[QUOTE=marco68]Intanto non
Aggressione Vaticana
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[QUOTE=karina]La chiesa non ha chiesto l'abolizione del divorzio, ha detto no pacs.
I pacs non sono scelta dei singoli al pari di un divorzio? Chi decide che Tizio debba pacsare? Il padre? Il sindaco?
Penalizzare? Perch[COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer
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La legge lascia possibilità di scelta al cittadino. La popolarità di un'istituzione si misura nel lasciare libero il cittadino, dando delle alternative. Non con misure protezionistiche che la rendono unica possibilità se si vuole vedere un legame riconosciuto. Grazie che è popolare, è la sola possibilità!Originariamente Scritto da marco68Il matrimonio non è impopolare... ma la legge del pacs mira a farlo divenire impopolare discriminandolo rispetto alla convivenza.
E chi discrimina? E poi perché è un assurdo? Perché chi è a favore del matrimonio ha diritto a discriminare gli altri?Siamo all'assurdo... discriminare il matrimonio, cioè chi assume impegni seri di fronte alla comunità, rispetto a chi non vuole assumersi impegni!
Si vuol premiare la deresponsabilizzazione e penalizzare la responsabilizzazione! L'assurdo fatto norma!
Morale italiana: omosessuali? Non è permesso loro aver alcun legame riconosciuto e poi li si accusa di essere promiscui (non gli si permette di formarselo però un legame censibile). Poi si stabilisce che forse una forma di legame riconosciuto lo si possa concedere, però di serie B, perché non deve essere confuso con il matrimonio, prerogativa solo etero. E siccome è un legame di serie B, alla fine si scopre non va concesso perché discrimina il matrimonio.
Tagliamo la testa al toro: diamo la stessa legislazione dei matrimoni, identica, uguale uguale, però visto che il nome "matrimonio gay" dà l'orticaria, lo chiamiamo "unione di fatto gay". Con le stesse normative, diritti, doveri, obblighi... bla bla bla
Dici che va bene così?
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Non comprendo il dissenso nei confronti dei pacs nelle motivazioni espresse.
Lo stato deve tutelare gli interessi degli individui e la libertà di scegliere per se stessi, non discriminare una scelta di vita rispetto ad un'altra. Ognuno deve poter avere la libertà di scegliere come vuole della propria vita, nei limiti di quella altrui ovviamente.
La convivenza è uno stato di fatto esistente con il quale si deve fare i conti. I figli che nascono da una convivenza nn sn figli di serie b rispetto a quelli che nascono dal matrimonio. Ed è una realtà esistente che nn si può ignorare ad ogni costo. In questi casi bisogna agire nel contesto e a livello concreto e pratico. Quei figli nati da una convivenza hanno gli stessi diritti di quelli nati da un matrimonio ed è giusto che vengano tutelati e nn ignorati, mi sembrerebbe ingiusto il contrario.
Quindi qual è lo scandalo???
Non si fa altro che estendere i diritti già propri degli individui inseriti nella famiglia cd classica anche agli altri. Anzi è un modo per creare tra queste persone che hanno scelto la convivenza un vincolo "familiare" ancora più forte, responsabilizzando la scelta della convivenza. Quindi mi sembra piuttosto un passo avanti verso il senso della famiglia.
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[QUOTE=kephira]Non comprendo il dissenso nei confronti dei pacs nelle motivazioni espresse.
Lo stato deve tutelare gli interessi degli individui e la libert[COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer
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no marco nn appoggio un'idea solo perchè dettata dal mio schieramento.. io però appoggio sempre la libertà degli altri di decidere per se.. io scelgo il matrimonio piuttosto che la convivenza, ma nn mi sento di costringere gli altri a fare la mia stessa scelta.. nn lo trovo giusto. nè trovo giusto dover essere considerata privilegiata rispetto a chi nn sceglie il matrimonio.
la coppia di fatto nn è tutelata per niente marco.. come avvocato te lo posso dire, visto che tiri in ballo questo, e ti dico che alcuni diritti sn riservati soltanto alle coppie che hanno contratto regolare matrimonio.. il convivente di una coppia di fatto ad oggi nn può ottenere la pensione di reversibilità, nn può visitare il proprio compagno in carcere come consentito ad un coniuge, per fare solo qualche esempio.. ora dimmi che problema crea al "ruolo della famiglia" attribuire questi diritti civili anche al convivente. secondo me nessuno. è solo un pretesto per arroccarsi su posizioni estremiste e integraliste. posizioni inesistenti negli altri 11 paesi europe in cui sn già entrati in vigore.
