Foibe - Un'invenzione Della Destra Italiana?

Collapse
This topic is closed.
X
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Matthias

    #16
    Bene, in innumerevoli topic ho già espresso la mia idea su chi esprime certe idiozie...ma pare che qualcuno preferisca ignorarlo se gli fa comodo, Evil...

    ps: sarei grato a tutti se la smettessimo con questo gergo da centro sociale, io non chiamo i comunisti "drogati" o "zecche" o simili.

    Comment

    • The Evil Twin
      Pessimo Elemento
      • 25/08/06
      • 14889

      #17
      Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
      Bene, in innumerevoli topic ho già espresso la mia idea su chi esprime certe idiozie...ma pare che qualcuno preferisca ignorarlo se gli fa comodo, Evil...
      Non mi riferivo ovviamente a te, ho letto quanto hai scritto in passato sull'argomento e so come la pensi.
      Ho solo risposto alla domanda che avevi posto prima. Esistono le teste di cazzo in qualsiasi fazione(coglioni e pazzi sono aggettivi che possono creare "confusione" )


      p.s. Dai Mat, hai usato tu la parola "fascista dichiarato", fasci è un diminutivo. Intendilo per quello che è.
      [B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi

      Comment

      • Piotr Aleksejevic
        Zar autocrate di tutte le Russie
        • 24/11/05
        • 7926

        #18
        Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
        Tratto da che libro?
        La cosa pi
        CONIGLIO MANNARO

        "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
        Gianni-Emilio Simonetti

        La calma

        Comment

        • yuri gagarin
          Dall'altra parte del muro
          • 19/06/05
          • 1336

          #19
          che palle con queste foibe.
          [QUOTE=Piotr Aleksejevic;504649] c'
          GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

          Comment

          • Matthias

            #20
            Copiando i missili inventati da un tedesco, sai che sforzo...

            Comment

            • yuri gagarin
              Dall'altra parte del muro
              • 19/06/05
              • 1336

              #21
              Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
              Copiando i missili inventati da un tedesco, sai che sforzo...
              OT
              peccato che i primi ad andare nello spazio furono i sovietici e non i tedeschi: 1957 cagnetta laika, 1961 me medesimo
              FINE OT
              GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

              Comment

              • ROSK
                Opinionista
                • 31/03/06
                • 1398

                #22
                [QUOTE=Piotr Aleksejevic;504693]Appunto, quindi sei prevenuto nei miei confronti ...
                quando esprimo opinioni mie lo dico ...
                quando esprimo quello che ritengo verit
                LIPPI ODIO TE E TUTTI I GOBBI COME TE

                Comment

                • yuri gagarin
                  Dall'altra parte del muro
                  • 19/06/05
                  • 1336

                  #23
                  Vi state perdendo in una sterile o quasi polemica, perchè non iniziate il vostro discorso da parigi e da rapallo?....li' si possono trovare alcune delle risposte alle tante situazione che si verificarono successivamente.....vi lascio con un interrogativo, a domani.
                  GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

                  Comment

                  • Matthias

                    #24
                    No, stavolta yury ha ragione...

                    Comment

                    • nello
                      Opinionista
                      • 29/05/06
                      • 1162

                      #25
                      ma dalmatino s'
                      [SIZE="3"]"Fare un altro round quando pensi di non farcela,

                      Comment

                      • BIO-LOGICO
                        Opinionista
                        • 28/10/06
                        • 85

                        #26
                        Originariamente Scritto da Silviola Visualizza Messaggio
                        Ha proposto un sondaggio dando per scontato che le foibe fossero un'invenzione.Non ha nemmeno inserito l'opzione per chi invece sa o crede che non lo siano...
                        quoto............ che gente

                        Comment

                        • yuri gagarin
                          Dall'altra parte del muro
                          • 19/06/05
                          • 1336

