I nonni , credo, fossero di destra. Vivevamo su due piani della stessa casa, ma il nonno era un uomo tutto d'un pezzo, aveva fatto la seconda guerra mondiale ed era anche stato prigioniero, non ne parlava mai, solo rimpiangeva i vecchi tempi. I miei genitori erano moderati, di centro. Io sono tendenzialmente una ribelle e ho scoperto di essere di sinistra, farei le rivoluzioni ma mi freno. Non credo negli uomini che fanno politica, almeno in Italia, dove chi ne combina di meno se ne pente. Il potere riesce a corrompere anche la persona più onesta. Negli altri paesi è un'altra storia.
Cio che eravamo (o che siamo ancora... politicamente parlando)
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beh, no, sarebbe il contrario; una destra liberale; salvo che poi:Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioUna destra sociale.
Almirante faceva pura testimonianza neo-fascista, in doppiopetto, ma neo-fascista;Originariamente Scritto da dietrologochiaro che mi vergogno di chi rappresenta la destra in questo momento in Italia , Almirante poteva rappresentarci
il nulla dal punto di vista politico, perché raccattava simboli e nostalgie di un qualcosa che era solo strumentale all'ordine dell'epoca, camuffato da antagonista: una riserva di voti ultra-conservatori non assimilabili dal perbenismo moderato;
in questo, ha fatto benissimo Berlusconi a scongelarli.c'è del lardo in Garfagnana
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il punto è che in una liberal-democrazia la "destra" è una cosa abbastanza precisa, di tipo liberista e thatcheriano;Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioHo interpretato il desiderio, ma un volemose bene senza limiti e confini non ha meno problemi.
ora, a parte i due gatti di Fare per..., Borghin e l'altro simpatico eccentrico di cui non ricordo il nome, e le sparate di Salvini sull'aliquota unica al 15% - che, peraltro, sarebbe incostituzionale - non si vede un movimento di questo tipo che possa riscuotere più del 2%;
il perché è ovvio: siamo un paese che campa, direttamente o indirettamente, di spesa e intervento pubblico e clientele;
perciò, l'unica destra possibile è esclusivamente conservatrice e bigotta, nutrita da slogan nazionalisti, reazionari o "sociali" dietro i quali non c'è alcuna sostanza, ma solo l'arroccamento di corporazioni e potentati aggregati sull'immobilismo.c'è del lardo in Garfagnana
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Dopo li devono anche mangiare...chissà che sapore avranno...Originariamente Scritto da efua Visualizza MessaggioApolitica incazzata.
Staccherei parecchi scroti da fare al barbecue
Io sono il problema e io la soluzione
"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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Mussolini non era più coglione di Matteotti: erano entrambi impostori travestiti di rosso. Semplicemente il momento storico era tale per cui uno ha preso il sopravvento sull'altro, prima di essere sacrificato a propria volta.
E qui mi divertirò a parlare esplicitamente à la Marx, cosa che implicitamente faccio spesso, casomai non si fosse capito, poiché l'approccio materialista resta un insuperato metodo d'indagine di cui si servono in molti, magari inconsapevolmente e il più delle volte disconoscendolo. Marx naturalmente non è solo Marx, o Engels, o Lenin, ma è il simbolo di un certo modo di vedere le cose.
La mia famiglia ha radici contadine, come tante altre della zona. Dal punto di vista marxista (dovrei dire marxiano, ma tanto per usare termini più comprensibili) il contadino è di per sé controrivoluzionario, in quanto legato al suo pezzetto di terra e a chi glielo concede (i miei nonni paterni non erano nemmeno padroni della terra che lavoravano). Invece il proletario è chi non ha nulla, e perciò nemmeno nulla da perdere. Oltre al proletario per nascita, di cui qui non resta nemmeno l'ombra, c'è anche il proletario per scelta, specialmente per quanto riguarda le avanguardie, ovvero quelle che dovrebbero formare la coscienza di classe e tenerla viva nei momenti di reazione, come quello che stiamo vivendo.
