla franca non la rende mica legale quindi lo spacciatore si fa pagare merce e rischio e il consumatore cerca di non farsi beccare inoltre il medico che fa aborti illegali deve tener conto dei suoi rischi ambientali diversi dal pusher di strada, criminale conclamato che non deve difendere una reputazione onorevole e dei rischi medici perché se la cosa si complica la struttura abilitata ha mezzi di recupero, lui invece si attacca insieme alla paziente che muore dissanguata non potendo essere trasbordata altrove e parte l'accusa di omicidio oltre all'altra.

              Comunque per l'aborto l'indirizzamento dal pubblico al privato non è lineare come le altre prestazioni dove semplicemente nel pubblico l'attesa è 6 mesi, ma lo stesso medico ti tratta istantaneamente nel privato senza che ciò costituisca reato, per l'aborto si tratta di accedere al mondo criminale delle prestazioni illegali con i rischi connessi per fornitore e fruitore, aspetto che impedisce che l'obiettore del pubblico lo sia perché linearmente nel privato può fornire lo stesso servizio.
              Per lo più si evitano solo fastidi sociali e lavorativi privi di adeguata retribuzione e tanto basta per fare o non fare tantissime cose.

              I medico che fa aborti illegali presumibilmente gli conviene, salvo altre controindicazioni, essere abortista pure nel pubblico così si è costruito un paracadute per la professione privata, mi si è sentita male in studio e l'ho ricoverata, ci penso io, seguo tutto io, scrivo io la cartella clinica .
              L'illegale ha diversi vantaggi che motivano l'accedervi fra cui il segreto non è trascurabile e tutto ciò gli permette una storia sua con un bacino di utenza propria.
              Last edited by Il gatto; 31-07-2013, 11:12.

              Comment

              • Ailis
                Banana
                • 06/05/05
                • 5301

                #37
                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                E che significa? l'alta probabilità di farla franca non la rende mica legale quindi lo spacciatore si fa pagare merce e rischio e il consumatore cerca di non farsi beccare inoltre il medico che fa aborti illegali deve tener conto dei suoi rischi ambientali diversi dal pusher di strada e dei rischi medici perché se la cosa si complica la struttura abilitata ha mezzi di recupero, lui invece si attacca insieme alla paziente che muore dissanguata non potendo essere trasbordata altrove e parte l'accusa di omicidio oltre all'altra.
                a mio parere sbagli e sei fin troppo ottimista. primo: anche il ginecologo/macellaio, come il pusher, ti fa pagare tutto il rischio. secondo: non è che opera in solitudine, nè stiamo parlando di gente alle prime armi. non hai idea delle porcate che si fanno in giro. Dentro e fuori dagli ospedali. Ripeto: il fatto che ci siano delle leggi e dei regolamenti, non significa che vengano rispettati.

                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                Comunque per l'aborto l'indirizzamento dal pubblico al privato non è lineare come le altre prestazioni dove semplicemente nel pubblico l'attesa è 6 mesi, ma lo stesso medico ti tratta istantaneamente nel privato senza che ciò costituisca reato
                Non ho capito che c'entra e comunque è vero in parte. Perchè per le prestazioni con carattere di urgenza (non sto parlando di pronto soccorso!), non è che uno deve aspettare 6 mesi: il medico, in questi casi, lo segnala sull'impegnativa e il CUP ti fa passare avanti, scatta l'obbligo di erogare la prestazione entro 2-3 giorni. Questo a titolo informativo. Ovviamente vale per situazioni di urgenza.
                "Nulla si sa, tutto si immagina"
                Federico Fellini

                Comment

                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #38
                  Certo la legge non vincola i comportamenti, ma io sto solo dicendo che l'obiezione è strumentale ad altro che non a crearsi clientela per il proprio studio privato.

                  L'urgenza è tale dove tale indicazione può essere rispettata, non altrove e l'aborto segue altre vie e poi la casistica delle non urgenze è vastissima perché i tempi in questo caso sono enormi e comunque non c'è la scelta del medico, cosa che ha una sua rilevanza.

