Non ci indurre in tentazione

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #16
    Veramente già a 2000 anni i gatti si sono moltiplicati e da poche razze ne sono diventate diverse decine il che significa che si sono originate delle mutazioni che si sono sviluppate originandone altre.

    Comunque qui ti da una panoramica semplice su come funziona l'ambaradan



    Quanto al crederci ciò avviene perchè le teorie scientifiche vengono messe a disposizione del mondo per le analisi e la eventuale confutazione, ovviamente fatta con metodi certi, a differenza dei dogmi religiosi affermati in cui ti si dice solo abbi fede che è così, dio lo dice e dio nessuno lo sente.

    In laboratorio invece certe reazioni si riproducono e le reazioni primordiali sono state replicate ottenendo certi risultati.
    Diversamente dio non s'è mai presentato a convalidare ciò che gli si faceva affermare ed essere.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24593

      #17
      Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
      Un’altra domanda scabrosa a cui gli evoluzionisti non sono stati in grado di rispondere è: Come ebbe origine la vita? Come venne all’esistenza la prima forma semplice di vita, dalla quale si suppone che discendiamo tutti?
      Riccardo, continui ad eludere la domanda e cambi discorso;
      qui non si parla del creazionismo e delle risposte scientifiche;

      ti ho chiesto solo il perché Dio avrebbe dovuto porre la tentazione del Male nel creato, ma a questa domanda non c'è risposta, e tantomeno nelle lunghe citazioni bibliche e altre dottrine;

      se i fedeli di qualsiasi confessione la conoscessero davvero, sarebbero in grado di rispondere in una frase semplice; ma rispondere davvero, non con giochi delle tre carte e formule elusive...
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        Alcuni dicono che ci fu un problema di traduzione e interpretazione


        Vangelo secondo Matteo - cap. 6
        [13]e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.





        Vangelo secondo Matteo - cap. 6


        13 et ne inducas nos in temptationem sed libera nos a malo





        La parola greca Eisenegkhj è composta da due parole: eis e eneghkhj, la prima significa andare verso qualcosa la seconda significa caduta = andare verso la caduta (*)





        Cominciamo con la frase non ci indurre in tentazione, e cominciamo col suo significato, spesso e volentieri la traduzione biblica “ammazza” scusate il termine il vero significato per cui nascono malintesi e diatribe tra chi studia in profondità la parola di Dio e chi si affida interamente al testo tradotto ingoiando senza masticare il cibo che gli viene dato ma noi sappiamo che non siamo più dei bambini ma che adesso abbiamo i denti che ci servono per masticare e discernere ciò che ci viene dato e come dice S. Paolo prendete solo quello che è buono. Allora se noi conosciamo la parola di Dio senza bisogno che nessuno ce lo dica possiamo capire che la parola non ci indurre in tentazione è errata e blasfema e non capisco come mai ancora non sia stata corretta tale traduzione, perché tutti sappiamo che Dio non tenta nessuno al male Lettera di Giacomo - cap. 1


        [13]Nessuno, quando è tentato, dica: <<Sono tentato da Dio>>; perché Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male.


        [14]Ciascuno piuttosto è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce;


        [15]poi la concupiscenza concepisce e genera il peccato, e il peccato, quand'è consumato, produce la morte.





        La bibbia Piemme suggerisce la traduzione: ”fa che non entriamo in tentazione ma liberaci dal maligno”


        Il catechismo della chiesa cattolica alla pag. 690 paragrafo 2846 dice: Questa domanda Va alla radice della precedente, perché i nostri peccati sono frutto del consenso alla tentazione. Noi chiediamo al Padre nostro di non «indurci » in essa.