                          #27
                          Vedo che nessuno(mi riferisco a piotr e matthias) ha raccolto il mio invito....se ho citato Parigi e Rapallo non l'ho fatto a caso...infatti la conclusione della I guerra mondiale mutò radicalmente gli equilibri politici internazionali e ridisegnò i confini geografici di numerose nazioni.
                          I nuovi scenari geo-politici scaturirono dagli accordi e dai diktat emersi dalla Conferenza di pace apertasi a Parigi, nel palazzo di Versailles, il 18 gennaio 1919 ed alla quale parteciparono le rappresentanze di ventisette Stati. Dalla Conferenza emersero le nuove ambizioni imperialistiche e, con esse, i contrasti tra i paesi imperialisti emergenti e si delineò altresì, la supremazia di Stati Uniti, Francia e Inghilterra. L'Italia in particolare, vide ridimensionate le sue ambizioni espansioniste. Le richieste presentate a Parigi dal primo ministro Orlando in virtù di alcuni articoli segreti stabiliti nel Trattato di Londra del 1915 (Trentino, Tirolo, vaste zone balcaniche, colonie dell'Anatolia e dell'Africa), vennero osteggiate e rimesse in discussione da Wilson, Clemenceau e Lloyd George. Orlando, che in un primo tempo aveva abbandonato la Conferenza, rientrò a Parigi accettando quanto stabilito dalle tre maggiori potenze.
                          Con la firma del trattato di pace da parte dell'Austria il 10 settembre 1919 nel castello di Saint Germain, all'Italia andarono Trento, il Sud-Tirolo, Trieste e parte dei territori slavi meridionali. La mancata annessione di tutti i territori rivendicati fece crescere in Italia la protervia del nazionalismo e del nascente fascismo sfociata, il 12 settembre 1919, nella banditesca azione del manipolo guidato da D'Annunzio dell'occupazione di Rijeka (Fiume).
                          La soluzione al contenzioso territoriale tra il Regno d'Italia e il Regno dei serbi-croati-sloveni (denominato Regno di Jugoslavia nel 1929) si ebbe con il Trattato di Rapallo firmato il 12 novembre 1920. Il confine orientale vedeva annessi all'Italia territori ad etnia mista italo-croata e italo-slovena (concentrate soprattutto nelle citt&#224, ma anche zone totalmente slovene comprendenti complessivamente una popolazione di circa mezzo milione di persone tra sloveni e croati....credo che per immergersi nel discorso foibe questo preambolo storico sia doveroso....se volete ora potere continuare, io mi chiamo fuori tanto il mio pensiero lo conoscete.
                          GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

                          Comment

                          • Matthias

                            #28
                            E conoscevamo anche questi retroscena per questo nessuno ne ha parlato.
                            Grazie comunque per la sintesi.

                            Tra parentesi, se non fosse stato per il nostro intervento in guerra, che apr

                            Comment

                            • Miliziano
                              Opinionista
                              • 18/10/06
                              • 56

                              #29
                              Non mi prendo neanche il disturbo di leggere questo topic.
                              Un p di rispetto a chi
                              www.militiachristionline.it

                              Comment

                              • gimbo
                                Banned
                                • 29/07/05
                                • 623

                                #30
                                Originariamente Scritto da DALMATINO
                                Ultimamente possiamo sentire che le foibe non sono nient'altro che la mistificazione e invenzione della Destra italiana.
                                ___________________ ___________________ __________________

                                E' questo il titolo del libro di Claudia Cernigoi. L'autrice (che è giornalista pubblicista dal 1981, ha collaborato alle prime radio libere triestine ed oggi dirige il periodico "La nuova alabarda") ha deciso di indagare sulle "foibe" per dare una mano a mettere la parola fine alle speculazioni politiche su questo argomento. Il libro è edito dalle Edizioni Kappa Vu, per la collana I Quaderni del Picchio (Udine, luglio 1997); il prezzo di copertina è di lire 22mila.

