[QUOTE=Il gatto;1102417]Sono una aggravante da quando il problema si genera sia che la criminalit
Problemi di una immigrazione incontrollata e non gestita
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Registro che almeno qualche anticorpo ce l'hanno.Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggioforse non la appoggi, ma la celebri come un gesto di coraggio quasi eroico.
il che mi porta ovviamente a riproporti l'esempio di cui sopra, quello del fratello e della macchina.
Ecco cosa ne pensa Saviano:
[URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non
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Benedetto XVI grida forte, durante l'Angelus, che "gli immigrati hanno gli stessidiritti di tutti"
E' domenica, giorno di festa ma anche di preghiera. E di riflessione. La città si sveglia un po' stordita, confusa e incerta. Le violenze dei giorni scorsi, la caccia all'emigrante che è proseguita ancora nella notte hanno lasciato il segno. Nella parte bassa di Rosarno, le ruspe dei vigili del fuoco sono già al lavoro. Smantellano con i loro lunghi bracci dentati le mura fatiscenti di Rognetta, il piccolo campo dove vivevano trecento immigrati africani. Nella parte alta, davanti al palazzo del Comune, spicca il Duomo. Sono le 10 e per la prima volta, dopo tante settimane, la chiesa torna a riempirsi di fedeli. I bambini, a decine, nelle prime file. Gli adulti, molti anziani, dietro. Sulla sinistra c'è ancora il presepe, la grotta, Giuseppe e Maria piegati su Gesù, il bue e l'asino. Sui nastri rossi che l'avvolgono ci sono parole che in queste ore acquistano ancora più valore. Solidarietà, tolleranza, rispetto, pace, uguaglianza.
Don Pino Varrà, parroco di Rosarno, parte da lontano. Afffronta la parabola del Vangelo dedicata al battesimo. La nascita, il riconoscimento ufficiale, l'eguaglianza di tutti i bambini di fronte a Dio. Parla ai più piccoli che gli siedono davanti. Parte da loro per arrivare agli altri. Che lo ascoltano, che intuiscono, che si aspettano qualcosa. Nelle ultime file sostano gli uomini del paese. Molti, in questi giorni, hanno partecipato alle violenze, hanno brandito bastoni e catene. Hanno dato man forte ai blocchi sulla statale per Gioia Tauro. Giù alla vecchia fabbrica di Rognetta e poi più in là, verso l'altro campo dei dannati, all'ex oleificio trasformato in un campo di disperati. Adesso sono qui. Cercano conforto e comprensione.
"Bisogna aiutare i fratelli che sbagliano", spiega il sacerdote. "E in questi giorni che stiamo vivendo qualcuno ha sbagliato. Ma questo non ci autorizza a colpirlo, a inseguirlo, a ucciderlo, a cacciarlo. Ci obbliga a capire, a fermarci. Per non sbagliare più. Questo dobbiamo fare se vogliamo essere dei cristiani". Il parroco lascia l'altare, scende tra la gente. Parla a braccio, stringe con le mani il microfono. "Se ho un fratello in famiglia non posso picchiarlo o cacciarlo di casa perché ha rotto un vaso. Devo andargli incontro, sostenerlo, capire cosa è accaduto". Allarga le braccia, sorride: "Vedo finalmente questa chiesa piena, sono contento che moltissimi tra voi sono tornati. Ma vedo anche che manca qualcuno". Don Pino sospira, si rivolge ai bambini. "Lo vedete anche voi. Non c'è John. Vi ricordate di lui? Veniva ogni domenica". I bambini annuiscono. I genitori, dietro, restano in silenzio. Tesi e consapevoli. "Mancano anche Christian, Luarent. E Didou, il piccolo Didou. Mancano i suoi genitori. Erano come voi, con la pelle più scura, venivano dall'Africa. Non ci sono perché li hanno cacciati".
E' il culmine dell'omelia. E' il momento dell'appello. E del rimprovero: "Mi rivolgo ai più grandi, ai genitori. Perché loro hanno un ruolo importante, formativo. A voi dico: non vi fate trascinare verso ragionamenti e reazioni che non sono da cristiani. E' facile dire: abbiamo ragione noi. Quando siete nati, Dio è stato chiaro: questo è mio figlio. Lo siamo tutti. Tutti abbiamo diritto alla vita, una vita dignitosa, che non ci umili. Anche quelli di un altro colore, anche quelli che sbagliano sempre. Se vogliamo essere cristiani noi non possiamo avere sentimenti di odio e di disprezzo".
