Perché, quando discutono tra loro, atei e credenti parlano sempre e (quasi) solamente di Dio? Perché, una volta tanto, non lasciarLo rispettosamente da parte, lassù in cielo, e provare invece a domandarci quali valori (spirituali, etici, sociali, ecc...) possano essere largamente condivisi?
Io penso che molti credenti abbiano questo pregiudizio: ritengono che la maggioranza degli atei siano materialisti (in senso negativo/spregiativo).
Molti atei hanno invece quest'altro pregiudizio: ritengono che la maggioranza dei credenti vogliano imporre i propri principi morali anche a chi non li condivide.
Finché non abbatteremo questo muro del pregiudizio, sarà impossibile intavolare un dialogo pienamente costruttivo ed un confronto veramente profondo.
Io penso che molti credenti abbiano questo pregiudizio: ritengono che la maggioranza degli atei siano materialisti (in senso negativo/spregiativo).
Molti atei hanno invece quest'altro pregiudizio: ritengono che la maggioranza dei credenti vogliano imporre i propri principi morali anche a chi non li condivide.
Finché non abbatteremo questo muro del pregiudizio, sarà impossibile intavolare un dialogo pienamente costruttivo ed un confronto veramente profondo.

) di allevamento dove c'è sempre un animale di massa come allora, al tempo di Gesù, era la pecora....poverina bruciava con l'incenso che era un piacere per chi la mangiava ma un grosso dispiacere per lei
( tanto per citarne una il Faro che......
cittadini dai Barbari ivi non residenti, compresa anche nel prezzo la salvezza intellettuale per alcuni ideale per altri godereccia con cene luculliane...fino ad esaurimento...fisico


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