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[QUOTE=marco68]Che c'entra? stiamo parlando del matrimonio civile non di quello religioso!
Il pacs vuole far scomparire quello per primo! per proseguire nell'intento della deresponsabilizzazione sociale gi[URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non
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E infatti si parla della possibilità di far assumere questi impegni a chi si è visto negare questo onere.Originariamente Scritto da marco68Ti faccio presente che quei diritti ci sono perchè ci sono degli impegni precedentemente assunti!
Mica si parla solo di coppie etero conviventi...La convivenza al posto del matrimonio è sempre stata sbandierata proprio per la non condivisione di quegli impegni!
Perché non si parla solo di conviventi etero, che hanno la possibilità di sposarsi e decidono di non farlo. Si parla di mutua assistenza per gay, esclusi da qualsiasi forma di tutela giuridica, così come -ad es.- una coppia di sorelle anziane che vivono assieme. Di cui magari una è vedova e i figli non se ne prendono carico -o non ne ha o non vuole vivere con loro- e magari l'altra è zitella. Vivono assieme, dividono le bollette assieme, hanno pagato la casa assieme, magari intestata solo ad una. Poi una muore e gli eredi cacciano l'altra.Dunque non si capisce perchè si devono estendere dei diritto a coloro che sono restii ai doveri e alla responsabilità di impegni assunti reciprocamente e davanti alla comunità!
Oppure due amici che decidono di convivere.
Chiedo conferma a Kephira, che è avvocato: se si considera una coppia gay, in cui uno deve subire un'operazione o ha un malore, l'altro non ha diritto a visitarlo o assisterlo in ospedale, se non come comune visitatore. Non può prendere decisioni, non può accedere alla cartella clinica o avere informazioni di alcun tipo. Che bello, eh
Le tasse le pagano anche i froci, i conviventi e le zitelle. Chi non paga le tasse è la Chiesa. I primi chiedono diritti per sé, non di toccare quelli altrui (e pagano le tasse come tutti), la Chiesa -dall'alto del suo non pagare le tasse ed essere altro rispetto allo stato italiano- pretende di impedire che diritti vengano estesi a tutti in modo da coltivare il proprio orticello di privilegi.Mi sembra davvero una cattiva e disincentivante redistribuzione delle risorse.
Diciamola una cosa: se crollano i matrimoni, la chiesa ha un danno economico.Last edited by Ospite; 24-03-2006, 22:07.
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La Chiesa: questo è uno dei due mali (l'altro è Berlusconi) che affligge l'Italia. Chiunque, presentando la più strampalata delle pretese, può dargli addosso. Mi meraviglio che non ci sia ancora stato qualcuno che pretenda di stipulare una qualche forma di convivenza col proprio cane, o che non si facciano ancora avanti gli amanti dei riti orgiastici per ottenere unioni a tre, quattro o dieci elementi. Chissà quante pensioni di reversibilità sarà costretto ad erogare lo stato... e in base a chissà quale assurda norma di inciviltà bisognerebbe impedire a chi lo desidera di amare chi vuole. Non è libertà, questa? Ma forse una norma, anzi una considerazione, non desunta dai vangeli che faccia pendere la bilancia a favore della Chiesa stessa, esiste, ed è il famoso passo tratto dalla Repubblica di Platone:
"Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà si trova ad avere a
capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo,
accade allora che, se i governati resistono alle richeste dei sempre più
esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni.
E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei
superiori è definito un uomo senza carattere, un servo; che il padre
impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più
rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro
si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti e la
stessa considerazione dei vecchi; e questi, per non parer troppo severi,
danno ragione ai giovani.
In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo
né rispetto per nessuno.
In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia."
Dio non gioca a dadi.
(A.Einstein)
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Ecco. Le tasse le pagano tutti, tutti quelli non privati dei diritti civili dovrebbero contribuire a stabilire tale confine. Non chi è esente e risiede in un altro stato sovrano e indipendente.Originariamente Scritto da marco68chi decide il confine oltre il quale non danneggi l'altro?...
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