[QUOTE=Il Manu;855597]Fratello ti conosciamo e ti amiamo cos
Meditazioni per la sera
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in che senso morire a se stessi?Originariamente Scritto da Il Manu Visualizza MessaggioUn giorno ti abbiamo sorpreso mentre, vedendo un fratello parlare a bassa voce, credevi dicesse contro di te. Ricorda, ti parlammo del significato di morire a se stessi; ebbene, se tu fossi morto a te stesso, non avresti pensato una cosa di questo genere.[SIZE="1"][B]Tout cela ne vaut pas le poison qui d
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Superare l'attivitOriginariamente Scritto da aleke00 Visualizza Messaggioin che senso morire a se stessi?
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Fratello per la riflessione di questa notte considera come il progresso porti, coi vantaggi, nuovi problemi. Ciò che si costruisce per rendere comoda la vita dell'uomo, spesso si rivela fonte di scomodità. Ciò che si fa per renderlo indipendente, non di rado lo fa schiavo; ciò che si fa per facilitare la sua esistenza, lo rende sempre più scontento.
Il Budda disse: "Tutti i tormenti dell'anima umana traggono originale dal timore e dai desideri". Noi vediamo come la tua serenità venga distrutta dalle tue ansie e dalle tue brame. Tu temi anche ciò che non è certo, ma questo non è saggio. Tutto potrebbe accaderti! Ed allora, pensando a questa probabilità, vuoi rendere la tua vita un solo timore? Chi non teme è libero.
Pensa a quante cose ti rendono servo, e a come sarebbe importante per te poter usufruire di tutta la libertà di cui potresti disporre. La vera libertà non sta nel poter appagare tutti i tuoi desideri, ma sta nel sottrarsi ad ogni influenza, prima fra tutte la coercizione esercitata dal tuo desiderio.
Devi essere così libero e forte da poter disporre di te stesso in ogni momento. L'uomo forte, il più potente, è colui che sa comandare a se medesimo. Puoi gloriarti di comandare gli altri, se non sai comandare a te stesso? Devi essere forte per servire; nell'auto-controllo genererai l'ordine e l'equilibrio e nell'ordine interiore la tua liberazione. Sempre la libertà si fonda sull'ordine, ma l'ordine non può essere imposto. Chi affermasse il contrario in sostanza direbbe che la libertà si fonda sulla coercizione: sarebbe in contraddizione con se medesimo.
La libertà dai tuoi desideri non la puoi raggiungere violentando te stesso, reprimendo le tue brame, ma generando in te quell'ordine che risulta dall'aver trasceso la radice dei tuoi desideri. Questo è vero non solo per il tuo mondo interiore, ma anche per la società nella quale tu vivi.
L'ordine sociale, e perciò la vera libertà, è raggiungibile solo nel convinto adempimento dei propri doveri individuali. Ciò che devi raggiungere è la convinzione che non puoi vivere solo per te stesso, fai parte di una società la quale può avere un assetto armonioso solo se i suoi membri posseggono una coscienza sociale. Fa’ che il tuo desiderio sia il desiderio di tutti; chi nulla desidera per sé è il più ricco degli uomini perché ha già ciò che gli altri cercano di raggiungere appagando i loro desideri.
Se desideri sapere, sappiti istruire, ma non istruire per essere considerato un Maestro e perciò essere amato; piuttosto ama!
Non adorare i morti per quanto degni possano essere stati. Ama i vivi, ma non far dipendere da essi la tua felicità.
Infelice è l'uomo che fa dipendere dagli altri la sua gioia.
Non aver paura del dolore, se non sai nulla della sofferenza, cosa puoi sapere della felicità? Se non hai patito un sopruso, cosa puoi sapere e come puoi amare la giustizia?
Ricorda: l'uomo deve conoscere la felicità e il dolore, il bene e il male, per essere un giorno al di là di essi!
Pace e Bene
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Per questa sera vorremmo tu dedicassi la tua attenzione nell'esercizio di un Mantra, ma se il termine Mantra ti disorienta perchè richiama alla mente amene e straniere religioni Orientali, che rimangono lontane alla tua religiosità, allora chiamala Preghiera.
Quanta afflizione amareggia la tua vita, o fratello, quanta paura turba la tua pace. L'incomprensione ti isola dai tuoi fratelli e, in questa solitudine, il tuo cuore s'indurisce ancor più.
Ripeti mentalmente con Noi questo Mantra o Preghiera; in essa è serenità, in essa è sicurezza, in essa è comprensione, perché in essa è la Verità.