        (*) Tradurre Con una Sola parola il termine greco è difficile: significa «non permettere di entrare in », non lasciarci soccombere alla tentazione ». Dio non tenta nessuno al male al contrario, vuole liberarcene. Noi gli chiediamo di non lasciarci prendere Ia strada che conduce al peccato. Dobbiamo anche distinguere tra essere tentati e consentire alla tentazione. Infine, Il discernimento smaschera la menzogna della tentazione:





        2848 «Non entrare nella tentazione>> implica una decisione del cuore: dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore,.. Nessuno può servire a due padroni» (Mt 6,21-24).A volte quello che noi reputiamo tentazione in realtà altro non è che la nostra concupiscenza, ma noi siamo così furbi da affibbiare al diavolo le nostre colpe ecco perché Paolo dice: Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana infatti Dio è fedele e non permettere che siate tentati oltre le vostre forze:
        Etc, etc

        E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE MA LIBERACI DAL MALE

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24593

          #19
          tutto questo però non risolve la contraddizione del perché, nel perfetto Creato, Dio avrebbe posto la tentazione, l'albero della conoscenza e il serpentello tentatore;

          il tutto, poiché Onnisciente fino alla fine dei tempi, sapendo perfettamente che in quella facoltà di scegliere gli umani sarebbero caduti mani e piedi in quella tentazione; altrimenti, che onniscienza è ?

          la contraddizione persiste, e la cosmogonia non regge.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            E perché si sarebbe dovuto astenere dal creare il male?
            Vabbè, sapeva che sarebbe finita a quel modo, quindi?
            Magari la completezza e la dinamicità del plastico ne guadagnava e colà dove si puote ciò che si vole interessava quello?
            Volendo c'è anche la questione del perché si doveva sognare di creare il resto visto la popolazione angelica che già doveva amministrare e sedare nelle rivendicazioni sindacali.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24593

              #21
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              E perché si sarebbe dovuto astenere dal creare il male?
              Vabbè, sapeva che sarebbe finita a quel modo, quindi?
              eh, ma non lo devi dire a me

              il punto è che affermando creazione, onnipotenza e onniscienza, si attribuisce una necessaria idea di burattinaio perfetto; al che, anche i ruoli di cattivo nella commedia o tragedia, vanno ascritti al disegno divino e sono perciò pregevoli;

              in caso contrario, devi rivedere tutte le attribuzioni di valore.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                Ma infatti, per questo all'inizio chiedevo da dove esce la questione che dio deve essere per forza buono secondo il nostro concetto.
                Secondo il suo, per il quale tutto ciò che fa è comunque fatto bene perché se la canta e se la suona da dio, il male non è altro che un ennesimo trenino messo a girare nel plastico.
                Il male esiste solo in funzione di un nostro criterio di valutazione che dipende dai nostri interessi.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24593

                  #23
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                  Ma infatti, per questo all'inizio chiedevo da dove esce la questione che dio deve essere per forza buono secondo il nostro concetto.
                  Secondo il suo, per il quale tutto ciò che fa è comunque fatto bene perché se la canta e se la suona da dio, il male non è altro che un ennesimo trenino messo a girare nel plastico.
                  Il male esiste solo in funzione di un nostro criterio di valutazione che dipende dai nostri interessi.
                  la "bontà" sorge dalla trasformazione antropocentrica implicita nel Cristianesimo, laddove implica empatia col prossimo e pertanto centralità della coscienza;

                  la sovrapposizione di quel dio-Gesù antropocentrico al dio-legge testamentario determina la contraddizione, perché il secondo è il frutto di un sunto dell'atteggiamento pagano di soggezione alla natura in cui la virtù consisteva nell'obbedienza sacrificale codificata e mediata verso un Ente unico;

                  siccome i tempi non erano maturi, e le culture men che meno, il culto cristiano è stato immediatamente riassorbito da un sistema di teologia-legge, a partire da Paolo di Tarso, per poi confluire nella dottrina della Chiesa;
                  il vero compimento della parabola cristiana si è avuto solo con l'alba della Modernità, quando lo smantellamento della dottrina operato dalla Riforma ha rimandato la questione alla coscienza, come in una corretta lettura evangelica, e sostanzialmente laicizzando e scarnificando dagli appigli soprannaturalistici pagani la questione dell'etica, che diventa una, a prescindere dall'ispirazione religiosa o laica.
                  Last edited by axeUgene; 16-06-2014, 15:45.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Questo mi ripropone la spiegazione che avevi formulato nell'altra discussione, ovvero un dio buono perchè così necessitava in una costruzione a tavolino di una nuova religione, costruzione modulare che, soffrendo delle limitazioni dell'epoca, attingeva ai mattoncini di un altro gioco trovandosi per le mani la carta del male che male si incastrava con il resto, al che con due martellate malamente piazzate si accroccava l'insieme che andava a mostrare i limiti realizzativi nei secoli dei secoli ad eterna memoria di un lavoro rimediato.