                  Da tener pure in conto che l'obiezione non interessa solo il ginecologo, ma tutti i componenti dell'equipe chirurgica e il personale infermieristico e tutta questa popolazione non la puoi collegare al giro degli aborti illegali.
                  Ciò significa trovare altre motivazioni proprie che determinano lo stato di fatto noto e la corretta analisi ti permette di ipotizzare una soluzione, sempre che sia percorribile e si abbia la forza di farla percorrere a chi titolato.

                  Al contorno l'aborto legale non significa libero aborto a semplice scelta dell'interessata, è legale solo l'aborto terapeutico ammesso per salvaguardare la salute fisica o mentale dell'interessata, il che comporta che il medico che avvia la procedura certifichi che l'interessata corre seri rischi mentali o fisici portando avanti la gravidanza, non sempre è così e non tutti sono disponibili a fare false certificazioni che sono soggette pure a verifiche più o meno puntigliose in funzione dell'aria che tira.

                  Al che la via illegale ha comunque un suo mercato a prescindere dall'obiezione dell'operatore pubblico.
                  Last edited by Il gatto; 31-07-2013, 12:40.

                  Comment

                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #39
                    Originariamente Scritto da Ailis Visualizza Messaggio
                    Vorrei discutere e confrontarmi un po' sul tema dell'aborto in Italia.

                    Andando oltre al proprio schieramento di natura etica, in merito alle interruzioni di gravidanza, penso che, visto che una legge che lo regolamenta, esiste (la 194), è giusto che venga data la libertà di poterlo fare.

                    Ne parlavo tempo fa con una persona che conosco bene, che fa l'ostetrica. La realtà è allarmante, taciuta e i dati la rispecchiano in pieno.

                    In pratica accade che l'80% circa dei medici, è obiettore di coscienza, ovvero si rifiuta di interrompere la gravidanza.

                    Qui, c'è un articolo della Repubblica (forse non recentissimo), che spiega meglio il problema:


                    e qui una mappa, che può farci comprendere meglio il fenomeno:


                    Cosa significa, in pratica tutto questo?
                    Proviamo a fare un esempio concreto: se io fossi una ragazza di appena 19 anni, studente, senza un reddito e mi ritrovassi incinta, non saprei dove sbattere la testa. Di parlarne con la mia famiglia, non se ne parlerebbe, mi verognerei e avrei paura. Vorrei abortire. Problema: nella mia regione non la fa nessuno. Devo andare a cercare chi me lo fa, appoggiandomi al ssn. Devo fare km. Non conosco nessuno. E' un problema, non so a chi chiedere aiuto e non ho un soldo.

                    Soluzioni?

                    Gli aborti clandestini stanno proliferando. http://static.repubblica.it/repubbli...orto/img/3.jpg
                    ...e direi che non è necessario star qui a parlare dei rischi elevati che comportano, senza considerare lo sdegno che mi provoca pensare a quei ginecologi che, in barba al giuramento di ippocrate, si rifiutano di eseguire gli aborti, alla luce del sole, nella clinica dove lavorano, per poi farli a pagamento, nella discrezione dei loro studi privati.

                    Consideriamo poi che questi, sono solo i dati "ufficiali", figuriamoci qual'è poi la realtà nascosta!!
                    Un'altra convinzione sbagliata è questa: “Se non si vuole il bambino concepito non resta che abortire”. Esiste invece una terza strada tra il tenersi il bambino indesiderato o eliminarlo. E’ la strada da seguire con coraggio quando si è certi di non voler allevare quel figlio. E’ una via d’amore che salva quel bambino ma salva anche noi stessi…


                    Dopo aver riflettuto su quanto letto finora e magari averlo pure approvato, potrebbe restare, in chi è coinvolta in prima persona in una storia difficile, la mancanza assoluta di quella forza che serve per andare avanti e non cadere in braccio ai dispensatori di morte.

