Dio è rispettoso dell'Uomo: Sempre! Fà calare, scendere la Sua Parola di vita a poco a poco....sommessamente, dolcemente....
Più la si legge, la Bibbia e più ci fa innamorare: Dio non è dèspota, ma Padre.
Un padre che sembra prendere per i fondelli un figlio per poi dirgli, stupido non hai capito che si fà così?
Hai chiesto chi è che minaccia, bhè dato che hai letto e riletto la bibbia fino a comprenderla dovresti dirmi se la "storia" dell'inferno non è una minaccia. Come (per l'appunto) un padre che dice al figlio, <se non dormi verrà a prenderti l'uomo nero>.
Per quanto mi riguarda il signore dovrebbe mandare suo figlio, non che se stesso, qua giù ogni cinquecento anni almeno, tanto perchè possa spiegarmi come mi devo comportare in base al periodo che sto vivendo.
Vedi cono, ostinarsi nel seguire, studiare e difendere una religione non ha nulla di benefico per la mente umana, come in altri post hai chiesto la differenza tra un uomo ed un animale, sinceramente credo nessuna.
Mi spiego, vero che un animale vive d'istinto ma è pur vero che esso esiste anche all'intero dell'uomo con la sola differenza che lui ha imparato a dominarlo. Se solo non ti ostinassi nel seguire la linea della bibbia e del suo credo, scopriresti modi di pensare di elogiare che molto si avvicinano all'essere umani e non santoni.
1. Cos’è l’ideologia del genere e perché è così pericolosa?
L’ideologia di genere è il risultato di decenni di trasformazione ideologica e culturale, saldamente
radicata nel marxismo e nel neo-marxismo, promossa dal movimento femminista sempre più radicale
e dalla rivoluzione sessuale iniziata nel 1968. Essa promuove principi totalmente contrari alla realtà e
alla tradizionale comprensione della natura umana. Egli dice che il sesso biologico è puramente
culturale, che nel tempo si può scegliere, e che la famiglia tradizionale è fardello sociale obsoleto.
Secondo l’ideologia di genere l’omosessualità è innata, e i gay e le lesbiche hanno il diritto creare
coppie che saranno il fondamento di un nuovo tipo di famiglia, e anche di adottare e crescere figli. I
promotori di questa ideologia sostengono che ogni persona ha diritti riproduttivi, compreso il diritto
di modificare il sesso, la fecondazione in vitro, la contraccezione e persino l’aborto.
L’ideologia di genere, nella sua forma più radicale, considera il sesso biologico come una sorta di
violenza contro la natura umana. Secondo questa ideologia, “l’uomo è imprigionato nel sesso” e
dovrebbe liberarsi. Negando il sesso biologico, l’uomo guadagna “la vera libertà senza restrizioni”, e
può scegliere il sesso culturale, che si rivela solo nel comportamento esterno. L’uomo ha inoltre il
diritto naturale di cambiare le scelte entro i cinque sessi, quali quello gay, lesbico, bisessuale,
transessuale ed eterosessuale.
Il rischio di ideologia di genere deriva essenzialmente dalla natura profondamente distruttiva sia
contro la persona che contro le relazioni interpersonali, e quindi tutta la vita sociale. Un uomo privo
di identità di genere perde il senso della sua esistenza, non è in grado di scoprire e svolgere i compiti
che incontra nel suo sviluppo personale, familiare e sociale, nonché i compiti relativi alla
procreazione.
Preso da: CostanzaMiriano
Comunque vorrei dire che io mi interesso (tra altre cose) di studi genere, e non esiste nulla che si chiami "ideologia di genere" e che sostenga le cose scritte nel testo citato.
Gli studiosi seri, per quanto ne so, non direbbero mai, ad esempio, che " il sesso biologico è puramente culturale, che nel tempo si può scegliere, e che la famiglia tradizionale è fardello sociale obsoleto", ma piuttosto che "il concetto di Genere vuole indicare che non è la sola biologia a determinare cosa sia una donna oppure un uomo: la società e la cultura (attraverso l’azione di agenzie di socializzazione e istituzioni) influenzano e indirizzano la conformazione dei ruoli maschili e femminili", cosa ben diversa.
