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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #31
    Non è così semplice come citare un brano; in merito esiste una voluminosa letteratura sotto il nome di Cristologia.
    Insomma chi era Gesù? fino dove arrivava la kenosi? quante nature aveva il Cristo? come interagivano' ce n'era una che prevaleva sull'altra? quante volontà erano presenti in lui? documentarsi sul concilio di Calcedonia, sul terzo concilio di Costantinopoli, che hanno fissato delle regole, anche dandole di santa ragione, conoscere la formula di san Cirillo di Alessandria sull'unione ipostatica del Logos, ecc.
    Il problema di come possa l'essere-uomo di Cristo essere pensato in modo da poterne vedere esaltata la vera umanità, senza per così dire che venga assorbita dal suo essere-Dio; oppure spostando un po' i termini della questione, in che modo l'immagine di Gesù fornita dai vangeli possa trovare un autentico spazio nella cristologia all'interno della dottrina delle due nature. Oppure Cristo, abbassandosi nella sua natura umana (kenosi), si priva dell'uso delle sue prerogative divine ( soprattutto dell'onnipotenza, dell'onnipresenza e dell'onniscienza) pur possedendole anche come uomo, il perché allora dei miracoli?.
    Come puoi notare, caro Cono, spiegare o capire non è così semplice come citare.
    Scusate se ho scritto a getto, ma ho riportato quello che mi è venuto subito in mente leggendo il brano di san Paolo di Cono.
    Last edited by crepuscolo; 03-12-2008, 19:27.

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    • lady cotard
      vagamente snob
      • 25/07/08
      • 1636

      #32
      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
      ..
      grazie per l'intervento che sposta ancora di un pelo l'angolo da cui guardiamo, amo i piccoli spostamenti.

      ogni posizione umana parte da un bias. questo bias pu
      - diana. link. subito.-

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      • dietrologo
        • 27/08/08
        • 9716

        #33
        m'intrufolo incautamente per contribuire seppur in modo personalissimo anche incomprensibile

        [I] "...Non credere a quanto ti viene annunciato come verit

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #34
          ...e questo potr

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #35
            Ogni giorno siamo chiamati a sperimentare la Resurrezione del Cristo! Quando la fede ci spinge ad appoggiarci a Lui, possiamo venir fuori da situazioni angosciose, possiamo perdonare una persona invisa, possiamo riaprirci alla vita dopo che ci e' morto un figlio, possiamo arrivare a fine mese anche se e' uno solo in famiglia a lavorare, tutto possiamo....tutto! Provino altri a dire che Cristo non e' risorto.
            amate i vostri nemici

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #36
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Ogni giorno siamo chiamati a sperimentare la Resurrezione del Cristo! Quando la fede ci spinge ad appoggiarci a Lui, possiamo venir fuori da situazioni angosciose, possiamo perdonare una persona invisa, possiamo riaprirci alla vita dopo che ci e' morto un figlio, possiamo arrivare a fine mese anche se e' uno solo in famiglia a lavorare, tutto possiamo....tutto! Provino altri a dire che Cristo non e' risorto.
              Questo

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              • lady cotard
                vagamente snob
                • 25/07/08
                • 1636

                #37
                [QUOTE=crepuscolo;959534]Questo
                - diana. link. subito.-

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #38
                  Si ragazzi, e' vero: Davanti alla tomba vuota non ci sono mezze misure. O si crede o non si crede. La fede si gioca li', tutto il resto e' secondario (teologia, esegesi, trattati, encicliche ecc.ecc.ecc.)
                  amate i vostri nemici

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #39
                    Ma purtroppo oggi non riusciamo a credere più a niente; non riusciamo a credere neanche ai campi di concentramento già dopo poco più di mezzo secolo, con l'informazione 10.000 volte più precisa di 2.000 ani fa, e con documenti visivi, come potremmo credere ad una tomba vuota predicata da 12 pellegrini, magari visionari.
                    Cono, non si può credere e basta, quella caso mai è la scintilla, ma se non si scruta tra le cose del mondo e le pieghe della storia con fatica e imparzialità, e non si cercano le intuizioni di qualche teologo illuminato come si può avere lo Spirito che ognuno desidera?
                    Ricordi i viandanti di Emmaus? ai quali il Cristo ha dovuto prima spiegare per benino le scritture affinché lo riconoscessero e credessero che lui era lo stesso Gesù crocifisso?.
                    Last edited by crepuscolo; 04-12-2008, 14:32.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #40
                      Si. E sfondi una porta aperta con me in tal senso: Lo sai quanto amo le Scritture. Eppure spessissimo Cristo si rivela ai semplici, agli umili, agli ignoranti, agli ultimi del mondo....
                      amate i vostri nemici

