Bisogni indotti

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  • Vega
    Opinionista

    • 04/05/05
    • 17958

    #91
    Mi sembra ci sia un certo propinare certi luoghi comuni e stereotipi, il padre come figura principalmente preposta a trasmettere questo:

    "Ci ricorda che essere padre significa soprattutto saper trasmettere ai figli la capacità di guardare al futuro con fiducia, di desiderare, di cercare la propria strada".

    Annamo bbbbeeeeneeeeee!
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24587

      #92
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Interessante! Vuol dire che due come Galimberti e Recalcati, che rappresentano forse le menti più aperte, laiche e progressiste della filosofia nel 2025.....in realtà sono esponenti del vecchio patriarcato medioevale.....
      Più che interessante direi geniale Dark.

      ...Recalcati ha iniziato il suo percorso nel campo della psicoanalisi, ispirato dai lavori di Jacques Lacan...

      Oltre alla sua carriera professionale, Recalcati è noto per il suo impegno nella promozione della cultura e della riflessione
      per chiarire su tutta la mistificazione, Recalcati è un lacaniano; nella dottrina del suo maestro è centrale la dottrina del desiderio, che si auspica come STRUTTURATO e AGIBILE;
      solo in questo sta la critica alla liquidità;
      per essere ancora più semplici, questo sta cercando di insegnare un modo per sostituire il patriarcato che piace a Cono con modelli relazionali altrettanto robusti e agibili, e, secondo me, non ha torto;

      Recalcati dice che, quando ti sarai cambiata le mutande, per uscire ti conviene rimetterti i pantaloni; Cono, da tutto il discorso, evince che non bisogna cambiarsi le mutande perché non si può stare senza pantaloni
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70464

        #93
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Interessante! Vuol dire che due come Galimberti e Recalcati, che rappresentano forse le menti più aperte, laiche e progressiste della filosofia nel 2025.....in realtà sono esponenti del vecchio patriarcato medioevale.....
        Più che interessante direi geniale Dark. Ci puoi fare un articolo sul tuo giornale.

        Nell'epoca in cui i padri sembrano essere evaporati come figure di riferimento, Massimo Recalcati ci sorprende con una riflessione profonda e illuminante sulla paternità contemporanea. "Il complesso di Telemaco" non è solo un saggio di psicoanalisi, ma un viaggio emotivo attraverso il mito greco per comprendere la crisi della figura paterna nel nostro tempo.

        Recalcati capovolge brillantemente la prospettiva freudiana del complesso di Edipo. Se Edipo rappresentava il figlio che, inconsciamente, desidera eliminare il padre per prenderne il posto, Telemaco è invece il figlio che attende, che cerca, che spera nel ritorno del padre. Un'attesa che non è passiva, ma carica di desiderio e speranza.

        L'autore ci conduce attraverso le stanze di questo edificio teoretico con la maestria di un narratore esperto. La sua prosa, pur mantenendo il rigore scientifico, risulta sorprendentemente accessibile e coinvolgente. Attraverso esempi clinici e riferimenti culturali, Recalcati dipinge il ritratto di una società in cui i padri hanno rinunciato al loro ruolo, confondendosi con i figli in una sorta di "fratellanza" che annulla le differenze generazionali.

        Ma il cuore pulsante del libro sta nella sua proposta: non serve più il padre-padrone di un tempo, figura autoritaria e repressiva, ma nemmeno il padre-amico che rinuncia a ogni forma di autorevolezza. Serve un padre "sufficientemente buono" (per usare un'espressione di Winnicott), capace di testimoniare con la propria vita come si possa abitare il mondo con desiderio e responsabilità.

        Il parallelo con Telemaco è illuminante: il figlio di Ulisse non cerca un padre perfetto o onnipotente, ma un padre umano, capace di indicare una direzione, di trasmettere un'eredità spirituale. È questa l'essenza della "nuova paternità" che Recalcati propone: non più basata sul possesso e sul dominio, ma sulla testimonianza e sulla trasmissione del desiderio.

        La forza del libro sta anche nella sua capacità di parlare a tutti: padri, figli, educatori, terapeuti. Recalcati riesce nell'impresa non facile di intrecciare teoria psicoanalitica, riflessione sociologica e sensibilità umana, creando un testo che si rispecchia profondamente con l'esperienza personale di ogni lettore.

        "Il complesso di Telemaco" non è solo un'analisi della crisi della paternità, ma anche un manifesto di speranza. Ci ricorda che essere padre significa soprattutto saper trasmettere ai figli la capacità di guardare al futuro con fiducia, di desiderare, di cercare la propria strada. Un messaggio quanto mai necessario in un'epoca in cui le figure di riferimento sembrano dissolversi nell'aria come fantasmi.

        Massimo Recalcati, nato a Milano il 28 novembre 1959, è uno dei più influenti psicoanalisti e saggisti italiani contemporanei.

        Dopo essersi laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Milano, Recalcati ha iniziato il suo percorso nel campo della psicoanalisi, ispirato dai lavori di Jacques Lacan. Negli anni, è diventato un punto di riferimento per la psicoanalisi lacaniana in Italia e ha fondato diverse istituzioni per la cura e la ricerca delle patologie contemporanee, tra cui Jonas Onlus, un centro per la clinica dei nuovi sintomi.

        Il suo contributo accademico è vasto e variegato, con numerosi libri che esplorano temi come il desiderio, la paternità e le dinamiche familiari. Tra i suoi lavori più noti, “Il complesso di Telemaco" e “L'ora di lezione" hanno avuto un grande impatto sia in ambito accademico che tra il grande pubblico.

        Recalcati non è solo uno studioso, ma anche un comunicatore prolifico. Le sue apparizioni televisive, come nelle trasmissioni "Lessico famigliare" e "Lessico amoroso", hanno reso accessibili le complessità della psicoanalisi a un pubblico più ampio.

