psicologia della religiosità

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24587

    #16
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    No amico Axe: Almeno per quel che riguarda il Cristianesimo, l'unico vero, grande, immenso Sacrificio l'ha compiuto Gesù Cristo Nostro Signore! E ciò basta e avanza nell'economia della Salvezza...
    è vero, filologicamente parlando;
    solo che questo vale solo per il Protestantesimo che - sempre filologicamente parlando - è, nella sua libertà priva di capi, l'interprete autentico dell'antropocentrismo cristiano;
    la controprova è nella questione dell'eucarestia, per esempio;
    per il cattolico vi è transustanziazione, e cioè si replica il sacrificio, mentre in ambito protestante il sacrificio di Cristo è davvero l'ultimo, ma con un'infinità di portati nella vita quotidiana e nella mentalità;

    Quindi non sono certo i sacrifici umani, le mortificazioni o i vari ascetismi a procurare la Salvezza: Semmai tali pratiche possono divenire un corredo....un contorno....una conseguenza del sentirsi amati, perdonati e salvati da Lui.
    beh, no; non li puoi liquidare così come un "corredo"; niente è a caso e le ripercussioni di un'impostazione li vedi nella religiosità "bassa" (non è dispregiativo), quella popolare;
    i flagellanti, il culto popolare dei santi ai quali si chiede di intercedere (molti però pensano che sia il santo stesso a provvedere alla grazia) e manifestazioni folkloristiche e paganeggianti le hai nel mediterraneo cattolico, non in Olanda

    ci sono tante questioni essenziali che sottolineano una lettura completamente opposta delle Scritture, e sottintendono letture molto diverse del senso di tutto, all'interno dello stesso Cristianesimo; e questo è un fatto oggettivo di grande significato.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #17
      Te lo ripeto: Il succo di tutto il credere è Gesù Cristo morto e risorto per la salvezza di tutti, Axe. Le molteplici, varie e multiformi sfaccettature non cancellano certo la fondamentale Verità.

      ciao grande, a domani!
      amate i vostri nemici

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        E per prologo ed epilogo hai però un "credere" a tutta la trama nota.
        Ove questo credere manchi non resta in piedi nulla del tuo dire.
        Ai credenti che già credono nello stesso dire poco importa sentirlo di nuovo, quindi senza idee e argomentazioni personali resta il fare la guardia al deserto dei tartari.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24587

          #19
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          Te lo ripeto: Il succo di tutto il credere è Gesù Cristo morto e risorto per la salvezza di tutti, Axe. Le molteplici, varie e multiformi sfaccettature non cancellano certo la fondamentale Verità.
          sulla carta, nella teologia alta, è abbastanza come dici tu;

          nella prassi quotidiana, in cui quella "Verità" viene mediata dalla dottrina, quando si decide come comportarsi e perché, gli effetti sono opposti.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #20
            C'è infatti una Religiosità adulta (dove Verità e Dottrina sono un tutt'uno) e c'è una Religiosità all'acqua di rose (che prende e accoglie solo ciò che conviene).
            amate i vostri nemici

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24587

              #21
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              C'è infatti una Religiosità adulta (dove Verità e Dottrina sono un tutt'uno) e c'è una Religiosità all'acqua di rose (che prende e accoglie solo ciò che conviene).
              non ho capito cosa intendi per "religiosità adulta"; puoi essere più diffuso ?

              la "religiosità all'acqua di rose" però riguarda un altro aspetto, che non va confuso:
              un fedele può avere un sentimento molto intenso e una grande devozione che si traduce in prassi, ma fraintendere completamente il senso di tutto l'impianto come configurato nella teologia "alta"; questa non è "religiosità all'acqua di rose", ma "errore".
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #22
                Lasciamo che sia Dio a giudicare, amico. Io non mi permetto di dire cosa è errore e cosa no. So soltanto che un giorno si e l'altro pure, Papa Francesco invita tutta la comunità dei credenti a prendere sul serio la Parola di Dio: Quasi SINE GLOSSA, alla maniera del poverello di Assisi....
                Il cristiano adulto è colui che vive coerentemente con ciò che ascolta: Conosce la propria pochezza, ma si lascia inondare e trasformare dall'azione di Dio.
                amate i vostri nemici

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24587

                  #23
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Lasciamo che sia Dio a giudicare, amico. Io non mi permetto di dire cosa è errore e cosa no. So soltanto che un giorno si e l'altro pure, Papa Francesco invita tutta la comunità dei credenti a prendere sul serio la Parola di Dio: Quasi SINE GLOSSA, alla maniera del poverello di Assisi....
                  Il cristiano adulto è colui che vive coerentemente con ciò che ascolta: Conosce la propria pochezza, ma si lascia inondare e trasformare dall'azione di Dio.
                  Cono, io non sto parlando di errore assoluto sulla fede, perché come avrai capito per me la fede è ingiudicabile;

                  sto parlando di errore di comprensione che si può chiaramente evincere dal raffronto con una determinata dottrina; es.:
                  se un fedele cattolico assume la sua appartenenza alla Chiesa come componente di identità nazionale, cioè attribuisce alla fede un connotato identitario culturale e nazionale - sia italiano, europeo o altro, non importa - contraddice la dottrina "alta" della stessa Chiesa ed è in errore;

                  lo stesso dicasi più banalmente per certi fraintendimenti nel folklore popolare che riguarda il culto dei santi o di altre personalità, in cui frequentemente si verifica un corto circuito tra dottrina e opinioni e sentimenti del fedele.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #24
                    La Religiosità naturale e spicciola è quella delle candele da accendere per ingraziarsi Dio o qualche Santo....
                    La Religiosità adulta và molto aldilà.
                    Ma ciò non basta a definire l'una migliore dell'altra o l'una in errore e l'altra no: E' sempre Dio che chiama ai diversi carismi.
                    amate i vostri nemici

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                    • andreric
                      Opinionista
                      • 26/04/14
                      • 883

                      #25
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      C'è infatti una Religiosità adulta (dove Verità e Dottrina sono un tutt'uno) e c'è una Religiosità all'acqua di rose (che prende e accoglie solo ciò che conviene).

