psicologia della religiosità

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24587

    #1

    psicologia della religiosità

    le discussioni sulla religione di solito sono monopolizzate dal contenuto di queste; si sostiene cosa meglio, peggio, ecc...

    io invece vorrei discutere di circostanze osservabili "esternamente", a prescindere dal merito, buon, meno buono, cattivo, ecc...

    un elemento oggettivo che caratterizza le religioni - tutte in modi e forme diverse - è quello del Sacrificio;

    dai sacrifici umani delle religioni pagane, alla parabola di Abramo e Isacco, fino alle penitenze e precetti vari, per finire col plauso all'ascetismo, le religioni più note e diffuse contemplano precetti di Sacrificio, privazione, mortificazione;

    la radice di questo comportamento è un negoziato con l'Ente supremo - per i pagani gli elementi, la natura, ecc...- per ottenere la Sua clemenza;

    questo comportamento è ben noto in psicologia: col sacrificio ci si amministra una punizione potendola limitare, placando l'ansia per una punizione temuta e più grande;
    al tempo stesso, si genera una mentalità in cui la Virtù è una moneta di scambio, e ha senso solo se vi sarà una remunerazione; non è premio a se stessa:
    se mi comporto "bene" otterrò in cambio Clemenza, terrena, ultraterrena, a seconda dei culti;

    il punto di tutta la costruzione è che siccome quella remunerazione è oggetto di un atto di fede - ci credi oppure no, ma niente te la può garantire oggettivamente - il religioso ha generalmente bisogno di convertire gli altri, del conformismo;
    più è solo nella sua fede, più ha dubbi;

    si sacrifica e si sente "migliore", virtuoso e degno di clemenza, ma se mentre mangia pane e cicoria amara gli altri banchettano e vivono gioiosamente, l'idea che in fondo l'Ente supremo non gli stia chiedendo alcun sacrificio, né possa promettergli alcuna clemenza, diventa pressante e angosciosa;

    e così, si spiega il perché il religioso, invece di manifestare gioia autosufficiente dovuta alla sua fede, il più delle volte è infastidito dal fatto che altri abbiano un rapporto diverso coi precetti e col sacrificio, anche se in una certa misura siamo tutti religiosi, e abbiamo tutti un rimando etico assoluto, crediamo in "qualcosa" che informa le nostre azioni in coscienza;

    il risvolto di questo fastidio è l'intolleranza e la minaccia, in passato la conversione forzosa, il massacro dell'infedele, il rogo dell'eretico;
    oggi, di fronte a psicologie diverse, resiste la minaccia di un Aldilà che potrebbe essere quello sostenuto da ognuna delle diverse ditte concorrenti.
    c'è del lardo in Garfagnana
  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #2
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio

    ...il punto di tutta la costruzione è che siccome quella remunerazione è oggetto di un atto di fede - ci credi oppure no, ma niente te la può garantire oggettivamente - il religioso ha generalmente bisogno di convertire gli altri, del conformismo;
    più è solo nella sua fede, più ha dubbi;

    si sacrifica e si sente "migliore", virtuoso e degno di clemenza, ma se mentre mangia pane e cicoria amara gli altri banchettano e vivono gioiosamente, l'idea che in fondo l'Ente supremo non gli stia chiedendo alcun sacrificio, né possa promettergli alcuna clemenza, diventa pressante e angosciosa;

    e così, si spiega il perché il religioso, invece di manifestare gioia autosufficiente dovuta alla sua fede, il più delle volte è infastidito dal fatto che altri abbiano un rapporto diverso coi precetti e col sacrificio, anche se in una certa misura siamo tutti religiosi, e abbiamo tutti un rimando etico assoluto, crediamo in "qualcosa" che informa le nostre azioni in coscienza;

