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  • Sousuke
    Banned
    • 14/12/07
    • 16244

    #16
    Tuttavia, dato che le radici possono essere di vario tipo, non tutti i frutti dell'albero sono descrivibili come meravigliosi nè spesso, tantomeno, l'albero stesso.
    Inoltre il nesso metaforico fra l'albero ed i suoi frutti presuppone coerenza e sincerità nel soggetto, che spesso non sussiste.

    Qundi si potrebbe avere una radice cattiva che produce un ottimo frutto e viceversa.
    Inoltre un albero buono puà avere una radice cattiva, incrementando ulteriormente la casistica.
    Last edited by Sousuke; 28-11-2008, 16:49.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #17
      [QUOTE=Sousuke;957688][FONT="Comic Sans MS"]Tuttavia, dato che le radici possono essere di vario tipo, non tutti i frutti dell'albero sono descrivibili come meravigliosi n
      amate i vostri nemici

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #18
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Significa che il frutto di un albero e' meraviglioso, ma tutto parte dalle sue radici.
        Ma allora l'albero che si è seccato perché non portava frutti dove lo metti?
        In quale campo? Nel nostro o nel loro?
        E i tralci?

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #19
          Leggi sopra.
          amate i vostri nemici

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          • lady cotard
            vagamente snob
            • 25/07/08
            • 1636

            #20
            scusate, aggiungo la conclusione del mio post, che nella mia testa funzionava, ma rileggendo, mi rendo conto che non si è capito dove andassi a parare:

            gesù era un ebreo, con due tendenze abbastanza evidenti: da un lato il rispetto della tradizione in principio, dall'altra la metabolizzazione della stessa secondo la propria buona fede.
            ecco che gesù pensa ed agisce secondo principi della torah, prega lo stesso dio del monte sinai e ha come punti di riferimento mosè ed elia; ma giudica inutili tutta una serie di formalità esteriori come mezzo per relazionarsi al padre. gesù è tradizionalista ed innovatore allo stesso tempo, anzi è un innovatore della tradizione per meglio dire.

            però concordo con crepuscolo: cristo è il punto cardine della nuova religione, che da ebraismo divenne cristianesimo appunto. vi è tutto un dibattito su ciò: molti sostengono che quello che chiamiamo cristianesimo, si è formato non prima del secondo secolo. altri identificano la sua nascita molto prima (anni 30), perchè la identificano con paolo che è visto come fondatore della stessa, in quanto modellatore del messaggio del cristo.

            su questo potremmo discutere tanto, brevemente do il mio parere:

            personalmente non considero l'abolizione del Sabato, dei riti del tempio, dell'apertura ai pagani, del dio "scisso" in tre figure e che genera un figlio (gesù verrà ucciso per aver affermato tutto questo) propriamente un continuare, un osservare la religione ebraica.

            se si fosse trattato solo di "dare una spolverata alle tradizioni" non lo avrebbero appeso, non parleremmo di nuova religione, cristo stesso non avrebbe detto "di mettere il vino nuovo in otri nuovi";


            è cristo che fonda il cristianesimo, la sua origine è immediata, subito i testimoni cominciano a predicare il cristo risorto, e dunque da subito non si è più nell'ebraismo;

            quando paolo arriva, il cristianesimo ha già conosciuto i suoi primi martiri, proprio in israele e proprio in virtù di questa nuova religione:
            non paolo fonda il cristianesimo, ma lo riceve, così come testimonia lui stesso...

            ... Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici...

            siamo solo a circa trent'anni dalla morte di Cristo, e qui abbiamo già tutto il Vangelo.
            - diana. link. subito.-

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #21
              [QUOTE=lady cotard;957733]scusate, aggiungo la conclusione del mio post, che nella mia testa funzionava, ma rileggendo, mi rendo conto che non si
              amate i vostri nemici

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #22
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Leggi sopra.
                L'albero che s'

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #23
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Significa che il frutto di un albero e' meraviglioso, ma tutto parte dalle sue radici.
                  ..Credo che Cono non abbia capito perché continua ad insistere, ora provo a spiegarmi al meglio, anche se mi costerà fatica
                  .
                  Introduzione

                  ..Per la comprensione dei vangeli è importante conoscere le particolari tecniche letterarie con le quali gli stessi sono stati composti, altrimenti gli episodi narrati risultano incomprensibili od addirittura snaturati.
                  ..Per l’elaborazione del testo gli evangelisti usano schemi e strutture rispondenti a regole ben precise nell’arte della scrittura e comuni nella loro cultura.
                  ..Una delle strutture narrative usata spesso nei vangeli è quella del trittico.
                  ..In arte per trittico s’intende un dipinto composto da una tavola centrale e da due sportelli laterali: quel che è dipinto ai lati non acquista significato se non in relazione a ciò che è raffigurato nella parte centrale.