                      Mi pare caro Cono che la maggioranza sia all'acqua di rose, ma di chi è la responsabilità di insegnare a queste persone? ciao Riccardo

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #26
                        Scusa eh, ad insegnare può essere anche cazzo in persona, ma, se tal grande insegnante illuminato e saggio ti dice buttati dalla finestra che voli, la risposta media di massa è fottiti e buttati tu che, al massimo, dopo attentissima riflessione, se mi portano l'elmetto, mi passa il male alla gamba, mi butto pure io, con il paracadute, la rete di sicurezza sotto, il materasso di vigili del fuoco sotto la rete e la scala elettrica per scendere sulla rete.

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #27
                          Si,......se crediam alle favole porno

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24587

                            #28
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            La Religiosità naturale e spicciola è quella delle candele da accendere per ingraziarsi Dio o qualche Santo....
                            La Religiosità adulta và molto aldilà.
                            Ma ciò non basta a definire l'una migliore dell'altra o l'una in errore e l'altra no:
                            beh, no; possono essere facilmente due concezioni opposte, che si annullano a vicenda:

                            se tu hai un atteggiamento propiziatorio, ti poni in una propensione negoziale, che è tipicamente quella arcaica, del sacrificio e della soggezione ad una legge esterna, retta dal timore di una minaccia; in questo caso, la virtù è per forza una merce di scambio, inquinata da quello;

                            se tu abolisci l'idea - più difficile il sentimento - che la tua virtù sarà premiata, riconosciuta dall'esterno, ma accetti che il tuo destino, quale che sia è già comunque segnato, la virtù diventa premio a se stessa, un tuo modo di essere indipendente da ciò che ti può arrivare in premio;

                            sono proprio due fedi diverse, perché la prima rimanda comunque ad una legge, esterna, che si sostanzia nel Giudizio, ma anche nella Provvidenza;
                            l'altra alla coscienza, che si deve far carico di elaborare interiormente la legge anche senza "punizione" o remunerazione, perché quelle sono già nella tua stessa condizione;

                            è proprio il perché di tutto che cambia;


                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            La Religiosità adulta và molto aldilà.
                            ...
                            E' sempre Dio che chiama ai diversi carismi.
                            che vogliono di' ste frasi ? che c'entra ?
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #29
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              beh, no; possono essere facilmente due concezioni opposte, che si annullano a vicenda:

                              se tu hai un atteggiamento propiziatorio, ti poni in una propensione negoziale, che è tipicamente quella arcaica, del sacrificio e della soggezione ad una legge esterna, retta dal timore di una minaccia; in questo caso, la virtù è per forza una merce di scambio, inquinata da quello;

                              se tu abolisci l'idea - più difficile il sentimento - che la tua virtù sarà premiata, riconosciuta dall'esterno, ma accetti che il tuo destino, quale che sia è già comunque segnato, la virtù diventa premio a se stessa, un tuo modo di essere indipendente da ciò che ti può arrivare in premio;

                              sono proprio due fedi diverse,
                              Diciamo che la seconda è più evoluta dell'altra, ma non per il fatto che si è così o si è cosà, ma perché entrambe fanno parte di noi. Per intenderci, la prima scimmia che si è sentita evoluta in essere umano si sarà servita della sua forma arcaica per gustarsela in una nuova veste.

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24587

                                #30
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                Diciamo che la seconda è più evoluta dell'altra, ma non per il fatto che si è così o si è cosà, ma perché entrambe fanno parte di noi. Per intenderci, la prima scimmia che si è sentita evoluta in essere umano si sarà servita della sua forma arcaica per gustarsela in una nuova veste.
                                no, fai attenzione:
                                sono due concezioni opposte;
                                il fatto che convivano nell'individuo non cambia nulla, come per tante manifestazioni schizoidi della personalità, tipo che vuoi dimagrire ma siccome te piacciono i vincisgrassi te ne mangi tre porzioni...

                                nella prima sei agito dal timore di qualcosa di esterno, sei soggetto, non libero; perché non sai e non accetti la tua condizione;
                                nella seconda hai assimilato la tua transitorietà, ma anche la nozione di essere parte attiva di un ordine al quale tu stesso dai compimento nella consapevolezza e responsabilità;
                                la libertà - dal castigo, e perciò anche dal sacrificio, che sono annullati - ti rendono parte attiva e consustanziale di quell'ordine;

                                è per questo che diventano rilevanti questioni teologiche sulla trascendenza o immanenza, che non possono tanto essere eluse quando, all'enunciazione di un referente - es. Gesù - uno ti chiede: perché ?
                                c'è del lardo in Garfagnana

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