Vorrei chiedervi cosa vuol dire per voi essere persone libere, nel senso più profondo del termine, naturalmente.
Vivendo in una società, la nostra, in cui, di fatto, non si è liberi per niente. Non puoi scegliere, non puoi decidere, non puoi cambiare, o perlomeno, fanno di tutto per non permetterlo. Una società che ti vede solo come un pollo da spennare, tra i tanti. Una società in cui vali solo se sei utile al sistema, altrimenti non sei nessuno, non hai un valore, non rappresenti l'alternativa, quindi nessuna risorsa da utilizzare in quanto diversità. Una società in cui si elogia l'omologazione degli individui.... ecco... come si fa a sentirsi persone in qualche modo libere, nonostante di fatto si è prigionieri del sistema?
Io mi accorgo di essere molto cambiato in questi ultimi anni. Sono meno disinvolto, più teso. Meno disposto ad accettare compromessi, a far finta di non vedere usi, costumi e furbizie che molti di noi sanno porre in atto nella normale vita quotidiana. Soprattutto, non sono più capace di tacere. E vi posso dire che qui da noi tacere rappresenta un'arte.
Esiste un detto da noi : "mai dire ad un cornuto, che è cornuto", cioè mai ricordare a qualcuno i suoi difetti.
Oppure : "cu sapi e taci, avi paci, cu sapi e dici, avi solo nemici", cioè chi sa e tace, ha sempre pace, chi sa e dice, ha sempre nemici.
Cosi io oggi cerco la mia libertà nel dire, candidamente, serenamente, senza animosità, ciò che penso rappresenti la verità, senza guardare in faccia nessuno. Molto banalmente.
Questo secondo voi, rappresenta una forma di libertà o è solo complicarsi stupidamente, ancor più, questa vita fatta da mille catene?
No perché, non so da voi, nelle vostre località, ma nel contesto in cui io vivo.... questo atteggiamento è a dir poco, provocatorio.
Buona notte.
Vivendo in una società, la nostra, in cui, di fatto, non si è liberi per niente. Non puoi scegliere, non puoi decidere, non puoi cambiare, o perlomeno, fanno di tutto per non permetterlo. Una società che ti vede solo come un pollo da spennare, tra i tanti. Una società in cui vali solo se sei utile al sistema, altrimenti non sei nessuno, non hai un valore, non rappresenti l'alternativa, quindi nessuna risorsa da utilizzare in quanto diversità. Una società in cui si elogia l'omologazione degli individui.... ecco... come si fa a sentirsi persone in qualche modo libere, nonostante di fatto si è prigionieri del sistema?
Io mi accorgo di essere molto cambiato in questi ultimi anni. Sono meno disinvolto, più teso. Meno disposto ad accettare compromessi, a far finta di non vedere usi, costumi e furbizie che molti di noi sanno porre in atto nella normale vita quotidiana. Soprattutto, non sono più capace di tacere. E vi posso dire che qui da noi tacere rappresenta un'arte.
Esiste un detto da noi : "mai dire ad un cornuto, che è cornuto", cioè mai ricordare a qualcuno i suoi difetti.
Oppure : "cu sapi e taci, avi paci, cu sapi e dici, avi solo nemici", cioè chi sa e tace, ha sempre pace, chi sa e dice, ha sempre nemici.
Cosi io oggi cerco la mia libertà nel dire, candidamente, serenamente, senza animosità, ciò che penso rappresenti la verità, senza guardare in faccia nessuno. Molto banalmente.
Questo secondo voi, rappresenta una forma di libertà o è solo complicarsi stupidamente, ancor più, questa vita fatta da mille catene?
No perché, non so da voi, nelle vostre località, ma nel contesto in cui io vivo.... questo atteggiamento è a dir poco, provocatorio.
Buona notte.




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