Eppure e' una battaglia ineludibile, quella contro la pena di morte. Da vincere. Ovunque.
A parte che ho già detto mille volte che dovremmo anche occuparci di rendere più rispettoso dei diritti elementari del cittadino il nostro sistema penale e punitivo, io vorrei avere un motivo reale per combattere questa battaglia.
Mi spiego.
Personalmente sono disgustato dallo spettacolo di un'esecuzione capitale, se fossi costretto ad eseguirne una avrei orrore di me stesso, però c'è un problema: la pena di morte è un affare di stato non di singole sensibilità e convinzioni, quello che io posso provare non ha nessuna rilevanza.
La pena di morte non è nemmeno un problema giuridico, non esistono argomenti decisivi a favore o contro, così come non ne esistono a livello etico (se lo stato ammette la guerra perchè mai dovrebbe proibire le esecuzioni capitali)?
Io dico che o si trova un principio inattaccabile per contestare il diritto dello stato di uccidere i propri cittadini o, altrimenti, la disputa rimane puramente ideologica e propagandistica.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Ma infatti leggiamo nella nostra Costituzione che "L'Italia ripudia la guerra come metodo per dirimere le controversie internazionali". Dal 1946 a oggi ne' siamo mai entrati piu' in guerra nè vi e' stata una sola esecuzione capitale. Una battaglia di civiltà vinta. E da portare a tutti.
Personalmente sono disgustato dallo spettacolo di un'esecuzione capitale, se fossi costretto ad eseguirne una avrei orrore di me stesso, però c'è un problema: la pena di morte è un affare di stato non di singole sensibilità e convinzioni, quello che io posso provare non ha nessuna rilevanza.
Io invece credo che la cultura di un popolo, e quindi anche la politica di uno stato, dovrebbe dipendere (il condizionale è d'obbligo, ovviamente) proprio dalle convinzioni dei singoli.
Credo infatti che il progresso (per quanto nella realtà sia troppo spesso solo apparente) non possa dipendere da nient'altro che non sia l'insieme delle idee, delle convinzioni, e quindi dei valori etici dei singoli che compongono uno stato.
La pena di morte non è nemmeno un problema giuridico, non esistono argomenti decisivi a favore o contro, così come non ne esistono a livello etico (se lo stato ammette la guerra perchè mai dovrebbe proibire le esecuzioni capitali)?
Certo... infatti io sono contraria anche alla guerra.
Io dico che o si trova un principio inattaccabile per contestare il diritto dello stato di uccidere i propri cittadini o, altrimenti, la disputa rimane puramente ideologica e propagandistica.
Io, anzichè il tuo "e" , metterei un "e/o": non è detto, infatti, che chi conduce una battaglia di tipo ideologico, abbia necessariamente un fine propagandistico.
Comunque, per quanto mi riguarda, il principio inattaccabile è dato dalla sacralità del passaggio dalla vita alla morte... una sacralità che esula completamente da sentimenti umani e tanto meno religiosi... una sacralità che fa dell'atto del porre fine alla vita di un uomo, qualcosa che va troppo in là rispetto all'atto (già di per sè fin troppo discutibile, come giustamente dici anche tu) del togliere la libertà a un individuo.
In sostanza, hai ragione quando, qualche post fa, dicevi che anche il mettere qualcuno in carcere si configurerebbe come sequestro di persona, se non ci fosse di mezzo l'applicazione di una "pena" (lo virgoletto perchè ho già spiegato che nella mia ottica non dovrebbe comunque avere alcun valore punitivo)... e che quindi, allo stesso modo, un'esecuzione non può configurarsi come omicidio, senza privarlo della sua natura di pena.
Il problema, però, a parte quanto ho già replicato (cioè il fatto che l'esecuzione ovviamente non può soddisfare l'esigenza di recupero) sta nel confine, a mio avviso molto netto, che esiste tra una inevitabile privazione della libertà e un omicidio premeditato.
In pratica, seguendo il tuo punto di vista, il ragionamento è corretto nel senso che le due cose possono essere viste come due figure geometricamente simili (quindi di forma uguale), ma di dimensioni decisamente diverse... troppo diverse!
