Cio che eravamo (o che siamo ancora... politicamente parlando)

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  • bumble-bee
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    • 10/12/09
    • 15569

    #1

    Cio che eravamo (o che siamo ancora... politicamente parlando)

    Innanzi tutto tre precisazioni :

    1° non metto gli accenti nei titoli perché poi faccio fatica a visualizzare il thread;
    2° oggi in TV c'è MASTERCHEF... e le mie figlie se lo stanno guardando... quindi qualcosa devo pur fare (ecco spiegate le ragioni di questo thread)
    3° mi sto bombardando di musica pop anni '80, pertanto non rispondo delle mie azioni!!!



    Detto ciò passiamo al contenuto di questo thread :
    Mi piacerebbe parlare di ciò che siamo o crediamo di essere, o siamo stati in passato, politicamente parlando.

    Per quanto mi rigurda, io sono nato e cresciuto in un ambiente militare. L'ho già detto altre volte, in diverse occasioni. Naturalmente ciò vuol dire che sono stato influenzato da una certa visione politica, tutta incentrata nel concetto di patria, onore, onestà, fedeltà... alla tipo "credere, obbedire, combattere", diciamo. In atre parole mi consideravo di estrema destra. Un fascista (ecco l'ho detto).

    E tale ho creduto di essere fino a quando ho cominciato a documentarmi. Leggevo le gesta del duce, i suoi slogan, i suoi ragionamenti, la storia di quegli anni... insomma cercavo di documentarmi meglio per capire da me e non seguire il gruppo!! Del resto è giusto rendersi conto di ciò in cui si crede (o si pensa di credere).

    E così, pian piano, mi accorsi che alla fin fine, tutto questo mito... tutta questa grandezza... per poi alla finire travestirsi in un "misero" soldato tedesco per tentare la fuga... con al suo seguito tutti i suoi irriducibili... tutti quei morti... quella devastazione solo per avere qualche migliaio di caduti per potersi sedere al tavolo dei vincitori!!!

    Fosse stato anche solo un caduto in guerra... non sarebbe stato giusto!! Questo porta la mania di grandezza!!

    Insomma, non ve la faccio lunga, ma all'età di circa vent'anni, di fascista, semmai lo fossi stato veramente, non avevo praticamente nulla.
    Slogan del tipo : "Spezzeremo le reni alla Grecia", "Molti nemici, molto onore", "Credere, obbedire, combattere" non avevano più alcun significato visto che il mito del cosiddetto "UOMO FORTE", era per me praticamente crollato a terra, producendo un botto molto forte tra l'altro.

    Ma chi è poi l'uomo forte, del resto? Praticamente nessuno... e nessuno in fondo lo è mai stato, dato che ogni uomo ha le proprie debolezze. Cercare di nasconderle agli altri e soprattutto a se tesso, è semplicemente ridicolo.

    Frequentare poi caserme, amici militari e tutto la baracca, mi ha fatto capire che in fondo, la maggior parte di chi indossa una divisa, oggi, è praticamente un fallito!!! (lo dico perché ne conosco tanti) E più sono "nessuno", più usano la loro divisa per prevaricare e affermarsi sugli altri... deboli, naturalmente e vigliaccamente. E poi chi può pure ruba e chi non ruba, si dispera perché non può rubare... altro che patria, onore, ecc, ecc,

    Così pian piano mi sono spostato verso il centro... magari un pelino più in là, se vogliamo, senza mai girare tutta la barra a sinistra però. Ecco questo no... la sinistra, quella estrema specialmente per me è tabù anche se ho diversi amici di sinistra.... quante litigate da giovanissimi!!

    I rapporti con i miei ex "camerati" comunque sono rimasti cordiali. Devo dire che molti di loro si sono anche spostati più verso il centro maturando. Ad ogni modo in pochi hanno avuto il coraggio di dire che mussolini era fondamentalmente un coglione che nella vita, pur facendo qualcosa di buono a livello sociale, ha rovinato la vita di molti italiani.

    C'è un film che manifesta pienamente ciò che penso del fascismo e di quel tempo... "GLI ANNI RUGGENTI" con Nino Manfredi. Rende perfettamente l'idea di ciò che era l'esaltazione della immagine grottesca e ridicola del fascista tipo.