                  Il fico ed il covo dei briganti

                  ..Una delle azioni più strane e insensate di Gesù è l’aver maledetto un povero fico colpevole di non portare frutta in una stagione che non era quella dei fichi (Mc 11,12-14.20-22).
                  ..Indubbiamente l’episodio, se isolato dal suo contesto, può far nascere sospetti sull’equilibrio psichico di Gesù.
                  ..Il brano della maledizione del fico, costruito secondo lo schema del trittico, fa parte delle due tavole laterali che acquistano il loro significato solo in relazione alla parte centrale, che è quella dell’entrata di Gesù nel tempio di Gerusalemme (Mc 11,15-19).
                  ..Nella prima parte del trittico (Mc 11,12-14), scrive l’evangelista che Gesù, andato in cerca di frutta su un fico, “non trovò altro che foglie”.
                  ..L’albero inganna: il suo splendore esteriore maschera la totale sterilità. Il motivo dell’assenza di frutti, sottolineato dall’evangelista con l’espressione ”il tempo non era stato di fichi”, collega l’episodio alla prima parola pronunciata da Gesù in quel vangelo: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1,15).
                  ..Assieme alla vite, il fico era una delle piante con le quali veniva rappresentato Israele: “L’albero del fico è la casa d’Israele” ( Apoc.Pietro,2, 1 Re 5,5, Os 9,10). Dio aveva stabilito con Israele un patto: se il popolo avesse praticato i suoi insegnamenti, lui lo avrebbe protetto, e gli ebrei con la loro vita splendente di giustizia e santità avrebbero dovuto far vedere ai popoli confinanti che il Dio d’Israele era il vero Dio (Dt 6-7).
                  ..Ma l’infedeltà del popolo aveva fatto si che se Israele era uguale alle nazioni pagane in quanto ad oppressione e violenza , la sua posizione era più grave, poiché l’ingiustizia veniva esercitata in nome del vero Dio.
                  ..Gesù, venuto a chiedere conto del frutto di questa alleanza, trova che Israele si era convertito in un lupanare di ingiustizie e perversità, dove “perfino il profeta ed il sacerdote sono empi, e nella casa del Signore si trova solo malvagità” (Ger 23,11).
                  ..Il “tempo” non era stato di frutti, rendendo vane tutte le cure del Signore al suo popolo, come constateranno amaramente i profeti:
                  “Dio si aspettò che producesse uva,
                  ..ma essa fece uva selvatica.
                  ..Egli si aspettava giustizia
                  ..ed ecco spargimento di sangue,
                  ..attendeva rettitudine
                  ..ed ecco grida di oppressi” (Is 5,2.7).

                  ..Per questo Gesù dichiara l’alleanza decaduta poiché, come il fico senza frutti, essa è ormai inutile. Nell’altra tavola del trittico (Mc 11,20-21) c’è la conferma di quanto annunciato da Gesù. “il fico è seccato fin dalle radici”.
                  ..Al centro dei due episodi riguardanti il fico, l’evangelista inserisce l’irruzione di Gesù al tempio (Mc 11,15-19).
                  ..L’episodio è conosciuto come la “cacciata dei mercanti dal tempio”, ma Gesù non espelle solo i venditori: assieme a questi caccia anche i compratori (“si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano”).
                  ..L’azione di Gesù non è tesa a purificare il tempio, ma ad abolirne il culto.
                  ..Per questo si scaglia contro il sacro mercato e impedisce il passaggio delle suppellettili necessarie al culto.
                  ..Privandolo delle offerte, Gesù colpisce alla sorgente la vitalità del tempio che, come il fico senza linfa vitale, “si secca fin dalle radici”.
                  ..Nella figura del fico sterile l’evangelista raffigura il tempio, simbolo dell’istituzione religiosa che, con tutto il suo splendore di sacri palazzi, sacre cerimonie, sacri paramenti, sacro vasellame, nasconde l’assenza totale di Dio.
                  ..In questo luogo, dove tutto è troppo santo, non c’è più posto per l’unico santo: di lui, per la verità, non si sente gran nostalgia, in quanto ben rimpiazzato dalla presenza del suo più pratico rivale “mammona”, il dio profitto.
                  ..Gesù denuncia che il tempio, chiamato ad essere la casa di preghiera di tutti i popoli, si è trasformato in realtà in un “covo di briganti”.
                  ..Questa espressione, che indica il luogo dove i banditi nascondono la loro refurtiva, è presa da un’invettiva contro il tempio e il culto con il quale il profeta Geremia annunciava la distruzione totale del tempio: “L’avete preso per una spelonca di ladri questo tempio che porta il mio nome”
                  “Per questo tratterò questo tempio che porta il mio nome e nel quale confidate, e questo luogo che diedi a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo” (Ger 7,11.14).
                  ..Le autorità religiose hanno trasformato il luogo santo in un covo dal quale non hanno neppure bisogno di uscire per andare a depredare le loro vittime: la gente vi accorre volontariamente, credendo che per loro sia un bene essere spogliati per la gloria di Dio ( e le tasche dei sacerdoti).
                  Last edited by crepuscolo; 28-11-2008, 22:08.

