Meditazioni per la sera

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  • Il Manu
    Opinionista
    • 21/03/07
    • 1676

    #16
    Guardando le immense profondità del mare, le infinite altezze del cielo, pensa che ovunque è sempre presente la Vita e che ogni vita non è mai dimenticata dall'Uno. Così, guardando quegli infiniti spazi, non lasciarti cogliere da smarrimento, non pensare neppure un istante di essere solo, non sentirti abbandonato. Nella Sua mente tutto è presente, nessuno è dimenticato. Ti fu detto, molto saggiamente, che l'individuo ama e ricerca solo ciò che gli interessa; possiamo aggiungere che l'individuo interessa solo ciò che varia.

    Quando ciò che lo interessava diviene consuetudine, dimostra freddezza, noncuranza e desidera qualcosa di nuovo.

    Può accadere anche a te, fratello caro, perché accade a tutti, di essere trascinato, nella ricerca di nuove sensazioni, molto lontano. Quando ti accorgerai di questo, non dire: "ho perduto tempo", perché se sei giunto a questa consapevolezza, è stata un'utile esperienza. Non ti accada mai, in simile situazione, di pensare d'essere definitivamente perduto. Egli, l'Uno, necessariamente ti richiama a Sè‚ e tu senti questo richiamo; ovunque ti trovi, consciamente o inconsciamente, ti avvii verso di Lui.

    Questo cammino può essere lungo e tortuoso, può richiedere molte e molte esistenze, ma non può essere spezzato.

    Sii certo, fratello caro, mai nessun tratto sarà da te percorso due volte, perché nessuno torna indietro. Anche quando un fratello si è perduto nel vortice dei piaceri terreni, con il tempo, deve inevitabilmente ravvedersi ed allora non ha fatto altro che imparare un'esperienza ed avvicinarsi così ad una meta ultima. Ovunque ti trovi, quindi, pensa l'Assoluto ti ha presente, che è in te e vive dentro di te, perché tu sei un centro di coscienza e di espressione.

    Fa' tuo questo pensiero: in esso è la pace, la sicurezza di te stesso, il potere. Ed in questa certezza abbandonerai i timori del passato, che rimarranno per sempre ombre di un mondo di ombre.

    OM MANI PADME HUM

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #17
      Proprio come diceva sant'Agostino: "Il mio cuore
      amate i vostri nemici

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      • cinziatitti
        Gallina vecchia
        • 16/11/07
        • 1974

        #18
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Beh...io attraverso questo. E mi piace. Tantissimo.
        [COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se

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        • stampatore
          Opinionista
          • 19/06/07
          • 423

          #19
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          Beh...io attraverso questo. E mi piace. Tantissimo.


          L' importante
          Discutiamone..... (anche se non mi convincerai rispetter

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #20
            [QUOTE=stampatore;855370]

            L' importante

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            • Il Manu
              Opinionista
              • 21/03/07
              • 1676

              #21
              Fratello ti conosciamo e ti amiamo così come sei, conosciamo i tuoi dolori, conosciamo le tue lacrime, il sapore che hanno. Sappiamo delle preoccupazioni che rendono la tua vita una ricerca continua nei vari campi per trovare una sicurezza, per poter essere felice: ma più insegui questa felicità e più essa ti sfugge, fratello caro; credi che essa risieda in ciò che pensi possa darti gioia ed allora vuoi far tuo ciò che pensi possa darti piacere, vuoi accaparrarlo, averlo sempre con te. Ma spesso nella tua barca si aprono delle falle, fratello caro, e il castello che hai costruito con tanto spreco di energia ti sembra misero e vorresti abbellirlo. Così, anche quando hai raggiunto l'oggetto di un tuo sogno, di un tuo desiderio, la vita non cessa di essere per te irrequieta ed affaticante e vivi più per ricordare o sperare che per vivere.

              Il passato è un libro che ami consultare sovente, che conservi con tanta gelosia; il futuro o lo scopo della tua vita. Quando soffri esso rappresenta la speranza di un miglioramento lenitore; quando gioisci, l'incubo dell'incognita durata. Così, legato al passato, rivolto al futuro, non vivi nel presente, non ne gusti il sapore, occupato come sei a fare la guardia al mondo col quale ti sei circoscritto e che rappresenta la tua illusoria sicurezza. Sì, fratello, ciò che tu credi essere motivo di felicità, altro non è che la prigione che ti impedisce il diretto contatto con la vita.