"Io sono un centro di coscienza, d'influenza e di potere, di pensiero e di conoscenza, di sensibilità e di espressione.
Intorno a me si aggira il mio mondo di cui io sono signore.
La mia mente è strumento d'espressione ed io sono indipendente dal corpo, dalle sensazioni, dalle emozioni, dai desideri, dalle facoltà intellettuali. I miei veicoli sono un'unica cosa con la materia universale, così la mia vita con l'unica vita universale, così il mio Spirito con gli altri, apparentemente divisi, e con l'Unico che li sovrasta ed abbraccia tutti.
Il dolore dei miei fratelli è mio dolore, la loro colpa è mia colpa; con essi raggiungerò, alla fine dei giorni, la Gloria Suprema.
Io sono una manifestazione della vita universale che tutto plasma ed anima; essa vita è in me come in ogni altro essere o cosa; io sono nel suo seno ed essa mi sostiene, niente può danneggiarmi veramente. Qualunque cosa possa sorprendermi non è che un cambiamento necessario alla mia evoluzione.
Non temo di perdermi, né temo alcun male, perché sono una manifestazione della Realtà e, per questo, potenzialmente
pieno di Divino Potere, di Divino Sapere, di Divino Amore.
Rivolgo la mia attenzione al mio Sé superiore, lo Spirito, che mi guida nelle lunghe peregrinazioni della carne, acciocché renda attivo in me ciò che, per natura, è allo stato latente.
Sono pronto ad andare là dove posso essere di aiuto; l'Universo è la mia patria, l'Umanità la mia famiglia, il mio prossimo un'altro me stesso».
Pace e Bene
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Ti ringrazio di questo mantra, amico Manu. E trovo in esso incredibili correlazioni con la preghiera che amo di piu': Il Padre Nostro.amate i vostri nemici
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Salve a te anche in questa notte stellata Fratello. Tu che cerchi uno scopo perché ti senti inutile. Osservando l'immanenza del Cosmo nella notte e volgendo lo sguardo verso stelle lontane pensi forse di essere dimenticato? Nessuno può esserlo; ognuno è costantemente presente nella grande Mente Divina.
Non preoccuparti se la tua vita o le tue azioni non hanno una conseguenza considerevole nell'universo; ciò che tu fai è tanto ed è poco, è tanto per te ed è poco per l'universo al quale appartieni.
Ognuno ha un posto nel piano divino, una missione, un compito rispetto alla collettività ed è un compito di questo genere, non solo aiutare gli altri, ma anche migliorare te stesso.
Vorremmo che da queste parole tu comprendessi, tu divenissi intimamente convinto che i tuoi interessi sono strettamente legati a quelli di tutta la famiglia umana. Tu sei un'unità nel grande piano divino ed occupi un posto e devi collaborare; ama dunque la tua attività, qualunque essa sia; sii disposto a lasciarti usare dalla mente che guida lo svolgersi del piano ed eliminando l'attrito, eliminerai la sofferenza.
Ama il lavoro per amore del lavoro, non per ciò che esso può darti; colui che ama il lavoro nel giusto senso non teme di dovere iniziare nuovamente tutto. E' colui che si serve del lavoro unicamente per soddisfare la propria ambizione che soffre di una sconfitta; così non preoccuparti alla fine della giornata se il tuo lavoro ti ha reso bene, ma guarda se hai reso bene il tuo lavoro. Il lavoro, così inteso, darà a te quanto ti abbisogna, quanto soddisfa i tuoi gusti semplici, sarà per te una benedizione non avara di benefici, perché il lavoro è connaturale all'uomo, sviluppa la sua volontà che serve, non per violentare se stesso, ma per generare, nell'intimo suo, ordine ed equilibrio, così come ordinatamente ed equilibratamente si svolge il grande Piano Divino.
Pace e Bene
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Fratello tu desideri possedere numerosi oggetti, non tanto per rendere più comoda la tua esistenza, quanto per abbellire e valorizzare la tua persona. Così perdi la serenità e vessi i tuoi fratelli per giungere a possedere quelle cose che credi alzino il tenore della tua vita e non ti accorgi che quegli oggetti diventano i tuoi padroni prima ancora che tu li possegga, distruggono la tua pace e ti impediscono di godere la vera gioia della vita che sta nella spontanea semplicità della natura.