A tal proposito riporto un intervento dal sito dell'Associazione italiana di sociologia:
Ideologia del Gender o Studi di Genere? Comunicato a cura di alcun* Componenti della Sezione AIS “Studi di Genere”
Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le dichiarazioni di autorevoli esponenti di diverse istituzioni italiane in merito alla presunta “nocività” degli Studi di Genere in ambito educativo. Nel rispetto della pluralità dei convincimenti di ciascuna persona, e nella volontà di vivificare un dialogo costruttivo e tollerante fra soggetti istituzionali e facenti parte delle reti sociali (civicness), riteniamo opportuno ribadire alcuni elementi storico-scientifici ed etico-procedurali che esplicitano anche le nostre posizioni, unitamente alla ricca trama di studi e ricerche che li supportano.
Le persone firmatarie di questo comunicato (facenti parte del Consiglio Scientifico e della Sezione AIS-Associazione Italiana di Sociologia “Studi di Genere”) ricordano che studi e teorie di Genere costituiscono parte fondamentale e irrinunciabile della conoscenza prodotta dalle Scienze Umane e Sociali. Studi e ricerche gender-sensitive sono un campo di studi scientifico riconosciuto, affermato e diffuso a livello internazionale (europeo ed extraeuropeo) e non un terreno di propaganda ideologica.
Nei vari contesti di ricerca in cui oggi sono usate, le teorie sul Genere problematizzano l’identità sessuale naturalisticamente intesa, per cui il concetto di Genere vuole indicare che non è la sola biologia a determinare cosa sia una donna oppure un uomo: la società e la cultura (attraverso l’azione di agenzie di socializzazione e istituzioni) influenzano e indirizzano la conformazione dei ruoli maschili e femminili. Si tratta di processi delicati e complessi, sui quali la Sociologia, in particolare, può e deve riflettere. I motivi sono diversi. Certamente l’ampliamento della conoscenza ma anche un’assunzione di responsabilità: il riconoscimento della dimensione di Genere (socialmente costruita), permette di agire (con azione preventiva) sulla costruzione del sistema di diseguaglianze basate sulla differenza sessuale.
Le studiose e gli studiosi delle nostra Sezione AIS – di sensibilità, ideologie e orientamenti molto diversi tra loro – si impegnano quotidianamente su questo terreno, con una prospettiva formativa, interdisciplinare e pluralista che è anche e soprattutto un punto di vista sul mondo sociale. Negare la scientificità degli Studi di Genere significa squalificare una parte molto consistente della ricerca prodotta dalle Scienze Umane.
In conclusione, come donne e uomini facenti parte della Sezione AIS – Studi di Genere invitiamo i/le responsabili delle istituzioni politiche, sociali e religiose del nostro Paese a tenere in considerazione, e a rispettare, i risultati che la ricerca scientifica sul Genere ha prodotto e ribadiamo che ciò costituisce un insieme di saperi necessari per comprendere il mutamento individuale, famigliare e sociale, l’avvicendamento generazionale e per preparare le nuove generazioni all’incontro con il futuro incoraggiando relazioni educative più attente all’inclusione e alla partecipazione.
Io sono del parere che ogniqualvolta si cerca di categorizzare qualcosa, di definirla, di etichettarla si finisce per renderla in qualche modo "anormale".
Il metodo migliore per permettere a qualcosa di rientrare nella "normalità"( occorrerebbe definire cosa è normale e cosa non lo è), è non metterla sotto i riflettori ma abituarsi a non vederla, perché in realtà non esiste. Avete presente quella frase " Il peccato sta negli occhi di chi guarda", dove il termine peccato si può sostituite con molti altri termini, ecco io credo che molti problemi esistano solo come percezioni soggettive e non oggettive.
Parto dal principio che l'essere umano è libero di essere quello che vuole essere ma se si porta avanti l'ideologia gender, secondo me, si va a creare un problema dove il problema non esiste.
Mi sembra giusto che ci sia rispetto per tutti gli esseri umani e giusto che molti movimenti abbiano lottato per avere riconosciuti i diritti di tutti e di ciascuno, mi sembra meno giusto fare un' azione preventiva del genere che dovrebbe evitare di..mentre invece potrebbe portare a...
Io sono il problema e io la soluzione "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
Ma ci sono contesti dove una formazione che non tiene conto del genere scompiglia tutti i desideri di ruoli e carismi predefiniti, da cui strenuamente ti si oppongono.