    Oggi non avrebbe più senso parlare di destra, estrema destra, sinistra, estrema sinistra... centro... sono tutti la stessa cosa.

    Tranne i cinquestelle.... ecco oggi mi sento una piccola stella... sarà giusto, sarà sbagliato? Boh vedremo... perlomeno si distinguono dal resto.

    Bene ho detto la mia... forse masterchef sta terminando e posso andare finalmente a guardare la tv....

    voi come siete o come siete stati, politicamente parlando?

    notte.
    Bambol utente of the decade
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2


    Mah, un ambiente familiare poco stimolante, padre vice comandante militare del carcere a macerata
    Mi piacevano le armi e stavo sempre a cercare la pistola vera, passai pure l'esame su come scaricarla non facendomi fregare dal togliere solo il caricatore.
    Normale andazzo serioso con compagnetti Moretti e peci.
    Un paio d'anni di ingegneria, poi accademia navale nel complemento.
    Mi ci trovavo proprio bene, non per il patria e onore, ma per calma.

    Sulle navi fu un po diverso, non pagavano gli straordinari e si parlava troppo di sacrifici e di fottersi.

    Fottetevi voi e cambiai strada


    E nuovi orizzonti si aprirono

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    • Misterikx
      whatever..
      • 24/03/05
      • 15327

      #3
      Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
      oggi in TV c'è MASTERCHEF... e le mie figlie se lo stanno guardando... quindi qualcosa devo pur fare (ecco spiegate le ragioni di questo thread)
      .
      che Masterchef possa mori´ammazzato !

      dunque io sono "cresciuto" con la sinistra essendo stato metalmeccanico e in pieno anni di piombo;bombe,gambizzati,sequestri..ma non sono mai stato attivo con la piazza,quando vi erano gli scioperi andavo di corsa con amici a fare motocross..

      essendo grande appassionato di musica quando andavo ai concerti li "vedevo" regolarmente rovinati dai giovani politicizati che trovavano ogni pretesto per mandare alla malora tutto,sia di destra che di sinistra:
      "la musica e´proletaria appartiene al popolo non va svenduita!" era ilo motto dei fanatici..vi erano veri e propri paranoici allucinati che vedevano il fascismo in De Gregori e il comunismo nei Santana e via dicendo...

      ora sono un grande disilluso che desidera solo di incontrare chi gli ha rovinato i concerti di allora,ora incravattati, per prenderli a pedate!
      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4


        E cotone uno, di mantenuto

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #5
          Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
          E tale ho creduto di essere fino a quando ho cominciato a documentarmi. Leggevo le gesta del duce, i suoi slogan, i suoi ragionamenti, la storia di quegli anni... insomma cercavo di documentarmi meglio per capire da me e non seguire il gruppo!! Del resto è giusto rendersi conto di ciò in cui si crede (o si pensa di credere).

          E così, pian piano, mi accorsi che alla fin fine, tutto questo mito... tutta questa grandezza... per poi alla finire travestirsi in un "misero" soldato tedesco per tentare la fuga... con al suo seguito tutti i suoi irriducibili... tutti quei morti... quella devastazione solo per avere qualche migliaio di caduti per potersi sedere al tavolo dei vincitori!!!

          Fosse stato anche solo un caduto in guerra... non sarebbe stato giusto!! Questo porta la mania di grandezza!!
          per non parlare dell'"onore" di aver pugnalato alle spalle la Francia già a terra, e della scriteriata impresa di attaccare la Russia e dichiarare guerra agli USA, con le conseguenze che sappiamo; come se tu mandassi le tue figlie sul ring contro il Tyson 19enne...

          Insomma, non ve la faccio lunga, ma all'età di circa vent'anni, di fascista, semmai lo fossi stato veramente, non avevo praticamente nulla.
          come diversi miei amici, provenienti dallo stesso ambiente; uno, figlio di gen. della GdF, si dichiarava fascista e frequentava il collettivo di sinistra all'uni, amico di tutti, ancora oggi; nel 22 sarebbe stato il primo a venire manganellato

          Slogan del tipo : "Spezzeremo le reni alla Grecia", "Molti nemici, molto onore", "Credere, obbedire, combattere" non avevano più alcun significato visto che il mito del cosiddetto "UOMO FORTE", era per me praticamente crollato a terra, producendo un botto molto forte tra l'altro.