Il denaro è il mezzo attraverso al quale si giunge a possedere, ma molto spesso da servo diventa padrone e quando è così è sempre un cattivo padrone. Ricorda: la vera ricchezza è la saggezza; un mendicante saggio è più regale di un Re stolto.
Mira solo all'essenziale, non chiedere alla vita il superfluo, non chiedere la ricchezza, ma la pura serenità del tuo cuore e allora la luce del giorno o l'oscurità della notte, il sole o la pioggia, il sibilo del vento o il sorriso di un fanciullo, ti daranno quella gioia che nessun cuore arido può provare, neppure pagandola con tutti i tesori del mondo.
Non chiedere di essere onorato, stimato, rispettato, ma cerca ciò che dura più della stima, del rispetto e dell'onore. Non chiedere d'essere conosciuto, ma cerca di conoscere soprattutto te stesso. Non chiedere ciò che non hai la forza di amministrare e che potrebbe sfuggirti di mano e portare la rovina a te e ad altri, ma fai bene quello che è nelle tue possibilità.
Ricorda: è molto più utile un bravo operaio che un cattivo ingegnere. Contrariamente a quanto si crede, non è la carica che nobilita l'uomo, ma se mai è il contrario. Non chiedere di essere il primo nel folle mondo degli uomini, ma sii l'ultimo fra i saggi del cielo.
Giustamente ti è stato detto che nessuna esperienza va perduta; l'esperienza del sensuale lo conduce ad abbandonare la sensualità, ma è possibile essere sobri pur non calcando il sentiero degli eccessi. Come la malvagità è essa stessa castigo del malvagio, così la pace interiore inonda l'animo di chi libera il cuor suo da ogni inutile affanno.
Pace e Bene
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Sposo tutto il discorso: Parola per parola, pensiero per pensiero, virgola per virgola.
Mt 6,19-21:
“Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore”.amate i vostri nemici
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Se tu cogliessi un frutto prima della stagione della sua maturazione, tu lo perderesti; ma altrettanto tu lo perderesti se tu lo lasciassi marcire sulla pianta. E' giunto il tempo che tu ricerchi la vera condizione di ciò che appare, cominciando da te stesso. Ripeti perciò mentalmente con noi questo mantra.
"Rivolgo la mia attenzione alla profondità del mio "essere" che si effonde oltre la mia attuale consapevolezza. Il mio "io" è prodotto delle contingenti limitazioni e dell'errata autoconvinzione che il mio "essere" sia in esse contenuto. I conseguenti egoismo, avidità, paura, senso di ostilità per ciò che credo non sia me stesso, mi impediscono di aprirmi alla vita dell'illimitato "essere" che è in ogni uomo e che fonde in pura unione d'amore tutte le forme di vita esistenti in una sola.
La vera natura di ognuno, come la mia, sta oltre le contingenti limitazioni e differenziazioni che creano le personalità amate ed avversate. Al di là di ciò ch'io trovo spregevole e detestabile nei miei fratelli, sta Colui ch'è sommamente amabile e sommamente ama, perché è sommo amore.
Dietro l'aspetto mutevole e caduco di ogni uomo, sta il vero Sè di ognuno, l'unico Essere in cui tutti ci riconosceremo. Desiderio e repulsione, come gioia e pena, vanno e vengono e, come le forme di vita, sbocciano e appassiscono; ma il vero Sè immutabile resta. Non mi oppongo al fluire in me dell'unica Vita, arrendevole mi abbandono per seguire la Sua, volontà.
Conducimi dove è giusto che io sia, guida ogni mia azione sì ch'io la compia non per goderne i frutti, ma per la Tua gloria.
Fa' ch'io sia strumento consapevole della Tua Manifestazione, Tu che sei la sorgente di ogni vita, Tu che sei la coscienza senza limiti, Tu che sei fuori e dentro agli "esseri" e da essi non sei diviso e in essi non Ti dividi; Tu che tutto contieni, di ognuno sei radice e nutrimento, Tu che sei la forma e la sostanza di ogni "essere" e la spiegazione della sua stessa esistenza; Tu che sei ragione di Te medesimo, Tu che mai non fosti e mai nasci, mai muori, pur essendo causa e finalità del Tutto, immergimi cosciente nell'infinita profondità del Tuo Essere, ove v'ha completezza tutto ciò che è incompleto, ove si dissolve ogni separazione, cade ogni limitazione, ove passato e futuro sono un'unico istante di Eterno Presente".