Il parroco adesso è al centro della navata. Si rivolge al suo gregge che appare ancora più smarrito. Alza la voce, come un tuono: "Possiamo anche dire che abbiamo sbagliato. Che i miei fratelli, bianchi e neri hanno sbagliato. Ma lo dobbiamo dire sempre. Non solo quando qualcuno ci sfascia la macchina. Lo dobbiamo sostenere con forza anche quando altri fanno delle cose ancora più gravi. Cose terribili. Dobbiamo avere il coraggio di gridare e denunciare". Il sacerdote indica il presepe: "Non avrebbe senso aver allestito questa opera. Non avrebbe senso festeggiare il Natale. Meglio distruggerlo e metterlo sotto i piedi. Dobbiamo celebrarlo convinti dei valori che lo rappresentano. Perché crediamo nella misericordia e nella solidarietà. Se invece non abbiamo la forza di ribbellarci ai soprusi e alle ingiustizie e siamo pronti alle violenze nei confronti dei più deboli, allora non veniamo più in chiesa. Dio saprà giudicare. Saprà chi sono i suoi figli".
Il Duomo è avvolto da un silenzio pesante. Molti muovono nervosi le gambe. Don Pino è stato chiarissimo. Ha colpito nel segno. E' riuscito a scavare nell'animo della Rosarno ferita e confusa. "Non mi ero preparato alcuna omelia. Ho detto queste cose perché le sentivo. Perché mi sono state suggerite. Non da qualcuno tra voi. Ma da Dio. Potrò sembrarvi presuntuoso. Ma Dio, che ha assistito alle violenze di questi giorni, mi ha chiesto di dirle ai suoi figli. Figli come voi. Figli che hanno sbagliato e che vanno aiutati a non sbagliare più".
© Riproduzione riservata (10 gennaio 2010) Tutti gli articoli di Cronacahttp://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/10/news/omelia_rosarno-1895623/amate i vostri nemici
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"Non ci dovrebbero nemmeno stare"? Regolarizzare invece chi si spacca la schiena raccogliendo pomodori a 10 euro al giorno, no? Riconoscere a chi fugge da fame, guerra e povertà, approdando qui dopo tremende vicissitudini in mare per accudire i nostri anziani e fare lavori che consideriamo umilianti, lo status di cittadini e' esercizio tanto disdicevole, Gatto?amate i vostri nemici
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Ciò tu lo affermi, ma il fatto che tu lo affermi e magari ne sia convito non lo fa diventare ne cosa vera, ne situazione esistente.
Se vuoi accogliere parti si da un concetto di umana accoglianza, ma poi la realtà materiale dei corpi, perchè a presentarsi non sono puri spiriti, implica che devi contare i posti lavoro, le volumetrie abitative necessarie a stivare quei corpi, le risorse finanziarie necessarie a pagare i servizi, che sono materiali e non spirituali, che quei corpi necessitano, tutte cosette che hanno il difetto di non essere ne infinite, ne di facile e immediata disponibilità illimitata.
Ed ecco come un principio spirituale si trasforma in vile calcolo matematico, se vuoi dargli corso concreto nei regni della terra e ciò anche per quantita limitate che già ne necessitano fortemente all'interno, figuariamoci per quantità considerevoli che ti arrivano fra capo e collo a chiederle da casa del diavolo.
Altrimenti li tratti nello spirituale, gli offri tutta la solidarietà morale, acquisendo lo spirito della richiesta e rispedendo i vili corpi, che inquinano la soluzione spirituale, dove sono stati generati, sempre con la massima solidarietà morale che sarà loro di grande sostegno spirituale in una soluzione spirituale del problema.
In tale ambito ogni necessità di conteggio decade, potendo la spiritualità nello spirituale dare risultati infiniti.Last edited by Il gatto; 11-01-2010, 15:50.
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Per rimanere in "ambito" religioso, gli sceriffi da poltrona pensano di poter svuotare il mare con un secchio... L'immigrazione sarebbe qualcosa di gestibile secondo questi signori, gestibile come una coda alle poste. La verità é che l'immigrazione é di per sé un fenomeno irrisolvibile. É addirittura ridicolo pensare che l'uomo sia animale stanziale. Ridicolo pensare che si possa gestire senza riparare in qualche modo all'assurda sperequazione economica che caratterizzala nostra pallina di fango...[URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non
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Veramente l'uomo è di fatto ormai un animale stanziale.Originariamente Scritto da N3m0 Visualizza MessaggioÉ addirittura ridicolo pensare che l'uomo sia animale stanziale...