                    Comunque, se su questa bibbia c'è scritto tutto, ci sarà pure scritta chiaramente la ragione per cui dio ha creato il male, perchè di li non si scappa, se ha creato tutto ha fatto pure quello e se non lo ha creato vuol dire che qualcosa può prescindere da dio.
                    Va pure definito il male che poi c'è chi dice che esiste in modo posito, ovvero c'è il diavolo operante con autonomia progettuale e c'è chi dice che non esiste con tale consistenza.
                    Può darsi anche semplicemente che il male non esiste e se lo sono inventato.
                    Che dicono quelli che tutto hanno detto con dovizia di particolari?
                    Last edited by Il gatto; 16-06-2014, 14:51.

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24593

                      #25
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      Questo mi ripropone la spiegazione che avevi formulato nell'altra discussione, ovvero un dio buono perchè così necessitava in una costruzione a tavolino di una nuova religione, costruzione modulare che, soffrendo delle limitazioni dell'epoca, attingeva ai mattoncini di un altro gioco trovandosi per le mani la carta del male che male si incastrava con il resto, al che con due martellate malamente piazzate si accroccava l'insieme che andava a mostrare i limiti realizzativi nei secoli dei secoli ad eterna memoria di un lavoro rimediato.
                      no, non c'è stata una costruzione a tavolino, su progetto;
                      come è avvenuto in molti altri casi, spesso poco conosciuti, si sono fatte strada interpretazioni progressivamente antropocentriche man mano che la società avvertiva l'inconsistenza della mediazione stregonesca e poi sacerdotale rispetto ad una natura ostile, riducendo la sacralità della Legge; l'inversione cristiana è parecchio eloquente, come altrettanto lo è la contromossa paolina, che riadatta il nuovo culto alla necessità di essere accettato dai poteri costituiti come complementare alla legge;

                      Comunque, se su questa bibbia c'è scritto tutto, ci sarà pure scritta chiaramente la ragione per cui dio ha creato il male, perchè di li non si scappa, se ha creato tutto ha fatto pure quello e se non lo ha creato vuol dire che qualcosa può prescindere da dio.
                      Va pure definito il male che poi c'è chi dice che esiste in modo posito, ovvero c'è il diavolo operante con autonomia progettuale e c'è chi dice che non esiste con tale consistenza.
                      Può darsi anche semplicemente che il male non esiste e se lo sono inventato.
                      Che dicono quelli che tutto hanno detto con dovizia di particolari?
                      no, nella Bibbia non può essere spiegato il male come categoria autonoma, poiché quello era semplicemente desunto come la mancata obbedienza alla Legge;

                      il problema ontologico del Male, e quindi della sua collocazione originaria, si pone solo nel momento in cui la coscienza acquista un peso predominante rispetto alla Legge; ma è troppo tardi per far rientrare organicamente la questione nel quadro antecedente, che si intende invece conservare poiché presenta molti vantaggi di struttura collaudata;

