"Non é ver che sia la morte, il peggior di tutti i mali...

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  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12682

    #1

    "Non é ver che sia la morte, il peggior di tutti i mali...



    “È un sollievo dei mortali, perché cessan di soffrir.”


    Dice il Metastasio. E lo cito in riferimento ai pensieri giornalieri momentanei di ladipojana
    Eppure, nella realtà concreta, accade spesso il contrario: la maggior parte degli esseri umani resta attaccata alla vita fino all’ultimo, anche quando la vita si riduce, si appesantisce, diventa dipendenza e fatica. Come se qualcosa, più forte della valutazione razionale, tenesse insieme tutto.
    Una prima spiegazione è quella della mia "Legge fondamentale di Natura", non psicologica, ma biologica, scritta nel DNA: La vita tende a conservarsi, costi quello che costi, per la "perennità delle specie".
    Tanto per continuare a fare sfoggio di sapienti letture, cito Baruch Spinoza, che dice (Etica) che siamo"conatus", Arthur Schopenhauer lo descriveva come “volontà di vivere”. Non una scelta, ma una struttura profonda: ciò che è vivo tende a restare vivo....Ah...siete perplessi sul "conatus"? Il conatus non è il “conato” che ti piega in bagno, né un “coitus” filosofico abbreviato: è semplicemente la testardaggine ontologica dell’essere a non sloggiare. ( capitolo ""scena saputella e saccente", check)
    Poi c’è il livello umano: lo sappiamo che moriremo. Il punto é che, a parte il "quando", non sappiamo come sarà morire, né cosa significhi non esserci più. L’ignoto non riguarda solo il “dopo”, ma il passaggio stesso: perdita di controllo, dolore, dissoluzione. La mente riempie quel vuoto con scenari, e spesso lo rende più pesante della realtà.
    Tanto per non perdere l'abitudine allo sfoggio di "culturame", ricordo che per Seneca (maldestro suicida, a sentire Tacito) non è la morte a tormentare gli uomini, ma la sua attesa . Epicuro proponeva un "trucchetto" logico: quando ci siamo noi, la morte non c’è; quando c’è lei, noi non ci siamo più. Ma questa "trucchetto" non gli ha evitato l'esperienza di una morte, meglio di un' "attesa della", dolorosa per malattia
    Le religioni si inseriscono proprio in questa frattura: attenuano l’ignoto promettendo un "dopo"...che organizzano legato a giudizio, premio o castigo. L’ignoto non sparisce: cambia forma.
    Meglio o peggio?...il "vassapé" é di rigore.
    A questo punto, si arriva alla possibilità della scelta consapevole sulla fine della propria vita. Tra la spinta naturale all’autoconservazione e la coscienza che può valutare la qualità dell’esistenza, si colloca una zona di tensione: fino a che punto la vita “che vuole continuare” coincide con la vita “che vale per chi la vive”?
    E' qui che il problema smette di essere solo naturale o religioso e diventa non solo personale, ma etico e quindi, "politico".Senza soluzione semplice.
    Forse, alla fine, la paura della morte non ha una sola radice: è insieme istinto, ignoranza del passaggio, costruzione culturale e coscienza riflessiva: nasce e si sviluppa su livelli diversi e non sembra riducibile a una risposta unica, buona per tutti e per...tutte le stagioni.
    "Non consigliatemi, so sbagliare da solo": é la risposta bbona?
    Vassapé
    Last edited by restodelcarlino; 16-06-2026, 14:40.
    ...vassapé...
  • LadyHawke
    Osservatrice

    • 29/04/19
    • 9421

    #2
    Ecco io so che prima o poi dovò morire ma non mi sento ancora preparata , mi auguro più in là, quanto più in là non lo so, so che la sofferenza e la morte mi fanno paura, sarà doloroso il passaggio da vivi a morti? La morte spaventa perchè rappresenta la fine di tutto o per lo meno la fine in questo mondo e dimensione. Se ne esistono altre non lo so e il non avere certezze, non sapere fa paura.
    Tutti credo si augurano che quando dev'essere, magari improvvisa, non siamo mai abbastanza preparati, sia indolore.
    E intanto osservo chi è molto più anziano di me e avrebbe il diritto di precedenza...che di voglia di morire proprio non ne ha, anzi si attacca alla vita. Sarà uguale anche per me quando e se arriverò alla stessa età?
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17975

      #3
      E' valido sempre, no?