Pace e Bene
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Molte volte ti è stato ripetuto che il tuo corpo fisico è solo un mezzo, uno strumento che ti permette di manifestarti nel piano della materia più grossolana.
Le discipline dettate dalle filosofie orientali ti esortano a non identificarti con il tuo corpo, con le tue sensazioni o coi tuoi pensieri, perché tu sei altro di tutto ciò. Purtroppo queste affermazioni, che sono in sé vere, quando sono male interpretate conducono a concezioni e comportamenti errati.
Uno degli errori che puoi commettere, fratello caro, è quello di credere che il corpo, le sensazioni, i pensieri non abbiano alcun reale valore e che tu, come uomo, debba tenerli in nessun conto. Venendo a sapere che i tuoi pensieri, le tue sensazioni sono, in effetti, attività di altri corpi indipendenti dal fisico, ossa sono parti del tuo essere, tu poi commettere l'errore di credere che vi siano delle parti più importanti di altre.
Vorremmo farti ben capire come tutti questi siano errori non solo dicendoti che, invero, le cose stanno diversamente, ma facendoti comprendere come, in realtà, esse sono. Tu devi considerare il tuo corpo fisico, il tuo corpo astrale o delle sensazioni e desideri, il tuo corpo mentale o dei pensieri, una sorta di macchina, di automatismi che funzionano rispondendo, reagendo a degli stimoli. Se tu potessi mettere uno di questi corpi in un ambiente asettico, in cui ricevesse un solo stimolo di natura nota, tu potresti osservare la relativa reazione e scopriresti che essa è analoga a quella dello stesso corpo di un tuo simile, ma non è mai identica. Nulla, nel Cosmo, è mai identico ad un'altra cosa. La massima eguaglianza che si riscontra è la similitudine, l'analogia; mai l'identità.
Gli stimoli che fanno reagire e funzionare i tuoi veicoli, facendoti insorgere pensieri, sensazioni, emozioni, desideri, facendoti compiere azioni e incontrare esperienze non provengono tutti dal tuo profondo essere e dalla tua vera natura.
Facendo questa affermazione, due sono i concetti che noi debbiamo chiarire: qual è il tuo profondo essere e quali altri stimoli fanno reagire i tuoi veicoli.
Il nucleo di te stesso, ciò in cui si riassume tutto te stesso, la vita di tutte le parti di cui sei costituito, che è la tua vera natura, è quel quid che da solo dovrebbe dirigere ed ispirare l'attività di tutti i tuoi veicoli. Questo quid, rivelato dalle sensazioni, dai pensieri, è pura coscienza di esistere, è il tuo sentire più profondo e più vero; tuttavia, in te uomo, non è più importante delle altre parti che ti costituiscono.
Nell'uomo evoluto, quello in cui la coscienza individuale è costituita, gli stimoli che fanno agire i veicoli provengono unicamente da questo quid ed allora quell'uomo è padrone di se stesso, della sua mente e delle sue emozioni; agisce sotto la sua volontà; ha un suo pensare, un suo desiderare, un suo volere. Ma prima che la coscienza sia costituita, gli stimoli che mettono in moto la mente e i desideri che fanno agire l'uomo possono venire dall'ambiente in cui vive, dalla società che lo attornia.
Fratello caro, se tu volessi guardare dentro di te con sincerità ti accorgeresti che sei dominato e preda di un gran numero di suggestioni, che tu credi siano tuoi bisogni essenziali e non ti accorgi che sono invece solo delle pseudo-necessità; esigenze che nascono dal desiderio che altri ha suscitato in te; tranelli della mente che ti rendono schiavo dell'altrui apprezzamento, del giudizio favorevole dei tuoi simili.
Non solo: le influenze a cui soggiaci non riguardano solo la tua vita sociale, i tuoi comportamenti con gli altri; si insinuano nella tua mente, diventano tue opinioni, e tu pensi non come senti ma come gli altri vogliono che tu pensi. E così è anche dei desideri. Se tu potessi essere messo in una sorta di ambiente sterile alle influenze ed ai condizionamenti che ne derivano, ti scopriresti molto diverso da quello che credi di essere.
Pace e Bene
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Dalle "Confessioni" di Sant'Agostino.
Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto. Entrai e vidi con l'occhio dell'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi poco se dicessi che era solo una luce più forte del comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un'altra luce, assai diverse da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l'olio che galleggia sull'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma era una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce. O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Cosi la tua Sapienza, per mezzo del quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini. Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.amate i vostri nemici
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