GMG Rio 2013: Ci siamo!

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #1

    GMG Rio 2013: Ci siamo!

    L’attesa finalmente è finita: dopo un conto alla rovescia partito sulla spianata di Cuatro Vientos il 21 agosto 2011, quando chiudendo la Gmg di Madrid davanti a due milioni di giovani Benedetto XVI le consegnò ufficialmente il testimone della Giornata mondiale, Rio de Janeiro è pronta per dare il benvenuto ai giovani di tutto il mondo – ne sono attesi 700mila tra domenica e martedì, quando la Jmj 2013 prenderà ufficialmente il via – e soprattutto a Papa Francesco, che arriva lunedì alle 16 locali (le 21 in Italia) per il primo viaggio internazionale del pontificato. Nella sua America Latina. Dedicato ai giovani. Punteggiato di gesti per sottolineare l’importanza delle “periferie esistenziali”. Sotto il segno di Aparecida, il santuario mariano brasiliano che il Papa visiterà mercoledì e dove sei anni fa l’episcopato latinoamericano firmò un documento ecclesiale di svolta che lanciava una vera e propria missione continentale e che reca trasparente l’impronta del futuro Papa.

    Il programma di Francesco integra il calendario classico della Giornata mondiale con alcuni gesti destinati a svolgere una vera catechesi esplicita. La presenza del Pontefice è prevista nella festa di accoglienza di giovedì 25 sulla spiaggia di Copacabana – un luogo che si annuncia di straordinario impatto emotivo sui giovani –, con la previsione di un milione di presenze, cui poi seguirà venerdì la Via Crucis, sabato la Veglia al Campus Fidei di Guaratiba e domenica la Messa del Mandato nella medesima immensa spianata a nord di Rio. Ma il Papa ha voluto anche aggiungere mercoledì la visita all’Ospedale San Francesco per inaugurare un reparto destinato al disagio giovanile e creato grazie al contributo della Chiesa italiana con l’otto per mille, la visita giovedì alla favela di Varginha, l’incontro venerdì con alcuni giovani detenuti, oltre al pellegrinaggio ad Aparecida. Un’agenda densa di messaggi.

    Francesco trova una metropoli gioiosa e ferita: la cordiale accoglienza riservata dalla gente carioca a ogni visitatore, trattato sempre con squisita cortesia, si intreccia alle sofferenze di una città che è lo specchio del Paese, dove alla ricchezza più appariscente si affianca la lama sanguinante delle favelas arrampicate sulle colline che si affacciano sull’oceano. Un contrasto stridente, nella natura di questa terra, che sta imparando a conoscere il migliaio di giovani italiani impegnati nella settimana missionaria, premessa efficace della Gmg.
    Sono loro l’avanguardia degli 8.500 giovani italiani (ma con gli italo-brasiliani che si stanno iscrivendo in queste ore la cifra potrebbe salire a oltre 10mila) attesi da domenica a Rio, e che troveranno un punto di riferimento a Casa Italia, la parrocchia dei padri Barnabiti dentro il reticolo di strade del quartiere di Copacabana trasformata da venerdì in un centro italianissimo di pastorale giovanile. Inaugurata ufficialmente nella mattinata di sabato con una Messa presieduta dal segretario generale della Cei monsignor Mariano Crociata e concelebrata tra gli altri dal sottosegretario monsignor Domenico Pompili e da don Michele Falabretti con don Mimmo Beneventi, direttore e vice del Servizio nazionale di pastorale giovanile, Casa Italia è la “regia” della spedizione italiana, la più numerosa dall’Europa. Qui i giovani italiani troveranno il kit del pellegrino (tutti gli altri devono fare la coda al Sambodromo, maxi-centro di smistamento dei giovani di ogni Paese), l’indirizzo della famiglia dove saranno accolti (il quartiere ha spalancato le porte ai nostri ragazzi) e un supporto religioso e materiale. Domenica è prevista qui la Messa per chi sarà già arrivato a Rio.
    La “festa della fede” sta per cominciare: le premesse perché Rio sia il luogo ideale per scavare un’impronta nell’anima dei giovani ci sono tutte.