                                Un altro libro sulle foibe? Certamente, perché in questo libro si affronta il problema da un'angolazione del tutto diversa da come si è finora parlato di foibe: innanzitutto valutando cosa c'é stato "prima" (storicamente parlando); analizzando poi come si sono svolti i fatti "durante" ed infine cosa è successo "dopo", ovvero come la propaganda reazionaria è riuscita a costruire il "caso foibe".
                                "Prima" delle foibe ci sono stati vent'anni di fascismo, violenze, snazionalizzazioni forzate, repressione feroce per gli oppositori del regime, una guerra d'aggressione che coinvolse anche popolazioni civili che furono sterminate e deportate: di questo si parla nel capitolo "A Trieste la storia non inizia il 1. maggio 1945", di questo e delle varie formazioni armate che operarono nella zona e furono poi "vittime" delle "deportazioni". Si parla qui anche dell'orrendo fenomeno del collaborazionismo dei "civili" coi nazifascisti, fenomeno non ancora sufficientemente analizzato dagli storici locali.
                                Come si sono svolti i fatti "durante"? Ovvero: facciamo finalmente quella che viene definita, con un'espressione orribile, la "contabilità degli infoibati", cosa che finora nessuno storico ha voluto fare, vuoi per un malinteso senso di rispetto per i morti, vuoi per mero rifiuto di fare chiarezza sulla questione. Ma se vogliamo rispettare i morti dobbiamo fare chiarezza storica sulla loro morte, ed è anche per rispetto dovuto ai vivi che si deve dire chi è morto, e come, e perché è stato ucciso, che cosa ha realmente fatto in vita; perché gli innocenti sono innocenti, però i criminali di guerra non lo sono, e queste sono cose che vanno dette. Contabilità dei morti, dunque: e al di là delle roboanti cifre sparate da vari pseudo-storici, in questo libro si dimostra che dall'attuale provincia di Trieste nei fatidici "40 giorni" sono scomparse 517 persone, suddivise in queste categorie: Guardia di Finanza: 112; Militari di formazioni varie: 151; Polizia (compresi membri delle SS): 149; civili (compresi collaborazionisti e spie di vario tipo): 105. Con queste cifre non si può quindi parlare di genocidio, né di pulizia etnica, e neppure di violenza politica finalizzata alla conquista del potere.
                                Infine in questo libro si delinea la manovra propagandistica che ha portato a creare la "mitologia della foiba": dai libelli nazisti sulle foibe istriane apparsi gi à alla fine del '43, ai documenti creati dai servizi segreti della X Mas (1) e diffusi durante la guerra, ai testi mistificanti di Bartoli, Papo, Pirina, fino alla recente inchiesta sulle foibe istriane condotta dal P.M. romano Pititto.
                                Un capitolo particolare è dedicato alla cosiddetta "foiba" di Basovizza, monumento nazionale, che è in realtà il pozzo di una vecchia miniera abbandonata. Documenti alla mano, a noi non risulta che dentro quel pozzo vi siano salme di infoibati, né i 300 metri cubi incisi sulla lapide fino all'anno scorso, né tantomeno i 500 metri cubi che sono comparsi sulla lapide solo un paio di mesi fa: per questo, per fare chiarezza storica e politica una volta per tutte, chiediamo che si apra il pozzo e si verifichi che cosa c'é dentro. Una volta verificato questo si potrà decidere se e perché andare ad inginocchiarsi sulla "foiba", e in onore di chi.

                                a cura della Redazione de "La Nuova Alabarda"
                                direttore responsabile Claudia Cernigoi, C.P. 57 - Trieste Fax 040-577316



                                (1) La "Decima Mas" era quel corpo della marina militare dell'Italia fascista prima, e della RSI poi, che fu riciclato dagli angloamericani nel '45/'46 in funzione anticomunista e costituì il nucleo originario della più nota struttura "Gladio" (il gladio era il simbolo della X Mas). Il suo capo, Junio Valerio Borghese, ha svolto un ruolo attivo nella politica italiana "dietro le quinte" fino agli anni '70, quando scoppiò il caso del progettato golpe che porta il suo nome.



