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delinquenza d'importazione
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Quelli che siamo in grado di accogliere sono quelli compresi nel numero stabilito dalle quote annuali di ingresso regolare poi confermati da dall'inserimento effettivo in una situazione lavorativa regolare.una legislazione sensata che miri all'integrazione di quanti stranieri siamo in grado di accogliere è l'unica cosa che possa servire. e manca drammaticamente.
Quanto alle leggi che hanno tentato di gestire tali flussi di massa si è partiti da una situazione in cui semplicemente nessuno entrava senza visto, concesso per motivi speciali di asilo a singoli che lo richiedevano.
Chi entrava clandestinamente era espulso.
A fronte del presentarsi la situzione di un flusso di massa sia come richieste di visti, che come tentativi di ingresso abusivo fu fatta la legge turco napolitano che tentava di gestire l'emergenza venutasi a creare e istituiva i CPT
Legge Turco-Napolitano
Rispetto alla vecchia disciplina, conosciuta come legge Martelli (L. 39/1990), e alle varie disposizioni integrative e modificative del pur incompleto e frammentario quadro normativo, la nuova legge tenta di proporsi come legislazione di superamento della fase emergenziale.
L'impostazione della legge rivela l'intento di regolamentare l'immigrazione, favorendo da un lato l'immigrazione regolare e scoraggiando l'immigrazione clandestina. L'immigrato regolare può così affrontare il percorso di acquisizione della cittadinanza configurato dalla legge. Tale percorso è caratterizzato da una serie di tappe verso l'acquisto dei diritti propri del cittadino pleno iure, inclusivo del diritto al ricongiungimento familiare, del diritto al trattamento sanitario e alla salute, e del diritto all'istruzione. Per contro, il clandestino diventa destinatario di un provvedimento di espulsione dallo Stato.
Seguiva la legge bossi fini che essenzialmente andava a definire numericamente gli ingressi sostenibili con le quote
Essa prevede che l'espulsione, emessa in via amministrativa dal Prefetto della Provincia dove viene rintracciato lo straniero clandestino, sia immediatamente eseguita con l'accompagnamento alla frontiera da parte della forza pubblica. Gli immigrati clandestini, privi di validi documenti di identità, vengono portati in centri di permanenza temporanea, istituiti dalla legge Turco-Napolitano, al fine di essere identificati.
La legge prevede il rilascio del permesso di soggiorno, della residenza e cittadinanza italiana alle persone che dimostrino di avere un lavoro o un reddito sufficienti per il loro mantenimento economico. A questa regola generale si aggiungono i permessi di soggiorno speciali e quelli in applicazione del diritto di asilo.
La norma ammette i respingimenti al Paese di origine in acque extraterritoriali, in base ad accordi bilaterali fra Italia e Paesi limitrofi, che impegnano le polizie dei rispettivi Paesi a cooperare per la prevenzione dell'immigrazione clandestina. Le navi di clandestini non attraccano sul suolo italiano, l'identificazione degli aventi diritto all'asilo politico e a prestazioni di cure mediche e assistenza avvengono nei mezzi delle forze di polizia in mare.
Resta il problema che se non viene impedito l'ingresso clandestino ed è insufficiente l'allontanamento dei clandestini presenti sul territorio quel numero sostenibile di immigrati regolari ha ben poco significato.
Al presente non esiste nessuna proposta significativa in merito essendo una parte soddisfatta dalla bossi fini salvo dover risolvere il problema ingressi, permanenza ed espulsioni dei clandestini e una parte interessata ad una cancellazione di tale legge senza per altro proporre niente per sostituirla e gestire quei numeri nella sostenibilità.Last edited by Il gatto; 01-02-2010, 14:44.
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