    Il Papa a Santa Maria Maggiore prega la protezione della Vergine
    E nel pomeriggio di sabato Papa Francesco è andato a sorpresa a pregare a Santa Maria Maggiore a Roma per "chiedere alla Vergine - come spiega una nota della sala stampa vaticana - la sua protezione per il prossimo viaggio apostolico in Brasile, per i giovani che si riuniranno nella Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro e per tutti giovani del mondo".

    Il Papa è giunto alla Basilica verso le 16.45, dove è stato accolto dal Cardinale Arciprete Santos Abril y Castelló, è entrato dalla porta laterale presso la Sacrestia e si è subito recato alla Cappella dove si trova l'immagine della Madonna Salus Populi Romani e dove erano riuniti i canonici della Basilica e la comunità dei Padri domenicani. Davanti all'icona mariana il Papa ha sostato a lungo in preghiera silenziosa, per oltre mezz'ora, poi ha offerto un omaggio floreale ed ha acceso un cero che recava anche il logo simbolico della Giornata della Gioventù di Rio de Janeiro. http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-prega.aspx
    amate i vostri nemici
  • Aquila Nera
    Opinionista
    • 15/07/13
    • 176

    #2
    mi sa che in sto foro non gli frega un cazzo a nessuno...

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      ma come? parliamo sempre di religione, dice lui

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #4
        Oggi è la trentaduesima volta che lo sento.
        Se succederà di nuovo penso che la mia povera testa scoppierà come un'anguria.
        Comunque buon viaggio a papa Francesco Giuseppe ( dolce ironia) e a tutti i partecipanti, anche se so cosa vuol dire andare a vedere il papa. Mi ricordo quando venne Giovanni Paolo II a Fano; ebbene mia figlia ed io ci trovammo ad una distanza tale dal papa che si riusciva solo ad intravedere una sagoma bianca in una barca leggermente al largo.
        Last edited by crepuscolo; 21-07-2013, 23:03.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Oggi è la trentaduesima volta che lo sento.
          Hai fatto scorta di indulgenze e ti sei indultato per le eventuali pene a venire

          Giornata Mondiale della Gioventù: indulgenza plenaria anche con un tweet (con fede)

          L'indulgenza plenaria è la remissione totale della pena per i peccati commessi, e la otterranno i presenti a Rio de Janeiro ma anche coloro che, non potendo andare in Brasile, seguiranno con "partecipazione spirituale" tweet e video del Papa.
          http://www.fanpage.it/giornata-mondi...weet-con-fede/

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #6
            Il Santo Padre è decollato alla volta del Brasile, dove celebrerà la Giornata mondiale della gioventù. «Incoraggerò i ragazzi ad essere testimoni di speranza e artefici di pace». Poi twitta: «Il mio cuore è pieno di gioia». Atterrerà attorno alle 22 ora italiana. Napolitano: «Attesa per messaggio di speranza». Ieri nell'Angelus l'appello ai giovani: pregate per me.
            EDITORIALE In questa giovane Rio per capire e imparare di Mimmo Muolo
            LA CURIOSITA' Il Papa porta da sé il bagaglio a mano (foto Ap)
            L'ATTESA DEL BRASILE Il conto alla rovescia è finito. E il Papa si affida a Maria

            alitalia.jpg


            amate i vostri nemici

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            • Aquila Nera
              Opinionista
              • 15/07/13
              • 176

              #7
              conogelato, lo sai che chi legge famiglia cristiana non può leggere avvenire?