Ad essere sincera, credo anche che la percezione dell'immensità e della sacralità del momento della fine della vita, sia qualcosa che si acquisisce con gli anni, e che cresce sempre più, ogni volta che ti ci trovi a contatto.
Ma non ho idea di quanti anni tu abbia... e soprattutto in un confronto non mi piace supportare il mio ragionamento con argomenti per auctoritas da anzianità.
Quindi la giuria non tenga conto delle mie ultime dichiarazioni!
P.S. Sento di voler aggiungere una cosa, per rettificare quanto espresso qualche post fa, quando ho scritto che tu sei l'unica persona con cui ho avuto piacere nel confrontarmi su questo argomento.
In realtà non è esattamente quello che volevo dire perchè, ad esempio, ho trovato piuttosto stimolante anche il "dialogo" con okno.
Quello che mi è particolarmente piaciuto dei tuoi post, mat, è il fatto che hai cercato di chiarire, in modo circostanziato, quella che è una prospettiva diversa.
Una volta,avrei detto di esser contrario alla pena di morte,e tutto,probabilmente lo sono tutt'ora,ma non mi definirei puramente un buonista.Chi sbaglia deve pagare questo è poco ma sicuro,e ai nostri politici ciò non è chiaro,con l'ultimo indulto hanno fatto uscire tutta la microcriminalità dalle carceri,carceri nei quali erano stati messi dopo che i membri delle FDO si erano fatti un mazzo tanto rischiando di essere ammazzati per metterceli.
Più che per la pena di morte io sono per la pubblica umiliazione,e 1 pò di carcere.
Ora spiego cos è diventata la pubblica umiliazione.In Texas viene utilizzata molto,per esempio c'era un tipo su una strada del centro che doveva portare un cartello con su scritto ciò che aveva fatto.Ho ucciso due persone perchè guidavo dopo essermi ubbriacato,e con questo cartello doveva fare avanti e indietro facendo leggere a tutti ciò che aveva fatto.Ovviamente alcuni gli sputavano addosso e altri gli dicevano insulti pesanti.Dentro una pattuglia c'erano cmq 2 agenti che sorvegliavano l'incolumità del tizio(se avessero voluto pistarlo o peggio).
Aggiungi a ciò 1 pò di carcere magari 5 10 anni ed è il miglior deterrente possibile,almeno secondo me...
Certo va detto che in Texas x reati di sangue vige ancora la pena di morte...
Certo va detto che in Texas x reati di sangue vige ancora la pena di morte...
E forse va anche detto che il Texas non è esattamente da prendere ad esempio, quanto a civiltà.
Questo lo pensavo anche prima di leggere quanto hai riferito tu... ma certo, adesso che ho letto, lo penso ancora di più!
Cmq non c'è bisogno di grande inventiva per ripristinare la gogna medievale...
io non ho detto di ammazzarli,te li vuoi in giro tutti quei ladri che erano stati condannati a 5 anni???????Io no non ho domande da farmi non ho domande da pormi,almeno non sulla mia opinione che considero giusta,le domande dovresti portele tu che vuoi gente del genere in libertà,perchè per essere ingabbiati per furto erano di sicuro recidivi...
io non ho detto di ammazzarli,te li vuoi in giro tutti quei ladri che erano stati condannati a 5 anni???????Io no non ho domande da farmi non ho domande da pormi,almeno non sulla mia opinione che considero giusta,le domande dovresti portele tu che vuoi gente del genere in libertà,perchè per essere ingabbiati per furto erano di sicuro recidivi...
Io non ho mai detto di volere in libertà chi è stato condannato.
Ho postato il link con la notizia sui mafiosi per farti notare come nei tuoi (spesso illegibili) post molte volte esprimi delle opiniono così banali e comuni da essere simili anche a quelle dei mafiosi (gente molto ordinaria e comune).
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Io no non ho domande da farmi non ho domande da pormi,almeno non sulla mia opinione che considero giusta...
Io, invece, mi pongo domande di continuo sulle mie opinioni... mi rivolto, ogni giorno, come un calzino... e, fin troppo spesso, scopro che su una, cento, mille cose, non avevo capito proprio niente (e magari non ho capito niente manco adesso).
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