[QUOTE=.:.Cedronella.:.;670091]Si ma cos
"Ci vorrebbe la pena di morte!"
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Si, dal tuo famoso primo post.Originariamente Scritto da nightfly Visualizza MessaggioTi pare che mi stia ponendo con un atteggiamento da saputella?
Bah... mi spiace, comunque me ne farò una ragione.
Io, nel difendere una ragazza da un tentativo di stupro, posso non voler uccidere l'aggressore. Il problema e' che, scegliendo di dargli una mazzata in testa, forse non mi rendo conto di quel che posso causare, ma e' logico che posso causare una morte.Originariamente Scritto da nightfly Visualizza MessaggioTornando al discorso, come fai a dire che l'omicidio non è sempre illegale?
Quali sarebbero le circostanze nelle quali è legale?
Quelle in cui avviene per legittima difesa, come dicevi ieri?
Eh, ma... in quel caso non è intenzionale, nè premeditato.
E non rimane sempre e comunque un omicidio? Vedi che uccidere non e' sempre la stessa cosa? Anche un genocidio, e' tanti omicidi. Il problema e' che tutti questi sono compiuti con un diverso intento.
E' l'intenzione che caratterizza l'azione.
Salame e brie grazie!Originariamente Scritto da nightfly Visualizza MessaggioVado a farmi un panino... vuoi favorire?

fàb|bri|caOriginariamente Scritto da .:.Cedronella.:. Visualizza MessaggioNo no..perchè lui aveva parlato di fabbriche...non avevo letto come "lavori forzati"
s.f.
1a FO stabilimento in cui si svolge una produzione industriale: f. di automobili, di scarpe.
Aveva messo "gratuitamente".Last edited by okno; 20-06-2007, 14:47."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
-=1313=-
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Mah... nel primo post non credo proprio... a meno che tu non ti riferisca alla mia premessa sul forum di livello mediamente "alto", e in cui quindi mi sembrava potesse rivelarsi "inutile" questo 3d (ipotesi poi rivelatasi tutt'altro che corretta... e quindi chiedo scusa per la premessa, involontariamente poco tollerante! ehehe)... ma forse tu ti riferisci ai miei successivi interventi, in cui ho spesso rimandato al primo post... ma l'ho fatto solo perchOriginariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioSi, dal tuo famoso primo post.
[I][SIZE="1"]Quello che la realt
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Be', sOriginariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioEd io ci vedo un maggior rispetto nei confronti di chi vive nel rispetto delle regole, eliminare chi invece si e' dimostrato intollerante per primo.[I][SIZE="1"]Quello che la realt
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Ma no, nessun ultimo baluardo... io rispondevo a queste tue parole, okno, dove non mi sembra di leggere qualcosa di molto diverso da quanto dice la legge del taglione:Originariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioNoooooooooooo! Ma "occhio per occhio" e' il tuo ultimo baluardo? Non e' un taglione, non e' una vendetta.
Originariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioEd io ci vedo un maggior rispetto nei confronti di chi vive nel rispetto delle regole, eliminare chi invece si e' dimostrato intollerante per primo...
Lo ripeto: per meAllora non capisco perche' reintegrare a tutti i costi un elemento malato della societa'. Anche se questa malattia non e' guaribile.[I][SIZE="1"]Quello che la realt
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Si scusa, "eliminare" non e' proprio il termine piu' adatto. La frase non e' da leggersi "tu hai mancato di rispetto, allora io lo faccio con te".Originariamente Scritto da nightfly Visualizza MessaggioMa no, nessun ultimo baluardo... io rispondevo a queste tue parole, okno, dove non mi sembra di leggere qualcosa di molto diverso da quanto dice la legge del taglione:
Il problema e' che ci sono delle regole, che non sei libero di non seguire. Se sgarri, devi essere recuperato.
Ma un responsabile di genocidio, ad esempio, non e' un uomo che ha sbagliato. E' un uomo che merita di morire.
[QUOTE=nightfly;670793]Lo ripeto: per me"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
-=1313=-
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Io inizio a convincermi che "Dei delitti e delle pene" abbia fatto più danni che altro, forse non ai suoi tempi anche se condizionò ben poco la legislazione.Originariamente Scritto da Microemozioni Visualizza MessaggioIo sono di parere contrario non solo la considero errata ma anzi deleterea.
Basterebbe rileggersi Beccaria nel saggio ''Dei delitti e delle pene'' e aveva già detto tutto in poche parole:
''Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà,che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio''.
Come può uno stato che condanna l'omocidio praticarlo lui per primo si domandava Beccaria.