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #8
                Ahahahahahaha e io che leggo anche Repubblica e il Corriere della sera, come verrei classificato?
                amate i vostri nemici

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                  Hai fatto scorta di indulgenze e ti sei indultato per le eventuali pene a venire
                  Toh, non ci avevo pensato, quindi mi sono sbiancato? Un momento " a venire" fino a quando? Se è per sempre allora posso peccare tranquillo e beato.
                  Grazie dell'aiuto Il gatto, di nome e di fatto.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #10
                    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                    Il Santo Padre è decollato
                    verso un altro mondo, quello suo, gli ufo non centrano

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Ahahahahahaha e io che leggo anche Repubblica e il Corriere della sera, come verrei classificato?
                      Il gatto starà pure 24 ore su 24 al Pc per una tua idea sballata ma tu ci confessi che invece di lavorare leggi come minimo 2,5 giornali al giorno? Sai quanto tempo ci vuole per capirli bene? Prova ad indovinate, poi come avrebbe suggerito Alberto Sordi c'è anche il "giornale della parrocchietta"..e quello va studiato bene, vero cono?

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                      • Aquila Nera
                        Opinionista
                        • 15/07/13
                        • 176

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Ahahahahahaha e io che leggo anche Repubblica e il Corriere della sera, come verrei classificato?

                        sei il disonore dei cattocomunisti, il peggio per boffo e carne da macello per mauro
                        yò bomber, tu si che non sei mainstream

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #13
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          verso un altro mondo, quello suo, gli ufo non centrano
                          Il mondo dei giovani, per i quali papa Francesco ha una speciale predilezione

                          Francesco ai giovani di Rio
                          «Busso alla porta del vostro cuore»
                          Si presenta bussando «delicatamente» alla «porta del cuore» dei brasiliani. Paragona i giovani agli occhi, perché - spiega - come da questi entra in noi la luce che ci permette di vedere, così «la gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo». E infine allarga le braccia, come il Cristo del Corcovado, per stringere «l’intera nazione brasiliana, nella sua complessa ricchezza umana, culturale e religiosa». Le prime parole del Papa al suo ritorno nel continente che gli ha dato i natali parlano un linguaggio che la gente, accorsa per le strade di Rio a salutarlo, comprende al volo e ricambia con un’accoglienza straripante che travolge anche gli addetti alla sicurezza.

                          Tra il primo vescovo di Roma di origine latinoamericana e l’immensa metropoli sede della Gmg 2013 è amore a prima vista. All’aeroporto, dove il Papa atterra in leggero anticipo, al posto degli inni ufficiali, risuona quello della Gmg cantato da un coro di bambini. Poi invece della classica auto blu, Francesco prende posto su una Fiat Idea, in pratica un’utilitaria, la più piccola del corteo. Infine un lungo «abbraccio», anche troppo forte, con il centro della città, fino al Palazzo del Governo. Saltano le misure di sicurezza, l’auto del Papa è letteralmente assediata dalla folla, in alcuni punti deve fermarsi perché la gente le si avvicina pericolosamente e qualcuno potrebbe farsi male. In un altro tratto il corteo sembra infilarsi in una specie di budello (forse per un errore di percorso?) e resta bloccato nel traffico cittadino tra la Cattedrale, il Teatro Municipale e alcune delle principali arterie centrali. Impossibile quantificare le presenze lungo le strade. Ma l’impressione, a occhio, è che si tratti di numeri già importanti, conditi da un entusiasmo che trasfigura il volto della città.
                          In tal modo neanche la scelta di tenere (per timore delle annunciate contestazioni) la cerimonia ufficiale di benvenuto nel blindatissimo giardino del Palazzo di Guanabara, sede del governo locale, alla presenza della presidente brasiliana, Dilma Roussef, raffredda gli entusiasmi. Televisioni e agenzie di stampa diffondono infatti in tempo reale i contenuti del discorso di Francesco (che Avvenire pubblica integralmente in questa stessa pagina) e consegnano perciò in qualche modo a domicilio il primo messaggio del Papa.