                      finché la società europea era essenzialmente costituita da buzzurri, il teatrino sconnesso ha funzionato lo stesso;
                      poi, con l'Umanesimo e Rinascimento le incongruenze sono venute fuori e il trucco scoperto.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #26
                        Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
                        CAro Axe
                        LA STORIA di Adamo ed Eva e del giardino di Eden è nota a persone di tutto il mondo. Probabilmente la conoscete anche voi. Perché non la leggete direttamente nella Bibbia? Si trova in Genesi 1:26–3:24. Eccola per sommi capi:
                        Geova Dio forma un uomo dalla polvere, lo chiama Adamo e lo mette in un giardino, in una regione detta Eden. È stato Dio a piantare questo giardino, che è ben irrigato e abbonda di lussureggianti alberi da frutto. Al centro c’è “l’albero della conoscenza del bene e del male”. Dio vieta di mangiarne, pena la morte. Successivamente Geova fa una compagna per Adamo, Eva, formandola da una sua costola. Ai due Dio affida l’incarico di aver cura del giardino e dice di riempire la terra della loro discendenza.
                        In un momento in cui Eva è sola, le si avvicina un serpente che le parla e la tenta invitandola a mangiare il frutto proibito: afferma che Dio le ha mentito e la sta privando di qualcosa di buono, qualcosa che la renderà simile a Dio. Lei cede e mangia il frutto proibito. In seguito anche Adamo disubbidisce a Geova, il quale come conseguenza emette una sentenza contro Adamo, Eva e il serpente. Dopo che la coppia umana viene espulsa dal giardino paradisiaco, gli angeli ne bloccano l’ingresso.
                        Un tempo studiosi, intellettuali e storici solitamente affermavano che gli avvenimenti narrati nel libro biblico della Genesi erano storia attendibile. Di questi tempi va più di moda essere scettici al riguardo. Ma perché alcuni mettono in dubbio quanto dice la Genesi a proposito di Adamo, Eva e il giardino di Eden? Prendiamo in esame quattro comuni perplessità.
                         1. Il giardino di Eden era davvero un luogo letterale?
                        Perché ci sono dei dubbi al riguardo? Potrebbe avervi contribuito la filosofia. Per secoli i teologi ipotizzarono che il giardino di Dio esistesse ancora da qualche parte. La Chiesa, tuttavia, fu influenzata da filosofi greci come Platone e Aristotele, i quali sostenevano che sulla terra nulla può essere perfetto, in quanto la perfezione è prerogativa del cielo. Perciò, secondo il ragionamento dei teologi, il Paradiso originale doveva essere più vicino al cielo. Alcuni affermavano che il giardino era situato sulla cima di una montagna altissima che si elevava appena oltre i confini di questo pianeta corrotto; altri, che si trovava al Polo Nord o al Polo Sud; altri ancora, che era sulla luna o lì vicino. Non stupisce che l’Eden si sia colorato di leggenda. Per alcuni studiosi di oggi, è assurdo cercare di collocare geograficamente l’Eden dal momento che non sarebbe mai esistito.
                        La Bibbia, comunque, dice tutt’altro. Da Genesi 2:8-14 apprendiamo vari particolari riguardo a quel giardino. Situato nella parte orientale della regione chiamata Eden, il giardino era irrigato da un fiume che si diramava in altri quattro; di ciascuno di essi vengono forniti il nome e una breve descrizione del corso. Da tanto tempo tali particolari incuriosiscono gli studiosi, molti dei quali hanno scandagliato il passo biblico a caccia di indizi che permettessero di capire l’ubicazione attuale di questo antico sito. Ma sono giunti alle conclusioni più disparate e contraddittorie. Significa questo che la descrizione degli aspetti fisici dell’Eden, del giardino e dei suoi fiumi sia falsa o leggendaria?
                        Riflettete: gli avvenimenti verificatisi nel giardino di Eden risalgono a circa 6.000 anni fa. In seguito furono messi per iscritto da Mosè, il quale può avere attinto a racconti trasmessi oralmente o perfino a documenti preesistenti. Comunque Mosè scrisse grossomodo 2.500 anni dopo gli avvenimenti narrati. L’Eden apparteneva già al remoto passato. È possibile che la morfologia del territorio, ad esempio il corso dei fiumi, cambi nell’arco di decine di secoli? La crosta terrestre è dinamica, in continuo mutamento. La regione in cui probabilmente si trovava l’Eden è una zona sismica, in cui attualmente si scatena circa il 17*per cento dei terremoti più intensi. In queste zone il cambiamento è la norma, non l’eccezione. Per di più, il diluvio dei giorni di Noè può avere alterato la conformazione della superficie terrestre in modi che oggi è impossibile conoscere.
                        Ci sono tuttavia alcuni fatti che conosciamo. Nel racconto della Genesi si parla del giardino come di un luogo letterale. Due dei quattro fiumi menzionati, l’Eufrate e il Tigri (o Iddechel), scorrono ancor oggi, e alcune delle loro sorgenti sono molto vicine. Sono indicati per nome anche i paesi attraversati da quei fiumi e vengono precisate le risorse naturali di quell’area. Per gli antichi israeliti, i primi lettori del racconto, questi erano dettagli che gli conferivano storicità.
