[QUOTE=Bruco;1238846]bvzpao, le parole vanno anche interpretate, sopratutto dopo che ti ho specificato quello che volevo intendere. E che cazzo, e dagli un taglio a queste ripicch
A chi interessa?
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Mi pare però finora il "tutto bene" ci sta se quello che ti tocca te lo fai piacere cento volte, perchè un cento volte anche di poco poi una visibilità la da rispetto almeno a chi tale centuplo non dovrebbe avere.dato che Gesù ci ha promesso il centuplo quaggiù (e finora tutto bene)
Invece la percezione evidenzia una media piatta, si con qualche guizzo, ma che comunque si trova ovunque per n ragioni e nemmeno è inconcepibile uno stato di tranquilla felicità, chiamiamola, anche in tante situazioni che non vanno a cercarla in una fede religiosa, ma la vedono conseguenza di un sistema di equilibri propri che si hanno perchè costruiti al di fuori di qualunque religione e perchè formatisi intorno per tante vicissitudini indipendenti da chi ne fruisce.
Ovvero tutte queste anime tormentate perchè non hanno quel centuplo non ci stanno, mentre ci dovrebbero stare.
Se poi si va a vedere, questo si trova pure
Madre Teresa di Calcutta, le lettere che dovevano essere distrutte e i media italiani
A cinque anni dalla morte di Madre Teresa di Calcutta le sue lettere private, che lei avrebbe voluto essere distrutte, vengono pubblicate nel volume Mother Teresa: Come Be My Light.
Si tratta di un testo controverso, un diario personale rivolto a confessori e superiori, come scrive don Paolo Padrini sul blog Passi nel Deserto: secondo il blogger la pubblicazione delle lettere poteva essere evitata ma un libro dedicato al premio Nobel per la Pace non può che portare a riflesisoni sulla natura della fede.
Le lettere, rivelano la crisi spirituale della religiosa nell'ultimo cinquantennio della sua vita, durante il quale non avvertiva la presenza di Dio. Padre Brian Kolodiejchuk, editore e curatore del libro nonchè uno dei "giudici" che ha partecito alla causa di Canonizzazione, scrive che "non sentiva la presenza di Dio né nel suo cuore né nell'eucaristia". Ma in questa silenzio, in queste grandi difficoltà Madre Teresa è stata forte proprio nella stessa fede che in lei produceva tormento.
Questo sarebbe il centuplo di quaggiù dei migliori fra i migliori.
50 anni di dubbi in quella situazione e posizione non sono uno scherzo, mo per trasformarlo in premio da 100 volte ciò che si era concluso nella fede e tutto starebbe a dire che qualcosa ha concluso, ce ne vuole.
Tanto per dire quanto sono insidiose certe frasi preconfezionate tipo "Gesù ci ha promesso il centuplo quaggiù" che forse non hanno quel significato accattivante che nell'occasione gli si vuol far avere.
Il centuplo di quaggiù, perchè il quaggiù si è enfatizzato, dei martiri cristiani che ardevano come illuminazione pubblica dove stava?Last edited by Il gatto; 11-09-2010, 15:16.
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La fede, sicuramente, ma la logica?Originariamente Scritto da bvzpao Visualizza MessaggioUn chiarimento sulla vita eterna eccolo
dato che Gesù ci ha promesso il centuplo quaggiù (e finora tutto bene). E la vita eterna, una serie di ragionamenti mi portano a credere che la vita eterna in paradiso sarà un perpetuarsi infinito di uno stato di felicità (quella cosa che tutti cerchiamo durante la vita di adesso) perfetta, completa, completamente soddisfatta - Ciò sarà permesso dalla vicinanza con Dio.