    il risvolto di questo fastidio è l'intolleranza e la minaccia, in passato la conversione forzosa, il massacro dell'infedele, il rogo dell'eretico;
    oggi, di fronte a psicologie diverse, resiste la minaccia di un Aldilà che potrebbe essere quello sostenuto da ognuna delle diverse ditte concorrenti.
    Guarda, ci pensavo giusto ieri leggendo una discussione in questa sezione, e sono giunta alla tua stessa conclusione, confortata dalla conoscenza diretta di retroscena di vita di alcuni soggetti...
    Sapete perchè non frequento chiese e comunità religiose varie? Perchè le persone non mi trasmettono serenità e gioia, accoglienza, ma questo livore sotto traccia, camuffato da presunzione e orgoglio del "io sono migliore di te". Senza contare le lotte di potere...
    Ma guarda che esiste anche un'ala laica ed atea del movimento Tafazi, ugualmente attiva Basti pensare a certo ascetismo comunista... (Detto da una tendenzialmente di sinistra).
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17958

      #3
      I rosiconi si nascondono ovunque!
      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • Vega
        Opinionista

        • 04/05/05
        • 17958

        #4
        E poi fai cilecca con le stangone nordiche!!!
        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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        • nahui
          Astensionista

          • 05/03/09
          • 21040

          #5
          E ti sbagli: le cattoliche quando si lasciano andare sono le più assatanate, è risaputo Tanto poi si confessano e amen
          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
          (George Bernard Shaw)

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24587

            #6
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Ma guarda che esiste anche un'ala laica ed atea del movimento Tafazi, ugualmente attiva Basti pensare a certo ascetismo comunista... (Detto da una tendenzialmente di sinistra).
            certamente;
            infatti la mentalità di tipo religioso non si limita ai religiosi e credenti in senso stretto, ma è una cultura pervasiva che ha profonde radici psicologiche che riguardano tutti noi;
            è esattamente questo che volevo mettere in evidenza;

            nello specifico, però, mi sembra molto vistosa la contraddizione per cui una persona che dovrebbe essere soddisfatta, gioiosa per la propria condizione di fede, la quale dovrebbe bastarle tanto è grande, abbia bisogno di fare proseliti e convincere gli altri fino al punto da essere infastidita del dissenso;

            credi a quella cosa, quale che sia ? per me va benissimo; la tua fede è sacra e sono felice per te che questo ti faccia stare meglio;
            ma se, al mio rifiuto di far parte della tua parrocchia - o di quella di altri, non importa - ti "storci" e parte la reprimenda, più o meno camuffata, o la minaccia, oltre a farmi prendere le distanze per istinto, mi induci a pensare che tanto bella e gioiosa quella condizione di fede non deve essere;

            se io vedo una persona davvero serena e soddisfatta, che non mi comunica quella nevrosi del sacrificio, spontaneamente mi avvicino e cerco di capire come posso stare meglio anche io;
            e in genere, quel tipo di persona non fa proselitismo a parole; è quello che è, comunica in quel modo, e di solito si guadagna - quantomeno - il rispetto di tutti, seguaci o meno.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #7
              Il vero senso religioso delle persone credenti, esula dal concetto di sacrificio o di ricompensa, Axe.
              Si ama Dio perchè per primi ci si sente amati da Lui.....
              amate i vostri nemici

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                delle persone credenti
                Infatti viene posta una seria ipoteca su quante persone credenti, veramente definibili tali, siano in circolazione.
                Siccome non sembra che ciò che anima i "veri" credenti sia patrimonio diffuso fra i credenti anagrafici che comunque nel catalogo si pongono la questione di cosa alimenta tale dissonanza si pone.
                Last edited by Il gatto; 07-05-2014, 14:52.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #9
                  La tua fobia anticattolica ti sta prendendo la mano. Lasciamo che sia Dio e Dio soltanto a giudicare sulla fede delle persone, Gatto.
                  Rilàssati.
                  Càlmati.
                  Sta sereno.
                  amate i vostri nemici

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    La mia fobia esiste solo qua per esigenze ludiche, dato che, fuori da questo loco di perdizione, la cosa proprio non mi tange.
                    Ma qua, visto che ci si sta per discutere e ciò avviene su posizioni conflittuali che sfortunatamente prendono forma per lo più su tale tematica, con grande dispiacere di dietrologo, tocca dare seguito a tali "assillanti" problematiche e comunque ciò ti da modo e opportunità di recitare le tue omelie che senza una contrapposizione sarebbero chiuse dove nascono come si converrebbe ove esistesse una reale e concreta ostilità alle tue posizioni.
                    Last edited by Il gatto; 07-05-2014, 14:53.