          Ma chi è poi l'uomo forte, del resto? Praticamente nessuno... e nessuno in fondo lo è mai stato, dato che ogni uomo ha le proprie debolezze. Cercare di nasconderle agli altri e soprattutto a se tesso, è semplicemente ridicolo.
          chi ha meno di 70/80 anni oggi è sostanzialmente figlio del '68, che se ne renda conto o meno, e cioè di un atteggiamento mentale libertario;
          ci sono fascistissimi tifosi di calcio che vanno in crisi isterica per la "tessera del tifoso" e che scoppierebbero dopo una settimana di nonnismo di naja; un comunista di 80 anni è "antropologicamente" molto più "fascista" di un qualsiasi 60enne, nonostante le affermazioni;

          I rapporti con i miei ex "camerati" comunque sono rimasti cordiali. Devo dire che molti di loro si sono anche spostati più verso il centro maturando. Ad ogni modo in pochi hanno avuto il coraggio di dire che mussolini era fondamentalmente un coglione che nella vita, pur facendo qualcosa di buono a livello sociale, ha rovinato la vita di molti italiani.
          un coglione no; era la sintesi dell'Italietta provinciale e opportunista, che già preesisteva:

          tra qualche settimana ricorre il centenario delle "radiose giornate di maggio", un colpo di stato per fare una guerra condotta in modo infame e costata 600mila morti - più 100mila lasciati morire di fame in prigionia perché considerati disertori senza onore - e per fare del colonialismo ottocentesco in Jugoslavia, sempre pugnalando alle spalle gli alleati serbi; quello era già "fascismo";

          C'è un film che manifesta pienamente ciò che penso del fascismo e di quel tempo... "GLI ANNI RUGGENTI" con Nino Manfredi. Rende perfettamente l'idea di ciò che era l'esaltazione della immagine grottesca e ridicola del fascista tipo.
          divertentissimo - ispirato da Gogol - e con la bellissima Michèle Mercier; la scena del cornuto dr. De Bellis che va a spettegolare dal presunto gerarca, con tutta la commedia degli equivoci, è impagabile

          Oggi non avrebbe più senso parlare di destra, estrema destra, sinistra, estrema sinistra... centro... sono tutti la stessa cosa.
          su questo non sono d'accordo, anche se l'impressione che offre la politica può confondere, ma è un discorso complesso;

          il fascismo è un atteggiamento esistenziale di propensione ad identificare nell'altro un estraneo radicalmente inassimilabile al "branco", e ha bisogno di "nemici", in cambio della cui identificazione infatti promette "onore";
          per far questo, si semplifica costantemente la realtà riducendola a mito identitario, "noi", "loro", come se l'impiegato doganale di Bregenz fosse più estraneo e nemico del vicino di casa falso invalido, evasore, corrotto, ecc...
          il fine di questa ideologia, come sembri aver constatato, è esattamente strumentale alla conservazione delle gerarchie del "branco":

          siccome siamo in guerra, chi comanda deve essere obbedito senza discutere; ed è tipicamente il motivo per cui praticamente tutte le dittature prima o poi fanno la guerra, dove si sfogano le tensioni interne soffocate.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • nahui
            Astensionista

            • 05/03/09
            • 21040

            #6
            Nata e cresciuta in una famiglia fascista. Fascismo garbato, nostalgico e borghese dei nonni paterni. Un pò più arrabbiato quello di mio nonno materno, cui però oggi dò una spiegazione psicologica: figlio naturale, abbandonato e poi adottato, condizione vergognosa a quei tempi, fu sempre ossessionato dall'idea del riscatto sociale, e pose questa gabbia ideologica ad un'indole sostanzialmente anarchica e ribelle. Io da giovane sempre un pò a disagio, divisa tra conformismo alle idee familiari ed un sentire diverso, che non sapevo identificare per ignoranza. Fu con un certo sgomento che al liceo, cominciando a studiare seriamente storia e filosofia, appresi di essere di sinistra. Non fu un indottrinamento, ma il ritrovare idee mie in un'ideologia. Comprese le idee cristiane
            Dalla teoria alla pratica le scelte furono più difficili Primo voto al partito socialista: mi immaginavo Fourier, e invece era Craxi Un paio di volte votai i Verdi, ma non riuscivano mai a superare lo sbarramento ed avevo l'impressione di dare un voto inutile; così mi spostai più a sinistra, ed approdai prima al partito comunista e poi a Rifondazione, dopo i fatti di mani pulite. Ma sono una moderata: diciamo più a sinistra dell'attuale Pd, ma più a destra di Lotta Comunista
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • Morwen
              Cinnamon Girl
              • 03/12/09
              • 7242

