Pensieri sull'ateismo

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1

    Pensieri sull'ateismo

    E' forse non voler aver paura dell'eterna dannazione?
    .....è quindi tutto è possibile ( questa è una mia supposizione non è mica quello che penso, è solo un ipotesi per ragionare).

    Direi che è quasi la stessa identica cosa di chi si confessa spesso,...non sa stare senza il peccato. E come se non bastasse un povero sant'uomo ( ipotetico, ma spiritualmente santo e che non pecca mai ) deve andare davanti ad un prete qualsiasi, senza preferenza alcuna= umiltà, a prendere un'ostia per avere Gesù di Nazaret dentro di se, ma più santo di quel santo neanche nel clero c'era. Allora cosa rispondereste al posto di quel povero santo uomo?
    Scusate sa dall'ateismo sono finito nello spiritualismo
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Beh, chi vive in confessionale crede che l'eterna dannazione aspetta solo lui, l'ateo non la considera nemmeno come possibilità e comunque tutta questa gente terrorizzata non sembra nemmeno esserci
    Magari puo' essere piu' tentatrice un'idea di immortalita' e da sempre a migliaglia sono stati convinti a farsi massacrare con tale miraggio, piu' semplice ancora indurli all'obbedienza e alla sottomissione ai simboli, reso piu' facile dal fatto che pure molti hanno la necessita' psicologica di essere comandati, meglio dandogli l'idea di essere loro a prendere le decisioni suggerite.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #3
      Terrorizzata no, direi inconsapevole, come è successo in Russia. Hanno stimato, ovviamente a fatto accaduto, che sarebbe costato molto di più saperlo prima. Diversi intervistati hanno detto che credevano fosse arrivata l'apocalisse e detto da gente di un paese ex comunista lascia da pensare; probabilmente quando non sai che cosa possa succedere perché tutto è così veloce e distruttivo ti affidi ad un pensiero al di fuori del tuo come se potesse proteggerti.
      Ma per il vero saggio e sano di mente, quello che non ha paura della morte, secondo me è quello che è a posto con la sua coscienza, ma coscienza è un aspetto non misurabile, non è scientifica, ma io aggiungo "ognuno ha quella che si merita"..

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #4
        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
        E' forse non voler aver paura dell'eterna dannazione?
        .....è quindi tutto è possibile ( questa è una mia supposizione non è mica quello che penso, è solo un ipotesi per ragionare).

        Direi che è quasi la stessa identica cosa di chi si confessa spesso,...non sa stare senza il peccato. E come se non bastasse un povero sant'uomo ( ipotetico, ma spiritualmente santo e che non pecca mai ) deve andare davanti ad un prete qualsiasi, senza preferenza alcuna= umiltà, a prendere un'ostia per avere Gesù di Nazaret dentro di se, ma più santo di quel santo neanche nel clero c'era. Allora cosa rispondereste al posto di quel povero santo uomo?
        Scusate sa dall'ateismo sono finito nello spiritualismo




        bisognerebbe capire a cosa ti riferisci per ateismo;
        ad ogni modo, si tratta di una posizione reattiva, nata in un mondo in cui la religione era ubiquitaria e dominante, anche politicamente;
        perciò, le motivazioni ed i sentimenti che lo ispirano sono diversi ed eterogenei;

        in parte, c'è sicuramente il rifiuto esistenziale della logica premiale e consolatoria che impregna il pensiero cattolico, perché veicolo di sottomissione e oppressioe;

        e infatti, nelle culture dove si è affermato il protestanesimo al più si manifesta agnosticismo, che però è una posizione filosofica circostanziata e non necessariamente segnata da avversione per la nozione di fede, perché questa ha peduto in nuce la sua veste di autorità assoluta, sebbene gli effetti si siano potuti apprezzare solo col tempo e la secolarizzazione di quelle società.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • okno
          Party Crasher
          • 30/03/06
          • 15292

          #5
          http://www.discutere.it/showthread.p...-spiritualità
          "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


          -=1313=-

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #6
            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            E' forse non voler aver paura dell'eterna dannazione?
            .....è quindi tutto è possibile ( questa è una mia supposizione non è mica quello che penso, è solo un ipotesi per ragionare).