Risulta evidente che questo vale per chi crede nel Dio che tentativamente la Chiesa cattolica cerca di rappresentare. Per i credenti in altre religioni e i non credenti questo può non avere senso e sicuramente è inutile commentarlo dato che nessuno è mai tornato a certificarne le modalità (come ripeto si tratta dell'esito di una teologia che riassume fede e logica, ma che è sempre uno strumento umano perciò fallace)
In ogni modo, qui in terra riusciamo a distinguere i vari comportamenti e per ognuno gli diamo una definizione, proprio perché sono molto differenti, come, per esempio: la gioia, il dolore, la cattiveria , la bontà, l'onestà, la solidarietà ecc., e, si dia il caso che molte volte queste sensazioni le proviamo tutte o, quasi (Vi è un tempo per gioire e un tempo per soffrire, un tempo per odiare e una per amare ecc.), e da tutto ciò riusciamo a scegliere, con il nostro libero arbitrio, quelli che ci interessano o che ci danno semplicemente soddisfazione. Ma te li immagini tu una vita eterna con la felicità sempre in tasca per imposizione? Ovvero, non saremo più padroni di provare la malinconia, il dolore, la rinuncia, il pianto, la gioia quando ci vuole e non quando lo stabiliscono gli altri. Non saremo più padroni, per statuto, di provare la tristezza, l'incazzatura, i pugni in tasca; di fare i monelli, di rubare le ciliege del vicino, di fare i dispetti o gli scherzi cretini, di giocare nelle pozzanghere e prenderci le botte dalle madri; piangere grosse lacrime per un sopruso subito mentre il moccolo ci va in bocca ecc. Ed io dovrei rinunciare a tutto questo per una vita eterna con la sola felicità...no grazie, rimando questa proposta al mittente. Che se la tenesse lui la felicità eterna, io mi accontenterò di veder nascere o morire una stella, giacché anche lei credeva alla vita eterna, ma dopo dieci miliardi di anni ha smesso di illuminare e si è spenta, come è scritto nel ciclo dell'universo.
A dire la verità, nonostante la mia fervida fantasia, non sono riuscito ad immaginare a chi possa essere venuta un'idea così strana: obbligati ad essere felici per l'eternità senza sapere il perché e senza conoscere le altre sensazioni? Ma me lo dici tu come faccio a sapere che quella è la felicità se non ho provato l'infelicità?
Roba da manicomio, senza uscita.Last edited by Bruco; 11-09-2010, 19:54.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Originariamente Scritto da bvzpao Visualizza Messaggio
comunque un chiarimento sulla vita eterna eccolo
dato che Gesù ci ha promesso il centuplo quaggiù (e finora tutto bene) E la vita eterna, una serie i ragionamenti mi portano a credere che la vita eterna in paradiso sarà un perpetuarsi infinito di uno stato di felicità (quella cosa che tutti cerchiamo durante la vita di adesso) perfetta, completa, completamente soddisfatta - Ciò sarà permesso dalla vicinanza con Dio.Caro cono, quando per la centesima volta rifarai la lista dei grandi della chiesa, ricordati di depennare Madre Teresa di calcutta, perché il suo operato non gli è venuto da dio, ma dalla forza e dal sacrificio di semplice e fragile donna che amava i derelitti. In pratica, non vi è stato nessuno che l'ha portata in braccio quando stava male, in quei cinquanta anni di distrazione da parte del tuo dio che, per una sorte di fortuna non richiesta, non era più il suo.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioMi pare però finora il "tutto bene" ci sta se quello che ti tocca te lo fai piacere cento volte.../..
../..Ovvero tutte queste anime tormentate perchè non hanno quel centuplo non ci stanno, mentre ci dovrebbero stare.
A cinque anni dalla morte di Madre Teresa di Calcutta le sue lettere private, che lei avrebbe voluto essere distrutte, vengono pubblicate nel volume Mother Teresa: Come Be My Light.
Si tratta di un testo controverso, un diario personale rivolto a confessori e superiori, come scrive don Paolo Padrini sul blog Passi nel Deserto: secondo il blogger la pubblicazione delle lettere poteva essere evitata ma un libro dedicato al premio Nobel per la Pace non può che portare a riflesisoni sulla natura della fede.
Le lettere, rivelano la crisi spirituale della religiosa nell'ultimo cinquantennio della sua vita, durante il quale non avvertiva la presenza di Dio. Padre Brian Kolodiejchuk, editore e curatore del libro nonchè uno dei "giudici" che ha partecito alla causa di Canonizzazione, scrive che "non sentiva la presenza di Dio né nel suo cuore né nell'eucaristia".
Ma in questo silenzio, in queste grandi difficoltà Madre Teresa è stata forte proprio nella stessa fede che in lei produceva tormento.
Questo sarebbe il centuplo di quaggiù dei migliori fra i migliori.
50 anni di dubbi in quella situazione e posizione non sono uno scherzo, mo per trasformarlo in premio da 100 volte ciò che si era concluso nella fede e tutto starebbe a dire che qualcosa ha concluso, ce ne vuole.
