Che bella la nostra lingua... così poetica, dolce, musicale e.... anche difficile da imparare!
Ho un libro in casa che contendo a mia sorella. Si intitola "come parlare e scrivere meglio" - guida pratica all'uso dela lingua italiana.
E' un libro che a dispetto del titolo, si legge molto fluidamente e non stanca affatto. Mi piacerebbe di tanto in tanto riportarne qualche stralcio e magari commentare con voi il contenuto.
iniziamo... (vado random)
OTTANTUN ANNI o OTTANTUN ANNO?
Nel necrologio di un illustre defunto, scritto da suo fglio, dottissimo professore, abbiamo letto :
E' morto in età di ottantun anno, il nostro caro.... ecc. ecc.
Un giovane studente obbiettò "se gli anni sono ottantuno, cioè veramente molti, perché il singolare? Sarà forse un errore di stampa? Anni ottantuno quindi ottantun anni!
No. Non era un errore di stampa. Quel figlio dottissimo, dell'ottuagenario defunto voleva rispettare una vecchia regola grammaticale per la quale il nome che segue un numero cardinale terminante con uno (come ventuno, trentuno, quarantuno, ecc.) si concorda non con tutto il numero ma soltanto con quell'uno, perciò rimane singolare. Ecco perché il famoso libro di novelle arabe si intitola "Le mille e una notte" e non notti.
Anche le vecchie grammatiche però ammettevano le eccezioni : se il numero è posto prima del sostantivo, sempre plurale : cavalli quarantuno e non cavallo quarantuno; se al sostantivo è unito un aggettivo o un altro nome con funzione di opposizione, ancora sempre plurale :
cinquantuno impiegati volenterosi; duecentosessantuno ostaggi prigionieri, ecc.
Infine, sempre plurale quando il numerale è preceduto dall'articolo : i cinquantuno cavalli, le novantuno colonne.
Insomma, un tiremmolla da non finire. Veniamo perciò ad ud una conclusione pratica lasciando da parte questa regola oramai superata :
Seguiamo la logica. Meglio lasciare sempre il numero che termina con uno invariato, cioè maschile, e il nome che segue volgerlo, come vuole la logica, al plurale. Se gli invitati a un banchetto sono ventuno, dite ventun invitati o ventuno invitati e non "ventun invitato". Se per i giorni di un mese che ne ha trenta dite trenta giorni, ragione di più per dire trentun giorni e non "giorno" a proposito dei mesi che ne han trentuno.
E anche per il femminile : trentuno (o trentun) donne, e non trentuna donna. Lasciamo pure Mille e una notte, perché oramai è un titolo classico, ma non scrivete milleuna tutto unito in tale caso.
Ho un libro in casa che contendo a mia sorella. Si intitola "come parlare e scrivere meglio" - guida pratica all'uso dela lingua italiana.
E' un libro che a dispetto del titolo, si legge molto fluidamente e non stanca affatto. Mi piacerebbe di tanto in tanto riportarne qualche stralcio e magari commentare con voi il contenuto.
iniziamo... (vado random)
OTTANTUN ANNI o OTTANTUN ANNO?
Nel necrologio di un illustre defunto, scritto da suo fglio, dottissimo professore, abbiamo letto :
E' morto in età di ottantun anno, il nostro caro.... ecc. ecc.
Un giovane studente obbiettò "se gli anni sono ottantuno, cioè veramente molti, perché il singolare? Sarà forse un errore di stampa? Anni ottantuno quindi ottantun anni!
No. Non era un errore di stampa. Quel figlio dottissimo, dell'ottuagenario defunto voleva rispettare una vecchia regola grammaticale per la quale il nome che segue un numero cardinale terminante con uno (come ventuno, trentuno, quarantuno, ecc.) si concorda non con tutto il numero ma soltanto con quell'uno, perciò rimane singolare. Ecco perché il famoso libro di novelle arabe si intitola "Le mille e una notte" e non notti.
Anche le vecchie grammatiche però ammettevano le eccezioni : se il numero è posto prima del sostantivo, sempre plurale : cavalli quarantuno e non cavallo quarantuno; se al sostantivo è unito un aggettivo o un altro nome con funzione di opposizione, ancora sempre plurale :
cinquantuno impiegati volenterosi; duecentosessantuno ostaggi prigionieri, ecc.
Infine, sempre plurale quando il numerale è preceduto dall'articolo : i cinquantuno cavalli, le novantuno colonne.
Insomma, un tiremmolla da non finire. Veniamo perciò ad ud una conclusione pratica lasciando da parte questa regola oramai superata :
Seguiamo la logica. Meglio lasciare sempre il numero che termina con uno invariato, cioè maschile, e il nome che segue volgerlo, come vuole la logica, al plurale. Se gli invitati a un banchetto sono ventuno, dite ventun invitati o ventuno invitati e non "ventun invitato". Se per i giorni di un mese che ne ha trenta dite trenta giorni, ragione di più per dire trentun giorni e non "giorno" a proposito dei mesi che ne han trentuno.
E anche per il femminile : trentuno (o trentun) donne, e non trentuna donna. Lasciamo pure Mille e una notte, perché oramai è un titolo classico, ma non scrivete milleuna tutto unito in tale caso.


Comment