                        Favole e leggende presentano questa stessa caratteristica? Non tendono piuttosto a omettere dettagli facilmente verificabili o contestabili? Mentre le favole cominciano di solito con “c’era una volta in un paese molto lontano”, la storia tende a includere particolari importanti, come fa il racconto relativo all’Eden.
                         2. È davvero plausibile che Dio abbia formato Adamo dalla polvere ed Eva da una costola di Adamo?
                        La scienza moderna ha confermato che il corpo umano è fatto di vari elementi, come idrogeno, ossigeno e carbonio, tutti presenti nella crosta terrestre. Ma come sono stati messi insieme quegli elementi per formare una creatura vivente?
                        Molti scienziati ipotizzano che la vita sia sorta spontaneamente, a partire da forme molto semplici che nell’arco di milioni di anni sono divenute sempre più complesse. Il termine “semplice”, però, può essere fuorviante visto che gli organismi viventi, perfino i microscopici organismi unicellulari, sono tutti incredibilmente complessi. Non esiste nessuna prova che qualche forma di vita sia mai sorta, o possa sorgere, per caso. Al contrario, tutti gli organismi viventi portano in sé la prova incontrovertibile di un progetto concepito da un’intelligenza di gran lunga superiore alla nostra. —*Romani 1:20.
                        Sarebbe assurdo ascoltare una straordinaria sinfonia, ammirare uno splendido dipinto o rimanere stupefatti di fronte a uno degli ultimi ritrovati della tecnologia e poi insistere che queste opere non siano state realizzate da nessuno, non vi pare? Eppure capolavori del genere non si avvicinano neanche lontanamente alla complessità, alla bellezza e all’ingegnosità del corpo umano. Com’è possibile che non abbia avuto un Creatore? Inoltre la Genesi spiega che, di tutte le forme di vita terrestri, solo l’uomo fu fatto a immagine di Dio. (Genesi 1:26) Ne consegue giustamente che sulla terra siamo gli unici in grado di riflettere l’estro creativo di Dio, arrivando a volte a realizzare opere mirabili nel campo della musica, dell’arte e della tecnologia. Dovrebbe forse sorprenderci che, nel creare, Dio raggiunga risultati di gran lunga superiori ai nostri?
                        Veniamo ora alla creazione della donna da una costola dell’uomo. Sarebbe stato difficile per il Creatore realizzare una cosa simile? Dio avrebbe potuto crearla in altri modi, ma il fatto che abbia scelto proprio questo racchiude un profondo significato: voleva che l’uomo e la donna si sposassero e formassero un legame molto stretto, come fossero “una sola carne”. (Genesi 2:24) Il modo in cui un uomo e una donna possono completarsi a vicenda, stringendo un legame stabile e basato sul reciproco sostegno, non è forse una prova eloquente dell’esistenza di un Creatore saggio e amorevole?
                        I genetisti moderni hanno inoltre riconosciuto che tutti gli esseri umani probabilmente discendono da un solo uomo e una sola donna. La Genesi, quindi, è così inverosimile?
                         3. L’albero della conoscenza e l’albero della vita sembrano frutto della fantasia.
                        A dire il vero la Genesi non insegna che questi alberi avessero di per sé poteri particolari o sovrannaturali. Erano piuttosto alberi veri e propri a cui Geova aveva attribuito un significato simbolico.
                        Non si fa anche ai nostri giorni qualcosa di simile? Ad esempio, molti rendono omaggio alla bandiera della propria nazione. È chiaro a tutti che con quel gesto mostrano rispetto non al semplice tessuto di cui è fatta la bandiera, ma a quello che la bandiera rappresenta in quanto simbolo dello stato. Oppure, per fare un altro esempio, pensiamo allo scettro e alla corona usati da vari monarchi come simboli della loro autorità regale.
                        Allora cosa simboleggiavano i due alberi? È stato formulato un gran numero di complesse teorie. La risposta, anche se semplice, è piuttosto profonda. L’albero della conoscenza del bene e del male rappresentava un privilegio che solo Dio ha: il diritto di determinare ciò che è bene e ciò che è male. (Geremia 10:23) Non c’è da stupirsi che rubare i frutti di quell’albero fosse un reato! L’albero della vita, invece, rappresentava un dono che solo Dio può concedere: la vita eterna. —*Romani 6:23.
                         4. Un serpente che parla sembra uscito dal mondo delle fiabe.
                        Quanto la Genesi dice al riguardo può lasciare interdetti, specie se non si tiene in considerazione il resto della Bibbia. Ma le Scritture fanno gradualmente luce su questo particolare che senz’altro desta curiosità.
