Come ho già ripetuto più volte, l'argomentum ad auctoritatem contasega.
Una domanda che mi (e vi) pongo, sul dialogo atei-credenti
Collapse
X
-
Scienza e Fede sono in grado di dialogare. Ragione e Spirito di rispettarsi a vicenda.....amate i vostri nemici
Comment
-
ma tu quando hai imparato a camminare o a parlare non ti sei sforzata?Originariamente Scritto da Vega Visualizza MessaggioPerchè continui ad inventare la scienza? Parlando di sforzo sembri lamarck con le giraffe.
Anche oggi quando si prepara un esame ci si sforza; guai se non ci fosse questo impegno poiché saremmo ancora sopra gli alberi a fare la cacca.
Comment
-
sarebbero ma non lo sono.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioScienza e Fede sono in grado di dialogare. Ragione e Spirito di rispettarsi a vicenda.....
La religione, quando si parla di scienza china la testa impotente; la scienza quando si parla di religione fa altrettanto con un risolino. Non siamo così avanti nel tempo, dove tutto ci apparirà chiaro, ancora si ha da trovare l'equazione del tutto perché per l'estremamente grande non si sono ancora trovate le stesse regole che sembrano vigere per l'estremamente piccolo.
Quindi come dicevo Dio,nella scienza, può stare oltre l'universo ma anche dentro....si mettessero d'accordo
Last edited by crepuscolo; 19-02-2014, 13:28.
Comment
-
beh, no: questo, appunto, non è "dialogo", contraddittorio, ma è un papa che cita quello che vuole su cose di cui si può al massimo avere l'opinione che configurino un "mistero", come le leggi della fisica;Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioSi parla del mistero della Vita, Axe. Che stà a monte di ogni dottrina e di ogni scienza.....
Come disse l'allora cardinale Ratzinger: con il solo uso della ragione, senza che entri in gioco la fede, l'uomo può arrivare a riconoscere l'esistenza di Dio. E' il caso di Albert Einstein, come lo dimostrano le numerose dichiarazioni da lui rilasciate e qui in parte riportate.
Iniziamo andando subito oltre al luogo comune che uno scienziato deve essere per forza ateo. Lui stesso affermò: "La scienza contrariamente ad un'opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve addirittura perseguire finalità teologiche, poichè deve proporsi non solo di sapere com'è la natura, ma anche di sapere perchè la natura è così e non in un'altra maniera, con l'intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sè altre scelte quando creò il mondo"
(Holdon, The Advancemente of Science and Its Burdens, Cambridge University Press, New York 1986, pag. 91)
Commento: riassume da non cattolico il pensiero cattolico, cioè che ogni espressione umana, in questo caso la scienza, arriva ad un certo punto a segnalare la presenza del Mistero (non a dimostare che esista o no).
http://dallaragioneallafede.blogspot...religioso.html
come scrive Vega, le argomentazioni "per fonte autorevole" su ciò che è indimostrabile sono al più poesia;
normalmente si parla di morale e etica, perché quello è effettivamente un terreno comune, a prescindere dai motivi e dall'origine dei principi etici chiamati in causa, e questo io l'ho sempre scritto:
es.: se un laico postula che "tutti gli esseri umani nascono uguali", quando in effetti sono tutti diversi, l'idea rimanda comunque ad un valore opinabile, esattamente come il fatto che una tal cosa la prescriva un dio;
a quel punto ti confronti sull'origine di quei valori, su come li interpreta la coscienza, ecc...c'è del lardo in Garfagnana
Comment
-
Vedi che ci arriviamo, alla fine? Quando si parla di dialogo e di rispetto il punto comune è che nè la Scienza e nè la Religione si sognano mai di tirare per la giacchetta l'altro sulle proprie posizioni. Si tratta invece di confrontarsi, dalle rispettive prospettive, per arrivare a capire qualcosa di più sul nostro vivere di ogni giorno. Sul nostro esistere. Sul significato profondo della nostra vita, amici.
In un discorso tenuto a Berlino, lo stesso Einstein diede di se stesso questa immagine: «Sebbene io sia un tipico solitario nella vita quotidiana la mia consapevolezza di appartenere alla comunità invisibile di coloro che lottano per la verità, la bellezza e la giustizia, mi ha impedito di sentirmi isolato. L'esperienza più bella e profonda che un uomo possa avere è il senso del mistero: è il principio sottostante alla religiosità così come a tutti i tentativi seri nell'arte e nella scienza. Chi non ha mai avuto questa esperienza mi sembra che sia, se non morto, allora almeno cieco. È sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c'è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso. Questa è la religiosità, in questo senso sono religioso. A me basta la meraviglia di questi segreti e tentare umilmente di cogliere con la mia mente una semplice immagine della sublime struttura di tutto ciò che è lì presente» (Brian, 1995, p. 234). http://www.disf.org/Voci/137.aspamate i vostri nemici
Comment


Comment