              #7
              Io sono cresciuta in una famiglia in cui non c'era dialogo, mio padre era molto autoritario e autoreferenziale quindi quello che diceva lui era legge.
              Inneggiava al Duce e addirittura per un periodo si dichiarava nazista, era ridicolo, si tagliava i baffetti come Hitler e credeva di essere molto sagace.
              In casa mia giravano libri sul Duce, poi ha comprato il Libro nero del Comunismo e voleva che lo leggessi alle medie.
              Leggeva quotidianamente Il Giornale, e lo legge ancora. Quando andavo alle elementari voleva che lo leggessi anche io, e che assorbissi per bene il pensiero dei giornalisti che scrivevano sul quotidiano. Tra le altre cose scassava le balle solo a me con sto indottrinamento, mia sorella la lasciava stare. Credo non la ritenesse intelligente come me, che ero più simile a lui e quindi più "ariana".
              Io lo assecondavo per non farmi rompere le palle ma non leggevo quasi mai quello che mi propinava, dicevo "Si l'ho letto, è interessante" e lui annuiva soddisfatto.
              Crescendo poi ho iniziato a documentarmi da sola, senza che lui lo sapesse e la vera svolta l'ho vissuta all'Università. Ho scelto una laurea in Scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo tra i popoli, e ho dato 3 o 4 esami sui fascismi col professor Pasquale Chessa, alla Sapienza. Lì ho capito veramente cosa fosse il fascismo e mi sono appassionata moltissimo alla storia. Quando rientravo a casa avrei voluto discutere di mio padre e fargli capire il fascismo, e avrei voluto parlargli anche del Professor Chessa, ma non era assolutamente disposto al dialogo e al confronto.
              Politicamente ho votato a destra a 18 anni, influenzata da lui. Poi ho virato a sinistra e adesso non saprei proprio che pesci pigliare.
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              Charles Bukowsky

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #8
                famiglia mista, tendente a sinistra;
                trisnonni paterni marchigiani e romani, di tradizioni repubblicane molto stagionate - Repubblica romana, ecc.. - poi socialisti;
                da parte materna più altoborghesi, alcuni moderatamente progressisti, altri più decisamente fascistoidi o liberali, comunque di destra, della serie legge, ordine & gli affari miei

                io sono sempre stato un laburista in economia e liberal per i diritti civili; molto europeista; e tale sono rimasto;
                mi sembra una nozione di semplice buon senso quella per cui anche i benestanti si godono meglio il proprio benessere in una società con meno disuguaglianze e meno disperati;

                non credo nelle comunità "nazionali", per cui dovrei ritenere estraneo uno che abita a due passi da me, oltre il confine;
                l'amor di Patria per me è avere cura dell'ambiente e delle cose che ci circondano, dei contesti umani e sociali, ed è proprio raro che ciò debba comportare aggressività nei confronti di estranei, più che di delinquenti nazionali.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  mi sembra una nozione di semplice buon senso quella per cui anche i benestanti si godono meglio il proprio benessere in una società con meno disuguaglianze e meno disperati;
                  Beh certo, il problema sorge su chi paga il conto di questo stato di cose e quando qualcuno lo aggrava.

                  Poi mi sembra che i vecchi concetti di fascismo si siano sfumati in un riassuntivo regimi totalitari dove entravano destra e sinistra.
                  Oggi sono meno appariscenti, ma sono oligarchie di caste senza grandi differenze dedite al proprio sostentamento.