                    E’ fondamentale in questo caso confrontarsi con persone esperte e disponibili all’ascolto che possiamo trovare nei Centri di Aiuto alla Vita, presenti in quasi tutte le città d’Italia, contattando il numero gratuito S.O.S. Vita all’ 800-813000 per un primo aiuto e per conoscere l’indirizzo più vicino di questi centri.

                    Tali persone, valutando con discrezione i problemi proposti, possono aiutarci a rimuovere le cause che ci spingono all’interruzione della gravidanza (anche dal punto di vista economico con un aiuto denominato Progetto Gemma) e possono farci capire perché il parto sia un momento di realizzazione personale, una gioia donata e una gioia ricevuta, e non una maledizione. Inoltre bisogna considerare di non prendere decisioni affrettate, perché capita spesso che madri cambino il loro atteggiamento dopo aver superato il trauma iniziale della gravidanza indesiderata. Accade a volte quando avvertono o vedono, con l'ecografia, l’effettiva presenza di un figlio nel loro grembo.


                    Ma se nonostante tutto, per una qualsiasi grave ragione, non si riesce ad intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel in cui ci si trova (o forse si crede di trovarsi) e non si vuole in nessun modo che questo bambino faccia parte del nostro futuro, è bene sapere che esiste un’alternativa all’orrore del farsi strappare una vita dal proprio grembo, togliendo a quel figlio l’unica possibilità che ha di venire al mondo.

                    L’alternativa nasce dalla ricerca di una soluzione che non leda la libertà di nessuno dei tre protagonisti della vicenda: madre, padre e figlio. Se come madre la decisione di non voler condividere la propria vita con questo figlio può essere irrevocabile e se il padre può aver deciso la stessa cosa o magari essersi defilato o ritenuto non degno di vivere con noi per costruirci una famiglia, bisogna tenere presente però che il bambino oramai c’è e non si può negarlo a se stessi e agli altri, solo perché ancora è ben nascosto!

                    La possibilità quindi che rimane è una sola. Fare un piccolo sforzo, per sè e per quell’essere umano che non vuole morire, e portare a termine la gravidanza, per poi affidare il neonato ad altri che lo ameranno per sempre: coppie che nella loro vita non hanno potuto avere figli e non aspettano altro che poterne crescere uno amandolo come se fosse il proprio.

                    Poter partorire e lasciare il bambino in ospedale, anche in completo anonimato, è infatti previsto dalla legge; sarà poi lo Stato ad impegnarsi alla sua tutela (vedi la pubblicità progresso del Ministero delle Pari Opportunità che recita: “Non abbandonarlo! Puoi partorire anche senza dare il tuo nome. Il suo futuro sarà protetto”).

                    Con la sofferenza che si è accettato di vivere nei pochi mesi di gravidanza si riuscirà a salvare una vita umana e questa scelta ci renderà per sempre fieri, anche se quel bambino non crescerà con noi.

                    E’ una scelta coraggiosa, certo. Ma è un coraggio che ripaga. Perché chi salva una vita salva se stesso.
                    amate i vostri nemici

                    Comment

                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #40
                      Peccato che la questione discussa qui riguarda il prosieguo di una scelta già fatta e in particola il fatto per cui a fronte di un servizio garantito dal ssn poi l'utenza si trova ostacolata all'accedervi.

                      Comment

                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17958

                        #41
                        per quell’essere umano che non vuole morire
                        C'è un piccolo ma grande problema Cono, che quell'essere non è in grado di pensare questo. Sono solo le pippe mentali bigotte, proiezioni su altri di pensieri e azioni che si vorrebbero.