Tanto per dire quanto sono insidiose certe frasi preconfezionate tipo "Gesù ci ha promesso il centuplo quaggiù" che forse non hanno quel significato accattivante che nell'occasione gli si vuol far avere.
Il centuplo di quaggiù, perchè il quaggiù si è enfatizzato, dei martiri cristiani che ardevano come illuminazione pubblica dove stava?Last edited by Bruco; 11-09-2010, 20:16.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Infatti mi sembrano discorsi insensati.Originariamente Scritto da Bruco Visualizza MessaggioLa fede, sicuramente, ma la logica?
In ogni modo, qui in terra riusciamo a distinguere i vari comportamenti e per ognuno gli diamo una definizione, proprio perché sono molto differenti, come, per esempio: la gioia, il dolore, la cattiveria , la bontà, l'onestà, la solidarietà ecc., e, si dia il caso che molte volte queste sensazioni le proviamo tutte o, quasi (Vi è un tempo per gioire e un tempo per soffrire, un tempo per odiare e una per amare ecc.), e da tutto ciò riusciamo a scegliere, con il nostro libero arbitrio, quelli che ci interessano o che ci danno semplicemente soddisfazione. Ma te li immagini tu una vita eterna con la felicità sempre in tasca per imposizione? Ovvero, non saremo più padroni di provare la malinconia, il dolore, la rinuncia, il pianto, la gioia quando ci vuole e non quando lo stabiliscono gli altri. Non saremo più padroni, per statuto, di provare la tristezza, l'incazzatura, i pugni in tasca; di fare i monelli, di rubare le ciliege del vicino, di fare i dispetti o gli scherzi cretini, di giocare nelle pozzanghere e prenderci le botte dalle madri; piangere grosse lacrime per un sopruso subito mentre il moccolo ci va in bocca ecc. Ed io dovrei rinunciare a tutto questo per una vita eterna con la sola felicità...no grazie, rimando questa proposta al mittente. Che se la tenesse lui la felicità eterna, io mi accontenterò di veder nascere o morire una stella, giacché anche lei credeva alla vita eterna, ma dopo dieci miliardi di anni ha smesso di illuminare e si è spenta, come è scritto nel ciclo dell'universo.
A dire la verità, nonostante la mia fervida fantasia, non sono riuscito ad immaginare a chi possa essere venuta un'idea così strana: obbligati ad essere felici per l'eternità senza sapere il perché e senza conoscere le altre sensazioni? Ma me lo dici tu come faccio a sapere che quella è la felicità se non ho provato l'infelicità?
Roba da manicomio, senza uscita.
Preferisci quello che hai detto in eterno: incazzature, rubare la marmellata, sbattere i pugni, saltare nelle pozzanghere e prendersi la botte dalle madri ( ma quando cresci?), sa che tormento.
Se tu mi dici che per imparare e per crescere sono necessarie quelle cose ti do perfettamente ragione, ma sempre....per carità!
Qui si parla di vita esterna, cioè una vita che non finirà più e che vuoi di più di essere felice, gioioso, allegro, contento, soddisfatto, e compagnia bella.
Quando si dice eterno, per non perdere il significato della parola si dice che non finirà mai quella certa condizione in cui ti trovi, proprio perché è la migliore possibile.
In proposito ti racconto una barzelletta.
C'era un bravissimo suonatore di sassofono che un giorno muore; viene condannato ad andare all'inferno e lui un po pauroso viene ricevuto dall'addetto diavolo il quale lo conduce in una grande stanza rossa
dove vi era tutta un orchestra con tutti i suonatori pronti, era libero solo il posto da sassofonista e quello era per lui.
Tra se pensò "se questo è l'inferno non mi posso lamentare anzi sono contento di esserci capitato, la mia passione è stata sempre quella di suonare e nella vita gli ho dato sempre il primo posto nei miei interessi".
Appena si sedette la celestiale
musica iniziò o durò abbastanza a lungo.
Improvvisamente il diavolo addetto all'orchestra invitò tutti a cessare per un piccolo intervallo.