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                  • Sousuke
                    Banned
                    • 14/12/07
                    • 16244

                    #24
                    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                    Assolutamente no, amico. Il Rabbi di Nazareth e' piu' che esplicito, al riguardo:

                    Dal Vangelo secondo Matteo
                    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete.
                    Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni.
                    Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere”.
                    La questione è che l'albero non è un essere vivente intelligente e pensante come l'uomo, quindi non può concepire concetti come la coerenza/sincerità e l'incoerenza/ipocrisia, che quindi possono determinare la produzione di un frutto buono da parte di una mente cattiva e viceversa, a prescindere che l'inconscio/animo sia buono o cattivo.

                    Pertanto, per riconoscere la vera natura di una persona, occorre analizzare in profondità e per molto tempo la sua psiche ed anima (per chi crede alla sua esistenza), dato che l'estetica e cioè i frutti prodotti non necessariamente sono la coerente manifestazione esteriore di come una persona è realmente, nel suo animo/spirito più intimo e celato.

                    Il citato scritto, per essere valido, presume e presuppone la coerenza e sincerità di una persona, che però spesso non sussiste.
                    Last edited by Sousuke; 29-11-2008, 00:54.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #25
                      La similitudine dell'albero e del frutto ( espressa nel vangelo)

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                      • lady cotard
                        vagamente snob
                        • 25/07/08
                        • 1636

                        #26
                        Originariamente Scritto da Rettologo Visualizza Messaggio
                        si vabbè Gesù , ma anche se fosse Budda o Maometto , potrei essere nato dovunque casualmente....
                        ma quello che conta è solo il messaggio oppure no?
                        sì e no.
                        nel senso che c'è un punto in cui, come dicevo nell'altro thread, serve il salto.
                        si può parlare di un gesù umanamente divino, il gesù del vangelo di pasolini ne è l'esempio, quindi un gesù in cui la sua natura divina è messa in secondo pianodalle sue opere e dal suo messaggio.

                        come dire, non sappiamo se dio esiste, ma abbiamo il racconto di quest'uomo che dato questo messaggio d'amore.

                        tuttavia questa non può essere la lettura di un fedele, di chi, appunto, ha compiuto quel salto, in qunto è la stessa natura di gesù a portare il suo messaggio, egli è il messaggio.

                        si potrebbe andare avanti all'infinito (ed io lo trovo anche piacevole), ma vi è una "chiave di volta", non solo a mio parere: dice paolo, nella prima lettera ai corinzi, "se cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vosti peccati". questa frase di paolo riassume ciò che è nel cuore di ogni cristiano: pur essendo incarnazione e resurrezione le due pietre miliari della "nuova allenaza", la prima trova compimento e pieno significato nella seconda.

                        vado forse OT ma è secondo me molto interessante come argomento e mi piacerebbe che ne parlassimo:

                        "Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto."

                        "Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome."

                        "Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere."

                        parto da questi noti brani della Scritura (il primo è il prologo di luca, il secondo ed il terzo sono i due finali del vangelo di giovanni) perchè ci dicono una cosa importantissima, e cioè che ogni comunità che ha messo mano alla redazione di un vangelo era consapevole di trasmettere solo una parte di un tutto più grande.

                        gli eventi della resurrezione lo mostrano meglio che in ogni altra parte dei vangeli, perchè solo in minima parte si accordano, e principalmente in quel filo rosso che si riassume nello schema donne al sepolcro> tomba vuota > annuncio agli apostoli.

                        questo schema principale si divide poi in due quadri successivi, che vedono marco e matteo raccontare delle apparizoni in galilea, e luca e giovanni dire di quelle avvenute in giudea, pur se alcuni rimandi interni ai testi fanno comunque ritenere che fossero a conoscenza delle altre apparizioni;
                        ciascun evangelista prende dunque dalle proprie fonti (luca dichiara infatti di aver svolto un'indagine personale sugli avvenimenti), e difatti il solo luca riporta di un'apparizione del risorto ai viandanti di emmaus che nessuno degli altri tre vangeli registra.