                                la prefazione di Sandi Volk

                                Credo che il lavoro di Claudia Cernigoi sia una specie di lezione per la categoria di persone che si occupano professionalmente di storia, alla quale appartengo, che tanto scarsa prova di sé hanno dato nell'affrontare la questione delle foibe. Mentre infatti paleo e neo revisionisti e fascisti, largamente finanziati da privati e da istituzioni pubbliche , inviano i loro libercoli propagandistici a magistrati e scuole, dove poi vengono invitati - per ignoranza o peggio - atener lezione sul "genocidio di italiani nella Venezia Giulia", gli storici professionisti "democratici" (salvo rare e perciò ancor più apprezzabili eccezioni, che peraltro non trovano spazio sugli stessi media che ne offrono in abbondanza a Pirina & Co.) non si degnano di affrontare seriamente la questione per metter fine alle strumentalizzazioni, ma si dedicano, nel migliore dei casi, a girare intorno all'argomento e a dotte riflessioni su giornali e TV, che generalmente giungono a una conclusione comune: quanto fossero cattivi i comunisti, e gli "slavocomunisti" in particolare, e come le masse combinino orrori quando si muovono per modificare a proprio favore equilibri sociali ormai insopportabili. E nel fare tutto questo si danno sostanzialmente per buone cifre e tesi presentate dai revisionisti, limitandosi a formulare ipotesi sulle motivazioni dei presunti "massacri".
                                Ma come biasimare gli storici "democratici", se poi a scatenare l'ultima campagna propagandistica sulle foibe a livello nazionale è stata la "sinistra democratica" ora al governo! Essi in realtà non fanno che adeguarsi (con maggiore o minore convinzione) al clima della "pacificazione nazionale" (che partendo dalla comprensione per i fascisti arriva a farne dei martiri dell'"italianità"), finalizzata al ricompattamento politico della borghesia italiana e a fornire un supporto ideologico alla nascente Seconda Repubblica e alle sue mire da potenza regionale. Indirizzandosi queste mire in primo luogo verso obiettivi tradizionali, come l'Albania e le regioni confinarie slovene e croate, ecco rimessi in campo anche gli altrettanto tradizionali strumenti propagandistici e di pressione su Slovenia e Croazia, da sempre inscindibilmente legati fra loro: foibe ed esodo. E non si può non accorgersi di come le campagne stampa su questi temi preparino il terreno, con l'aizzamento dell'odio nazionale, a un eventuale energico intervento di "riparazione dei torti subiti".
                                Il lavoro di Cernigoi, anche se affronta la questione foibe nel solo territorio della provincia di Trieste, era quindi più che necessario. L'autrice non nega la realtà delle foibe, né gli eccessi e le vendette personali, ma attraverso una ricerca rigorosa riporta il fenomeno fuori dal mito, presentandoci sull'argomento un lavoro agile, ma organico e completo. I risultati immediati del lavoro (presentato già in parte sul periodico La Nuova Alabarda) sono tutt'altro che disprezzabili (tenuto conto poi del fatto che i media locali ne hanno costantemente taciuto) avendo infatti costretto Pirina a ritirare "spontaneamente" dal commercio il suo "Genocidio" per correggerne gli "errori". Ma è stata anche messa in serissimo dubbio l'esistenza di infoibati in quella che è la foiba-simbolo di Trieste, quella di Basovizza (lo "Soht"), dichiarata monumento nazionale non molti anni fa e sulla quale si svolgono ogni anno celebrazioni, alle quali partecipano autorità e picchetti d'onore militari.
                                I meriti maggiori del libro sono però due: l'aver affrontato la questione di chi e quanti fossero gli infoibati nella zona di Trieste e la ricostruzione, breve ma esaustiva, della storia dell'utilizzo propagandistico delle foibe. Il curriculum di squadristi, aguzzini, spie e altro, nonché la presenza tra gli uccisi di diversi sloveni, smentisce nel modo migliore la tesi degli infoibati uccisi solo in quanto italiani e chiarisce i veri motivi del fenomeno foibe.
