Una domanda che mi (e vi) pongo, sul dialogo atei-credenti

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #16
    Originariamente Scritto da Stream Visualizza Messaggio

    Io penso che molti credenti abbiano questo pregiudizio: ritengono che la maggioranza degli atei siano materialisti (in senso negativo/spregiativo).
    Io come credente, caro Stream, penso che se la domanda venisse posta variando gli addendi la risposta sarebbe assai esplivativa:
    si ritene che la maggior parte dei materialisti siano atei?

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #17
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Ma come mai un fine teologo come Ratzinger ha potuto dialogare con un ateo convinto come Flores D'Arcais? Oppure un gesuita come Bergoglio con uno Scalfari agnostico? E il CORTILE DEI GENTILI dove da anni vengono dibattute le questioni più disparate fra credenti e non credenti cosa rappresentano? Dei fenomeni radical-chic? O la prova evidente che dialogare e rispettarsi a vicenda non solo sia possibile. Ma imprescindibile?
      Perché gli Atei li metti per secondi?

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #18
        Originariamente Scritto da dietrologo
        Bè , io sono convinto che ratz e berg abbiano meno chiusura e siano più interessati a dialogare di cono
        Il fatto è che cono non è ancora pronto.

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        • Stream
          Opinionista
          • 01/02/14
          • 25

          #19
          Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio
          DIALOGO COSTRUTTIVO
          (gia´mi viene l´orticaria)..ma costruttivo per cosa? alla fine del manierismo e del galateo dove si vuole parare se non "attentare" di convertire l´altro?
          Io non voglio e non desidero convertire coloro con i quali mi confronto. Per me tra due persone c'è un dialogo costruttivo quando esse si arricchiscono vicendevolmente, comprendendo un po' meglio le ragioni ed il punto di vista dell'altro, reciprocamente. Questo non significa che il credente deve diventare ateo e viceversa, piuttosto è il contrario: l'unico modo per rafforzare le proprie opinioni ed idee è conoscere più a fondo la forma e l'essenza delle convinzioni altrui.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #20
            Originariamente Scritto da Stream Visualizza Messaggio
            Io non voglio e non desidero convertire coloro con i quali mi confronto. Per me tra due persone c'è un dialogo costruttivo quando esse si arricchiscono vicendevolmente, comprendendo un po' meglio le ragioni ed il punto di vista dell'altro, reciprocamente. Questo non significa che il credente deve diventare ateo e viceversa, piuttosto è il contrario: l'unico modo per rafforzare le proprie opinioni ed idee è conoscere più a fondo la forma e l'essenza delle convinzioni altrui.
            Evidentemente per me quanto tu dici è già implicito nel discorso. Poi ognuno recita la sua parte al meglio od al peggio, per usare gli estremi, ma il paesaggio è tinto di svariati colori.
            Last edited by crepuscolo; 11-02-2014, 18:10.

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            • Stream
              Opinionista
              • 01/02/14
              • 25

              #21
              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
              per me quanto tu dici è già implicito nel discorso
              Be', non mi pareva così implicito per Misterikx.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #22
                Originariamente Scritto da Stream Visualizza Messaggio
                Io non voglio e non desidero convertire coloro con i quali mi confronto. Per me tra due persone c'è un dialogo costruttivo quando esse si arricchiscono vicendevolmente, comprendendo un po' meglio le ragioni ed il punto di vista dell'altro, reciprocamente. Questo non significa che il credente deve diventare ateo e viceversa, piuttosto è il contrario: l'unico modo per rafforzare le proprie opinioni ed idee è conoscere più a fondo la forma e l'essenza delle convinzioni altrui.
                devi fare anche i conti col fatto che alcune confessioni sono esplicitamente proselitiste, mentre altre no; e poi c'è la storia, i conflitti pregressi...

                certo che chi dialoga deve aver già elaborato molto in precedenza i limiti dialettici del dialogo stesso, e in genere questo avviene quando i rapporti di forza lo consentono, o perché paritari, o perché il divario è talmente grande che il più forte non teme in nessun modo che le sue posizioni siano messe a repentaglio dal confronto.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Stream
                  Opinionista
                  • 01/02/14
                  • 25

                  #23
                  I credenti coi quali ti confronti non sono le loro confessioni. Sono persone che credono in determinati dogmi ma che hanno anche la loro esperienza personale, come la tua. Il confronto deve avvenire tra le diverse esperienze vissute.

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24593

                    #24
                    Originariamente Scritto da Stream Visualizza Messaggio
                    I credenti coi quali ti confronti non sono le loro confessioni. Sono persone che credono in determinati dogmi ma che hanno anche la loro esperienza personale, come la tua. Il confronto deve avvenire tra le diverse esperienze vissute.
                    beh, questa è un'aspettativa ottimista; a volte avviene, perché le persone sono molto padrone dei concetti e in grado di esprimersi personalmente anche in termini digressivi e modulari;

                    spesso però il corpo dogmatico e dottrinario è talmente strutturale nella personalità che qualsiasi deviazione critica è talmente destabilizzante da essere inammissibile; se ti fai un giro in altri 3ds te ne accorgi, soprattutto quello sul catechismo, che è emblematico;

                    nell'appartenenza e nella dottrina ci può essere un tale investimento identitario da rendere impossibile un confronto, perché ogni nozione che ponga anche solo un interrogativo in termini cui non c'è già una risposta diventa potenzialmente distruttiva.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #25
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      devi fare anche i conti col fatto che alcune confessioni sono esplicitamente proselitiste, mentre altre no; e poi c'è la storia, i conflitti pregressi...

