Esiste anche l'ipocrisia inconsapevole che ti serve il mantra preconfezionato e nulla di diverso gli viene in mente.
D'altra parte, se certe argomentazioni hanno convinto lui, perche' dovrebbero funzionare meno sugli altri?....secondo lui.
Certi discorsi sono stereotipati al pari del breviario di cui sono un prolungamento e non a caso tutto e' qualificato da superlativi di meraviglisita' o di infimita', a me cio' mostra un metodo gia' visto sia in addestramento che in esecuzione.
Poi c'e' costantemente a guidarti la comparazione fra il meraglioso amore per dio e il pessimo egoismo del curare la fuggevole e fragile felicita' propria, cio' ti porta ad una scala di comparazione dove un elemento scompare e non e dio.
Che ci rimane di questa problematica umana, salvo dirlo con forme, termini e argomentazioni politically correct, ferma restando la sostanza?
Anche i reali pietosi di fronte all'offesa a dio cambiano le forme di presentazione e usano il tatto, ma ben raramente, senza una motivazione data, se c'e' dalla dotttrina sostanziale, patrimonio interiorizzato di ben pochi, si adattano a sostenere l'ottica dell'altra parte.
Nella situazione poi noi vediamo due persone che si legano fra loro, la dottrina vede due persone che si legano a dio e cio' le accumuna fra loro, quindi il divorzio diventa una rottura del legame con dio, non tanto fra loro che possono offrire entrambi o singolarmente la propria sofferenza alla divinita' santificandola.
Ed ecco come certe vicissitudini vilmente umane ne restino sminuite, non ci fosse dio al vertice del triangolo tali vicissitudini assumerebbero una dimensione diversa, ma con quel termine di paragone e' difficilino che con un indottrinamento semplificato si riesca a far di piu, salvo non essere in proprio tagliati per fare i confidenti e allora si spazia con ben altro si argomenti che di elasticita' mentale e senso critico.
D'altra parte, se certe argomentazioni hanno convinto lui, perche' dovrebbero funzionare meno sugli altri?....secondo lui.
Certi discorsi sono stereotipati al pari del breviario di cui sono un prolungamento e non a caso tutto e' qualificato da superlativi di meraviglisita' o di infimita', a me cio' mostra un metodo gia' visto sia in addestramento che in esecuzione.
Poi c'e' costantemente a guidarti la comparazione fra il meraglioso amore per dio e il pessimo egoismo del curare la fuggevole e fragile felicita' propria, cio' ti porta ad una scala di comparazione dove un elemento scompare e non e dio.
Che ci rimane di questa problematica umana, salvo dirlo con forme, termini e argomentazioni politically correct, ferma restando la sostanza?
Anche i reali pietosi di fronte all'offesa a dio cambiano le forme di presentazione e usano il tatto, ma ben raramente, senza una motivazione data, se c'e' dalla dotttrina sostanziale, patrimonio interiorizzato di ben pochi, si adattano a sostenere l'ottica dell'altra parte.
Nella situazione poi noi vediamo due persone che si legano fra loro, la dottrina vede due persone che si legano a dio e cio' le accumuna fra loro, quindi il divorzio diventa una rottura del legame con dio, non tanto fra loro che possono offrire entrambi o singolarmente la propria sofferenza alla divinita' santificandola.
Ed ecco come certe vicissitudini vilmente umane ne restino sminuite, non ci fosse dio al vertice del triangolo tali vicissitudini assumerebbero una dimensione diversa, ma con quel termine di paragone e' difficilino che con un indottrinamento semplificato si riesca a far di piu, salvo non essere in proprio tagliati per fare i confidenti e allora si spazia con ben altro si argomenti che di elasticita' mentale e senso critico.

) con tutte le buone maniere staranno un po' qua ed là, capita infine che i due coniugi arrivino ad odiarsi e chiedano il divorzio, allora i figli ne soffriranno sicuramente.
......alle difficoltà della vita.
..... da qualche parte
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