        Oltre alla sua carriera professionale, Recalcati è noto per il suo impegno nella promozione della cultura e della riflessione critica.

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        Cono, risparmiati di postarmi sproloqui scritti da altri perché non li leggo.
        Se vuoi argomentare, usa le TUE parole e le TUE idee. Sempre che tu ne abbia, di tue, che non ti sono state inculcate.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70464

          #94
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          per chiarire su tutta la mistificazione, Recalcati è un lacaniano; nella dottrina del suo maestro è centrale la dottrina del desiderio, che si auspica come STRUTTURATO e AGIBILE;
          solo in questo sta la critica alla liquidità;
          per essere ancora più semplici, questo sta cercando di insegnare un modo per sostituire il patriarcato che piace a Cono con modelli relazionali altrettanto robusti e agibili, e, secondo me, non ha torto;

          Recalcati dice che, quando ti sarai cambiata le mutande, per uscire ti conviene rimetterti i pantaloni; Cono, da tutto il discorso, evince che non bisogna cambiarsi le mutande perché non si può stare senza pantaloni
          Ma perché lui non legge i libri, solo gli articoli che ne parlano. Tant'è che non sa fare altro che postare ste cose, che immagino trovi googlando. Zero capacità di argomentare con idee proprie.
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24587

            #95
            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
            Ma perché lui non legge i libri, solo gli articoli che ne parlano.
            va beh, se anche li leggesse, non avrebbe i riferimenti per capire di che si tratta; nel senso che il suo pensiero cerca solo - un po' a casaccio - solo indizi che confermano le sue tesi; una cosa che però facciamo un po' tutti, magari a livelli più sofisticati di auto-inganno.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • LadyHawke
              Osservatrice

              • 29/04/19
              • 9338

              #96
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Non viene detto questo, lady: ricordi da dove siamo partiti? Cosa fa bene alla società, alla relazione e alla reciproca conoscenza, andare a mangiare una pizza fuori (con gli amici, coi colleghi, coi familiari) oppure ordinarla con Just Eat?
              Non viene contestato il lavoro in sé, maschile e femminile, ma l'ECCESSO, di lavoro. Che frantuma i rapporti, lacera le relazioni e disintegra tutti gli altri Valori.
              Ok, si può andare a mangiare una pizza fuori con gli amici ma ci sarebbe qualcosa di male, di sbagliato ad ordinare pizza per tutti, compreso gli amici invitati a casa, e fartela portare a casa dal servizio usato dalla pizzeria?
              Certo guardando dal punto di vista di sfruttamento vedere correre e sfrecciare in città consegnanti Just Eat , ti pone delle domande ma a volte per dei consegnati è l'unico lavoro possibile per sbarcare il lunario e sopravvivere.
              Mio figlio ad esempio che nella sua vita ha fatto vari lavori per quattro soldini e non dipendere, ha fatto pure il consegnante di pizze in pizzeria da un amico, ma aveva un orario, non correva tutto il giorno.
              L'alternativa? Essere un disoccupato.
              Ti dò ragione solo sull'ECCESSO di lavoro, lo sfruttamento che non lascia spazi per altro.
              La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
              Confucio

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              • Bauxite
                Cosmo-Agonica

                • 25/12/09
                • 36341

                #97
                Dark ha usato il verbo "inculcare".
                Qualcuno intervenga.

                Comment

                • LadyHawke
                  Osservatrice

                  • 29/04/19
                  • 9338

                  #98
                  In-cul-care....


                  La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                  Confucio

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24587

                    #99
                    Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                    In-cul-care....


                    deve avere a che fare con quel "I care" citato spesso
                    c'è del lardo in Garfagnana

                    Comment

                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #100
                      Fatto sta che in questo forum si parla per infiniti proibiti.

                      E c'è chi ci inzuppa il BISCOTTO!

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70464

                        #101
                        Il vero problema è se si perde la C
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24587

                          #102
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                          Il vero problema è se si perde la C
                          de retro, Satana ! o era vade retro ? bisogna chiedere a rdc, che sa il latinorum dai salesiani
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #103
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Il vero problema è se si perde la C
                            Oddio, sto visualizzando un maligno!

                            Comment

                            • Kanyu
                              *

                              • 10/05/19
                              • 23123

                              #104
                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                              Il vero problema è se si perde la C
                              E dove sta il problema?

                              Nel caso si può sempre chiamare la santa inquisizione ... quelli di solito restano a guardare

                              de retro... de retro!!!

                              "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

                              Comment

                              • restodelcarlino
                                giullare

                                • 13/05/19
                                • 12553

                                #105
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                de retro, Satana ! o era vade retro ? bisogna chiedere a rdc, che sa il latinorum dai salesiani
                                No: dai salesiani napoletani del Vomero non ho appreso il "latinorum", ma seri e sudati fondamenti grammaticali e sintattici che lo rendevano materia "chiave" per formare una mente "giullaresca"
                                Per quanto riguarda i luoghi con scarsa insolazione, anche con la cultura adulta di poi, forte di letture bibliche sodomagomorresche, non ho alcun ricordo di situazioni, fatti, discorsi e meno che mai esperienze relative a comportamenti applicativi un po' particolari del "sinite pargulos venire ad me"
                                Precisazione doverosa.
                                Per contribuire all'oggetto (un po' oscuro , in verità) della discussione, richiamo il termine dantesco che aveva fatto una folgorante quanto sconclusionata apparizione nella "fase letteraria" del MaestroGiudice, prima che si mettesse a mollo: il verbo "intuarsi". Puo' essere utile?
                                Last edited by restodelcarlino; 20-03-2025, 23:28.
                                ...vassapé...

                                Comment

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