Sei rimasto a circa 4000 anni fa.
Se agli inizi dell'avventura documentata della nostra specie la più parte di questa fosse nomade è un'evidenza storica che dopo/intorno alla scoperta dell'agricoltura la percentuale di umanità dedita al nomadismo è diminuita in modo esponenziale.
Attualmente a ben vedere non esistono più popolazioni collettivamente nomadi.
Le migrazioni attualmente riguardano l'1,4% della popolazione umana ed è un fenomeno in evidente diminuzione, riguardante unicamente individui.
Ovviamente scenari di disastro ambientale riproporrebbero una nuova migrazione collettiva, ma sarebbero circoscritti all'entità dell'eventuale disastro (che speriamo tutti essere comunque il più piccolo possibile).Last edited by anaffettivo; 11-01-2010, 21:11.
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In realtà le persone che attualmente vivono in un Paese diverso da quello di nascita sono circa 191 milioni (rapporto ONU 2006). Contando che nel 2000 erano 175 milioni (Fellman-Getis, Geografia umana) non mi sembra in così evidente diminuzione.Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza MessaggioVeramente l'uomo è di fatto ormai un animale stanziale.
Sei rimasto a circa 4000 anni fa.
Se agli inizi dell'avventura documentata della nostra specie la più parte di questa fosse nomade è un'evidenza storica che dopo intorno alla scoperta dell'agricoltura la percentuale di umanità dedita al nomadismo è diminuita in modo esponenziale.
Attualmente a ben vedere non esistono più popolazioni collettivamente nomadi.
Le migrazioni attualmente riguardano l'1,4% della popolazione umana ed è un fenomeno in evidente diminuzione, riguardante unicamente individui.
Ovviamente scenari di disastro ambientale riproporrebbero una nuova migrazione collettiva, ma sarebbero circoscritti all'entità dell'eventuale disastro (che speriamo tutti essere comunque il più piccolo possibile).
Se poi conti che in questo non sono nemmeno contate le migrazioni dalle campagne alle città che ha una portata ancora maggiore delle migrazioni internazionali (sempre Fellman e Getis, il che vuol dire che quei 200 milioni di cui sopra raddoppiano quanto meno), direi che è un fenomeno tutt'altro che secondario della storia umana.
E se contiamo che non esiste un'epoca storica senza migrazioni, possiamo ragionevolmente affermare che la migrazione è un fenomeno permanente della storia umana.
E infatti ci sono un sacco di flussi in uscita.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioMa se anche fosse, una mobilità fisiologica implicherebbe flussi in in ingresso, ma anche in uscita, al che gli equilibri resterebbero sostanzialmente invariati, non flussi solo in ingresso e da serbatoi vasti verso contenitori saturi per conto loro, cosa che differenzia molto la migrazione attuale da quella di fine secolo scorso, che si prende sempre ad esempio senza soffermarsi sul fatto che vedeva spostamenti da paesi piccoli verso continenti grossi, spopolati e in via di costruzione.
La migrazione prevede sempre un'ondata di ritorno. Circa un quarto di tutti i migranti ritorna nel proprio paese d'origine.
Oltre a questi, c'è da contare che moltissimi laureati dei paesi occidentali emigrano (dal Canada sono emigrati negli USA tra il 15% e il 40% dei laureati, giusto per citarti un dato che ho adesso sottomano... a occhio direi che la fuga di cervelli dall'Italia sia almeno altrettanto ).Last edited by erin; 11-01-2010, 21:25.
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
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Ciò non toglie che la migrazione non sia contabilizzabile solo in termini numerici, infatti i cervelli che escono dalla nostra realtà poi non vanno a generare il degrado e i costi socio economici che si ingenerano con la migrazione entrante, che se al pari di quella uscente fosse fatta da elementi di scienza, cultura di pregio e mercantile es non genererabbe il problema che ci si trova a fronteggiare di baraccopoli che accerchiano le città.
Della serie ci deve essere un pareggio di numeri, ma anche di qualità e risorse entrate a fronte di quelle uscite.
Nel brutale se gli invetitori emigrano e mi entrano al loro posto disoccupati in cerca di lavoro il sistema salta anche se uno di un tipo esce e uno dell'altro entra.
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