      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66057

        #4
        Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
        Ecco io so che prima o poi dovò morire ma non mi sento ancora preparata , mi auguro più in là, quanto più in là non lo so, so che la sofferenza e la morte mi fanno paura, sarà doloroso il passaggio da vivi a morti? La morte spaventa perchè rappresenta la fine di tutto o per lo meno la fine in questo mondo e dimensione. Se ne esistono altre non lo so e il non avere certezze, non sapere fa paura.
        Tutti credo si augurano che quando dev'essere, magari improvvisa, non siamo mai abbastanza preparati, sia indolore.
        E intanto osservo chi è molto più anziano di me e avrebbe il diritto di precedenza...che di voglia di morire proprio non ne ha, anzi si attacca alla vita. Sarà uguale anche per me quando e se arriverò alla stessa età?
        Come sarai da anziana lo costruisci oggi: con le tue scelte, con le tue decisioni....col tuo stile di Vita
        amate i vostri nemici

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        • LadyHawke
          Osservatrice

          • 29/04/19
          • 9421

          #5
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio

          Come sarai da anziana lo costruisci oggi: con le tue scelte, con le tue decisioni....col tuo stile di Vita
          Lo stile di vita vale fino ad un certo punto, ci sono cose che non dipendono da noi ma dal caso? Destino? O da cause esterne a noi.
          La mia insegnante yoga 64 anni che ha un sano stile di vita e dovrebbe essere da esempio speriamo se la cavi, per un'infezione diffusa e altre complicanze ed è a rischio di vita, per cause non si sa di preciso forse post intervento, e non sappiamo ancora se è completamente fuori pericolo ma che comunque la cura e ripresa sarà lunga.
          Una delle maestre elementari dei miei figli che aveva un sano stile di vita è morta un paio d'anni fa a 70 anni di cancro in brevissimo tempo, mentre un' altra nello stesso momento l'hanno salvata per i capelli per un aneurisma.
          Ma ce ne sono tante altre di storie da raccontare.

          Quindi....lo stile di vita conta ma non garantisce nulla, ci sono altri fattori che intervengono.
          La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
          Confucio

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          • restodelcarlino
            giullare

            • 13/05/19
            • 12682

            #6
            Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio


            Quindi....lo stile di vita conta ma non garantisce nulla, ci sono altri fattori che intervengono.
            .
            Detto da "ing", é una condizione necessaria, ma non sufficiente.

            Però, a pensarci bene, nemmeno tanto necessaria, visto che esistono fumatori ultranovantenni e centenari cultori di birra ed alcolici vari .
            Forse, possiamo influenzare le probabilità, certamente non determinare gli esiti. Tra le nostre scelte e il risultato finale continuano a inserirsi genetica, ambiente, caso, errori medici, infezioni, incidenti... le piacevolezze che rendono vario e divertente il "dono della vita".

            La natura non firma contratti: permette di far credere di migliorare le probabilità favorevoli, ma non rilascia garanzie.
            ...vassapé...

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            • LadyHawke
              Osservatrice

              • 29/04/19
              • 9421

              #7
              Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

              .
              Detto da "ing", é una condizione necessaria, ma non sufficiente.

              Però, a pensarci bene, nemmeno tanto necessaria, visto che esistono fumatori ultranovantenni e centenari cultori di birra ed alcolici vari .
              Forse, possiamo influenzare le probabilità, certamente non determinare gli esiti. Tra le nostre scelte e il risultato finale continuano a inserirsi genetica, ambiente, caso, errori medici, infezioni, incidenti... le piacevolezze che rendono vario e divertente il "dono della vita".