Io sono del parere che ogniqualvolta si cerca di categorizzare qualcosa, di definirla, di etichettarla si finisce per renderla in qualche modo "anormale".
Il metodo migliore per permettere a qualcosa di rientrare nella "normalità"( occorrerebbe definire cosa è normale e cosa non lo è), è non metterla sotto i riflettori ma abituarsi a non vederla, perché in realtà non esiste. Avete presente quella frase " Il peccato sta negli occhi di chi guarda", dove il termine peccato si può sostituite con molti altri termini, ecco io credo che molti problemi esistano solo come percezioni soggettive e non oggettive.
Parto dal principio che l'essere umano è libero di essere quello che vuole essere ma se si porta avanti l'ideologia gender, secondo me, si va a creare un problema dove il problema non esiste.
Mi sembra giusto che ci sia rispetto per tutti gli esseri umani e giusto che molti movimenti abbiano lottato per avere riconosciuti i diritti di tutti e di ciascuno, mi sembra meno giusto fare un' azione preventiva del genere che dovrebbe evitare di..mentre invece potrebbe portare a...
Scusa Silvia, tra l'altro dici cose con cui sono pure d'accordo nella prima parte, però non ho capito le tue conclusioni, soprattutto perchè, per me, non esiste qualcosa che si chiami "ideologia gender" e quindi non capisco mai a cosa ci si riferisca.
Scusa Silvia, tra l'altro dici cose con cui sono pure d'accordo nella prima parte, però non ho capito le tue conclusioni, soprattutto perchè, per me, non esiste qualcosa che si chiami "ideologia gender" e quindi non capisco mai a cosa ci si riferisca.
Anche per me non esiste, mi riferivo a quello che dicono e scrivono loro. Qualche mese fa ci fu l'allarme" ideologia gender", si iniziò a parlare di chi fosse d'accordo nel portarla nelle scuole. Io non mi sono interessata più di tanto perché per me non esiste, ma il fatto stesso che ne parlino o che vorrebbero insinuarla nella mente della gente, mi infastidisce
Io sono il problema e io la soluzione "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
Ci si riferisce ad una tendenza educativa recente che tende a non assegnare ruoli marcati e predefiniti a maschio e femmina, della serie uno gioca a guerra, l'altra con le bambole in modo di predisporli ai ruoli sociali di competenza.
Cio', in ambiente cattolico fondamentalista, viene definita ideologia gender.
Ma ci sono contesti dove una formazione che non tiene conto del genere scompiglia tutti i desideri di ruoli e carismi predefiniti, da cui strenuamente ti si oppongono.
Perdonami, l'unico genere che conosco si chiama essere umano, che poi si classifichi come gay, trans, etero ecc, a me non importa un bel niente
Io sono il problema e io la soluzione "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
Ci si riferisce ad una tendenza educativa recente che tende a non assegnare ruoli marcati e predefiniti a maschio e femmina, della serie uno gioca a guerra, l'altra con le bambole in modo di predisporli ai ruoli sociali di competenza.
Cio', in ambiente cattolico fondamentalista, viene definita ideologia gender.
Gatto i bambini sono bambini e sono liberi di giocare ed essere come e cosa vogliono
Ti racconto una chicca..quando ero piccola chiedevo spesso a mia madre se fossi femmina o maschio perché avevo associato la gonna all'essere femmina e i pantaloni all'essere maschio. Un giorno che mia madre mi fece indossare i pantaloni le dissi- Bene, oggi allora sono maschio
Ad una certa età è normale che i bambini siano confusi sul loro genere ma non significa assolutamente nulla di strano, crescendo sapranno da soli cosa sono o cosa si sentono di essere pertanto sono solo delle forzature quelle di cui parlano loro
Io sono il problema e io la soluzione "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
Tu, altri la pensano diversamente e fanno battaglie per supportare la loro visione.
Guarda per un verso capisco questo loro pensiero, perché troppe volte ci sono ragazzi aggrediti fisicamente e verbalmente perché gay ed è una cosa insopportabile. Sono d'accordo che si faccia un lavoro di apertura mentale verso la "diversità" in genere ( dove, continuo a ripetere, la diversità sta negli occhi di chi guarda e nelle barriere architettoniche che i "normali" continuano a creare) ma senza forzare la mano, altrimenti si crea il "caso" che è "diverso"
Io sono il problema e io la soluzione "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
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