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #10
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Beh certo, il problema sorge su chi paga il conto di questo stato di cose e quando qualcuno lo aggrava.
                    in via di principio, lo paga la ricchezza eccessiva, che va tassata; normalmente, in una società con meno differenze si producono circoli virtuosi a livello sociale, perché l'inclusione crea cittadinanza e responsabilità;

                    Poi mi sembra che i vecchi concetti di fascismo si siano sfumati in un riassuntivo regimi totalitari dove entravano destra e sinistra.
                    Oggi sono meno appariscenti, ma sono oligarchie di caste senza grandi differenze dedite al proprio sostentamento.
                    la gestione quotidiana si somiglia molto, ma il sentimento è diverso, come diversa l'ideologia di partenza:
                    i fascismi si fondano su un sentimento identitario di paura dell'altro, della non conformità, e stabiliscono una serie di valori a sostegno di questo sentimento;

                    le dittature comuniste possono essere altrettanto opprimenti, ma presentano pur sempre un "re nudo" dal punto di vista ideologico, perché l'impianto ideologico di partenza rende molto difficile camuffare un esercizio del potere divergente dalla nozione di partenza e dal sentimento ugualitario;

                    in genere, le dittature comuniste implodono per questa contraddizione, mentre i fascismi cadono per sollecitazioni esterne in seguito ad inevitabili conflitti in cui si incanala la tensione sociale interna.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      in via di principio, lo paga la ricchezza eccessiva, che va tassata; normalmente, in una società con meno differenze si producono circoli virtuosi a livello sociale, perché l'inclusione crea cittadinanza e responsabilità;
                      Ovvero quelle oligarchie di caste il cui scopo e' automantenersi configurando il sistema per amore, per forza e per illusione a proprio uso e consumo.

                      Quanto ai diversi, convengo che ciascuno si costruisca un modello identitaria proprio, ma, se il diverso non lo minaccia, puo' esserci il fascino dell'esotico, diverso se sei diverso ti porta scompiglio.
                      Last edited by Il gatto; 06-03-2015, 11:30.

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #12
                        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                        Ovvero quelle oligarchie di caste il cui scopo e' automantenersi configurando il sistema per amore, per forza e per illusione a proprio uso e consumo.
                        certo, ma ci sono modi diversi per gestire le cose:
                        l'economista dem americano J.K. Galbraith, già consigliere di F.D. Roosevelt, disse:
                        dobbiamo essere abbastanza saggi da evitare che i ceti più svantaggiati siano così disperati da rovinare la vita a noi che stiamo meglio;
                        era una frase diretta a convincere i repubblicani dell'opportunità utilitaristica di un capitalismo più egualitario;
                        i ceti privilegiati ci saranno sempre, ma i meccanismi di inclusione e mobilità sociale per una gran parte della società possono essere molto diversi, così come può variare la forbice tra i più e i meno ricchi;
                        col reddito tuo, in Ancona o a Porto stai benino; se abitassi a S. Giorgio a Cremano o a Scampia col doppio della pensione passeresti davvero tutto il tuo tempo a guardarti le spalle, e per motivi fondati; dopo sei mesi, ti trasferiresti a Porto
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Per questo certi diversi non stimolano nessun fascino esotico, ma solo ostilità e comunque visto che non puoi sistemare il mondo intere, lo esclusi.

                          Comment

                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #14
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Per questo certi diversi non stimolano nessun fascino esotico, ma solo ostilità e comunque visto che non puoi sistemare il mondo intere, lo esclusi.
                            sai, la storia dell'essere umano è giocata sull'equilibrio tra remunerazioni immediate e differite, uova e galline;
                            l'esclusione ti può sembrare vantaggiosa sul momento, ma potrebbe essere esiziale nel futuro; magari non quello tuo, ma dei tuoi figli; poi, può anche non importartene nulla, e anche questo è pienamente legittimo; se hai 80 anni e sei sano, nell'immediato puoi trovare conveniente seppellire rifiuti radioattivi vicino casa, tanto, male che vada, il cancro ti viene tardi e lento; la vita te la sei goduta...
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              Ma qua i nuovi fasci mi hanno spedito i conti noi con un bigliettino "arrangiatevi" tra voi e fatevi carico voi dei diversi.
                              Chi puo' si arrangia come puo'.

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