Sant'Agostino era indubbiamente un Illuminato, e dalle sue parole si evince chiaramente che aveva relazioni con il suo Sè superiore, quella Luce che lui descrive verbalmente con estrema difficoltà.
La volta scorsa ti abbiamo parlato di come il Vero nucleo del tuo Essere, sia altro dal tuo corpo fisico, corpo astrale e corpo mentale e dei loro relativi segnali che ricevi.
Udendo queste nostre parole, subito trai la conclusione che gli stimoli che tu ricevi dal tuo mondo siano deleteri ai fini della tua evoluzione, perché si sostituiscono alla tua vera natura e ti impediscono di essere te stesso. Vedi, fratello caro, quando la coscienza è embrionale, la mente ed il tuo corpo astrale hanno un'attività che è provocata eminentemente dagli stimoli ambientali, e si hanno delle esperienze che hanno origine dal fatto che si recepiscono quegli stimoli. Se quelle esperienze sono amorali, significa che non si ha un sentire che lo vieterebbe, una coscienza che farebbe respingere la suggestione esterna.
A mano a mano che si cresce interiormente, si diventa sempre più indipendenti dall'ambiente in cui si vive, dalle sue influenze: la Coscienza si costituisce dando una sempre maggior autonomia di pensiero e di desiderio, uniformando sempre di più la propria volontà alla volontà del Tutto-Uno sino a quando la mente e le emozioni rispecchiano solamente il sentire profondo, e il volere rispecchia il volere Divino: cioè si è Uno con il Padre.
Certo, fratello, si tratta di un processo graduale che comprende una lunga serie di falsi in cui i pensieri, le sensazioni, le azioni indotte dall'ambiente via via cedono il passo a quelle dettate dall'intimo essere. Quindi proprio vivendo, proprio soggiacendo agli impulsi ambientali tu impari, per reazione, a diventare padrone di te stesso, a prendere coscienza del tuo essere. Vivendo hai delle esperienze che sono provocate in te dall'ambiente in cui sei, e poco a poco prendi coscienza di te stesso.
Tu non vivi più seguendo l'istinto, come è nel regno animale, ma vivi consapevolmente, conscio delle tue azioni e delle conseguenze che esse hanno sugli altri, e ti sottrai a tutte quelle influenze a cui ora, inconsapevolmente, soggiaci. E tu vedessi quante sono, fratello!
Via via che tu sperimenti la vita con tutto ciò che essa comporta, il tuo sentire profondo si amplia, la tua Coscienza si espande. Ad un tale arricchimento corrisponde una vita di pensiero e di emozione più tua, più sottratta alle influenze ed alle suggestioni ambientali.
Il cammino è faticoso e doloroso: il dolore è il naturale correttivo che ti distoglie dalla direzione sbagliata, che ti fa comprendere ciò che non riesci a capire. Ma tu puoi, anzi tu devi raggiungere la stessa mèta con altri mezzi, ossia partecipare attivamente alla presa di coscienza di te stesso. Perciò è importante che tu ponga attenzione al tuo intimo per comprendere fino a che punto tu sei preda delle suggestioni ambientali; fino a che punto ti lasci trascinare o condizionare dai tuoi simili.
E' vero che tu senti la suggestione in te e, se la senti, ciò significa che tu non hai superato l'idea di possedere ciò che desideri, perché se tu l'avessi superata non cadresti preda della suggestione; e quindi l'ambiente sociale non è responsabile dei tuoi desideri ma sei tu che non sei padrone di te stesso, maturo, spiritualmente adulto; tuttavia, se non poni attenzione al processo che si svolge in te, se non ti rendi conto di quanto sei dominato, non raggiungerai mai quella coscienza di se stessi che rende liberi e maturi.
