Siamo predestinati?

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  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #1

    Siamo predestinati?

    Alcuni dicono che è il destino a stabilire il giorno della morte. Altri sostengono che è Dio stesso a decidere il momento in cui dobbiamo morire. Sia gli uni che gli altri considerano ineluttabili gli avvenimenti principali della vita. La pensate anche voi così?
    Potreste porvi le seguenti domande: ‘Se davvero non possiamo fare niente per cambiare la nostra sorte, se Dio o il destino hanno già deciso l’esito di una questione, a cosa serve pregare? E se il nostro destino è già stato deciso, perché adottare misure per salvaguardare la nostra incolumità? Perché allacciare le cinture di sicurezza in macchina? E perché evitare di mettersi alla guida dopo aver bevuto?’
    La Bibbia non giustifica in alcun modo questo comportamento irresponsabile. Anziché lasciare le cose nelle mani del destino, la Bibbia comandava agli israeliti di essere prudenti. Ad esempio, imponeva loro di costruire un parapetto intorno al tetto a terrazza della loro casa. Il motivo era quello di evitare che qualcuno cadesse accidentalmente dal tetto. Perché Dio avrebbe dato un comando del genere se era destino che una persona cadesse dal tetto e morisse? — Deuteronomio 22:8.
    Che dire delle persone che rimangono vittime di disastri naturali o di altri tragici avvenimenti al di fuori del loro controllo? Significa che era ‘arrivata la loro ora’? No, il re Salomone, uno degli scrittori della Bibbia, assicura che “il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti”. (Ecclesiaste 9:11) Perciò, per quanto assurde o improbabili siano le circostanze in cui si verificano, le disgrazie non sono predestinate.
    Alcuni però ritengono che questa dichiarazione contraddica un’osservazione che Salomone aveva fatto in precedenza: “Per ogni cosa c’è un tempo fissato, sì, un tempo per ogni faccenda sotto i cieli: un tempo per nascere e un tempo per morire”. (Ecclesiaste 3:1, 2) Salomone stava veramente sostenendo il fatalismo? Consideriamo con attenzione le sue parole.
    Salomone non stava dicendo che nascita e morte siano predestinate. Voleva invece dire che le nascite e le morti, come molte cose della vita, si ripetono. È vero, nella vita ci sono alti e bassi. “C’è un tempo . . . per piangere e un tempo per ridere”, dice Salomone. Gli avvenimenti che si susseguono e le disgrazie impreviste, spiega, fanno parte della vita, sono tipiche di “ogni faccenda sotto i cieli”. (Ecclesiaste 3:1-8; 9:11, 12) La sua conclusione quindi è di non essere così assorbiti dalle faccende quotidiane da trascurare il Creatore. — Ecclesiaste 12:1, 13.
    Anche se il Creatore ha una comprensione completa della vita e della morte, non ci impone un destino. La Bibbia insegna che Dio offre a tutti noi la prospettiva di vivere per sempre. Dio però non ci costringe ad accettarla. Al contrario, la sua Parola dice: “Chi lo desidera prenda l’acqua della vita gratuitamente”. — Rivelazione (Apocalisse) 22:17.
    ‘Prendere l’acqua della vita’ dipende quindi dalla nostra volontà. Pertanto, il nostro futuro non è segnato dal destino. A influire direttamente sul nostro futuro sono le nostre decisioni, i nostri atteggiamenti e le nostre azioni.
    Ciao Riccardo
  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #2
    Originariamente Scritto da dietrologo
    a leggerti Andreric mi sembra di fare un tuffo nel passato nelle mie vite precedenti ..all'incirca più o meno 700 anni fa quello deve essere il periodo
    Caro Dietrologo
    Invece io vado indietro di circa duemila anni , quando comparve Gesù e il vero cristianesimo espresso nei Vangeli e nella Bibbia, non nel 325 con Costantino che fondò la chiesa Cattolica Romana apostata. Ciao Riccardo

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    • andreric
      Opinionista
      • 26/04/14
      • 883

      #3
      Originariamente Scritto da dietrologo
      Un'antica leggenda dice che per scavare un tesoro occorrono la quiete e il silenzio della notte: pronunciare una sola parola prima che il tesoro sia stato scavato lo farà inevitabilmente sparire.