                          Quelli che hanno potuto assicurarsi il posto in prima fila dietro le transenne, cercano il suo sorrido, un contatto, una carezza. Gli uomini della gendarmeria vaticana sembrano dover soccombere al muro di folla, ma miracolosamente, anche se a passo d’uomo, l’auto papale avanza. Sono non solo gli oltre 400mila giovani già iscritti ufficialmente alla Gmg, ma anche i locali, la gente dei quartieri bene intorno a Copacabana e Ipanema come i diseredati delle 800 favelas di Rio, che spesso vivono raccogliendo i rifiuti.
                          Ma per Francesco, e lo si vede anche dai suoi primi gesti, nessuna delle persone che gli si affollano intorno è parte indistinta di una folla anonima. Nessun uomo, nessuna donna di questa città, di questo Paese, di questo continente, specie i più poveri e abbandonati, può essere considerato un "rifiuto". E lo dice chiaramente. «Dall’Amazzonia fino alla pampa, dalle regioni aride fino al Panatanal, dai piccoli paesi fino alle metropoli, nessuno si senta escluso dall’affetto del Papa». Lo dice con la consapevolezza di chi non porta «né oro né argento», ma «ciò che di più prezioso» gli è stato dato: «Gesù Cristo». E soprattutto lo dice ai governanti brasiliani come di tutto il mondo. A loro, anzi, Francesco riserva la parte più impegnativa e programmatica del suo discorso. «La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo», afferma. Ed è come se declinasse che cosa significa - secondo una sua celebre espressione - non rubare la speranza ai giovani. «La nostra generazione – argomenta infatti – si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l’educazione; trasmettergli valori duraturi; assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità; consegnargli l’eredità di un mondo che corrisponda alla misura della vita umana; svegliare in lui le migliori potenzialità per essere protagonista del proprio domani e corresponsabile del destino di tutti». Insomma un programma educativo e politico insieme, che dà il via alla Gmg. La festa è cominciata. Dal cuore. Papa Francesco ha bussato. I brasiliani e i giovani gli hanno già aperto.
                          amate i vostri nemici

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66024

                            #14
                            L'accoglienza agli ultimi
                            nel segno di Francesco
                            La spalliera è di legno chiaro, appena levigato, come i braccioli e il resto della struttura. Semplice, modesta, in una parola “francescana”. Non poteva confezionare una sedia più adatta Antônio Aparecido per un Papa che ha scelto di chiamarsi Francesco e ha messo al centro del pontificato i dimenticati dello sviluppo. Il Pontefice la utilizzerà oggi durante la cerimonia di inaugurazione del Polo di attenzione integrale alla salute mentale (Pai) dell’ospedale São Francisco na Providência de Deus de Tijuca, nel nord di Rio de Janeiro. Un’oasi di pace incastonata tra le favelas di Borel e Formiga. «Non riesco ancora a crederci. Un peccatore come me ha potuto preparare con le sue mani un oggetto per una persona così importante. Niente meno il Santo Padre... È un dono di Dio». Antônio Aparecido è un uomo di fede. «È l’unica cosa che non ho mai perso», afferma. Nemmeno durante quei sette anni divorati dal crack. Quando «ho perduto mia moglie, il lavoro di montatore in un mobilificio, l’affetto degli amici. Solo il Signore mi è rimasto accanto», racconta. È stata proprio quella fiammella di speranza cristiana a spingerlo, sei anni fa, a rivolgersi alla comunità di recupero di Jaci dell’Associazione Lar São Francisco, fondata dal frate Francesco Bellotti, ideatore del Pai. «Adesso ho chiuso con il crack. E ne sono fuori. Nessuno credeva più in me. Nemmeno io. Poi, dopo tre mesi, ho cominciato a lavorare in falegnameria, a parlare con i frati, a sentirmi accolto. La comunità mi ha insegnato a vedere le cose in modo differente. Ora aiuto perfino gli altri dipendenti a lasciare la droga – aggiunge Antônio Aparecido –. E oggi potrò vedere da vicino il Papa. Magari riuscirò anche a parlargli...».

