"Giacchè sarebbe assai pernicioso che il parere degli uomini, per quanto buoni e santi, si sotituisse al comandamento divino, desidero che tale questione [la decisione del concistoro protestante della sua città, organismo disciplinare composto ada ecclesiastici, di scomunicare lei e tutta la sua famiglia poichè ella si arriciava i capelli] venga chiarita per il bene e la concordia delle chiese." Charlotte Arbaleste - 1584
Questo è parte del discorso che Chartotte Arbaleste, aristocratica francese di fede calvinista, tenne al concistoro della sua città. Il modo di acconciare i capelli, continuava, non poteva essere motivo di esclusione dalle funzioni religiose ed una nobildonna come lei, non avrebbe di certo assecondato il volere di certi pastori di classe media, su una faccenda che non aveva nulla a che fare con la sua salvezza, ne con quella di nessun altro.
A quel tempo la pettinatura di una donna aveva un enorme valore sociale e simbolico, anche se adesso potrebbe semprare un problema di poco conto. Subito dopo il matrimonio la donna copriva il capo in quanto la capigliatura lunga e fluente indicava che era sessualmente "accessibile", che si trattasse di una vergine o di una prostituta.
Sia il nuovo testamento, sia i primi pensatori cristiani, come ad esempio Ternulliano, imponevano alle donne di coprirsi la testa, non solo in segno di rispetto, ma anche perchè in questo modo erano meno attraenti.
I pastori protestanti del concistoro dunque invocavano le sacre scritture per avvalorare la propria posizione. Al centro della controversia c'era il controllo della sessualità femminile e quindi il mantenimento dell'ordine morale in cui le donne erano sottomesse.
Tutto parte da qui. Cioè mantenere il controllo sulla sessualità femminile.
Arbaleste aveva messo in discussione ed in conflitto tra loro, le due autorità esistenti : il punto di vista maschile ed il pensiero Divino.
Era arrivato il momento per le donne di scegliere tra le prescrizioni degli uomini che detenevano il potere politco e religioso, e talvolta anche dei padri e dei mariti, e quello che esse (le donne) ritenevano fosse il destino che il Signore aveva preordinato per la loro esistenza.
Inoltre, non di poco conto, le donne cominciarono ad affermare che la loro devozione in Dio era un fatto personale e privato che poteva essere giudicato solo da Dio.
Infine, la sicurezza con cui Charlotte sfidò i pastori e in parte il motivo della sua irritazione, è ascrivibile al suo nobile casato. Nell'Europa premoderna, furono quasi sempre aristocratiche e regine che affrontarono il potere maschile esercitato attraverso la religione. In ogni caso la sfera religiosa fu quella che fornì le maggiori possibilità di indipendenza delle donne, di ogni condizione sociale, perchè sempre più spesso esse si ispiravano alle parole dei testi sacri per mettere in discussione e opporsi decisamente alle regole che venivano loro imposte.
Prima ancora che con la Chiesa (sia cattolica che protestante o altre religioni), la donna ha dovuto fare i conti con l'uomo e la sua tendenza a possederla e limitarne l'autonomia attraverso ogni forma di potere, sia politico che religioso. Ogni possibile discussione parte da questo concetto.
Buona notte
Questo è parte del discorso che Chartotte Arbaleste, aristocratica francese di fede calvinista, tenne al concistoro della sua città. Il modo di acconciare i capelli, continuava, non poteva essere motivo di esclusione dalle funzioni religiose ed una nobildonna come lei, non avrebbe di certo assecondato il volere di certi pastori di classe media, su una faccenda che non aveva nulla a che fare con la sua salvezza, ne con quella di nessun altro.
A quel tempo la pettinatura di una donna aveva un enorme valore sociale e simbolico, anche se adesso potrebbe semprare un problema di poco conto. Subito dopo il matrimonio la donna copriva il capo in quanto la capigliatura lunga e fluente indicava che era sessualmente "accessibile", che si trattasse di una vergine o di una prostituta.
Sia il nuovo testamento, sia i primi pensatori cristiani, come ad esempio Ternulliano, imponevano alle donne di coprirsi la testa, non solo in segno di rispetto, ma anche perchè in questo modo erano meno attraenti.
I pastori protestanti del concistoro dunque invocavano le sacre scritture per avvalorare la propria posizione. Al centro della controversia c'era il controllo della sessualità femminile e quindi il mantenimento dell'ordine morale in cui le donne erano sottomesse.
Tutto parte da qui. Cioè mantenere il controllo sulla sessualità femminile.
Arbaleste aveva messo in discussione ed in conflitto tra loro, le due autorità esistenti : il punto di vista maschile ed il pensiero Divino.
Era arrivato il momento per le donne di scegliere tra le prescrizioni degli uomini che detenevano il potere politco e religioso, e talvolta anche dei padri e dei mariti, e quello che esse (le donne) ritenevano fosse il destino che il Signore aveva preordinato per la loro esistenza.
Inoltre, non di poco conto, le donne cominciarono ad affermare che la loro devozione in Dio era un fatto personale e privato che poteva essere giudicato solo da Dio.
Infine, la sicurezza con cui Charlotte sfidò i pastori e in parte il motivo della sua irritazione, è ascrivibile al suo nobile casato. Nell'Europa premoderna, furono quasi sempre aristocratiche e regine che affrontarono il potere maschile esercitato attraverso la religione. In ogni caso la sfera religiosa fu quella che fornì le maggiori possibilità di indipendenza delle donne, di ogni condizione sociale, perchè sempre più spesso esse si ispiravano alle parole dei testi sacri per mettere in discussione e opporsi decisamente alle regole che venivano loro imposte.
Prima ancora che con la Chiesa (sia cattolica che protestante o altre religioni), la donna ha dovuto fare i conti con l'uomo e la sua tendenza a possederla e limitarne l'autonomia attraverso ogni forma di potere, sia politico che religioso. Ogni possibile discussione parte da questo concetto.
Buona notte


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