              Devi abbandonare tutto, non devi recriminare il passato, temere o fidare nel futuro, ma vivere nel presente. Questo è molto importante. Devi convincerti che quella sicurezza che tu cerchi or qua or là, non è il risultato di un mondo ostile, bensì di un indistruttibile intimo equilibrio.

              Vivi dunque semplicemente, serenamente, al di fuori d'ogni influenza di altri e conquisterai quella serenità che non è incoscienza, ma profonda consapevolezza della vita. Tu allora amerai la vita, avrai trovato la tua verità, il sorriso sarà sempre sulle tue labbra, perché avrai raggiunto una delle più alte mete.

              Pace e Bene

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              • beckersv
                • 27/09/05
                • 503

                #22
                Ma nella pratica che cosa possiamo fare per allenarci a vivere nel presente? Io personalmente ho bisogno di indicazioni pratiche perchè non riesco a smettere di torturarmi con il passato e di sperare nel futuro, non ho la tecnica per farlo.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #23
                  Dal Vangelo secondo Matteo
                  In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammóna.
                  Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
                  Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito?
                  Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
                  Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
                  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena”. (MT 6,24-34)
                  amate i vostri nemici

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                  • Il Manu
                    Opinionista
                    • 21/03/07
                    • 1676

                    #24
                    Originariamente Scritto da beckersv Visualizza Messaggio
                    Ma nella pratica che cosa possiamo fare per allenarci a vivere nel presente? Io personalmente ho bisogno di indicazioni pratiche perchè non riesco a smettere di torturarmi con il passato e di sperare nel futuro, non ho la tecnica per farlo.
                    Qualcosa si può fare. Ed è l'unica cosa che si può fare, ma prima deve nascere un profondo desiderio di come sia necessario uscire da questo circolo vizioso che è Maya, l'illusione.

                    Ci torneremo sopra appronfoditamente.

                    Pace e Bene

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                    • Il Manu
                      Opinionista
                      • 21/03/07
                      • 1676

                      #25
                      I tuoi Fratelli Maggiori sono uniti a te sempre, ma tu non avverti la loro vicinanza, spesso, anzi, ti senti solo e incompreso; credi di essere l'oggetto dell'altrui scherno, vittima di congiure tramate dal malanimo dei tuoi fratelli.

                      Altre volte ti ritieni perseguitato dal destino; se ti accadono quei piccoli incidenti, che in definitiva sono i comuni contrattempi della vita, tu li interpreti come inequivocabili segni di una divina persecuzione. Spesso tracci piani per il futuro riguardanti relazioni o il tuo lavoro; quando la realizzazione dei tuoi piani, spesso irrealizzabili nei termini che vorresti, tarda o presenta difficoltà contingenti, cadi in uno stato di agitazione che ti fa imprecare contro chi - in definitiva - manca di ciò di cui tutti mancate: amore al prossimo.

                      Non riconosci mai di avere sbagliato o di avere desiderato qualcosa per te irraggiungibile; dai sempre la colpa agli altri.

                      Quando invece devi riconoscere quello che i tuoi fratelli hanno saputo fare più di te, dici che sono stati aiutati dalla fortuna. Eppure, quando vi indirizziate gli uni agli altri, avete tutti momenti di indecisione, tutti avete paura, avete il lato tenero, amate l'elogio e non volete sentirvi dire la verità.

                      Sei scontento e sfiduciato, chiuso in te stesso e pur desideroso di relazioni; vorresti che gli altri riconoscessero le tue capacità, ma ti nascondi, non per modestia, bensì per timore.

                      Questo insieme di incoerenza, di contraddizioni, è l'uomo.

                      Sei tu che ancora non hai raggiunto un ordine ed un equilibrio interiore. Raggiungere un ordine ed un equilibrio, non significa avere dei principi presi a prestito dalla morale e vivere coerentemente a quelli con sforzo; la legislatura più rigida e più completa non vale la coscienza sociale di un popolo.

                      Così raggiungere quest'ordine significa vivificare la propria coscienza di unità nella pluralità, in funzione della pluralità stessa. Un fratello che ha raggiunto quest'ordine è equilibrio, costante, non è trascinato dall'entusiasmo, non è annientato da un contrattempo.