              La natura non firma contratti: permette di far credere di migliorare le probabilità favorevoli, ma non rilascia garanzie.
              Vero, mi chiedo spesso perchè c'è gente che non si cura affatto di seguire uno stile di vita sano eppure riesce a "seppellire" altri famigliari prima di lui.
              Ecco forse la risposta sta nella genetica e un pizzico di fortuna.
              La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
              Confucio

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66057

                #8
                Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                Lo stile di vita vale fino ad un certo punto, ci sono cose che non dipendono da noi ma dal caso? Destino? O da cause esterne a noi.
                La mia insegnante yoga 64 anni che ha un sano stile di vita e dovrebbe essere da esempio speriamo se la cavi, per un'infezione diffusa e altre complicanze ed è a rischio di vita, per cause non si sa di preciso forse post intervento, e non sappiamo ancora se è completamente fuori pericolo ma che comunque la cura e ripresa sarà lunga.
                Una delle maestre elementari dei miei figli che aveva un sano stile di vita è morta un paio d'anni fa a 70 anni di cancro in brevissimo tempo, mentre un' altra nello stesso momento l'hanno salvata per i capelli per un aneurisma.
                Ma ce ne sono tante altre di storie da raccontare.

                Quindi....lo stile di vita conta ma non garantisce nulla, ci sono altri fattori che intervengono.
                Ciao buondì. Più che psicofisico, lo stile di Vita del quale scrivevo riguarda il nostro lato interiore....
                Se impàri a perdonare, ad essere gentile, comprensiva, affabile eccetera, le scelte che un tale stile di Vita comporta, saranno presenti davanti a Dio nel Giorno del Giudizio. Non solo ti aiuteranno a vivere meglio quaggiù sotto le stelle, ma saranno per te foriere di Eternità senza fine!
                amate i vostri nemici

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                • LadyHawke
                  Osservatrice

                  • 29/04/19
                  • 9421

                  #9
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio

                  Ciao buondì. Più che psicofisico, lo stile di Vita del quale scrivevo riguarda il nostro lato interiore....
                  Se impàri a perdonare, ad essere gentile, comprensiva, affabile eccetera, le scelte che un tale stile di Vita comporta, saranno presenti davanti a Dio nel Giorno del Giudizio. Non solo ti aiuteranno a vivere meglio quaggiù sotto le stelle, ma saranno per te foriere di Eternità senza fine!
                  Cono non ho bisogno che qualcuno mi dica come devo comportarmi , non preoccuparti per me, la mia ricerca di pace interiore e pace con il mondo è per vivere meglio qui adesso, non mi preoccupo in vista di un premio finale, se per te è importante il premio finale buon per te.
                  La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                  Confucio

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66057

                    #10
                    Più che un premio, è una conseguenza di come viviamo....

                    "In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto già in questa vita e avrà in eredità quella eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi". (Matteo 19)
                    amate i vostri nemici

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                    • LadyHawke
                      Osservatrice

                      • 29/04/19
                      • 9421

                      #11
                      Ripeto non preoccuparti per come vivo io ma piuttosto preoccupati per come vivi tu.
                      La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                      Confucio

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                      • Ale
                        Opinionista

                        • 18/08/20
                        • 21556

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio

                        Ciao buondì. Più che psicofisico, lo stile di Vita del quale scrivevo riguarda il nostro lato interiore....
                        Se impàri a perdonare, ad essere gentile, comprensiva, affabile eccetera, le scelte che un tale stile di Vita comporta, saranno presenti davanti a Dio nel Giorno del Giudizio. Non solo ti aiuteranno a vivere meglio quaggiù sotto le stelle, ma saranno per te foriere di Eternità senza fine!
                        Avevo una cara amica che se n'è andata a nemmeno cinquant'anni per brutta malattiia, era la persona più buona del mondo, sempre generosa gentile e disponibile non si incazzava mai, faceva volontariato.......
                        ...unico suo "difetto", era atea, sicuramente è morta per quello
                        ...bah, quando leggo certe robe mi vien voglia di dedicarmi alle droghe allucinogene, che poi magari riuscirò a capirle

                        Mens sana in corpore sano

                        Počasi se daleč pride 🐌

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                        • PACE
                          Opinionista
                          • 27/08/07
                          • 1447

                          #13
                          Mah, il pensiero di Conogelato è invece alquanto lineare: la tua amica dov'è adesso, in questo preciso momento? Gesù Cristo è risorto o no?