            Direi che è quasi la stessa identica cosa di chi si confessa spesso,...non sa stare senza il peccato. E come se non bastasse un povero sant'uomo ( ipotetico, ma spiritualmente santo e che non pecca mai ) deve andare davanti ad un prete qualsiasi, senza preferenza alcuna= umiltà, a prendere un'ostia per avere Gesù di Nazaret dentro di se, ma più santo di quel santo neanche nel clero c'era. Allora cosa rispondereste al posto di quel povero santo uomo?
            Scusate sa dall'ateismo sono finito nello spiritualismo
            Beh certo....se uno si sente senza peccato difficilmente sentirà il bisogno di confessarsi: Anche la parola PERDONO gli risulterà alquanto strana e lontana.

            "Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, Egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa. Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di Lui un bugiardo e la sua parola non è in noi". (1.Giovanni, 1)
            amate i vostri nemici

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Arrecare un danno fa tranquillamente concepire un eventuale perdono da parte danneggiato, quello che invece non quadra è l'equiparazione di peccato e danno, perchè i peccati vanno costituire un supposto danno trascendentale che esiste solo perchè affermato dai predicatori senza alcun riscontro.
              Va da se che chi non considera l'entità divina e ancora di più non la considera come propagandata dai supportere non può tenere in conto delle infrazioni immaginarie esistenti solo per definizione da parte di chi le propaganda.

              E nella storia si è visto come si è dato liberamente e arbitrariamente il valore di peccato a comportamenti che cozzavano contro gli interessi della forza predominante.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #8
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio




                bisognerebbe capire a cosa ti riferisci per ateismo;
                Ti rispondo subito, poi finisco di leggere e vedrò anche il filmato.
                Per me l'ateo è colui che non crede che il suo essere continui a vivere dopo la sua morte. Non saprei però se è la definizione d'uso. Diverso da miscredente che mi da l'idea di qualcuno che in precedenza aveva creduto in una religione. L'ultimo mi sembra più un termine appioppato da chi crede piuttosto che una definizione generale.

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Einstein? Degno di ammirazione ma un uomo come noi.
                  Il discorso precedente non aveva progredito molto; quella citazione di Eintein riportata non dice nulla di nuovo, non è sicuramente nuova come lo è stata la teoria della relatività, diciamo che è un'idea filosofica.

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Uno che invece ipotizza genericamente qualcosa di piu' complesso della sola materialita' ma non gli associa una qualche dottrina, cosa essenziale per la religione, che e'?
                    Perche' mi sembra che il problema non sia il trascendentale, ma il doversi adeguare alla legge del predicatore di turno che afferma di essere lui la vera voce di quel trascendentale.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Beh certo....se uno si sente senza peccato difficilmente sentirà il bisogno di confessarsi: Anche la parola PERDONO gli risulterà alquanto strana e lontana.
                      (1.Giovanni, 1)
                      OOOooo Conoooo, sveglia, le due situazioni non sono affatto collegate, sei tendenzioso.
                      Un santo, cosa e chi deve perdonare? niente e nessuno, altrimenti che santo sarebbe, non ha più conti in sospeso con nessuno, eventualmente si rivolge a Dio. Ragioni proprio come Santa Romana Chiesa, Src ( società a responsabilità cardinalizia)
                      La chiesa fa tanti santi ma ne seguisse qualcuno.

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio

                        "Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, Egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa. Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di Lui un bugiardo e la sua parola non è in noi". (1.Giovanni, 1)
                        Quello che tu citi è un passo filosofico di stampo greco che discute sull'ingannarsi. Se è questo che pensi di me allora voglio ripeterti per l'ennesima volta che io non mi inganno perché credo nella resurrezione di Gesù. Spero che il sentirsi a posto non venga preso come un'idea presuntuosa ma come vita realizzabile.
                        Stop

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                        • Namas
                          Opinionista
                          • 15/04/12
                          • 385

                          #13
                          Comunque è difficile definire un ateo. Come per i credenti, ne esistono di vari tipi, è una vera e propria galassia. Ci sono i fideisti, cioè quelli assolutamente convinti e certi che Dio non esista, e quelli un po' meno certi, con ampie gradazioni.