                      certo che chi dialoga deve aver già elaborato molto in precedenza i limiti dialettici del dialogo stesso, e in genere questo avviene quando i rapporti di forza lo consentono, o perché paritari, o perché il divario è talmente grande che il più forte non teme in nessun modo che le sue posizioni siano messe a repentaglio dal confronto.
                      Che io sappia l'uomo si è evoluto rispetto agli altri animali usando il cervello, la parte sinistra è adibita al parlare, cioè ad esprimere ciò che si pensa ( dono divino o sforzo umano non saprei distinguere, credo comunque che sia per noi un bello sforzo), ovviamente se chi si esprime o il pensante non mente altrimenti l'incontro dialettico del parlare va a farsi fottere e iniziano limiti non della menzogna o dell'incomunicabiltà ma del parlar vero e bene.
                      Mentre la parte destra a detta di uno dei massimi neuropsichitri al mondo, suffragato da esperimenti basati sullo studio del cervello attraverso stimoli elettromagnetici, con verifica di riproducibilità, è addetta all'idea di religiosità, con aspetti di misticismo ed esoterismo.
                      Last edited by crepuscolo; 11-02-2014, 22:28.

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                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17967

                        #26
                        Perchè continui ad inventare la scienza? Parlando di sforzo sembri lamarck con le giraffe.
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #27
                          si?
                          ...echi è?

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66040

                            #28
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            e certo Cono;
                            ma infatti quella è gente di cultura e letture, come dicevo, capace di padroneggiare concetti e porre da parte i dogmi;
                            quando Bergoglio si relaziona a Scalfari non è che parte dicendo: "siccome la Verità è questa che affermo per conto di Dio...";
                            normalmente, a parte questioni filosofiche e teologiche sulla nozione di Dio, trascendente, immanente, ecc..., il dialogo sull'etica prescinde dall'origine del precetto (Dio, la coscienza, ecc.) e verte sull'individuazione di un nucleo comune di sensibilità che prescindono da impianti dottrinari;

                            normalmente, c'è un accordo molto rilevante sul non compiere il male, e ovviamente le divergenze si accentuerebbero sul positum, perché l'uomo di chiesa è convinto di una Verità, mentre il laico teme l'abuso in nome del bene (ma lo stesso avviene anche per altre dottrine, politiche come il comunismo, per esempio);
                            in genere però, tra persone di quella cultura non si discute del positum, perché entrambi sanno che non ha alcun senso;

                            tutto il dialogo è sempre incentrato sul senso della centralità della coscienza e sui rispettivi limiti che entrambe le filosofie morali pongono a quella, nonché sui meccanismi che presiedono all'elaborazione del rapporto con la coscienza e con i precetti che essa si trova a valutare.
                            Divergiamo: Non è la cultura la discriminante. Si può essere persone semplici o con quoziente di intelligenza modesto ed essere capaci di dialogo. Di accogliere l'altro come fratello. Anche se non la pensa come noi....
                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24593

                              #29
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Divergiamo: Non è la cultura la discriminante. Si può essere persone semplici o con quoziente di intelligenza modesto ed essere capaci di dialogo. Di accogliere l'altro come fratello. Anche se non la pensa come noi....
                              Cono, accogliere è un conto, dialogare è un altro:
                              per poter dialogare bisogna saper mettere da parte ciò che è proprio dogma: se uno che nega Dio viene da te e pretende che la discussione verta sul fatto che Dio non esiste, non si pone in termini di dialogo, perché si vuole imporre e basta su una questione di cui sa che non puoi accettare il presupposto; e lo stesso avviene al contrario, nel senso che non puoi addurre la dottrina della Chiesa come se si trattasse di una verità "oggettiva"; tutto qui...
                              c'è del lardo in Garfagnana

                              Comment

                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66040

                                #30
                                Si parla del mistero della Vita, Axe. Che stà a monte di ogni dottrina e di ogni scienza.....

                                Come disse l'allora cardinale Ratzinger: con il solo uso della ragione, senza che entri in gioco la fede, l'uomo può arrivare a riconoscere l'esistenza di Dio. E' il caso di Albert Einstein, come lo dimostrano le numerose dichiarazioni da lui rilasciate e qui in parte riportate.

                                Iniziamo andando subito oltre al luogo comune che uno scienziato deve essere per forza ateo. Lui stesso affermò: "La scienza contrariamente ad un'opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve addirittura perseguire finalità teologiche, poichè deve proporsi non solo di sapere com'è la natura, ma anche di sapere perchè la natura è così e non in un'altra maniera, con l'intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sè altre scelte quando creò il mondo"
                                (Holdon, The Advancemente of Science and Its Burdens, Cambridge University Press, New York 1986, pag. 91)

                                Commento: riassume da non cattolico il pensiero cattolico, cioè che ogni espressione umana, in questo caso la scienza, arriva ad un certo punto a segnalare la presenza del Mistero (non a dimostare che esista o no).


                                Oggi facciamo gli auguri al più grande fisico della storia: Albert Einstein (14 marzo 1879 - 18 aprile 1955). Ripropongo, un pò rivisitat...
                                amate i vostri nemici

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