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                    • Vega
                      Opinionista

                      • 04/05/05
                      • 17958

                      #11
                      È che non siete tranquilli voi!
                      Se giudica solo dio perchè si deve sentire sempre qualcuno che si permette di dire male di cert categorie di persone.
                      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24587

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Il vero senso religioso delle persone credenti, esula dal concetto di sacrificio o di ricompensa, Axe.
                        Si ama Dio perchè per primi ci si sente amati da Lui.....
                        Cono, io non posso sapere quale sia il "vero senso religioso delle persone credenti", perché quello è un fatto soggettivo;

                        qui sto notando che, al contrario, oggettivamente le grandi religioni prescrivono sacrifici, astensioni e astinenze, dal prosciutto, al vino, al sesso pre-matrimoniale o altro, e che tutte considerano esemplare il comportamento ascetico;

                        del resto, il senso negoziale del sacrificio nella tradizione religiosa umana è lampante, e non a caso hai esattamente un codice: dal sacrificio "propiziatorio", a quello di "ringraziamento", che è propiziatorio per la concessione di ulteriore grazia.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          perchè si deve sentire sempre qualcuno che si permette di dire male di cert categorie di persone.
                          Perchè certe categorie con il loro essere o dire mettono in dubbio l'autorità e la saggezza di dio che si materializza attraverso il dire dei suoi sacerdoti/seguaci che quindi, non intervenendo a contrastare efficacemente tali dissonanze sociali, hanno eroso il proprio potere di influenza e ciò che deriva, come minimo l'orgoglio di appartenere alla razza superiore dei giusti, da tale potere.
                          Chiunque detenga una verità unica e assoluta tende a trasformarla in valuta spendibile di corso legale e universale, altrimenti che gusto ci sta ad aver capito il senso della vita se non te lo puoi rivendere e tirarci fuori qualcosa?

                          In ogni contesto l'opposizione all'ordine costituito subisce la censura e la reazione di questo, ora scontrarsi con certi ambienti significa scontrarsi con un potere che appunto reagisce.
                          Poi magari i leader sono più eleganti dove i portatori di acqua sono più diretti.
                          Last edited by Il gatto; 07-05-2014, 15:08.

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            Cono, io non posso sapere quale sia il "vero senso religioso delle persone credenti", perché quello è un fatto soggettivo;

                            qui sto notando che, al contrario, oggettivamente le grandi religioni prescrivono sacrifici, astensioni e astinenze, dal prosciutto, al vino, al sesso pre-matrimoniale o altro, e che tutte considerano esemplare il comportamento ascetico;

                            del resto, il senso negoziale del sacrificio nella tradizione religiosa umana è lampante, e non a caso hai esattamente un codice: dal sacrificio "propiziatorio", a quello di "ringraziamento", che è propiziatorio per la concessione di ulteriore grazia.
                            No amico Axe: Almeno per quel che riguarda il Cristianesimo, l'unico vero, grande, immenso Sacrificio l'ha compiuto Gesù Cristo Nostro Signore! E ciò basta e avanza nell'economia della Salvezza....

                            "Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice:

                            Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
                            un corpo invece mi hai preparato.
                            [6]Non hai gradito
                            né olocausti né sacrifici per il peccato.
                            [7]Allora ho detto: Ecco, io vengo
                            - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro -
                            per fare, o Dio, la tua volontà. (Ebrei 10)

                            Quindi non sono certo i sacrifici umani, le mortificazioni o i vari ascetismi a procurare la Salvezza: Semmai tali pratiche possono divenire un corredo....un contorno....una conseguenza del sentirsi amati, perdonati e salvati da Lui.
                            amate i vostri nemici

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              l'unico vero, grande, immenso Sacrificio l'ha compiuto Gesù Cristo Nostro Signore!
                              Ovviamente, ma è vero solo per chi ne è convinto avendo abbracciato in toto la storia nota, ma fuori da quell'ambiente le tue sono solo parole che non hanno spendibilità.

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