Non posso che condividere le sue sagge parole.
Citarlo adesso come testo sacro mi pare veramente assurdo.
Le idee espresse dal Beccaria nascono molto prima e quando lui le divulgò in Italia erano già state recepite nella legislazione di molti stati che avevano da tempoa abolito i supplizi e la tortura (vero oggetto delle critiche del Beccaria più che la pena di morte).
La sua posizione come quella di tanti sul forum è vagamente e superficialmente umanitaria e compassionevole e, pertanto, ha un ben scarso valore scientifico, soprattutto dal momento che molto più recentemente altri studiosi del diritto e del sistema penale hanno identificato in ben altri motivi l'abolizione delle pene "disumane" in favore di pene più "umane" (uno per tutti Foucault).
Motivi che hanno molto più a che vedere col passaggio da un'economia feudale o mercantilistica ad un'economia capitalista e liberista che con un più affinato senso d'umanità dei detentori del potere politico.
La domanda "come può lo stato punire l'omicidio e poi comminare la pena di morte" non ha senso per il semplice motivo che lo stesso stato che rinchiude in carcere il condannato punisce anche il sequestro di persona.
Lo stesso stato che sequestra e confisca beni del condannato punisce l'usurpazione ed il furto.
Quindi il problema non è che lo stato non può attribuirsi libertà che non concede al singolo dal momento che è l'organizzazione stessa dello stato che prevede a suo favore il monopolio di comportamenti che per il cittadino sono considerati delitti.
Affrontare il discorso della pena capitale sotto il profilo morale non ha senso perchè nessuna pena sarebbe moralmente lecita.
Infliggere pene (di qualsiasi tipo) è moralmente un sopruso ma legalmente è necessario, secondo me la questione è molto più semplice di come la fate.
La pena serve a pareggiare i conti: hai infranto una regola che io voglio imporre quindi ti punisco e in tal modo ristabilisco un equilibrio, rieducazione, prevenzione, cura e tutto quello che è proposto come scopo della pena è un semplice corollario o giustificazione di quello che è e resta un arbitrio.
Chi decide chi punire e chi premiare è chi detiene il potere politico e per mantenere il potere usa la repressione.
Poco cambia per me che la pena sia la morte, il carcere o i lavori forzati.
Questa è per me un'affermazione di facciata che non è supportata da alcun dato dell'esperienza.Altre sono le motivazioni che mi permetto di aggiungere:
-in primo luogo la pena di morte per me si configura come vendetta non come giustizia,è logico che quando a una persona viene ucciso un caro gli possa anche passare per la testa di uccidere l'assassino ma questo perchè è un istinto di vendetta portato dalla sofferenza del momento,dalla rabbia e dall'odio;ma il diritto di uno stato non può plasmarsi sull'odio e la rabbia,si deve dare una giusta pena ma non si deve dare sfogo a una vendetta rabbiosa
La pena è vendetta, è una vendetta legalizzata e in qualche modo istituzionalizzata e ritualizzata ma la sua essenza è quella di compensare un male con altrettanto male (non per niente esiste una gradualità delle pene).
I crimini aumentano e diminuiscono per infiniti motivi che poco hanno a che vedere col tipo di pene che sono inflitte ai criminali, la pena di morte è inutile...può essere vero ma dimmi qualche pena che abbia un'utilità qualunque e che non sia uno spreco di risorse per la comunità.-secondo la pena di morte è inutile,in America c'è e e i crimini non diminuiscono anzi.
Occhio per occhio significa anche che se un reato è poco grave sei punito con una multa e che se il reato è più grave finisci in carcere, occhio per occhio significa che ad un delitto di una certa gravità corrisponde una pena altrettanto grave ed è un principio comune a tutti i sistemi penali.-terzo mi sembra che più che una forma di progresso questa sia una forma di regressione che ci riporta alla legge del taglione ''occhio per occhio dente per dente'' mentre dovrebbe essere oramai superata da tempo.
Dico questo per uscire da un'interpretazione troppo letterale del principio biblico.
Questa è una semplice affermazione di un principio (morale, religioso, non so) dovresti spiegare anche perchè affermi questo.-quarto per me nessuno può togliere la vita ad un altra persona se questa non è consenziente nemmeno lo stato,nessuno ha diritti sulla vita di un altro nemmeno se questo ha compiuto le peggiori nefandezze.
Sulla possibilità dell'errore giudiziario sono d'accordo.-quinto rimane spesso cmq una certa percentuale di rischio che il condannato sia invece innocente.