                                Per quel che riguarda il numero degli infoibati si tratta di ristabilire semplicemente la verità storica - quella di un fenomeno limitato - di fronte alle cifre iperboliche letteralmente inventate dagli ambienti nazionalisti e (neo)fascisti. La ricostruzione delle vicende dell'uso propagandistico del tema foibe dimostra come la cosa venga da lontano e come quella intorno alle foibe sia stata, e sia tuttora, una operazione di vera e propria "dezinformacija", di guerra propagandistica, e lascia intravedere, per gli ambienti in essa coinvolti (X Mas), collegamenti con altre operazioni (per es. Gladio). E risulta molto più plausibile anche l'ipotesi che la costante riproposizione delle sparate propagandistiche sulle foibe faccia parte di un progetto politico molto più ampio (comprendente per esempio l'insediamento massiccio di esuli a Trieste) per mantenere alta la tensione nazionale in queste terre di confine.
                                Ed è proprio a partire da questo ultimo tema, che indica prospettive di ricerca tutte da percorrere, che vorrei fare alcune considerazioni generali più ampie. Contro il revisionismo, ormai divenuto dottrina semi-ufficiale anche della sinistra di governo, non serve a mio avviso cercare di difendersi, come fanno parte degli ex comunisti locali sulla questione delle foibe, vantando meriti patriottici e scaricando le presunte responsabilità sui comunisti sloveni e croati, facendo così il gioco di chi vuole ridurre tutto a contrapposizione nazionale. A mio avviso la sfida del revisionismo va accettata ritorcendogli contro i suoi stessi argomenti, come ha fatto l'autrice di questo libro, e abbandonando l'impostazione oleografica della Resistenza. La Resistenza non è stata infatti solamente lotta di liberazione nazionale, ma anche lotta per il potere da parte della classe operaia e delle altre classi subalterne.
                                Nella Resistenza c'era chi lottava per questi obiettivi e chi (per sua stessa ammissione) c'era entrato per impedire che tali obiettivi si realizzassero, se necessario anche con le armi e con l'aiuto dei fascisti, e riconsegnare il potere nelle mani di quella borghesia che il fascismo lo aveva finanziato e messo al potere. Come dimostra anche la vicenda delle foibe i connubi con i fascisti sono continuati anche nel dopoguerra, tanto che lo stesso assioma secondo il quale la Repubblica sarebbe nata dalla Resistenza va messo in discussione, viste le persecuzioni dei partigiani comunisti e le stragi di operai e contadini attuate da quella stessa Repubblica (con largo ricorso a personale fascista) fin dall'immediato dopoguerra (per non parlare delle successive "Stragi di Stato").
                                Alla luce di queste considerazioni e di quanto dice questo libro risulterà forse più chiaro come mai ogni anno rappresentanti ufficiali delle istituzioni repubblicane si rechino alla foiba di Basovizza ad onorare la memoria di "martiri dell'italianità" del tipo di quelli che ci descrive Claudia Cernigoi. Ed i primi a sentirsi offesi dal fatto che l'italianità venga rappresentata dai "martiri" di tale risma, dovrebbero essere proprio quegli italiani che desiderano rispettare se stessi ed essere rispettati dai popoli vicini.
                                innanzitutto voglio farti notare lo stridente contrasto tra quanto affermi nel post iniziale e quanto invece risulta dall'impostazione del sondaggio. se il primo apre un punto di vista nuovo e a me sconosciuto sulla vicenda delle foibe, il secondo è quanto di più vicino ad una storpiatura della realtà. non si può affermare che le foibe non siano mai esistite, che siano un espediente utilizzato dalla destra politica per contrastare la controparte o addirittura per ingannare gli elettori. prova ne sia che lo stesso libro della cernigoi, del quale probabilmente non hai neanche letto la recensione prima di postarla, afferma che con la vicenda delle foibe si è compiuta una strage. ciò che vi è di nuovo nel libro è da un lato il ridimensionamento del numero delle vittime, dall'altro la revisione della composizione sociale degli infoibati.
                                se, secondo gli storici revisionisti, vittime delle foibe furono anche cittadini comuni, colpevoli solo di essere italiani, per la cernigoi gli infoibati furono quasi esclusivamente soldati e i restanti pochi civili tutti spie dei nazi-fascisti.
                                io non posso che dare atto all'autrice del libro di aver portato alla ribalta un' interpretazione diversa degli avvenimenti di quei giorni, alla luce di un maggiore rigore storiografico e di una più sentita obiettività, più sentita di quella di molti storici revisionisti.
                                Last edited by gimbo; 20-11-2006, 02:09.

                                Comment

                                Working...