                          "Vado a prepararvi un posto e là dove sarò io, sarete anche voi"

                          Parole che rivolge a tutti quelli che - nella vita terrena - avranno amato e lottato per il bene; non solo ai credenti
                          "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                          • sandor
                            Opinionista

                            • 07/10/10
                            • 3422

                            #14
                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                            “È un sollievo dei mortali, perché cessan di soffrir.”

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            Dice il Metastasio. E lo cito in riferimento ai pensieri giornalieri momentanei di ladipojana
                            Eppure, nella realtà concreta, accade spesso il contrario: la maggior parte degli esseri umani resta attaccata alla vita fino all’ultimo, anche quando la vita si riduce, si appesantisce, diventa dipendenza e fatica. Come se qualcosa, più forte della valutazione razionale, tenesse insieme tutto.
                            Metastasio come sai era un librettista di opera "buffa" che all'epoca era un po' come dire "porno d'autore". Detto ciò lo spettacolo deve educare e rassicurare se no non lo segue nessuno. Insomma Metastasio librettista di pornografi musicali come Mozart doveva fare il "suo" per campare. La riflessione sulla base del verso che citi è comunque a livello di portata filosofica un qualcosa di "immane". Si vive semplicemente finché la vita è, dal punto di vista del soggetto interessato, "vivibile", altrimenti non si spiegherebbero le lotte di tante associazioni "no profit" a favore della libera scelta individuale sul "fine vita". Insomma c'è anche gente a cui la vita non "piace", a cui non piace il mondo che il passato ha lasciato in eredità al presente. Come "intermezzo" per restare in tema, fra desiderio di vivere e desiderio di "farla finita" c'è qualche palliativo, ad esempio le "droghe". Tutto dipende dal carattere, dicevano i Greci Antichi. "Il carattere di un uomo è il suo destino".

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            Una prima spiegazione è quella della mia "Legge fondamentale di Natura", non psicologica, ma biologica, scritta nel DNA: La vita tende a conservarsi, costi quello che costi, per la "perennità delle specie".
                            C'è anche chi passa i giorni senza fare le cose che uno come Goethe consigliava, e denomina autoironicamente questa inattività come "biologia" ossia "riflessione sulla vita". Mi pare che il dna sia un acido allo stesso modo in cui lo è l'acido citrico che trovi negli agrumi. Se si è capito l'acido citrico e non il dna direi che c'è qualcuno o di chiesa o di secolo che non dice la verità.

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            Tanto per continuare a fare sfoggio di sapienti letture, cito Baruch Spinoza, che dice (Etica) che siamo"conatus", Arthur Schopenhauer lo descriveva come “volontà di vivere”. Non una scelta, ma una struttura profonda: ciò che è vivo tende a restare vivo....Ah...siete perplessi sul "conatus"? Il conatus non è il “conato” che ti piega in bagno, né un “coitus” filosofico abbreviato: è semplicemente la testardaggine ontologica dell’essere a non sloggiare. ( capitolo ""scena saputella e saccente", check)
                            Mi va benisimo il check ma dato che citi Spinoza alzo le mani e mi inchino alla tua cultura, ma senza esagerare. Resto dell'opinione che la "pietra filosofale" non è né lo scientismo etico di Spinoza, né il proverbio di Schopenauer. Poi sull'etimologia si può anche giocare ma magari senza scadere nella pornografia come Metastasio e Mozart, perché sai benissimo che "coitus" vuol dire anche quella cosa "là", che pure c'entra nel tuo discorso, se ti serve per ragionare prima ancora che sul fine vita, sul "venire al mondo".