      È una parabola mistica che si riferisce alla ricerca dell'illuminazione spirituale.

      Se chiacchieriamo o confidiamo agli altri le esperienze della nostra concentrazione, le perdiamo; esse non possono venire trasmesse oralmente e si dilegueranno sempre fino a che con la meditazione non avremo estratto da esse la completa conoscenza delle legge cosmiche basilari.

      L'esperienza stessa non dovrà essere raccontata perché vedremo che essa è soltanto un involucro in cui si nasconde il nocciolo prezioso.

      Perciò l'aspirante dovrebbe considerare tutto ciò che accade durante la concentrazione come sacro e tenere tutto per sé.
      E no caro Dietrologo
      Gesù disse Matteo 5:14_16 CEI " Voi siete la luce nel mondo ;.... non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio , ma sopra il lucerniere perchè faccia luce a tutti quelli che sono in casa . Cosi' risplenda la vostra luce davanti agli uomini....
      Gesù riferendosi ai suoi apostoli disse in Luca 19:40 CEI " Vi dico se questi taceranno, grideranno le pietre"Ciao Riccardo

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Solo che qua non ci sta gesu', la cui posizione e' stata costruita da 20 secoli di parole, ma ci stai tu e apostolo non ti ci ha nominato nessuno, oltre la tua convinzione di esserlo.

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #5
          Probabilmente andreric si riferiva a coloro che sono in quella luce, non credo volesse riferirsi a tutti, compresi quelli che non credono in Dio. In effetti sarebbe assurdo se non fosse così. Il cristiano, anche di diversa cultura, cerca quel Gesù che si è costruito strada facendo, se sia fantasia o realtà chi può dirlo, io penso solo il diretto interessato. La sfida tra credenti e non in Dio, che impazza sul sito, è già finita prima di cominciare, purtroppo non ci sono punti di contatto ma non nel modo di ragionare ( cà nisciuno è fesso) ma nel modo di credere....compreso Babbo Natale

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            E' un po diverso dire io la vedo cosi', oppure dire e' cosi' e cio' deve valere e vale anche per voi, posizione che traspare da tutto l'insieme del suo dire, per altro uguale a quello di cono al netto delle irrilevanti divergenze che li porta a scannarsi su chi di loro due e relative chiese e' piu' profeta di verita'

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              Infatti per un credente come me è liberatorio che nel Vangelo Gesù prenda il posto del tempio con la famosa frase: "Distruggete questo tempio ed io in tre giorni lo ricostruirò" rivolta proprio ai sacerdoti del tempio.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Ma poi lo hanno distrutto il tempio?
                Anche renzi diceva io cambio l'italia a quelli che doveva rottamare

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Ci ha pensato Tito..no Livio. Il tempio caso mai è luogo d'incontro non certo di scontro specialmente tra le coscienze, coscienze che dimostrano di essere più ragionevoli dell' evanescente dell'anima L'altra sera ho visto un film documentario su quattro italiani figli dei fiori ed amanti dell'India che improvvisamente hanno lasciato tutto, uno tra loro è divenuto Baba; ebbene l'emozione del santone di rincontrare le madre che è andato a trovarlo dopo 28 anni e viceversa, quello della madre di riabbracciare dopo tanto tempo il figlio credo sia un comune sentimento di credenti e non, cioè tutti compresi.
                  Last edited by crepuscolo; 15-12-2014, 20:04.

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Ma se fai affermazione di potenza e poi, sfidato nei fatti, non ne dai prova sei fregato, a quel punto e' meglio non minacciare proprio altrimenti ti ritrovi a far ridere i polli.
                    I romani infatti lo hanno fatto senza nemmeno sprecarsi con minacce a vuoto.