Grazie! Verrebbe quasi da rispondere alla stessa stregua di san Paolo:
"14 Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato. 15 Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. 16 Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; 17 quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. 18 Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c`è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; 19 infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. 20 Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. 21 Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. 22 Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, 23 ma nelle mie membra vedo un`altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. 24 Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? 25 Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! (Romani 7, 14-25)
Fratello, non essere abbandonato come le foglie cadute al vento. Sii consapevole di quanto sei vulnerabile e ricettivo all'altrui influsso. Più che desiderare ciò che altri ti fanno desiderare, devi avere un tuo desiderare; e più che un tuo desiderare, devi avere un tuo volere: Tu devi anche essere conscio che, come uomo, sei un essere costituito di più parti, nessuna delle quali è più importante delle altre, ma tutte debbono essere armonicamente unite e svolgere ciascuna la funzione che le è propria, in dipendenza del tuo vero, profondo sentire, sotto la direzione del tuo volere: volere che deve scaturire dalla conoscenza di te stesso, fratello caro.
Tu devi trovare il giusto equilibrio dell'attività dei tuoi corpi.
Lo scopo della tua vita non deve essere costituito dalla sola attività di un tuo veicolo. Non devi imperniare tutta la tua esistenza sulla valorizzazione del tuo corpo fisico, non devi spenderla nella sola ricerca di nuove emozioni o nell'appagare tutti i tuoi desideri, non devi fare del tuo pensiero l'unico interesse della tua vita, altrimenti cadi nell'eccesso ed ogni eccesso è sempre squilibrio e ad ogni squilibrio segue sempre un correttivo, quello che tu spesso chiami dolore.
Il tuo vivere, fratello caro, deve rappresentare la giusta misura fra la cura del tuo corpo, la vita di sensazione e l'attività intellettiva. Ogni tuo corpo è costruito per avere una giusta attività; è dannosa tanto l'inerzia quanto l'eccessiva azione.
Esaminati con sincerità, osserva se sei preda di eccessi e ristabilisci il giusto equilibrio. Sii tu a farlo prima che la natura, attraverso dure lezioni, ti convinca della necessità di perseguire la temperanza.
Ricorda: come l'evoluzione conduce gli esseri a riconoscersi in Uno solo, Unico Essere, così tu cerca l'unione armoniosa e consapevole delle parti che costituiscono il tuo essere di uomo.
A tutti voi, che credete e non credete, diciamo: non siate convinti d'essere i depositari della verità assoluta, e perciò non siate intolleranti; siate sempre disposti ad ascoltare chi non è della vostra stessa opinione. Guai a chi crede che non vi sia nient'altro che possa fargli rivedere le sue convinzioni; o, peggio ancora, a chi crede che non vi sia nulla di più importante di ciò che sa.
Non fate delle vostre convinzioni un pretesto per distinguervi e dividervi da chi non la pensa come voi. Non coalizzatevi con l'intento di avversare chi non è con voi, ma siate consapevoli che ciascuno rappresenta una parte di un tutto poliedrico e che ciascuno è unico e irripetibile nel Cosmo.
Come in un organismo pluricellulare ciascun organo ha una sua funzione che lo distingue dagli altri, e tutti insieme non si combattono ma cooperano e interagiscono per l'equilibrio vitale dell'organismo stesso, così voi non fate dell'altrui diversità in senso lato - cioè non solo della diversità di opinione - motivo di antagonismo, di condanna; ma sappiate vedere in chi è diverso da voi un complemento di voi stessi, perché in realtà ciascuno fa parte di un sol Tutto inscindibile.
Cercate di rappresentare nel miglior modo possibile la parte che siete chiamati a rappresentare, sì da non creare ostacoli a chi voglia riconoscersi in ciò che credete. Ad ognuno il suo compito, ed è importante che ciascuno lo svolga con l'unico scopo di arricchire la conoscenza dell'uomo e renderla il più aderente possibile alla Realtà oggettiva.
A tutti voi, credenti e non credenti, auguriamo di essere soprattutto in buona fede; di non essere portatori di interessi faziosi od egoistici; di risvegliare le qualità migliori di chi avvicinate; di avere una chiarezza di idee tale da costituire un punto di riferimento per il pensiero dell'uomo; di giungere là dove siete attesi e necessari; di essere docili strumenti del divino volere che tutti guida all'ampliamento della coscienza individuale; di capire che in realtà non vi sono né debbono esservi vinti o vincitori ma solo persone che, con la loro fatica, col loro impegno, in buona fede, lavorano per riscattare l'uomo dall'ignoranza, dalla paura, dalla dipendenza e dallo sfruttamento e ne fanno un nuovo essere con un nuovo, meraviglioso sentire.