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #41
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Si. E sfondi una porta aperta con me in tal senso: Lo sai quanto amo le Scritture. Eppure spessissimo Cristo si rivela ai semplici, agli umili, agli ignoranti, agli ultimi del mondo....
                        Ges

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #42
                          Certo.
                          amate i vostri nemici

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #43
                            Grazie.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #44
                              Un breve confronto tra Gesù di Nazaret e i fondatori di religioni, compresi gli stessi grandi personaggi biblici, come Abramo, Mosè e i profeti, può aiutare a leggere l’originalità e la singolarità della figura del Cristo e della coscienza che egli ha avuto di sé e della sua missione storico-salvifica.
                              Si può facilmente rilevare che i fondatori di religioni, di solito, “sono dei saggi che rimandano ad una via (Dhammapada, Tao) da essi trovata, ad essi rilevata”. Gesù invece, fin dall’inizio, presenta se stesso come la via. Gesù identifica in sé la forma dottrinale e la forma della vita e non soltanto fino alla morte, come impegno e dimostrazione dell’amore (Gv 15,13), ma fino alla resurrezione.
                              Nel Cristo c’è una straordinaria identità tra dottrina e vita, tra parola e azione. Come nessun altro nella storia del mondo e nel fenomeno delle religioni, solo Gesù ha potuto lanciare quel guanto di sfida. “ Chi di voi può convincermi del peccato?" ( 1Gv 3,5). Quanto la concreta vita morale e spirituale di Gesù fosse diversa, per esempio da Maometto, fondatore dell’islàm lo ha già sottolineato Pascal nei suoi Pensieri, rilevando forse con crudo realismo. “ Se Maometto ha deciso di riuscire umanamente, Gesù Cristo ha deciso di morire umanamente . Maometto uccide, Gesù Cristo si fa uccidere".

                              I fondatori di religioni, pensiamo a Budda e Maometto, accreditano la loro particolare missione religiosa a seguito di una vocazione, di una conversione, segnata da una speciale illuminazione: Essi erano terrestri e sono stati iniziati al cielo; ora devono iniziare altri alla sfera del divino, alla particolare rivelazione ricevuta. Anche i profeti biblici dell’Antico Testamento compreso Giovanni Battista, sono tutti dei semplici uomini che, per un breve o lungo periodo della loro vita, sono incaricati di una missione divina. Come già nell’esperienza religiosa di Abramo (Gn 12,1-3) e di Mosè ( Es 3-4), per molti profeti biblici viene descritta la circostanza della loro speciale vocazione al servizio di Dio e della sua parola. Pensiamo ad Osea, Geremia,Isaia ed Ezechiele. Per ognuno di loro tale vocazione ha significato il passaggio da uno stadio all’altro della loro vita, avvertito talvolta, come nel caso di Geremia, con senso altamente drammatico. Infatti Geremia, pur sentendosi un “consacrato” di Dio, un predestinato fin dal seno materno ad essere “profeta delle nazioni”, sente tutta la difficoltà del suo compito e l’amarezza della sua funzione profetica se arriva ad esclamare:” Me infelice, madre mia, che mi hai partorito oggetto di litigio e di contrasto per tutto il paese!” (Ger 15,10).
                              In conformità alla costante narrazione biblica, profeti non si nasce, ma lo si diventa. “ Io non ero profeta, ne figlio di profeta” confessa Amos “ ero un pastore e raccoglitore di sicomori, il Signore mi prese di dietro al bestiame e mi disse, và, profetizza al mio popolo Israele” (Am 7,14-15). Pur ponendosi totalmente al servizio della missione divina, nessun profeta s’identifica con la missione ricevuta. Questa gli è data nel tempo e lo trascende, poiché la stessa missione di annunciare la parola di Dio è sovraccaricata del “peso” di un Altro, di Dio appunto: il profeta resta sempre un uomo che parla al posto di Dio, egli è suo “portavoce” o “strumento” umano attraverso il quale Dio vuol far giungere la sua parola agli uomini.
                              In Gesù Cristo è invece impossibile riscontrare un momento di vocazione o di conversione alla causa di Dio. Nemmeno il battesimo nelle acque del fiume Giordano può essere addotto come momento di vocazione divina o di iniziazione alla sua missione. Il battesimo resta l’atto pubblico di investitura, e quindi di presentazione al popolo della persona di Gesù Cristo, fatta dalla voce del Padre che lo indica con le parole inequivocabili: “ Tu sei il Figlio mio diletto”
                              Last edited by crepuscolo; 15-12-2008, 11:23.

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #45
                                Spirito Santo e volont

                                L'"opera dello Spirito Santo" non ha mai cessato di svolgere il suo compito di animatore e di ispiratore nell'intera esistenza del Cristo, svolta tutta sotto l'economia di Verbo fatto carne. Come lo Spirito Santo, secondo la promessa fatta da Ges

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