                    Sentimento che sarebbe stato assente per il figlio di altri il che ribadisce i sentimenti per il proprio che decrescono drasticamente distaccandosi da quel limite e cio' differenzia molto la cosa dalle delizie primule che investono il credente.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      Se è per questo c'è anche chi sostiene che il vangelo sia stato scritto dopo gli eventi della distruzione del tempio;. ma io volevo dargli un senso per superare la religione in senso stretto e montare più sulla religiosità che accomuna qualsiasi credo anche quelli strettamente materiali, non si tratta di dar da mangiare ai polli che ormai so' quasi tutti di allevamento chi ai piani bassi e chi al primo e chi al secondo piano, c'è voce che in america siano addirittura ospitati in un grattacielo con scarico incorporato, comunque se rinvanghiamo Fedro o La Fontaine di animali strani fatti ad immagine dell'uomo ce ne stanno a bizzeffe. Quella ironia si che era santa anche se non ha un posto nel calendario di cono; in fondo si tratta di essere religiosamente obbiettivi.
                      Last edited by crepuscolo; 15-12-2014, 22:54.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        La religione e l'obiettivita' sono incompatibili, una coppia scoppiata se li si vuol coniugare.
                        Lobbiettivita' ha le sue evidenze generali che non prevedono ne fede, ne misteri, peculiarita' di cio' che esiste solo nella testa di chi pensa la costruzione.

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #13
                          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                          La religione e l'obiettivita' sono incompatibili
                          Io non credo che sia così opposti, io credo che siano molto più sfumati, come due insiemi che hanno un'area in comune.

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            La religione produce effetti sociali e politici rilevabili, ma l'essenza e' eterea e li che ti vuoi obiettivizzare?
                            L'essere obbiettivi significa che tutti vedono la stessa cosa allo stesso modo e gia' al punto 1, dio, ci sono infiniti modelli e negazioni e, se il punto 1 cade, i successivi che dall'1 prendono origine gli vanno dietro.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #15
                              Ma io ti ho spiegato che credere non è religionare, ma ragionareeeeeeeee. Fino a prova contraria per essere obbiettivi bisogna essere almeno al 51, non credereai che l'obbiettività sia obbiettiva al 100 %, chiedilo ai vari duci , ma dovresti invece sapere che dipende dagli usi, dai costumi e dalla conoscenza del tempo, ma soprattutto dai 5 sensi puntualizzando sul gusto un senso gustoso per tutti, o quasi. Evidentemente 2.000 anni fa l'umanità non era quella di oggi, ragionava molto diversamente perché aveva gusti molto differenti dai nostri; la storia non fa altro che scopre questi collegamenti; per non parlare poi della forza, cosa vuoi che potessero sapere allora di come era la materia dentro e dietro le cose; oggi è molto diverso, e tu credi che i cosiddetti credenti siano rimasti all'età della pietra?
                              Il mio percorso o cammino come dir si voglia, a seconda che sia mentale o fisico, è quello di risalire il più possibile all'originale, o alla sorgente, considerando che l'acqua, è ormai assodato al 100%, quindi obbiettività massima, poiché rappresenta la vita per noi uomini e per loro donne; ovviamente per questa mia personale ricerca mi servo, come tutti, dei piedi fisici per muovermi, delle mani fisiche per prendere e lasciare dei muscoli per saltellare dei nervi per incazzarmi e delle ossa per sostenermi, e tutto lo farei senza pensarci, mi sembra un po' strano; inoltre il credente si serve pure del supporto mentale, senza avere confusione in mente quando non ha bisogno del supporto fisico se non del cervello multifunzione, il credente per finire, usa il cervello per comandare al corpo ed usa la mente per comandare al cervello, se questo trittico non sussiste vuol dire che la mente mente, chissà che ne pensa l'acidina veghina?....
                              Last edited by crepuscolo; 18-12-2014, 00:59.

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