Non è così semplice come citare un brano; in merito esiste una voluminosa letteratura sotto il nome di Cristologia.
Insomma chi era Gesù? fino dove arrivava la kenosi? quante nature aveva il Cristo? come interagivano' ce n'era una che prevaleva sull'altra? quante volontà erano presenti in lui? documentarsi sul concilio di Calcedonia, sul terzo concilio di Costantinopoli, che hanno fissato delle regole, anche dandole di santa ragione
, conoscere la formula di san Cirillo di Alessandria sull'unione ipostatica del Logos, ecc.
Il problema di come possa l'essere-uomo di Cristo essere pensato in modo da poterne vedere esaltata la vera umanità, senza per così dire che venga assorbita dal suo essere-Dio; oppure spostando un po' i termini della questione, in che modo l'immagine di Gesù fornita dai vangeli possa trovare un autentico spazio nella cristologia all'interno della dottrina delle due nature. Oppure Cristo, abbassandosi nella sua natura umana (kenosi), si priva dell'uso delle sue prerogative divine ( soprattutto dell'onnipotenza, dell'onnipresenza e dell'onniscienza) pur possedendole anche come uomo, il perché allora dei miracoli?.
Come puoi notare, caro Cono, spiegare o capire non è così semplice come citare.
Scusate se ho scritto a getto, ma ho riportato quello che mi è venuto subito in mente leggendo il brano di san Paolo di Cono.
Insomma chi era Gesù? fino dove arrivava la kenosi? quante nature aveva il Cristo? come interagivano' ce n'era una che prevaleva sull'altra? quante volontà erano presenti in lui? documentarsi sul concilio di Calcedonia, sul terzo concilio di Costantinopoli, che hanno fissato delle regole, anche dandole di santa ragione
, conoscere la formula di san Cirillo di Alessandria sull'unione ipostatica del Logos, ecc.Il problema di come possa l'essere-uomo di Cristo essere pensato in modo da poterne vedere esaltata la vera umanità, senza per così dire che venga assorbita dal suo essere-Dio; oppure spostando un po' i termini della questione, in che modo l'immagine di Gesù fornita dai vangeli possa trovare un autentico spazio nella cristologia all'interno della dottrina delle due nature. Oppure Cristo, abbassandosi nella sua natura umana (kenosi), si priva dell'uso delle sue prerogative divine ( soprattutto dell'onnipotenza, dell'onnipresenza e dell'onniscienza) pur possedendole anche come uomo, il perché allora dei miracoli?.
Come puoi notare, caro Cono, spiegare o capire non è così semplice come citare.
Scusate se ho scritto a getto, ma ho riportato quello che mi è venuto subito in mente leggendo il brano di san Paolo di Cono.



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