                        Chi o cosa fece sembrare che il serpente parlasse? Nell’antichità gli israeliti conoscevano altri dettagli che chiarivano il ruolo del serpente. Per esempio, sapevano che, anche se gli animali non parlano, un essere spirituale può far sembrare il contrario. Mosè scrisse anche il racconto di Balaam: Dio mandò un angelo perché l’asina di Balaam parlasse con voce umana. —*Numeri 22:26-31; 2*Pietro 2:15,*16.
                        È possibile che anche altri esseri spirituali, compresi quelli che sono nemici di Dio, compiano miracoli? Mosè aveva visto i sacerdoti egizi che praticavano la magia riprodurre alcuni miracoli divini, come far sembrare che un bastone si trasformasse in un serpente. Il potere di compiere simili prodigi poteva provenire solo da nemici di Dio di natura spirituale. —*Esodo 7:8-12.
                        Mosè fu anche lo scrittore ispirato del libro di Giobbe. Questo libro rivelò molto riguardo al principale nemico di Dio, Satana, che mentendo aveva messo in dubbio l’integrità di tutti i servitori di Geova. (Giobbe 1:6-11; 2:4,*5) Quindi è plausibile che gli israeliti dell’antichità abbiano concluso che fosse stato Satana a manipolare il serpente, facendo sembrare che parlasse, per indurre Eva con l’inganno a infrangere la sua integrità.
                        La forza che si celava dietro il serpente era davvero Satana? In seguito Gesù descrisse Satana come “un bugiardo e il padre della menzogna”. (Giovanni 8:44) “Il padre della menzogna” non dovrebbe forse essere colui che ha mentito per la prima volta in assoluto? La prima menzogna mai pronunciata è contenuta nelle parole che il serpente rivolse a Eva. Contraddicendo l’avvertimento di Dio secondo cui mangiare il frutto proibito avrebbe portato alla morte, il serpente affermò: “Positivamente non morirete”. (Genesi 3:4) Chiaramente Gesù sapeva che era stato Satana a manipolare il serpente. La Rivelazione che egli diede all’apostolo Giovanni scioglie il nodo, definendo Satana “l’originale serpente”. —*Rivelazione (Apocalisse) 1:1; 12:9.
                        È davvero assurdo credere che una potente persona spirituale possa manipolare un serpente, facendo sembrare che parli? Anche gli uomini, che sono decisamente meno potenti, possono esibirsi in strabilianti numeri di ventriloquio e dare vita a effetti speciali realistici.
                        La prova più convincente
                        Non convenite che ci sono pochi motivi validi per guardare con scetticismo al racconto della Genesi? Ci sono invece prove schiaccianti che il racconto è storia vera.
                        Per esempio, Gesù Cristo è chiamato “il testimone fedele e verace”. (Rivelazione 3:14) Essendo un uomo perfetto, non mentì mai, né alterò la verità in alcun modo. Inoltre insegnò che era esistito molto tempo prima di venire sulla terra come uomo; era infatti al fianco del Padre, Geova, “prima che il mondo fosse”. (Giovanni 17:5) Visto che già esisteva quando la vita sulla terra ebbe inizio, Gesù è il più attendibile dei testimoni. Vediamo quindi cosa ha attestato al riguardo.
                        Gesù parlò di Adamo ed Eva come di persone reali. Fece riferimento al loro matrimonio quando spiegò che la norma stabilita da Geova è quella della monogamia. (Matteo 19:3-6) Se Adamo ed Eva non sono mai esistiti e il giardino nel quale sarebbero vissuti è una semplice leggenda, o Gesù fu ingannato o era un bugiardo. Nessuna di queste conclusioni è possibile. All’epoca in cui quei tragici avvenimenti si verificarono nell’Eden, Gesù era in cielo e osservava. Potrebbe esserci prova più convincente?
                        Scusate il post un po lungo ciaon Riccardo
                        Bravo, bel lavoro.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #27
                          La prova più convincente
                          Non convenite che ci sono pochi motivi validi per guardare con scetticismo al racconto della Genesi? Ci sono invece prove schiaccianti che il racconto è storia vera.
                          Per esempio, Gesù Cristo è chiamato “il testimone fedele e verace”. (Rivelazione 3:14) Essendo un uomo perfetto, non mentì mai, né alterò la verità in alcun modo. Inoltre insegnò che era esistito molto tempo prima di venire sulla terra come uomo; era infatti al fianco del Padre, Geova, “prima che il mondo fosse”. (Giovanni 17:5) Visto che già esisteva quando la vita sulla terra ebbe inizio, Gesù è il più attendibile dei testimoni. Vediamo quindi cosa ha attestato al riguardo.
                          Gesù parlò di Adamo ed Eva come di persone reali. Fece riferimento al loro matrimonio quando spiegò che la norma stabilita da Geova è quella della monogamia. (Matteo 19:3-6) Se Adamo ed Eva non sono mai esistiti e il giardino nel quale sarebbero vissuti è una semplice leggenda, o Gesù fu ingannato o era un bugiardo. Nessuna di queste conclusioni è possibile. All’epoca in cui quei tragici avvenimenti si verificarono nell’Eden, Gesù era in cielo e osservava. Potrebbe esserci prova più convincente?
                          Non convenite che ci sono pochi motivi validi per guardare con scetticismo al racconto della Genesi? Ci sono invece prove schiaccianti che il racconto è storia vera.