                      Vi sono alcune cose od alcune creature che sono per te fonte di dolore, eppure ti danno un qualche interesse, visto che non vuoi disfarti di loro. Queste cose, creature o relazioni, ti irritano tanto da riempire di malumore te stesso e di riflesso l'ambiente nel quale vivi; maledici per esse la vita e chi non ti aiuta a risolvere il tuo dolore.

                      Se tu volessi intendere, fratello caro, non vi sarebbe bisogno che noi ti parlassimo in particolare, perché nei passati insegnamenti, vi è già la soluzione che desideri. E che cosa possono farti delle parole, quando la sofferenza che ti procurano queste relazioni, creature o cose, non è sufficiente a farti reagire? Se sono per te importanti come l'aria che respiri, devi accettarle come sono, con il loro lato piacevole e con quello spiacevole; se invece credi di poter vivere ugualmente, senza creare danno ai tuoi fratelli, prendi coraggio e liberati.

                      Vi sono alcune cose nella vita che sono per te pesanti bagagli, conseguenze di azioni che cerchi di scrollarti di dosso, ma che in un modo o nell'altro, da una parte o dall'altra, tornano a te; non ti servirà il malvolere verso chi è l'apparente causa di questa tua gravosità; non esiste dolore, sia pure causato da altri, che ricada ingiustamente o inutilmente su te. Questo è importante che comprendi, fratello!

                      Ti abbiamo udito spesso dire: "Vorrei aiutare i miei fratelli, ma non posso, ho poche possibilità, se ne avessi al più, potrei anche aiutare di più".

                      Se tu perdessi tutto quello che hai ti accorgeresti di essere stato ricco e di non "aver voluto" dare, non di "non aver potuto".

                      Anche nella più grande misera c'è qualcosa da donare. Nessuno può dire di essere al di fuori di ogni aiuto. Così, aiuta tutte le creature, amale. Non mostrarti scandalizzato se un tuo fratello ti fa una confessione, confessa a te un suo grave errore, non giudicarlo, dona a lui comprensione. Se mostri molta riprovazione per ciò che ha fatto, interrompi fra te e lui quella prima corrente di simpatia che si è stabilita e non potrai più aiutarlo. Accrescerai in lui la crudeltà, non la fiducia nell'altrui comprensione, non la fiducia nella vita.

                      E c'è tanto bisogno di comprensione nel mondo!

                      Ecco che cosa può portare la pace nel mondo. Non è certo la reciproca paura che può tenervi a lungo lontani da un conflitto; ma se non distruggi le barriere che sono fra te e il tuo fratello, come potrà esservi la pace nel mondo? Se non cessi di sfruttare, come potrà essere che tu non sia sfruttato?

                      Così aiuta le creature. Tu forse non immagini quanto sia più facile per un fratello beneficato aiutare a sua volta un altro fratello, quanta fiducia gli dia nella vita un atto che a te costa poco. E perché non donare questo amor fraterno, sapendo che non è solo la sensazione di sentirsi circondati di affetto, ma che può cambiare tutta l'esistenza di una creatura?

                      Così agendo tu getti un seme, seme che germoglia, che dà i suoi frutti, tu metti in moto una catena di cause e di effetti, che trascinerà chi agisce per convinzione e chi dà ricevere. Anche chi non dona spontaneamente imparerà, vedendo i meravigliosi effetti del fraterno aiuto. Tu - forse - pensi: "Perché devo essere così comprensivo con i miei fratelli, quando da qualcuno di loro non ho ricevuto che dolore, che crudeltà?". Proprio per questo il ricordo di ciò che tu hai provato deve spingerti ad evitare ai tuoi fratelli qualsiasi dolore.

                      Forse ascoltando queste nostre parole tu pensi che non esprimono niente di nuovo; da tanti secoli sono state dette e nessuno le ha messe in pratica, proprio perché troppo lontane dalla vita dell'uomo. E noi ti diciamo, invece che ti sono dette proprio perché vivi e per dargli vita.

                      Quando, ad esempio, tu sei in collera con un tuo fratello, credi sia meglio domandare a lui scusa, pur avendo ragione, o continuare ad alimentare questa collera? Molte volte proprio perché quello che dici è giusto, è vero, i tuoi fratelli si irritano con te, ed allora è doppiamente faticoso per loro chiederti scusa. Sii dunque tu il primo a muoverti; non vi sono questioni di ragione o di torto nella grande fratellanza universale.