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            Poi c’è il livello umano: lo sappiamo che moriremo. Il punto é che, a parte il "quando", non sappiamo come sarà morire, né cosa significhi non esserci più. L’ignoto non riguarda solo il “dopo”, ma il passaggio stesso: perdita di controllo, dolore, dissoluzione. La mente riempie quel vuoto con scenari, e spesso lo rende più pesante della realtà.
                            C'era una volta un utente che scriveva su questo posto. Si chiamava "Il Manu", cioè la "Guida". Si trattava di una guida spirituale, una per davvero e non come i vari cazzari che bazzicano la Sezione Religioni. Insomma per fartela breve questo signore diceva che prima di interrogarsi su Dio bisogna farne "esperienza". Ad esempio a me è capitato di vedere, a mente lucida un video su you tube con in sottofondo la canzone di Battiato "Bandiera Bianca", e nello stesso video ho intavisto una platea infinita di gente morta intenta a seguire gli accadimenti narrati per immgini su un teleschemo: e ho riconosciuto distintamente Peppino Impastato e Leonardo di Amici (il programma televisivo). Crederci o non crederci? A ognuno il suo.

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            ​Tanto per non perdere l'abitudine allo sfoggio di "culturame", ricordo che per Seneca (maldestro suicida, a sentire Tacito) non è la morte a tormentare gli uomini, ma la sua attesa . Epicuro proponeva un "trucchetto" logico: quando ci siamo noi, la morte non c’è; quando c’è lei, noi non ci siamo più. Ma questa "trucchetto" non gli ha evitato l'esperienza di una morte, meglio di un' "attesa della", dolorosa per malattia
                            Come sai Seneca si uccise perché all'epocai nomi erano dei condensati del destino di chi li portava. Il nome "seneca" può essere tradotto come "se", cioè sé stesso e "necat" ossia "uccide". Probailmente i grandi della Latinità vanno cercati altrove che all'epoca di Seneca o Epicuro, pur quet'ultimo animato da ragioni più nobili che la "pedofilia" del primo e del rapporto di questi con l'efebo Lucilio.

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            ​Le religioni si inseriscono proprio in questa frattura: attenuano l’ignoto promettendo un "dopo"...che organizzano legato a giudizio, premio o castigo. L’ignoto non sparisce: cambia forma.
                            Meglio o peggio?...il "vassapé" é di rigore.
                            Le chiese, tutte, monopolizzano la paura della morte per soggiogare e governare le scelte delle persone che sempre le chiese riescono ad accalappiare. Le verità ultime sono di pochi e penso a i Lefebriani e alla divinità del Sole che sarebbe a dire il Cristo come "epifania",. cioè incarnazione del Sole Ario. Ricordate "Mitra"? Ecco proprio lui.

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            ​A questo punto, si arriva alla possibilità della scelta consapevole sulla fine della propria vita. Tra la spinta naturale all’autoconservazione e la coscienza che può valutare la qualità dell’esistenza, si colloca una zona di tensione: fino a che punto la vita “che vuole continuare” coincide con la vita “che vale per chi la vive”?
                            Fino al punto in cui il soggetto decide che la vita non vale più la pena di essere vissuta. Ma putroppo le Chiese fanno leva anche e soprattutto sugli istinti vitali e le pulsioni che attengono al fine vita per governare attraverso la speranza. Altrimenti perché molte Chiese vieterebbero il "suicidio"?

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            ​E' qui che il problema smette di essere solo naturale o religioso e diventa non solo personale, ma etico e quindi, "politico".Senza soluzione semplice.
                            Ci sono delle leggi in merito. Grazie a Dio viviamo in un Paese libero e laico.

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            ​Forse, alla fine, la paura della morte non ha una sola radice: è insieme istinto, ignoranza del passaggio, costruzione culturale e coscienza riflessiva: nasce e si sviluppa su livelli diversi e non sembra riducibile a una risposta unica, buona per tutti e per...tutte le stagioni.
                            Questo è sicuro.

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            ​"Non consigliatemi, so sbagliare da solo": é la risposta bbona?
                            Vassapé
                            La risposta buona sarebbe che ognuno fosse meso nella condizione di decidere tutto ciò che riguarda la propria sfera individuale senza prevaricazoni o plagi. Fino a un certo punto.
                            Last edited by sandor; 04-07-2026, 19:45.
                            http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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                            • restodelcarlino
                              giullare

                              • 13/05/19
                              • 12682

                              #15
                              Grazie della risposta...e delle numerose digressioni (alcune decisamente... creative 😊)
                              E a proposito del tema, mi resta l'impressione che la morte continui a essere molto più semplice come evento che come argomento.
                              ​​
                              ...vassapé...

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