                          Potrebbe esserci prova più convincente?


                          LA STORIA di Adamo ed Eva e del giardino di Eden è nota a persone di tutto il mondo. Probabilmente la conoscete anche voi. Perché non la leggete direttamente nella Bibbia? Si trova in Genesi 1:26–3:24. Eccola per sommi capi:
                          Geova Dio forma un uomo dalla polvere, lo chiama Adamo e lo mette in un giardino, in una regione detta Eden. È stato Dio a piantare questo giardino, che è ben irrigato e abbonda di lussureggianti alberi da frutto. Al centro c’è “l’albero della conoscenza del bene e del male”. Dio vieta di mangiarne, pena la morte. Successivamente Geova fa una compagna per Adamo, Eva, formandola da una sua costola. Ai due Dio affida l’incarico di aver cura del giardino e dice di riempire la terra della loro discendenza.
                          In un momento in cui Eva è sola, le si avvicina un serpente che le parla e la tenta invitandola a mangiare il frutto proibito: afferma che Dio le ha mentito e la sta privando di qualcosa di buono, qualcosa che la renderà simile a Dio. Lei cede e mangia il frutto proibito. In seguito anche Adamo disubbidisce a Geova, il quale come conseguenza emette una sentenza contro Adamo, Eva e il serpente. Dopo che la coppia umana viene espulsa dal giardino paradisiaco, gli angeli ne bloccano l’ingresso.
                          Un tempo studiosi, intellettuali e storici solitamente affermavano che gli avvenimenti narrati nel libro biblico della Genesi erano storia attendibile. Di questi tempi va più di moda essere scettici al riguardo. Ma perché alcuni mettono in dubbio quanto dice la Genesi a proposito di Adamo, Eva e il giardino di Eden? Prendiamo in esame quattro comuni perplessità.
                           1. Il giardino di Eden era davvero un luogo letterale?
                          Perché ci sono dei dubbi al riguardo? Potrebbe avervi contribuito la filosofia. Per secoli i teologi ipotizzarono che etc, etc
                          Ma se tutta la storia stesse a raccontare una venuta di antichi alieni dal punto di vista di una società primitiva che differenze ci sarebbero fra dei e visitatori super tecnologici dotati di capacità per quei primitivi meravigliose e infinite?
                          Last edited by Il gatto; 16-06-2014, 16:15.