                            L’emozione è palpabile all’ospedale carioca. Alcuni lavoratori sistemano le bandiere bianco gialle intorno al piccolo podio allestito nel cortile, appena dietro il nuovo polo, il Pai, che, non a caso, porterà il nome di papa Francesco. La cerimonia di inaugurazione di questa sera, che si inquadra nel mandato sociale della Giornata mondiale della gioventù (Gmg), sarà semplice: oltre al discorso del Pontefice, ci sarà il saluto dell’arcivescovo di Rio, dom Orani Tempesta, del direttore, frate Francesco Bellotti e del coordinatore del progetto e vicario della pastorale della carità, padre Manoel del Oliveira Manangão. I protagonisti, però, saranno soprattutto loro: gli ex dipendenti che con il loro lavoro hanno realizzato l’ambone e le sedie.
                            Per tutti, medici, funzionari, pazienti è un sogno che si avvera, anche grazie al sostegno della Chiesa italiana: la Cei ha dato un contributo di 1 milione di euro.

                            Il grande sogno di frate Bellotti che, 28 anni fa, decise di creare a Jaci, non lontano da San Paolo, l’Associacão e Fraternidade Lar São Francisco de Assis na Providência de Deus. Con l’obiettivo di assistere e curare la «lebbra del ventunesimo secolo», cioè la tossicodipendenza, soprattutto dal crack. «Vogliamo ripetere il gesto di san Francesco, andando incontro ai nuovi lebbrosi del nostro tempo», spiega il frate. In Brasile, il mix di coca e bicarbonato inonda i sobborghi poveri ma anche i quartieri di classe media. I narcos smerciano qui gli scarti della polvere bianca, poco vendibili al più "esigente" consumatore statunitense o europeo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il 3 per cento della popolazione brasiliana è dipendente da stupefacenti chimici. In particolare crack e il suo ancor più letale derivato, l’oxy: ne abusano oltre due milioni di persone. La metà è concentrata nel Sud del Paese. Nella sola Rio de Janeiro, i giovani sfregiati dal crack sono 6mila. I posti negli ospedali pubblici per assisterli, però, sono a malapena una ventina. «Ora, il Pai offrirà subito 70 nuovi letti nella prima struttura specializzata nella cura delle dipendenze chimiche ma aperta anche ad altre forme di sofferenza mentale», dice con soddisfazione padre Manoel Manangão. «Il trattamento di emergenza durerà fino a un massimo di due mesi, in modo da stabilizzare il malato e consentirgli di poter, poi, decidere se continuare il percorso in una comunità o rientrare in famiglia», aggiunge Gustavo Reis, amministratore del Pai. Non si tratta, dunque, di un ospedale psichiatrico ma di un tassello fondamentale del grande programma di reintegrazione dei giovani dipendenti ideato dall’arcidiocesi carioca. Che riunisce le 22 comunità di recupero cattoliche e il lavoro “in strada” di associazioni e movimenti in un’unica rete, con tanto di base di dati, avviata già da un mese e mezzo. Il proposito - mutuato dal sistema dell’Associacão Lar - è quello di garantire una cura integrale della persona, affinché possa reinserirsi nel tessuto familiare, sociale, economico. «Non forniremo solo assistenza medica. Ma accoglienza, affetto, spiritualità», sottolinea padre Manoel. Il Pai si proporrà, inoltre, come centro di formazione per specialisti nel campo delle dipendenze chimiche. Professionisti da inviare nelle altre cliniche, «per ripetere ovunque il gesto di San Francesco – conclude Bellotti –: quello di andare incontro agli ultimi, in spirito di fraternità».
                            amate i vostri nemici

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #15
                              Senti,cono, a me, sinceramente, di papa Francesco non mi importa.
                              Lo capisci o no?

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