                          Alcune citazioni di atei da wikiquote: http://it.wikiquote.org/wiki/Ateismo

                          "Il mio scopo è sostenere che l'universo può essere nato ed esistere senza l'intervento di nessuno, e che non c'è nessun bisogno di invocare l'idea di un Essere Supremo in una delle sue numerose manifestazioni".(Peter William Atkins)

                          "L'ateismo, per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento – come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto. Sono troppo curioso, troppo problematico, troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. Dio è una risposta grossolana, un'indelicatezza verso noi pensatori – in fondo è solo un grossolano divieto che ci vien fatto: non dovete pensare!" (Friedrich Nietzsche)

                          "Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo. (Simone de Beauvoir)"

                          "A me non piace la definizione di "ateo" perché ad affibbiarmela sono coloro che credono in Dio e guardano il mondo esclusivamente dal loro punto di vista, dividendolo in quanti credono o non credono. In questa etichettatura c'è tutta la prepotenza del loro schema mentale, che fa della loro fede la discriminante tra gli uomini. (Umberto Galimberti)"

                          "Se siete in crisi, vi sbattete in ginocchio e pregate il Signore, i santi e la Madonna che vi vengano a tirar fuori. Noi atei, al contrario, non ci possiamo attaccare a nessun Santissimo. Per le nostre colpe dobbiamo rivolgerci solo alla nostra coscienza. (Dario Fo)"

                          Quello che emerge, secondo me, non è la paura dell'ignoto e il rifiuto di una punizione eterna in cui non credono, ma lucido rigore intellettuale. Se mai li trovo troppo presi dal mito della razionalità, l'uomo non è solo logica e ragionamento.

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66024

                            #14
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Arrecare un danno fa tranquillamente concepire un eventuale perdono da parte danneggiato, quello che invece non quadra è l'equiparazione di peccato e danno, perchè i peccati vanno costituire un supposto danno trascendentale che esiste solo perchè affermato dai predicatori senza alcun riscontro.
                            Va da se che chi non considera l'entità divina e ancora di più non la considera come propagandata dai supportere non può tenere in conto delle infrazioni immaginarie esistenti solo per definizione da parte di chi le propaganda.

                            E nella storia si è visto come si è dato liberamente e arbitrariamente il valore di peccato a comportamenti che cozzavano contro gli interessi della forza predominante.
                            Perchè tanti giri di parole? Il peccato è peccato: Te come definiresti Auschwitz, l'atomica, le Torri Gemelle? Quale sinonimo per gli omicidi, gli odii razziali, le menzogne, i furti, gli adultèri, le invidie, i giudizi, gli orgogli e le superbie poste in atto dagli uomini nei secoli e nei millenni? Il peccato è la nostra realtà più evidente, Gatto. Non un'invenzione. In fondo Gesù Cristo è venuto e ha dato la Sua vita per questo: Ha preso su di sè i peccati del mondo!
                            amate i vostri nemici

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #15
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              OOOooo Conoooo, sveglia, le due situazioni non sono affatto collegate, sei tendenzioso.
                              Un santo, cosa e chi deve perdonare? niente e nessuno, altrimenti che santo sarebbe, non ha più conti in sospeso con nessuno, eventualmente si rivolge a Dio. Ragioni proprio come Santa Romana Chiesa, Src ( società a responsabilità cardinalizia)
                              La chiesa fa tanti santi ma ne seguisse qualcuno.
                              I Santi non sono quelli che non peccano mai, Crepuscolo. Quanto, piuttosto, quelli che sperimentano come, senza l'aiuto di Dio, sarebbero persi...
                              amate i vostri nemici

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