                      Guarda con quanto amore ci seguono i nostri Fratelli Maggiori. Se tu sbagli, l'Assoluto non attende che tu riconosca il tuo errore; è Lui che ti fa comprendere, e tu cerca di contraccambiare l'amore che Egli ha per te, amando le sue creature come Lui ti ama.

                      Pace e Bene

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #26
                        [QUOTE=Il Manu;854664]Dopo aver meditato su quanto espresso sopra e trovato vero, potete proseguire nella riflessione. Ricordate che meditare su questi temi, oltre che a rilassarvi e a procurarvi un sonno migliore, c'

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                        • Il Manu
                          Opinionista
                          • 21/03/07
                          • 1676

                          #27
                          Torniamo a te, torniamoo a portarti il nostro consiglio, perché desideriamo vederti sereno, più consapevole della vita.

                          Spesso ti vediamo amareggiato dalle esperienze del vivere, ed allora soffriamo di questa tua infelicità. Anche noi siamo passati dalle stesse situazioni, anche noi abbiamo creduto trovare la felicità, in tanti ideali che ci eravamo creati e che poi sono caduti ad uno ad uno. Sinché un giorno, in un bagliore improvviso, abbiamo intuito. Ci auguriamo che anche per te venga presto questo giorno.

                          Pe la meditazione di questa sera, da farsi prima prima di addormentarti, parleremo assieme delle relazioni che intercorrono tra te ed i tuoi fratelli.

                          Quando scorgi un fratello dal volto pensoso, indirizza verso di lui una corrente di simpatia; avrai fatto per lui quello che i tuoi Fratelli Maggiori fanno per te.

                          E' tanto bello, credi, essere in armonia con tutti, accettare ogni fratello come è, senza desiderare che cambi il suo carattere. Tutto ciò deve ispirarti l'amore per le creature e tu non chiuderti a questo sentimento che viene dalla parte più pura e più vera di te stesso. Abbandona quel senso di diffidenza che generalmente hai verso chi non conosci, non chiedere prove di fedeltà a chi ami. Il vero amore non fa soffrire né si estingue con la lontananza, ma ti fa sentire universale, spiritualmente unito a tutti gli esseri del creato.

                          Perdona con facilità gli errori altrui: «Hai molto amato e molto ti sarà perdonato» dicono le Scritture; hai molto perdonato e molto sarai amato, possiamo dire noi.

                          Sorvola quindi sui difetti del tuo fratello, sii sempre pronto a perdonare le sue mancanze, nulla turbi la tua serena comprensione nei suoi riguardi.

                          Un giorno ti abbiamo sorpreso mentre, vedendo un fratello parlare a bassa voce, credevi dicesse contro di te. Ricorda, ti parlammo del significato di morire a se stessi; ebbene, se tu fossi morto a te stesso, non avresti pensato una cosa di questo genere.

                          Accade che alcune persone riescono a tenerti legato a sé, o con il dovere della famiglia, o con il dovere filiale, e via dicendo, mentre vorresti vivere la tua vita. Abbi discernimento, cerca di capire se soggiaci a questa imposizione per una convenienza o per il senso del dovere vero e proprio.

                          E può essere convenienza anche il timore di affrontare una rottura completa con chi ti lega; è senso di dovere solo se non ti pesa questo sacrificio, ma solo tu puoi sapere quale intenzione ti anima veramente.
                          Non siamo qui per giudicarti fratello, ma solo per consigliarti, ed il nostro consiglio è questo: «Sappi che solo vivendo per gli altri, si vive la propria vita».

                          Pace e Bene
                          Last edited by Il Manu; 10-05-2008, 02:05.

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                          • Rettologo

                            #28
                            Originariamente Scritto da Il Manu Visualizza Messaggio
                            ed il nostro consiglio è questo: «Sappi che solo vivendo per gli altri, si vive la propria vita».
                            quando trovi il fondo di te stesso e di cui hai bisogno se ciò che fai lo fai solo per gli altri?
                            Last edited by Ospite; 10-05-2008, 14:34.

                            Comment

                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #29
                              [QUOTE=Il Manu;856644]Torniamo a te, torniamoo a portarti il nostro consiglio, perch

                              Comment

                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #30
                                [QUOTE=Il Manu;856644]Torniamo a te, torniamoo a portarti il nostro consiglio, perch

                                Comment

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