                        Se veramente in questi centri d'ascolto vengono fatti questi discorsi e fatte pressioni psicologiche del genere sareste da fucilare.
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                        Comment

                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #42
                          Se veramente in questi centri d'ascolto vengono fatti questi discorsi e fatte pressioni psicologiche del genere sareste da fucilare
                          Provvedono anche alle pressioni postume con funerali ad hoc

                          Cremona, funerali per feti d’intesa con comune e ospedale


                          Ieri, presso il cimitero di Cremona si sono svolti per la prima volta i funerali di 26 feti abortiti presso l’ospedale Maggiore, che si ripeteranno ogni primo venerdì del mese grazie ad un protocollo d’intesa tra Azienda ospedaliera, Comune e l’associazione cattolica Difendere la vita con Maria che li organizza. Il protocollo prevede che l’ospedale chieda alle famiglie se intendono dare sepoltura ai feti abortiti e nel caso ciò non accada, intervengono i volontari dell’associazione. Il comune di Cremona ha destinato a questo scopo parte del cimitero, secondo la normativa della Regione Lombardia che dà diritto di sepoltura ai feti sotto i cinque mesi, a carico della famiglia o in alternativa della struttura sanitaria dove avviene l’interruzione di gravidanza, con tanto di funerale se richiesto.
                          Secondo le cronache, il funerale si sarebbe svolto con recita del rosario e benedizione delle bare, concludendosi con una preghiera di Consacrazione a Maria in difesa della Vita, nella quale si afferma: “Siamo consapevoli che la vita è costantemente al centro di una grande lotta. Il maligno, omicida fin dall’inizio, attenta continuamente alla vita dell’uomo e della umanità. A Te è affidato il compito di difenderci dal dragone infernale fino al giorno in cui il frutto benedetto del tuo seno riporterà vittoria definitiva. Accogli, dunque, o Maria, la nostra consacrazione , il nostro amore e il nostro impegno perché con Te possiamo efficacemente lavorare nella promozione e nella difesa della vita”.
                          Ieri, presso il cimitero di Cremona si sono svolti per la prima volta i funerali di 26 feti abortiti presso l'ospedale Maggiore, che si ripeteranno ogni primo venerdì del mese grazie ad un protocollo d'intesa tra Azienda ospedaliera, Comune e l'associazione cattolica Difendere la vita con Maria che


                          Fucilati due volte.

                          Premessa

                          In tutto il mondo, la pratica dell'aborto ha raggiunto una diffusione drammatica. Si calcola che dalla prima legalizzazione dell'aborto, avvenuta in Russia nel 1920, seguita dal Giappone, dal Canada e successivamente da innumerevoli stati, il numero di vite umane stroncate prima della nascita raggiunga o superi il miliardo: un quinto dell'umanità.

                          Oltre a ciò resti degli embrioni e dei feti abortiti vengono spesso trattati in modo del tutto disumano: utilizzati per la ricerca e la sperimentazione; come materiale biologico per scopi vari (per es. farmaceutica e cosmesi); oppure vengono distrutti o eliminati insieme ai rifiuti speciali ospedalieri.

                          Questa situazione non può essere tollerata dalla coscienza dei cristiani né da chi abbia un minimo di sensibilità umana e di umana pietà.

                          Un progetto: Il seppellimento dei bambini non nati.

                          Una risposta pratica a questa situazione, tra le altre e in ogni modo un atto dovuto, è la "pietà" come è scritto nella Rivelazione, promossa nella prassi pastorale della Chiesa cattolica e riconosciuta nella cultura universale. Intendiamo la pietà nel senso preciso di funerale e seppellimento delle spoglie mortali. Ciò viene insegnato dal Magistero della Chiesa, nel documento della Congregazione per la Dottrina della Fede Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione (febbr.1987) nella parte I al numero 4: "i cadaveri di embrioni e feti umani volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani". L'atto di pietà è innanzitutto dovuto a Dio, Padre Creatore, e alle vittime, i piccoli nostri fratelli morti nel grembo. Oltre a ciò, come si va evidenziando nelle varie città dove questo rito religioso si diffonde, cresce la consapevolezza del valore della vita umana e il risveglio delle coscienze con la prevenzione contro il crimine dell'aborto. Questi funerali sono previsti dalla legge italiana - DPR n. 285 del 10-9-1990, art. 7, comma 1,2,3,4 e art. 50, comma 1 - e sono abitualmente promossi dai gruppi di preghiera con la collaborazione di alcuni medici obbiettori, l'aiuto dei sacerdoti e il consenso dei vescovi. Al termine di questo millennio, alla vigilia del grande giubileo del 2000 vogliamo offrire al Padre un atto di pietà, di riparazione e di adorazione per il dono dell'incarnazione del Verbo, Gesù Cristo, Signore della Vita.