L'Uomo Nuovo sta arrivando. Fate in modo che voi, che sentite che c'è del vero nelle nostre parole, possiate essere gli antesignani di questo Uomo Nuovo.
Quando noi vi diciamo "non desiderare", intendiamo dire: "non dovete avere desideri egoistici", perché il desiderio è vita. Guai a chi non ha nessun desiderio, guai a chi è abulico. Il desiderio è un incentivo all'azione; occorre estirpare l'io e continuare a desiderare in senso altruistico. Quando vi diciamo "non giudicate", intendiamo: "non innalzate il vostro io abbassando quello degli altri". Tutto quello che si fonda sull'io è fondato sull'illusione. Pensate quale catastrofe sta per abbattersi su questa società fondata sull'io! Basterà un soffio, e l'enorme castello di carta cadrà. Ma il soffio capace di ciò è il soffio dello spirito, e spira dove e quando vuole.
Sciocchi, se pensate di poter conservare il vostro patrimonio e i vostri privilegi! Lo sfruttamento di molti che ha creato la fortuna di pochi non appartiene al futuro dell'uomo! Nella società futura si incoraggeranno i giovani, si aiuteranno i vecchi, gli uomini collaboreranno ma, soprattutto, i massimi saranno tali per servire i minimi.
Se questa è dunque la società che vi attende, perché non lavorare per realizzarla subito? Accaparrare e tenere nascosti dei prodotti e far soffrire chi ne ha bisogno, a avvelenare le genti solo per realizzare facili guadagni, o andare al potere per meglio amministrare i propri interessi, o far finta di credere che l'esercitarsi all'assassinio possa costituire un semplice hobby come collezionare francobolli, o lamentarsi del proprio lavoro perché, ripetiamo testualmente "l'ambiente climatizzato per dare più agio a chi lavora, potrebbe anche portare un raffreddore", o perché "lavorando ci si può spezzare le unghie", sono delitti che chiedono vendetta al cospetto di Dio e potrebbero meritare una rivoluzione. E allora chi può contestarvi il diritto di esigere una società migliore?
E allora se sei stufo di tutto ciò, e se:
Se l'opinione del gregge comune non sarà tua regola di condotta,
Se sarai tollerante con gli altri quanto lo sei con te stesso,
Se saprai comandare più a te stesso che agli altri,
Se sarai giusto più che buono, indulgente e comprensivo specie con i deboli,
Se lavorerai pazientemente,
Se mai risponderai con un rifiuto ad una richiesta o ad un'offerta,
Se potrai avere ricchezze e onori, ma non esserne schiavo,
Se potrai godere della solitudine, ma non avrai paura della compagnia degli uomini e viceversa,
Se saprai essere povero e parsimonioso,
Se potrai sopportare di buon grado l'oblio e l'ingratitudine degli uomini,
Se saprai camminare da solo senza grucce, eccitanti ed illusioni,
Se saprai essere infantile coi fanciulli, gioioso coi giovani, pacato con gli anziani, paziente coi pazzi, felice coi saggi,
Se saprai sorridere, con chi sorride, piangere con chi soffre, e saprai amare senza essere riamato, allora, figlio mio, chi potrà mai contestarti il diritto di esigere una società migliore?
Nessuno, perché tu stesso, con le tue mani, l'avrai creata!
Si, ma tutto questo e' impossibile ai soli desideri e ai soli sforzi umani....
Occorre nutrirsi del divino, abbeverarsi alla fonte dell'eterno. (tradotto: Parola, Preghiera e Sacramenti)
Manu ho trovato per caso questo forum durante una ricerca e sono rimasto estrefatto dalle tue conoscenze che spaziano a 360° nell'esoterico. Mi sono letto nel fine settimana d'un fiato quasi tutti i tuoi interventi e ti vorrei porre alcune domande sempre che tu voglia rispondere. Da nessuna parte ho letto se fai parte di qualche centro di ricerca spirituale o di qualche gruppo particolare quindi non sono riuscito a capire bene da dove provengano le tue conoscenze. Per l'altra domanda apro un post a parte. Ciao e grazie.
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