Incamminandosi in altro loco il suonatore di sassofono domandò ad un altro orchestrale che stava lì prima di lui:
- Che cosa facciamo adesso? -
- L'intervallo - rispose
- E dopo? -
- Dopo torniamo a suonare ancora -
- Ah si, e quanto dura la musica? -
- In eterno -
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Solo che il tuo aneddoto conferma ciò che hai negato poco prima dicendo che "l'eterna felicità" è infinitamente preferibile a quelle bazzecole di sciocchezze variabili che costruiscono la vivacità della vita, cosa che mancava al sassofonista e pure all'eterno felice che felice doveva essere nella contempalazione eterna in cui era stato messo.
Al che questa eterna beatitudine continua ad essere un pacco con sorpresa(pacco bomba o semplicemente un pacco
), almeno per quello che ne sanno dire i massimi esperti.
E resta il fatto che la felicità è uno stato differenziale , ovvero non esiste di per se, ma per differenza con altri stati di paragone che se spariscono lasciano solo la noia eterna, si felice
se cosi si è stabilito in alto loco che ciò così debba essere valutato.
Last edited by Il gatto; 11-09-2010, 20:33.
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Perché dici questo?Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioSolo che il tuo aneddoto conferma ciò che hai negato poco prima dicendo che "l'eterna felicità" è infinitamente preferibile a quelle bazzecole di sciocchezze variabili che costruiscono la vivacità della vita, cosa che mancava al sassofonista e pure all'eterno felice che felice doveva essere nella contempalazione eterna in cui era stato messo.
Al che questa eterna beatitudine continua ad essere un pacco con sorpresa(pacco bomba o semplicemente un pacco
), almeno per quello che ne sanno dire i massimi esperti.
E resta il fatto che la felicità è uno stato differenziale , ovvero non esiste di per se, ma per differenza con altri stati di paragone che se spariscono lasciano solo la noia eterna, si felice
se cosi si è stabilito in alto loco che ciò così debba essere valutato.
Non vedo perché il paragone con gli altri debba generare diversità; a parte questo, il tuo io rimane, cioè tutto quello che hai provato in vita rimane nella tua persona. Almeno credo che si avranno nuove facoltà.
Comunque è meglio non addentrarsi troppo perché potrebbero essere anche pure fantasie. Il mio discorso era riferito più che altro verso aspetti della vita che ci hanno fatto capire e crescere, non vedo perché una volta cresciuti se ne abbia la nostalgia come le cipolle egiziane. Quelli descritti da Bruco sono aspetti della nostra immaturità umana.
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Se veramente dovessi continuare a credere alle favole, allora sì che non crescerei mai; come te, appunto.crepuscolo
Infatti mi sembrano discorsi insensati.
Preferisci quello che hai detto in eterno: incazzature, rubare la marmellata, sbattere i pugni, saltare nelle pozzanghere e prendersi la botte dalle madri ( ma quando cresci?), sa che tormento.
Quelle cose servono per crescere e per godersi una vita da uomini liberi, ed è già moltissimo.Se tu mi dici che per imparare e per crescere sono necessarie quelle cose ti do perfettamente ragione, ma sempre....per carità!
Cioè: una stronzata.Qui si parla di vita esterna, cioè una vita che non finirà più e che vuoi di più di essere felice, gioioso, allegro, contento, soddisfatto, e compagnia bella.
Quando si dice eterno, per non perdere il significato della parola si dice che non finirà mai quella certa condizione in cui ti trovi, proprio perché è la migliore possibile.
Barzelletta per barzelletta mi fa più ridere quella della vita eterna: è talmente ridicola che è difficilmente superabile.In proposito ti racconto una barzelletta.
C'era un bravissimo suonatore di sassofono che un giorno muore; viene condannato ad andare all'inferno e lui un po pauroso viene ricevuto dall'addetto diavolo il quale lo conduce in una grande stanza rossa
dove vi era tutta un orchestra con tutti i suonatori pronti, era libero solo il posto da sassofonista e quello era per lui.
Tra se pensò "se questo è l'inferno non mi posso lamentare anzi sono contento di esserci capitato, la mia passione è stata sempre quella di suonare e nella vita gli ho dato sempre il primo posto nei miei interessi".
Appena si sedette la celestiale
musica iniziò o durò abbastanza a lungo.
Improvvisamente il diavolo addetto all'orchestra invitò tutti a cessare per un piccolo intervallo.