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #28
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            Riccardo, vedo che sei solo in grado di citare cose che non rispondono alla domanda essenziale:

                            Perché creare la tentazione e il Male ?

                            non sei in grado tu, come non è in grado nessuno che ipotizza la Creazione da parte di un dio "giusto" e far quadrare i conti;

                            quando posti di fronte a questa domanda, le risposte sono balbuzie di "mistero" e giochi delle tre carte, passi nelle sabbie mobili, ma nulla di vero e logico;

                            ha'voglia a citare Bibbia, catechismi e dottrine...
                            Forse la tua domanda è più complicata di quanto a prima vista si potrebbe pensare.
                            Una importante complicazione è data dal non conoscere l'idea che il redattore aveva di Dio. Non credo che esista alcuna idea di un Dio democratico, invece esistono idee di un Dio preminente su altre divinità o quelle relative ad un Dio unico, e nel V,T. ci sono entrambe.
                            Se vero che il tempo ultimo schiaccia tutti i tempi passati, specialmente quelli più lontani è anche vero che nel V.T. come nel Nuovo esistono idee umane della notte dei tempi che si mescolano con idee più vicine a noi, ed il redattore del momento che voleva trascrivere la tradizione sia orale che scritta usava sistemi di assemblaggio logici per il suo tempo ma che mischiavano velocemente le idee tradizionali senza considerare la lentezza della loro maturazione. In sostanza è come se si assaggiassi un buon minestrone dove gli alimenti si confondono, sta quindi al ricercatore saper riconoscere il singolo alimento man mano che entra in bocca per conoscerne la composizione.
                            E' per questo che la lettura e comprensione della Bibbia è sempre meno una lettura e comprensione per illetterati e superficiali, che non sanno assaggiare perché non sanno riconoscerne il gusto. Per chi voglia effettuare una ricerca soddisfacente, oggi ci sono a disposizione molti mezzi per approfondire, sempre che uno lo desideri.
                            Last edited by crepuscolo; 16-06-2014, 16:29.

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24593

                              #29
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Forse la tua domanda è più complicata di quanto a prima vista si potrebbe pensare.
                              Una importante complicazione è data dal non conoscere l'idea che il redattore aveva di Dio. Non credo che esista alcuna idea di un Dio democratico, invece esistono idee di un Dio preminente su altre divinità o quelle relative ad un Dio unico, e nel V,T. ci sono entrambe.
                              qui la questione non è di democrazia divina, ma di congruenza rispetto ad esigenze diverse che si manifesta nell'individuare dove è Dio:
                              il dio del VT è la Legge stessa e risponde all'esigenza di conformare un popolo all'obbedienza superando la fase delle suggestioni tribali pagane;

                              la nozione cristiana lo ricolloca invece nella funzione empatica col prossimo e, pertanto, nella coscienza, anche se certamente molte correnti interpretative dell'epoca già gradualmente procedevano in quella direzione, perché quello era lo stato d'animo e il grado di elaborazione;

                              poi, ovviamente la funzione sociale della religione ha finito col prendere il sopravvento e ricollocare di nuovo quella nel quadro di una legge, finché la Riforma non ha scisso stato e chiese, e liberato il pensiero etico-religioso dal vincolo di dover ispirare la politica direttamente;

                              cioè, se tu poni l'origine e l'operato divino nel contesto della coscienza, non hai bisogno di rifarti ad un'idea determinata di trascendenza, creazione, alberelli e serpenti; non te ne può frega' de meno, perché è irrilevante...

                              mentre è rilevante per chi intende amministrare e sostituirsi alla coscienza e mediare la morale in modo controllabile, perché servono referenti che abbiano una parvenza di oggettività non relativizzabile e non disponibile; ad altri, ovviamente
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #30
                                Direi pure che esce un dio risultato di una operazione culturale al posto del dio reale con una capacità di pensiero e azione autonoma, una bella differenza, sostanziale direi, dio non c'è più e il suo posto lo ha preso il pensiero umano.

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