Vaticano e dignita

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #46
    Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio
    eccola la riprova che il diavolo deve esistere..guai se non ci sarebbe!
    E queste sono le sue opere

    Bancarotta da un miliardo per la diocesi di Maribor
    La chiesa aveva ottenuto prestiti da decine di migliaia di fedeli promettendo facili guadagni. Il parocco, invece, ha portato avanti investimenti scellerati: dal porno soft ai parchi acquatici, dalle tlc e una catena di macellerie a Buenos Aires
    Lo leggo dopo
    Bancarotta da un miliardo per la diocesi di Maribor Una veduta di Maribor

    LONDRA - C'è un prete in Slovenia che prega per un "bailout". Comincia così l'inchiesta sul Financial Times di oggi su un nuovo scandalo finanziario all'interno della Chiesa cattolica, meno noto di altri perché si svolge in una provincia lontana dal Vaticano. Ma le dimensioni della vicenda sono clamorose: una bancarotta da 1 miliardo di euro. Quasi incredibile per la diocesi di una cittadina come Maribor, di appena 114 mila abitanti. Una scossa inaspettata per una piccola nazione che, una volta accolta fra le braccia dell'Unione europea, credeva di avere definitivamente superato il terremoto della rottura e della guerra civile nell'ex-Jugoslavia.

    Ci sono tuttavia altri tipi di terremoti nell'Europa odierna che possono fare non meno danni di un conflitto militare e dell'odio inter-etnico. La chiesa di Sant'Aloysius, insieme a un monastero, un vigneto, vari terreni e altre proprietà immobiliari, era stata usata per ottenere prestiti con cui finanziare due fondi di investimento, Zyon Ena e Zyon Dva (Campana Uno e Campana Due - nomi di chiara ispirazione religiosa), a cui nel corso degli ultimi anni hanno partecipato decine di migliaia di fedeli locali, con i loro risparmi, attirati dalla promessa di facili guadagni e ovviamente anche dall'impressione che il parroco e i suoi assistenti non si sarebbero messi a fare giochi sporchi o pericolosi.

    Invece è andata proprio così, in una serie di "follie finanziarie", come le definisce il quotidiano della City, che hanno compreso
    investimenti nel campo dell'editoria, della manifattura, dei parchi aquatici, delle telecomunicazioni, del porno soft e perfino di una catena di macellerie a Buenos Aires, tutti precipitati quando il boom è finito con il grande collasso globale del 2008. La colpa per la sciagura che si è abbattuta sull'Archidiocesi di Maribor e su tutti quelli che le avevano portato i loro soldi viene assegnata per il momento a un singolo sacerdote, padre Mirko Krasovec, tesoriere della chiesa di Sant'Aloisio da un quarto di secolo: inizialmente punito solo con una sanzione disciplinare interna, che lo aveva privato del suo incarico e spedito in un convento in Austria, il mese scorso il religioso è stato condannato a due anni di prigione per truffa. Ma lui insiste di essere solo il capro espiatorio di una vicenda in cui ci sarebbero ben altri responsabili.

    Le autorità della Chiesa cattolica slovena accusano il demonio: "Questi avvenimenti sono il frutto di complotti da parte di misteriose forze del male", dice monsignor Andrej Glavan, presidente della conferenza episcopale della piccola repubblica balcanica. Ma il Financial Times si domanda come mai un fondo di investimenti che gestiva 1 miliardo di euro, o perlomeno mezzo miliardo (le cifre non sono chiare), non ha attirato subito l'attenzione della Santa Sede, il cui budget annuale è sulla carta di appena 250 milioni di euro. Una regola del Vaticano stabilisce che ogni prestito superiore a 1 milione di euro attivato da qualunque diocesi nel mondo richiede l'approvazione di Roma. Un altro caso di mala finanza da sanare per papa Francesco.
    La chiesa aveva ottenuto prestiti da decine di migliaia di fedeli promettendo facili guadagni. Il parocco, invece, ha portato avanti investimenti scellerati: d…


    Le autorità della Chiesa cattolica slovena accusano il demonio: "Questi avvenimenti sono il frutto di complotti da parte di misteriose forze del male",
    Last edited by Il gatto; 15-11-2014, 18:11.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #47
      Il diavolo veste prada e fa shopping al vaticano

      La struttura segreta del Vaticano
      Immobili a Londra con i soldi di Mussolini
      Una società off-shore custodisce un patrimonio da circa 650 milioni di euro. Per conto della Santa Sede, che ha raggranellato prestigiosi locali ed edifici nella capitale britannica. Grazie ai soldi che Mussolini diede al papato con i Patti Lateranensi.

      LONDRA - A chi appartiene il locale che ospita la gioielleria Bulgari a Bond street, più esclusiva via dello shopping nella capitale britannica? E di chi è l'edificio in cui ha sede la Altium Capital, una delle più ricche banche di investimenti di Londra, all'angolo super chic tra St. James Square e Pall Mall, la strada dei club per gentiluomini? La risposta alle due domande è la stessa: il proprietario è il Vaticano. Ma nessuno lo sa, perché i due investimenti fanno parte di un segretissimo impero immobiliare costruito nel corso del tempo dalla Santa Sede, attualmente nascosto dietro un'anonima società off-shore che rifiuta di identificare il vero possessore di un portfolio da 500 milioni di sterline, circa 650 milioni di euro. E come è nata questa attività commerciale dello Stato della Chiesa? Con i soldi che Benito Mussolini diede in contanti al papato, in cambio del riconoscimento del suo regime fascista, nel 1929, con i Patti Lateranensi.

      A rivelare questo storia è il Guardian, con uno scoop che oggi occupa l'intera terza pagina. Il quotidiano londinese ha messo tre reporter sulle tracce di questo tesoro immobiliare del Vaticano ed è rimasto sorpreso, nel corso della sua inchiesta, dallo sforzo fatto dalla Santa Sede per mantenere l'assoluta segretezza sui suoi legami con la British Grolux Investment Ltd, la società formalmente titolare di tale cospicuo investimento internazionale. Due autorevoli banchieri inglesi, entrambi cattolici, John Varley e Robin Herbert, hanno rifiutato di divulgare alcunché e di rispondere alle domande del giornale in merito al vero intestatario della società.

      Ma il Guardian è riuscito a scoprirlo lo stesso attraverso ricerche negli archivi di Stato, da cui è emerso non solo il legame con il Vaticano ma anche una storia più torbida che affonda nel passato. Il controllo della società inglese è di un'altra società, chiamata Profima, con sede presso la banca JP Morgan a New York e formata in Svizzera. I documenti d'archivio rivelano che la Profima appartiene al Vaticano sin dalla seconda guerra mondiale, quando i servizi segreti britannici la accusarono di "attività contrarie agli interessi degli Alleati". In particolare le accuse erano rivolte al finanziere del papa, Bernardino Nogara, l'uomo che aveva preso il controllo di un capitale di 65 milioni di euro (al valore attuale) ottenuto dalla Santa Sede in contanti, da parte di Mussolini, come contraccambio per il riconoscimento dello stato fascista, fin dai primi anni Trenta. Il Guardian ha chiesto commenti sulle sue rivelazioni all'ufficio del Nunzio Apostolico a Londra, ma ha ottenuto soltanto un "no comment" da un portavoce.
      Una società off-shore custodisce un patrimonio da circa 650 milioni di euro. Per conto della Santa Sede, che ha raggranellato prestigiosi locali ed edif…

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