Incamminandosi in altro loco il suonatore di sassofono domandò ad un altro orchestrale che stava lì prima di lui:
- Che cosa facciamo adesso? -
- L'intervallo - rispose
- E dopo? -
- Dopo torniamo a suonare ancora -
- Ah si, e quanto dura la musica? -
- In eterno -Last edited by Bruco; 11-09-2010, 23:24.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Invece, il credere che potrai vivere in eterno e superare la durata della vita delle stelle fa parte di una tale maturità che non ti dico. In tal senso estrapolo dal mio vocabolario personale la terminalogia per definire un uomo maturo.Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioPerché dici questo?
Non vedo perché il paragone con gli altri debba generare diversità; a parte questo, il tuo io rimane, cioè tutto quello che hai provato in vita rimane nella tua persona. Almeno credo che si avranno nuove facoltà.
Comunque è meglio non addentrarsi troppo perché potrebbero essere anche pure fantasie. Il mio discorso era riferito più che altro verso aspetti della vita che ci hanno fatto capire e crescere, non vedo perché una volta cresciuti se ne abbia la nostalgia come le cipolle egiziane. Quelli descritti da Bruco sono aspetti della nostra immaturità umana.
Maturo: sm. Colui che si è liberato dai miti e dalle mitologie ancestrali.
Immaturo: sm. Colui che crede ancora alla befana.
Last edited by Bruco; 11-09-2010, 23:25.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Un dettaglio può essere azzecato più di un altro, ma la felicità non è uno stato permanente che esiste da solo, esiste insieme al resto perchè il resto ci sta e non perchè te lo ricordi.
E pure la vita la vivi perchè finisce, pensa cosa sarebbe di tante cose avendo a disposizione l'eternità per farle?
Aspetteresti che si fanno sa sole
Ma in fatti il problema ci sta quando diventano certezze sapute e le si usa come quadretto accattivante per presentare e vendereComunque è meglio non addentrarsi troppo perché potrebbero essere anche pure fantasie
un prodotto che invece è ignoto, ma che comunque si vuol promuovere, perchè l'apostolato fa parte del gioco e si sa che le cose da far condividere è meglio farle piacere e presentare nel modo più accattivante per l'interloutore generico, dicendogli quello che gli piace sentir dire.
Questo è un altro aspetto delle religioni, tutte promuovono. quando proprio non lo comandano il proselitismo, che ovviamente diventa un desiderio proprio irresistibile di condividere con gli altri la felicità propria che altrimenti non sarebbe completa se vissutà di per se in proprio.
Poi se gli altri si dannano è perchè non capiscono, loro
Senza questo meccanismo di contagio, più o meno forzoso secondo le stuazioni, le religioni come sarebbero potute essere quel fatto sociale che dovevano essere? per essere esse stesse a loro volta religioni e non semplici credi privati come altre cose.Last edited by Il gatto; 11-09-2010, 22:38.
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Al massimo questo tormento potrOriginariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioInfatti mi sembrano discorsi insensati.
Preferisci quello che hai detto in eterno: incazzature, rubare la marmellata, sbattere i pugni, saltare nelle pozzanghere e prendersi la botte dalle madri ( ma quando cresci?), sa che tormento.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Facenti parte sempre di quella immaturità umana?crepuscolo
Quelli descritti da Bruco sono aspetti della nostra immaturità umana.
Comunque è meglio non addentrarsi troppo perché (le mie), potrebbero essere anche pure fantasie.

(le mie) n.d.r
Ps. Sbaglio o il tuo Avatar rappresenta Tex Willer con la moglie indiana? L'ultimo episodio come è andato a finire?
Last edited by Bruco; 11-09-2010, 22:58.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Infatti poi si dice che le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze dappertutto.
Le prime contemplano e le lasciano, quelle altre concludono e tutti le vogliono.
Il fascino vero del demone, che non è cattivo, ma di distrae dalla via della contemplazione perchè è vivace e ci si potrebbe riallacciare a quel satanismo quale filosofia dell'umano in contrapposizione alla religione di dio.
La tentazione della vita che contrasta il premio della contemplazione, una dura guerra.
La gran tentazione non la fai con la perversità della mente malata che deresponsabilizza pure dalla colpa, ma con la tranquilla vivacità delle cose semplici e ricercate, una ricerca che distoglie da altre ricerche però.
E alla fine la scelta è fra vivere o amare in modo esclusivo, totalizzante e avvolgente dio, che se tradito nel comandare ti danna nella tua scelta di averlo rifiutato e di bearti della sua eterna visione.Last edited by Il gatto; 11-09-2010, 23:00.
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