                        queste narrazioni ci indicano e anzi confermano solo cose note, che ci sono diverse fonti ma non in contrasto tra loro, registrando tutte un unico fatto - cristo risorto - partendo da registri diversi (questo, nella storiografia, è anzi forte indice probabilistico, in quanto è sempre la troppo speculare concordia delle fonti storiche ad essere ritenuta sospetta di manipolazioni e aggiustamenti a-posteriori).

                        c'è infine paolo, che testimonia di un'ulteriore apparizione di cristo a lui soltanto ( in base alla quale si convertir&#224, conferma quelle a pietro e ai dodici (seguendo qui i vangeli) e registra quella, nota solo dalle sue lettere, in cui gesù viene detto apparire a cinquecento persone in una volta, affermando - cosa importantissima - che alcuni di loro "sono ancora in vita", quasi un invito ad andare e ad ascoltare dalla viva esperienza di chi ha assistito.

                        abbiamo queste testimonianze, sulla base delle quali si svilupperà tutta la successiva ed immediata predicazione apostolica, tutto sembra avere solo questo punto focale, il testimoniare la resurrezione di quel gesù morto in croce.

                        che considerazioni fare al riguardo?

                        chi cerca in questi racconti la prova a carico o a discolpa, un'evidenza che possa far dire che cristo è davvero risorto o meno parte già da un punto di vista errato, perchè qui si può solo prendere atto di quelle testimonianze o rigettarle:
                        un corpo, un solo corpo che risorge tra miliardi di altri prima e dopo di lui;
                        bisogna innanzitutto entrare nell'ordine di idee che questo evento sia almeno nel novero delle possibilità, come ci dice pascal:

                        "Con che ragione vengono a dirci che non si può resuscitare?
                        Che cosa è più difficile: nascere o resuscitare?
                        è più difficile che ciò che non è mai stato sia, o che ciò che è stato sia ancora?
                        è più difficile essere o ritornare ad essere?
                        l'abitudine ci fa sembrare facile l'essere; la mancanza di abitudine ci fa sembrare impossibile ritornare ad essere".

                        i testimoni questo raccontano, i vangeli questo registrano, paolo su questo addirittura basa la sua autorità di apostolo:
                        è stato scritto che tra il prima e il dopo la nascita, o, meglio dire, l'esplosione del cristianesimo - tra prima e dopo la vicenda umana di cristo - si colloca un buco nero che deve essere necessariamente riempito, che è compito non solo della fede, ma della storia, della ricerca storica sopratutto riempire.

                        che cosa ha fatto di una comunità spezzata, che ha visto morire il suo Maestro, e nel modo più infamante possibile, un movimento senza più un centro, destinato con ogni evidenza a dissolversi come tanti prima di questo, che cosa ha fatto, cosa ha reso questo movimento forte, così forte da sfidare - coi loro annunci pubblici - quella stessa autorità che solo poco prima aveva crocifisso quel cristo?

                        è l'enigma forse più alto di tutta la storia umana, attorno al quale da duemila anni tutti danziamo cercando di vedere la verità tutta intera, e non trovandoci in mano che pezzi di "verità", che paiono affermare e subito dopo negare se stessi.

                        un gruppo di uomini dice, proclama, quasi grida però di aver visto, di aver ascoltato, di aver toccato:
                        dio preserva la libertà dell'uomo, e non è l'uomo a dettare i tempi ed i modi;
                        chi vuole puntare sul sicuro segue una sua logica, non quella evangelica:
                        "chi vuole avere salva la sua vita la perderà, chi la perderà sarà salvato", non aveva forse già detto tutto, cristo?

                        la partita sul piano pari del confronto tra dio e l'uomo resta così intatta, ancora sana è la capacità di poter scommettere, anche alla fine è salvo il punto interrogativo.


                        quindi ripeto, va bene il messaggio intramondano, ma il punto di volta è il cristo risorto, se crediamo che il cristo è risorto vero è il regno dei cieli.
                        - diana. link. subito.-

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #27
                          [QUOTE=lady cotard;957887]s

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #28
                            Bello il riassunto di Lady Cotard. Se Cristo e' risorto tutto il resto e' dettaglio: Il Cielo s'e' riaperto all'uomo!
                            amate i vostri nemici

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #29
                              Non

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66028

                                #30
                                1Cor 15,12.16-20
                                Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede.




                                Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
                                Fratelli, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.
                                amate i vostri nemici

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