-sesto ed ultimo il nostro diritto concepisce la pena sia come punizione ma anche come recupero,e questa doppia funzione non sarebbe praticabile con la pena di morte.
Sul recupero ho forti dubbi nel senso che quando c'è normalmente è abbastanza casuale e poco dipende dalle intenzioni delle strutture penali.Last edited by mat; 21-06-2007, 15:25.Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
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Mat, il tuo intervento è veramente molto interessante perchè le argomentazioni su cui poggia il tuo ragionamento, sono veramente distanti dai soliti luoghi comuni che si sentono pronunciare fin troppo spesso.
Tuttavia, benchè la tua sia una risposta a Microemozioni, io vorrei fare qualche appunto.
Non so, ovviamente, chi comprenda quel "tanti", però, di sicuro, per quanto mi riguarda, io ho cercato di chiarire in tutti i modi che la mia contrarietà alla pena di morte non ha assolutamente nulla a che vedere con i sentimenti, in quanto nasce da una convinzione etica... e una convinzione, ovviamente, non è subordinata a nulla che possa dirsi emotivo.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioIo inizio a convincermi che "Dei delitti e delle pene" abbia fatto più danni che altro....
... La sua posizione come quella di tanti sul forum è vagamente e superficialmente umanitaria e compassionevole...
Capisco il tuo punto di vista, ma, secondo il mio modo di vedere (bada bene: secondo il mio modo di vedere, non secondo quella che è la realtà dei fatti) la "pena" dovrebbe servire, come ho già detto in precedenza, solo a tutelare la società dai soggetti pericolosi e, secondariamente, a tentare un recupero del soggetto che si macchia di una colpa.
Infliggere pene (di qualsiasi tipo) è moralmente un sopruso ma legalmente è necessario, secondo me la questione è molto più semplice di come la fate.
La pena serve a pareggiare i conti...
Insomma, per me la privazione della libertà è inevitabile (benchè non voluta), mentre la pena di morte non solo è evitabile, ma a mio avviso è un omicidio gratuito e ingiustificabile.
Nessuna legittimità viene dunque assegnata, nella mia ottica, ad alcun tipo di "punizione", anche perchè pareggiare i conti, secondo me, non serve proprio a niente.
Per questo per me non ha alcun senso quanto segue:
La pena è vendetta, è una vendetta legalizzata e in qualche modo istituzionalizzata e ritualizzata ma la sua essenza è quella di compensare un male con altrettanto male (non per niente esiste una gradualità delle pene).Last edited by nightfly; 21-06-2007, 20:41.[I][SIZE="1"]Quello che la realt
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Considera anche questo: eliminare definitivamente un soggetto pericoloso non realizzerebbe in modo definitivo l'esigenza di tutela della società?Originariamente Scritto da nightfly Visualizza Messaggiosecondo il mio modo di vedere (bada bene: secondo il mio modo di vedere, non secondo quella che è la realtà dei fatti) la "pena" dovrebbe servire, come ho già detto in precedenza, solo a tutelare la società dai soggetti pericolosi e, secondariamente, a tentare un recupero del soggetto che si macchia di una colpa.
Io non dico di non essere d'accordo ma mi sembra che per ogni argomento contro ne sia sostenibilissimo anche quello a favore.
Recupero del soggetto?
Va bene, ma a parte il discorso dell'inadeguatezza delle strutture a questa funzione che quasi sempre è una pura dichiarazione di principi a cui non fa seguito alcun gesto concreto, come la mettiamo con i soggetti pacificamente irrecuperabili?
Con quelli (e ci sono) che si sono spinti troppo in là sulla strada del crimine?
La differenza tra ciò che è evitabile e ciò che non lo è mi sembra molto sottile anche per quello che ho appena detto prima: uno favorevole potrebbe dire che con l'esecuzione capitale la separazione del soggetto pericoloso dal resto della società avviene in modo definitivo e quindi è molto più efficace della reclusione e quindi giustificabile.Insomma, per me la privazione della libertà è inevitabile (benchè non voluta), mentre la pena di morte non solo è evitabile, ma a mio avviso è un omicidio gratuito e ingiustificabile.
Io capisco che per gli abolizionisti la pena capitale è una sorta di tabù ormai stratificato nelle loro coscienze ma non riesco a trovare un argomento razionale solido a sostegno della loro posizione che, purtroppo, allo stato attuale rimane puramente ideologica.
Senza uscire troppo dal seminato, come può essere tacciata di inciviltà e arretratezza la pena di morte in un mondo che ammette ancora la guerra, che tollera lo sterminio per fame di intere popolazioni e che non riesce ad impedire il genocidio d'intere popolazioni?