La mia fortuna è stata che per varie vicissitudini mi sono in pratica dovuto educare da solo, e non ho avuto modelli genitoriali tali da influenzarmi in modo significativo nemmeno politicamente. Durante i miei anni universitari ho visto gli ultimi barlumi di quell'attivismo politico figlio degli anni '60 e '70, che in quanto morenti mi si sono rivelati in tutta la loro vacuità e inconsistenza. In fabbrica ci sono stato quanto basta per capire che aria tira da quelle parti, senza doverlo inferire a distanza di anni dai telegiornali. Ecco perché mi ritengo un battitore libero, e ben poco figlio della mia epoca.
Non vado a votare perché non ci credo, e il momento è troppo desolante perfino per farlo turandosi il naso. Mi tengo ben lontano dai giochi di un parlamento in cui tutti sono bravi rappresentanti di se stessi, ma nessuno della gente. Hanno troppi interessi in comune fra loro, e l'unica cosa che fanno per noi è recitare teatrini davanti alle telecamere a beneficio del volgo, quando le vere decisioni vengono prese altrove e in modi molto più discreti. Il mio comportamento e il loro sono anch'essi perfettamente marxisti.
Le più fondate critiche a Marx provengono proprio da sinistra e non riguardano di sicuro questi aspetti, bensì il potere necessitante delle sue categorizzazioni. Certo è più la storia ad aver fatto Napoleone che Napoleone la storia, ma il potere della politica non è affatto così subordinato a quello dell'economia come lui sosteneva. Inoltre non sempre l'umanità è progredita verso l'utilizzo di migliori mezzi di produzione, se non negli ultimi due secoli. Anche quando aveva le basi materiali per farlo poteva non averne l'interesse perfino in termini del proprio benessere, ed esistono casi clamorosi al riguardo. Le prime fabbriche erano semplici assembramenti di telai che non avevano nulla di innovativo rispetto a prima, se non il fatto che il padrone della lana o del cotone poteva controllare di persona che i suoi sottoposti non sostituissero la sua materia prima con una di qualità inferiore, come poteva avvenire tranquillamente finché il lavoro era a domicilio. E ci vollero un paio di generazioni per convincere la plebe a trovare normale il lavoro di fabbrica: i primi operai erano orfani, straccioni, disoccupati, marinai in congedo, non certo gente distolta a forza dal lavoro nei campi.
Detto questo, io lavoro per vivere, e almeno adesso sono apparentemente inserito in un contesto sociale non proprio da buttar via. Ciò non mi autorizza certo a innamorarmi di un sistema per cui oggi come ieri nutro il più profondo disprezzo. Se una società deforme produce uomini deformi, cerco di essere il miglior deforme possibile. Per il resto, o per quanto mi è consentito dopo aver dato a Cesare la sua parte, io sono libero. Libero di disincantarmi di lui, e libero di guardare al mondo così come sta togliendomi più fette di salame dagli occhi che posso.
Credo che per ciascuno valga la pena di scommettere su questo, se proprio non vuol rassegnarsi a vivere da automa. Anche quelli che corrono dietro al denaro o alla notorietà sono automi; per quanto mi riguarda non è la mia aspirazione. Per dirla ancora una volta con le parole di Marx: dal regno della necessità a quello della libertà, anche se per uno scherzo del destino le necessità contingenti hanno impedito perfino a lui di sviluppare a dovere questo aspetto. Una libertà che però dev'essere prima di tutto dentro di sé, perché se non c'è tutto va avanti per inerzia, come stiamo vedendo ogni giorno.
Parole sante, ed è quello che stanno cercando di fare almeno qui da noi, finché possono. Manca solo un piccolo particolare: non è per gentile concessione da parte loro che abbiamo ancora qualcosa da difendere, bensì siamo noi che per vari motivi, compresa una deficiente miopia congenita, concediamo loro di tenere il culo appiccicato alle poltrone che occupano. Anche se cambiano le persone, non cambia il sistema.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiol'economista dem americano J.K. Galbraith, già consigliere di F.D. Roosevelt, disse:
dobbiamo essere abbastanza saggi da evitare che i ceti più svantaggiati siano così disperati da rovinare la vita a noi che stiamo meglio
E con ciò il rovesciamento dialettico è completato.Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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