                          Una sepoltura per i bimbi non nati

                          Forse non lo sai... ma in molte regioni i bimbi che muoiono prima dei 5 mesi vengono considerati rifiuti speciali e in quanto tali smaltiti...Aiutaci a cambiare questa barbarie

                          Elena Guzzella - 04 Gennaio 2008

                          Forse non lo sai... ma in molte regioni italiane i bimbi che muoiono prima dei 5 mesi di gestazione per aborto naturale o



                          Seppellire i feti: giusto o no?
                          In Lombardia ci sono preti che fanno il funerale religioso ai «bambini mai nati» senza nemmeno consultare le donne che hanno voluto o dovuto interrompere la gravidanza. Una questione brutta, complessa e da definire
                          http://espresso.repubblica.it/dettag...o-o-no/2199028
                          Last edited by Il gatto; 31-07-2013, 17:21.

                          Comment

                          • Ailis
                            Banana
                            • 06/05/05
                            • 5301

                            #43
                            Cono, come ti han detto anche gli altri, ho aperto la discussione, non per star qua a ponderare la scelta "aborto si, aborto no", ma per un'altra cosa: del fatto che la libera scelta sta morendo e che sta crescendo un fenomeno socialmente pericolosissimo.
                            "Nulla si sa, tutto si immagina"
                            Federico Fellini

                            Comment

                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #44
                              La scelta esiste finche' la forza la sostiene, altrimenti c'e' sempre qualcuno che ritiene di dover scegliere per te.

                              Il Papa chiede l' obiezione di coscienza «Farmacisti, no alle pillole per l' aborto»
                              L' Ordine: bene, ora una legge. Federfarma: invito che non può essere raccolto

                              CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa chiede il riconoscimento - sul piano internazionale - del diritto all' obiezione di coscienza per i farmacisti quando si tratti di vendere medicinali che potrebbero provocare l' aborto o l' eutanasia ed è polemica, in Italia, come già in occasione di precedenti appelli della Chiesa in tale materia, da sette anni in qua. L' Ordine dei farmacisti appoggia la richiesta del Pontefice, mentre la Federfarma vi si oppone. I politici di destra intervengono a favore, quelli di sinistra distinguono o sono contrari. Il Papa parlava ai partecipanti al congresso internazionale della Federazione dei farmacisti cattolici ed ha invitato questo organismo «ad affrontare la questione dell' obiezione di coscienza che è un diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione, permettendovi di non collaborare, direttamente o indirettamente, alla fornitura di prodotti finalizzati a scelte chiaramente immorali, come per esempio l' aborto e l' eutanasia».

                              Comment

                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66028

                                #45
                                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                                C'è un piccolo ma grande problema Cono, che quell'essere non è in grado di pensare questo. Sono solo le pippe mentali bigotte, proiezioni su altri di pensieri e azioni che si vorrebbero.

                                Se veramente in questi centri d'ascolto vengono fatti questi discorsi e fatte pressioni psicologiche del genere sareste da fucilare.
                                Solo perchè non è iscritto all'anagrafe, non vuol dire che il bimbo nel seno della madre non sia soggetto di diritti. E quello fondamentale che ha, è nascere. Venire alla luce. Ma noto che la tua superiore cultura parla di fucilazioni e di morte....
                                amate i vostri nemici

                                Comment

                                Working...