Io credo che in realtà sull'uccisione deliberata e volontaria dei propri simili la coscienza umana sia ancora in uno stadio molto arretrato, di sicuro non si è formato un vero e proprio tabù (nel senso che intende Freud).
Serve a ristabilire l'equilibrio sociale scosso dal delitto, al momento per me è l'unica spiegazione accettabile che possa legittimare l'inflizione di un castigo ad un mio simile.Nessuna legittimità viene dunque assegnata, nella mia ottica, ad alcun tipo di "punizione", anche perchè pareggiare i conti, secondo me, non serve proprio a nienteLast edited by mat; 21-06-2007, 22:06.Moderatore Debate Square
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Per questo il confronto è interessante, quando avviene con l'atteggiamento giusto, come il tuo... e ti assicuro che sei la prima persona con cui mi capiti di avvertire questa piacevole sensazione, confrontandomi su questo argomento.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioConsidera anche questo: eliminare definitivamente un soggetto pericoloso non realizzerebbe in modo definitivo l'esigenza di tutela della società?
Io non dico di non essere d'accordo ma mi sembra che per ogni argomento contro ne sia sostenibilissimo anche quello a favore.
Per rispondere alla tua domanda... sì, l'omicidio realizzerebbe in modo definitivo l'esigenza prioritaria, ovvero quella di tutelare la società, però non risponderebbe in alcun modo a quella secondaria (ma non per questo trascurabile) del tentativo (utile o vano) di recupero del criminale.
Pienamente d'accordo: le strutture di cui si dispone attualmente, non rispondono nemmeno minimamente a questa esigenza.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioRecupero del soggetto?
Va bene, ma a parte il discorso dell'inadeguatezza delle strutture a questa funzione che quasi sempre è una pura dichiarazione di principi a cui non fa seguito alcun gesto concreto, come la mettiamo con i soggetti pacificamente irrecuperabili?
Con quelli (e ci sono) che si sono spinti troppo in là sulla strada del crimine?
Questo però non basta a mettere in crisi il principio teorico: se si volesse, si potrebbero tranquillamente creare delle strutture capaci quanto meno di tentarlo, un recupero... anche, lo ripeto, nei casi in cui questo tentativo risulti disperato, ma non per questo meno doveroso, a mio avviso.
Sì, però, come ho già detto sopra, verrebbe soddisfatta solo una delle due esigenze.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioLa differenza tra ciò che è evitabile e ciò che non lo è mi sembra molto sottile anche per quello che ho appena detto prima: uno favorevole potrebbe dire che con l'esecuzione capitale la separazione del soggetto pericoloso dal resto della società avviene in modo definitivo e quindi è molto più efficace della reclusione e quindi giustificabile.
Le nefandezze di cui parli, e che ho evidenziato, sono quelle contro le quali, in altro thread, qualche giorno fa, dicevamo che dovrebbero tuonare papa & company, piuttosto che pensare ai gay, se ricordi.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioIo capisco che per gli abolizionisti la pena capitale è una sorta di tabù ormai stratificato nelle loro coscienze ma non riesco a trovare un argomento razionale solido a sostegno della loro posizione che, purtroppo, allo stato attuale rimane puramente ideologica.
Senza uscire troppo dal seminato, come può essere tacciata di inciviltà e arretratezza la pena di morte in un mondo che ammette ancora la guerra, che tollera lo sterminio per fame di intere popolazioni e che non riesce ad impedire il genocidio d'intere popolazioni?
Il fatto, però, che queste porcherie esistano senza che nessuno se ne preoccupi minimamente, non rende meno assurda la pena di morte... e questo, sinceramente, senza che ci sia di mezzo alcun tabù: semplicemente, in questo thread parliamo della pena capitale.
Su questo, purtroppo, sono d'accordo... ed è proprio questo il problema.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioIo credo che in realtà sull'uccisione deliberata e volontaria dei propri simili la coscienza umana sia ancora in uno stadio molto arretrato, di sicuro non si è formato un vero e proprio tabù (nel senso che intende Freud).[I][SIZE="1"]Quello che la realt
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Sia la chiesa, sia i movimenti pacifisti, sia il governo italiano e l'unione europea stanno conducendo una battaglia di civiltà per la moratoria sulla pena di morte. Tutti i vostri discorsi sono molto pertinenti e interessanti, districarsi in tale materia e' oltremodo difficile. Eppure e' una battaglia ineludibile, quella contro la pena di morte. Da vincere. Ovunque.amate i vostri nemici
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